Fai come se l’Amato fosse accanto a te. In ogni singola nota della tua voce sia il seme glorioso di Quello che ami. In ogni gesto la presenza sottile della forma amata e il suo respiro. La sua voce ti guidi a raggiungerlo, come un richiamo che non si spegne. Tieni lo sguardo sul cuore e non distoglierlo. Agisci in solitudine, ma sappi che sei sempre visto e sentito, lì dove sempre guardi e ascolti. Sei il seme del ricongiungimento, sei l’eroe che siede davanti alla porta del castello, se l’amato che abita il giardino del cuore, sei la chiave che apre tutte le porte. Sei la sapienza e la grazia, la verità invisibile agli occhi. Sei la volontà che non si spezza, il grande mago, il re e il poeta. Sei la testa che poggia sulle ginocchia della Madre. Sei figlio e il devoto, sei il suo signore e il suo servo, sei il suo Re e lei la tua Dea. Sei la ricerca che non ha fine, ma sempre inizio, sei la luce che guida sul sentiero e il passo marziale della vittoria. Sei l’eroe in esilio nella foresta, sei la foresta che abbraccia il suo ritorno, sei l’asilo e il regno. Sei la buona novella e la stella del mattino, l’annuncio e l’eco ... 

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Prendiamo rifugio in Te, Madre, nel tuo respiro possente, prendiamo rifugio tra le tue braccia, nel fuoco del tuo petto, nella luce della tua percezione, nel suono cristallino del tuo mantra, e nel soffio roboante del tuo grido, sciabola che scaccia dal mondo demoni e asura, nel corruccio della tua fronte che ha lo spazio del cielo, tuonante di potenza. Prendiamo rifugio ai tuoi piedi, restando immobili in mezzo alla tempesta, siamo ai tuoi piedi mentre tremiamo, siamo ai tuoi piedi nello scuotimento. Sotto i tuoi piedi deponiamo i nostri corpi nella gioia e nel dolore. Ai tuoi piedi deponiamo i nostri desideri e nostri peccati, il fardello, la colpa e l’orgoglio, perché tu appari ai nostri occhi l’unica possente che agisce nel cielo e sulla terra, e tutto ciò che abbiamo e che non abbiamo, ti appartiene ugualmente. Tuo è ogni fremito di vita nelle nostre membra, ogni scintilla della potenza che si solleva nel nostro cuore, tua la via retta che conduce al cielo, tua la via storta che si arrotola lungo l’esperienza, tu sei.

Tu che apri la bocca furente, tu che scruti la notte dove noi non vediamo che la tua pelle impenetrabile, tu che palpiti nel cuore e muovi ... 

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Meditando la precarietà della situazione in cui ci troviamo, ho deciso di rivedere il calendario degli incontri, perché non preferisco associarmi alle iniziative online con cui molti, meritoriamente, forse, allietano i giorni del coprifuoco. Invece vivo profondamente il senso di contrizione e silenzio che si spande dal cuore, cerco la preghiera e il raccoglimento e invito tutti a fare la stessa cosa. Sacro è questa dimensione a cui le dottrine ci hanno istruito, indicato e invitato, in cui adesso ci troviamo catapultati, chi smarrito, chi già famigliare al luogo. Comunque di potenza non conosciuta prima. E in questo Smashana mi siedo e medito, in una partecipazione collettiva che non necessita di introduzioni, né di spiegazioni. E’ tempo di pratica e di silenzio.

Mi auguro, o meglio, attendo che lo scenario si muti, consentendo di rivederci, e continuo a credere che la presenza, il suo manifestarsi sottile, siano la sola ragione per cui siamo eventualmente ammessi a condividere le istruzioni spirituali e le parole dei testi sacri, che veicolano in realtà solo quella. Quindi attendo di poter riaprire la mia casa, non una chat su Skype, in  ... 

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Dal profondo sottosuolo del mondo sale la nube della morte per pandemia. Tutte le città e le aggregazioni umane sono pervase dal panico, lo spirito incontrollabile del dio Pan.
Il momento Panico, di Pan, della frenesia incontrollabile, del parossismo. Tutti obbediscono al signore che guida il corteo degli Dei. Non solo la paura, che è al suo momento culmine detta appunto panico, ma al suo seguito il grande teatro dell’inconscio, di cui godiamo finalmente lo spettacolo liberatorio, ma pericoloso. Difficilmente scendono gli dei al mondo visibile senza chiedere un tributo di vittime. Il loro apparire è proprio nell’appropriarsi del corpo che prima ne lamentava l’assenza, ma che momentaneamente, o definitivamente, viene risucchiato nella nube dell’oltremondo, che abitava sempre a lato del nostro pensiero ordinario, in attesa del suo momento, guidando però in segreto le questioni che apparivano casuali e fatalmente predestinate. Scritti nell’ombra salmodiante stanno anche i comportamenti ingenuamente eroici, l’immolazione e il sacrificio, così come la furia dell’autoconservazione, la violenza, l’esplosione emozionale, i sintomi ... 

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“Shiva, la presenza di Dio nel Sublime e nel Tremendo”

Seminario. Domenica 23 Febbraio, h.15.00 – 19.00
A Pesaro e su Skype.

