Fai come se l’Amato fosse accanto a te. In ogni singola nota della tua voce sia il seme glorioso di Quello che ami. In ogni gesto la presenza sottile della forma amata e il suo respiro. La sua voce ti guidi a raggiungerlo, come un richiamo che non si spegne. Tieni lo sguardo sul cuore e non distoglierlo. Agisci in solitudine, ma sappi che sei sempre visto e sentito, lì dove sempre guardi e ascolti. Sei il seme del ricongiungimento, sei l’eroe che siede davanti alla porta del castello, se l’amato che abita il giardino del cuore, sei la chiave che apre tutte le porte. Sei la sapienza e la grazia, la verità invisibile agli occhi. Sei la volontà che non si spezza, il grande mago, il re e il poeta. Sei la testa che poggia sulle ginocchia della Madre. Sei figlio e il devoto, sei il suo signore e il suo servo, sei il suo Re e lei la tua Dea. Sei la ricerca che non ha fine, ma sempre inizio, sei la luce che guida sul sentiero e il passo marziale della vittoria. Sei l’eroe in esilio nella foresta, sei la foresta che abbraccia il suo ritorno, sei l’asilo e il regno. Sei la buona novella e la stella del mattino, l’annuncio e l’eco ... 

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Con inusuale nitidezza, per i nostri tempi, la Potenza che regola il numero e la durata delle specie viventi, che crea, dispone e distrugge il creato, si manifesta ai nostri occhi, come in tempi remoti era solita fare, così che aveva allenato le menti alla Sua sapienza, a consistere della sua Grazia. Tutto ciò che è individualizzato muore, mentre resta immutato l’insieme, l’indistruttibile, nel cui sogno oceanico abbiamo abitato vita dopo vita, come moltitudine. La Morte ci riporta al vero, perciò è distruttrice delle illusioni. L’unico esistente, l’unico sempre vivente, è l’impersonale, che regola quando vuole e come vuole le vite dei molti. Ritornando a brillare alla vista di tutti, unico sacrificio che spande il suo calore e la sua benedizione sul mondo, il Sole, in cui a officiare il canto sono tutti gli Dei. Quel sole ha il suo omologo nella verità innata, quella precede ogni formulazione del pensiero e del desiderio. Quello precede ogni identificazione di sé e di altro, è preesiste alla stessa nascita, mai nato che sempre risorge, dopo la notte della nescienza e del sogno. A quella verità occorre fare riferimento ... 

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Prendiamo rifugio in Te, Madre, nel tuo respiro possente, prendiamo rifugio tra le tue braccia, nel fuoco del tuo petto, nella luce della tua percezione, nel suono cristallino del tuo mantra, e nel soffio roboante del tuo grido, sciabola che scaccia dal mondo demoni e asura, nel corruccio della tua fronte che ha lo spazio del cielo, tuonante di potenza. Prendiamo rifugio ai tuoi piedi, restando immobili in mezzo alla tempesta, siamo ai tuoi piedi mentre tremiamo, siamo ai tuoi piedi nello scuotimento. Sotto i tuoi piedi deponiamo i nostri corpi nella gioia e nel dolore. Ai tuoi piedi deponiamo i nostri desideri e nostri peccati, il fardello, la colpa e l’orgoglio, perché tu appari ai nostri occhi l’unica possente che agisce nel cielo e sulla terra, e tutto ciò che abbiamo e che non abbiamo, ti appartiene ugualmente. Tuo è ogni fremito di vita nelle nostre membra, ogni scintilla della potenza che si solleva nel nostro cuore, tua la via retta che conduce al cielo, tua la via storta che si arrotola lungo l’esperienza, tu sei.

Tu che apri la bocca furente, tu che scruti la notte dove noi non vediamo che la tua pelle impenetrabile, tu che palpiti nel cuore e muovi ... 

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Meditando la precarietà della situazione in cui ci troviamo, ho deciso di rivedere il calendario degli incontri, perché non preferisco associarmi alle iniziative online con cui molti, meritoriamente, forse, allietano i giorni del coprifuoco. Invece vivo profondamente il senso di contrizione e silenzio che si spande dal cuore, cerco la preghiera e il raccoglimento e invito tutti a fare la stessa cosa. Sacro è questa dimensione a cui le dottrine ci hanno istruito, indicato e invitato, in cui adesso ci troviamo catapultati, chi smarrito, chi già famigliare al luogo. Comunque di potenza non conosciuta prima. E in questo Smashana mi siedo e medito, in una partecipazione collettiva che non necessita di introduzioni, né di spiegazioni. E’ tempo di pratica e di silenzio.

Mi auguro, o meglio, attendo che lo scenario si muti, consentendo di rivederci, e continuo a credere che la presenza, il suo manifestarsi sottile, siano la sola ragione per cui siamo eventualmente ammessi a condividere le istruzioni spirituali e le parole dei testi sacri, che veicolano in realtà solo quella. Quindi attendo di poter riaprire la mia casa, non una chat su Skype, in  ... 

