L’Imperatore è immerso nell’oscurità delle sue emozioni e del dubbio, la Luce della Luna è dolce, ma anche livida e suggestiva di pericoli e calamità, il canto della Stella, invece, che segnerebbe con certezza la direzione, è troppo lontano, coperto dalla notte, sembra irraggiungibile, appena udibile. E’ un unico cielo a sostenere tutti i luminari, da cui il Sè emergerà come il Sole, da sotto l’abito pesante e secolare dell’Imperatore. Come si muovono gli esseri che la Luna ha accolto con sé? Sotto il suo riflesso salvifico, ancorati con prontezza nell’istinto, puro riflesso, o nella quiete del sonno, nell’intelligenza veggente del predatore notturno, nel canto enigmatico degli animali della foresta, nella vita segreta che si regola da sé, indefettibile, più esatta di ogni calcolo umano, sostenuta dal respiro e dai fluidi, dal loro sapere segreto, che ciascuno informa secondo il suo mandato e obbedisce. Oltre questo ritmo, la lunga teoria delle Stelle, del loro spazio e numero incalcolabile, alfabeto e paradigma di tutta la conoscenza del cosmo, del grande come del piccolo, poema visibile e non scritto, vivente e non vivente, di arconti, potenze, guardiani, statuto della legge universale. Questa legge è bellezza, conoscenza e amore: il manto nero stellato della Madre Divina. Ciò che alla luce della Luna è oscurità e pericolo, sopravvivenza e istinto, nella legge più vasta e immobile delle stelle è verità e amore universale. Dunque, l’Imperatore intraprenda il viaggio per attraversare la foresta notturna e imaginale, finché la sua Stella canterà con voce limpida e cristallina, al di là del dubbio, al di là del timore. Tutto è già scritto nel manto del cielo, intelletto trasparente dell’Assoluto.

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