Shiva è il distruttore delle illusioni, colui che protegge gli eremiti, gli asceti, coloro che vivono distaccati dal mondo. Shiva è il Dio supremo, la liberazione, il padre e la madre celesti, il grande Yogi, la coscienza suprema, la non dualità, l’immortale, il Signore degli Dei e di tutti gli esseri.
“Mi inchino a te, che hai l’estensione dello spazio. Tu che hai l’aspetto di un eremita dai capelli intrecciati, con il bastone tra le mani, il ventre magro e la ciotola delle elemosine. Mi prostro a Te che sei la purezza. Tu che porti il tridente, che sei il Signore degli Dei, Tu che hai tre occhi, che sei lo spirito supremo, che sei coperto di ceneri e itifallico. Mi inchino a Te, Signore Rudra! La mezza luna adorna la tua fronte, il serpente avvolge il tuo collo, tu che impugni l’arco e il tridente. Mi inchino a Te, dall’aspetto feroce. Tu sei l’anima di tutte le creature. Tu sei il creatore e il distruttore di tutti gli esseri. Tu sei senza ira, senza inimicizia, senza attaccamento. Mi inchino a Te che sei l’immagine della Pace!” ... 

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Domenica 23 Febbraio: “Shiva. La presenza di Dio nel sublime e nel Tremendo”. Seminario. Ore 15 – 19.

Domenica 5 Aprile: “Il Ramayana, parabola gnostica. Il viaggio celeste dell’Eroe.” Seminario. Ore 15-19.

Domenica 10 Maggio: “Bhagavad Gita. La quintessenza dell’istruzione spirituale.” Seminario. Ore 15 – 19.

Domenica 18 Ottobre: “La Parola Madre. Teologia del Femminile Sacro. Suono e Parola nei Veda e nello Yoga.” Seminario. Ore 9 – 18.

Altri appuntamenti e approfondimenti: Satsang.it

Programma Seminari 2020. Prima parte. Scarica il PDF.

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[tratto da “Fuoco dei Filosofi” Raphael, per le Edizioni Asram Vidya]

Non si può non riconoscere che ogni attività (professione, ecc.) profana-sociale esige una certa attitudine, una predisposizione e qualificazione; potremmo persino parlare di vocazione. Per ogni funzione occorre, dunque, l’idoneità attinente a quella particolare sfera. Spesso si possono avere non bravi professionisti o lavoratori perché non si é portati per quello specifico ruolo, perché si manca appunto di vocazione o di attitudine. Questa, se non sempre, può essere comunque sviluppata, sebbene può capitare che il soggetto neanche sappia di averla.

Anche nel campo spirituale vige la stessa legge; un candidato privo di vocazione, di predisposizioni e qualificazioni, potrebbe fare ben poco. Per quanto possa seguire un sentiero, sarà pur sempre un cattivo aspirante. Inoltre, come per seguire una qualsiasi professione occorrono studio, tempo, abnegazione e grande serietà, così per seguire un sentiero spirituale, o iniziatico, necessitano una grande serietà, abnegazione e parecchio tempo a disposizione. Capita però che, in via di massima, l’aspirante si dedichi alla Realizzazione ... 

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BRHADARANYAKA UPANISHAD
PRIMO ADHYAYA – SECONDO BRAHAMANA

1. Solo il nulla vi era in origine: L’Universo era avviluppato dalla morte e dalla fame, poiché fame è morte. Egli creò la mente, dicendo tra sé : “Che io possa avere una mente”. Quindi trascorse qualche tempo in adorazione, e in virtù di tale adorazione si produssero le acque. Allora Egli comprese che adorando aveva conseguito l’acqua. Chi conosce l’origine dello splendore (Arka), comprende come conseguire l’acqua e diviene partecipe di felicità.
2. L’acqua era splendore. La schiuma delle acque si consolidò e diventò la terra. E quando anche la terra fu creata, Egli si sentì stanco. Mentre conosceva la stanchezza e il turbamento, la sua essenza e la sua gloria emersero all’esterno. E questo fu il Fuoco.
3. Poi si scisse in tre parti, una il fuoco, una il sole, una il vento; questo è il triforme spirito vitale (Prana). L’oriente fu il suo capo, i venti che provengono da quella zona furono le zampe anteriori; l’occidente fu la sua coda; i venti che soffiano da occidente furono le zampe posteriori; il settentrione e il mezzogiorno furono i ... 

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Un non-diario di viaggio

Il Suono che disegna lo spazio.

Mataji, hai ascoltato i Mantra nel tempio? Mi chiede un uomo molto educato e gentile, come si chiede ai turisti religiosi. Certo amico mio, sono stata nei templi e ho ascoltato i mantra e gli sloka, ma qui il Suono è ovunque ci si trovi. Ci affacciamo sulla strada trafficata dell’ora dopo il tramonto, quando la curva a gomito che porta ad Assi Ghat diventa un unico ingorgo fermo, avvolto nella nota costante e variegata dei clacson spinti al massimo volume. Sembra che il mondo sia contenuto e stabilito in quel Suono potente, inutile, autonomo, concreto, immobile.  Ji, lo senti? qui ovunque ogni essere sta alzando il proprio suono al cielo, ogni cosa canta, ogni cosa suona. Accade perché l’anima di questa città è rivolta verso l’alto, e la sua stessa urgenza di salire, di espandersi e risuonare, grida: io sono! Jay Ram! E’ il suono stesso dei viventi, più potente del respiro, da cui il respiro proviene. Prima di tutto, esistere è questo innalzarsi in suono, essere. Ovunque qui risuona il Naad, che proviene spontaneamente dal vivente, e in ogni dove risuona senza sosta. Senza limite e senza inibizione, ... 

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