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Dal profondo sottosuolo del mondo sale la nube della morte per pandemia. Tutte le città e le aggregazioni umane sono pervase dal panico, lo spirito incontrollabile del dio Pan.
Il momento Panico, di Pan, della frenesia incontrollabile, del parossismo. Tutti obbediscono al signore che guida il corteo degli Dei. Non solo la paura, che è al suo momento culmine detta appunto panico, ma al suo seguito il grande teatro dell’inconscio, di cui godiamo finalmente lo spettacolo liberatorio, ma pericoloso. Difficilmente scendono gli dei al mondo visibile senza chiedere un tributo di vittime. Il loro apparire è proprio nell’appropriarsi del corpo che prima ne lamentava l’assenza, ma che momentaneamente, o definitivamente, viene risucchiato nella nube dell’oltremondo, che abitava sempre a lato del nostro pensiero ordinario, in attesa del suo momento, guidando però in segreto le questioni che apparivano casuali e fatalmente predestinate. Scritti nell’ombra salmodiante stanno anche i comportamenti ingenuamente eroici, l’immolazione e il sacrificio, così come la furia dell’autoconservazione, la violenza, l’esplosione emozionale, i sintomi ... 

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E’ una delle raffigurazioni più difficili, che sembrano parlare del morbo e della quarantena, dell’inagibilità del mondo costruito, dell’essere rinchiusi in un luogo che frana, legati, come animali in trappola, in attesa di una salvezza promessa, mediata da altrove e forse inattendibile. Ricorda antichi modelli di autorità e di castigo, di sacrificio e costrizione. Ricorda la fragilità umana, la sua forzata condizione di maturazione e di essere sospesa, in attesa di istruzioni migliori. L’umana fragilità è spesso negletta e abusata, come fosse il fragile guscio una torre inviolabile, adatta a resistere a ogni assalto. Le mura del castello interiore sono invece supporti fragili e creati in emergenza, forme simboliche, piuttosto che effettive. Segnali di un limite che invece che inviolabile è spazio che si apre sotto la folgore dell’istante, costante bersaglio di violazione e di frattura. Quel perimetro è il luogo del contatto e della capitolazione, della spaccatura che si apre alla relazione. Dove entrano le armate d’assalto del mondo, o del cielo, e le mura cadono in fiamme. Dentro quel sito di isolamento c’è ... 

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L’Imperatore è immerso nell’oscurità delle sue emozioni e del dubbio, la Luce della Luna è dolce, ma anche livida e suggestiva di pericoli e calamità, il canto della Stella, invece, che segnerebbe con certezza la direzione, è troppo lontano, coperto dalla notte, sembra irraggiungibile, appena udibile. E’ un unico cielo a sostenere tutti i luminari, da cui il Sè emergerà come il Sole, da sotto l’abito pesante e secolare dell’Imperatore. Come si muovono gli esseri che la Luna ha accolto con sé? Sotto il suo riflesso salvifico, ancorati con prontezza nell’istinto, puro riflesso, o nella quiete del sonno, nell’intelligenza veggente del predatore notturno, nel canto enigmatico degli animali della foresta, nella vita segreta che si regola da sé, indefettibile, più esatta di ogni calcolo umano, sostenuta dal respiro e dai fluidi, dal loro sapere segreto, che ciascuno informa secondo il suo mandato e obbedisce. Oltre questo ritmo, la lunga teoria delle Stelle, del loro spazio e numero incalcolabile, alfabeto e paradigma di tutta la conoscenza del cosmo, del grande come del piccolo, poema visibile e non scritto, vivente ... 

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“Shiva, la presenza di Dio nel Sublime e nel Tremendo”

Seminario. Domenica 23 Febbraio, h.15.00 – 19.00
A Pesaro e su Skype.

Shiva è il distruttore delle illusioni, colui che protegge gli eremiti, gli asceti, coloro che vivono distaccati dal mondo. Shiva è il Dio supremo, la liberazione, il padre e la madre celesti, il grande Yogi, la coscienza suprema, la non dualità, l’immortale, il Signore degli Dei e di tutti gli esseri.
“Mi inchino a te, che hai l’estensione dello spazio. Tu che hai l’aspetto di un eremita dai capelli intrecciati, con il bastone tra le mani, il ventre magro e la ciotola delle elemosine. Mi prostro a Te che sei la purezza. Tu che porti il tridente, che sei il Signore degli Dei, Tu che hai tre occhi, che sei lo spirito supremo, che sei coperto di ceneri e itifallico. Mi inchino a Te, Signore Rudra! La mezza luna adorna la tua fronte, il serpente avvolge il tuo collo, tu che impugni l’arco e il tridente. Mi inchino a Te, dall’aspetto feroce. Tu sei l’anima di tutte le creature. Tu sei il creatore e il distruttore di tutti gli esseri. Tu sei senza ira, senza inimicizia, senza attaccamento. Mi inchino a Te che sei l’immagine della Pace!” ... 

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Domenica 23 Febbraio: “Shiva. La presenza di Dio nel sublime e nel Tremendo”. Seminario. Ore 15 – 19.

Domenica 5 Aprile: “Il Ramayana, parabola gnostica. Il viaggio celeste dell’Eroe.” Seminario. Ore 15-19.

Domenica 10 Maggio: “Bhagavad Gita. La quintessenza dell’istruzione spirituale.” Seminario. Ore 15 – 19.

Domenica 18 Ottobre: “La Parola Madre. Teologia del Femminile Sacro. Suono e Parola nei Veda e nello Yoga.” Seminario. Ore 9 – 18.

Altri appuntamenti e approfondimenti: Satsang.it

Programma Seminari 2020. Prima parte. Scarica il PDF.

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