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GAYATRI MANTRA. LA MEDITAZIONE E L’INTELLIGENZA SPIRITUALE.

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SEMINARIO PESARO, 22 DICEMBRE 2019 Vorrei chiudere questa stagione di incontri con una celebrazione del Solstizio d’inverno all’insegna della meditazione del Sole che, nel suo valore massimo di declinazione negativa stagionale, incarna l’immagine del Sole interiore, racchiuso oltre la soglia visibile, in attesa di nascere dal cuore. Con il Gayatri, il Sole è invocato come presenza visibile dell’Atman, del regolatore dei mondi, che al suo comando seguono il proprio corso esattamente: così il Sole guida a seguirlo i pianeti e gli dei, come il Sommo Bene, a cui tutto il cosmo obbedisce come una sola mente e un solo cuore, sincronico. Questo è tradizionalmente il modello dell’Intelligenza suprema, della volontà divina diffusa su tutto, e quindi della conoscenza spirituale, quando l’insieme è dotato di una volontà luminosa, condivisa e visibile, unitaria. Di questa Intelligenza si chiede il Sole di illuminare le nostre menti, perché come gli dei e le potenze planetarie seguono il sole, seguiamo luminosi la via celeste, senza fine, immortale. A definire questa visione beatifica, non a caso, è un canto, la cui potenza creatrice abbiamo letto e meditato nel corso di questi mesi. Il canto per eccellenza, della cui visione sono intessuti i Veda e il Dharma, […]

Santi e Maestri

Le qualificazioni del Discepolo

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[tratto da “Fuoco dei Filosofi” Raphael, per le Edizioni Asram Vidya] Non si può non riconoscere che ogni attività (professione, ecc.) profana-sociale esige una certa attitudine, una predisposizione e qualificazione; potremmo persino parlare di vocazione. Per ogni funzione occorre, dunque, l’idoneità attinente a quella particolare sfera. Spesso si possono avere non bravi professionisti o lavoratori perché non si é portati per quello specifico ruolo, perché si manca appunto di vocazione o di attitudine. Questa, se non sempre, può essere comunque sviluppata, sebbene può capitare che il soggetto neanche sappia di averla. Anche nel campo spirituale vige la stessa legge; un candidato privo di vocazione, di predisposizioni e qualificazioni, potrebbe fare ben poco. Per quanto possa seguire un sentiero, sarà pur sempre un cattivo aspirante. Inoltre, come per seguire una qualsiasi professione occorrono studio, tempo, abnegazione e grande serietà, così per seguire un sentiero spirituale, o iniziatico, necessitano una grande serietà, abnegazione e parecchio tempo a disposizione. Capita però che, in via di massima, l’aspirante si dedichi alla Realizzazione nei ritagli di tempo. Possiamo anche dire che l’occupazione principale, o fondamentale, é quella sociale, mentre quella spirituale rimane relegata al tempo rimasto libero. Vi sono soggetti che frequentano scuole iniziatiche una volta il mese, oppure ogni quindici giorni, e poi tutto finisce lì: gli altri giorni sono ovviamente dedicati […]

Altro

Swami Veetamohananda: Rinnovamento di sé attraverso la meditazione

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La creazione, la conservazione e la dissoluzione dell’universo sono in realtà il dharana, il dhiana, e il samadhi cosmico dello yoga di Dio, messo in opera su una base astronomica. La conservazione dell’universo intero è un grande manifestazione della meditazione di Dio. La fecondità, la varietà, la complessità e il potere inesauribile di vita della mente, non sono altro che gli splendori dello yoga di Dio. Dato questo, la lotta per la spiritualità dell’uomo, lo yoga umano, non è che una frazione infinitesimale dello yoga universale di Dio. Traduzione a cura di Franca Mussa, fonte: http://www.gruppovedantalila.it La crescita spirituale è il risultato di un rinnovamento continuo di sé. Implica lo sviluppo o la creazione di un qualcosa in più. Per funzionare e mantenersi il corpo riceve la propria energia dal catabolismo, un fenomeno di degrado delle molecole organiche e dei tessuti. Questa degradazione è compensata dall’anabolismo, che è un fenomeno di assimilazione e di edificazione delle stesse molecole e tessuti. Questi due processi costituiscono il metabolismo, una delle tre fondamentali caratteristiche degli organismi viventi, le altre due sono l’evoluzione e la coscienza. Se l’anabolismo equilibra semplicemente il catabolismo, il corpo sarà capace di mantenersi, ma non crescerà. Un surplus di […]

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Seminario 17.11.2019. Chandogya Upanishad. L’esperienza del sacro come esperienza di Sé.

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Radianza, luminosità, calore sono la linea che unisce il sole, il respiro umano e la coscienza yogica “illuminata”. Il suo riconoscimento incomincia dal sacrificio, sul fuoco che trasforma ciò che è grezzo e inerte, in calore ed energia, purificato per diventare offerta agli Dei, e cibo benedetto da condividere nella festa, a beneficio di tutti. Sacro è ciò che è stato innalzato nel fuoco sacrificale, offerto alla trasformazione, sottratto alla morte. Così è colui che nell’ardore dell’ascesi yogica attua su se stesso la trasformazione dalla dualità alla non dualità. Nel cuore dell’uomo l’ascesi e la consapevolezza formano la stessa spinta verticale e trasformatrice, dallo stato ordinario alla contemplazione pura, dalla morte all’immortalità. “L’uomo, in vero, è il sacrificio”. La Chandogya Upanishad, una delle due Upanishad più antiche, appartiene al Sama Veda, il Libro dei Canti (saman). Il tema è l’interpretazione mistica e meditativa del canto cerimoniale vedico, il Saman. I capitoli dell’Upanishad compongono una mappa degli elementi costitutivi della preghiera e delle funzioni psichiche e fisiche che intervengono nel canto. Nella cerimonia sonora si scopre la psicofisiologia e la simbolica che saranno anche oggetto dello studio dello Yoga tradizionale. Il Saman, il canto, è in questa fase l’esercizio spirituale in […]

Meditazioni con i Tarocchi
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Un sacerdote, santificato dall’affievolirsi della sua memoria, giocato e perduto dalla sua eloquenza, conservato nel liquido caustico della santa povertà, articolato sulle giunture dello smembramento, fiore bianco che sa di morte e primavera insieme, illuminato dall’ombra che lo sovrasta, come il silenzio che si sta adagiando, sillaba dopo sillaba, sulle sue parole. Alla sua casa si affaccia l’abissale bambino del mondo, vestito di suoni e di ecolalie, muto come un pesce, coperto dalla placenta verde con cui è stato spuntato fuori dalle acque, ancora pinnato, boccheggiante, ignaro, assorto nel sogno che lo circonda e lo nutre di latte velenoso, di sporcizia e di fango, umile e spavaldo. Di chi sei figlio, da dove provieni? Ti dovrei uccidere, pensa l’anziano sacerdote, assorto nelle sue litanie, sempre più sfocate nella memoria, coda pinnata di una conoscenza che ha visto tempi più saettanti e ingloriosi. Adesso, dondolando sul suo trono di erba secca, attende che il lattante profferisca una parola che inneschi il fuoco, ma il pesce è muto e si dimena, chiede aria e cibo, ruba e ride, si offre e si nasconde, si inorgoglisce e si vergogna e non ricorda la parola che lo potrebbe salvare. La sua stirpe lo attende […]

Meditazioni con i Tarocchi

Meditazioni con i Tarocchi. La Temperanza, L’Angelo, La Giustizia.

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Fluida e costante, la coscienza pacificata è la madre di tutti i cammini. Paziente, come l’amore sacro, mai di fretta, come lo yogi avveduto, umile come il cuore puro, silenziosa, si affretta lentamente sul proprio passo, guidata dalla potenza invisibile dell’Angelo, dell’intelligenza celeste sovrana del moto di tutti i pianeti, salvifica, esatta. La quiete è il passo con cui si placa la tempesta, racchiusa nel vaso medicinale, antidoto al suo veleno. Riposi il composto nella coppa d’oro, si trasformi col tempo in guarigione. Non c’è affanno e non c’è timore, dove c’è un cammino. Dove c’è un cammino, c’è l’angelo custode, il consolatore, il santo, il maestro invisibile e il soccorso sicuro, la protezione e la grazia. Andare sotto il suo sguardo, guardando con il suo occhio, respirando con il ritmo delle sue ali, illuminando con la sua purezza, indifferenti ad altro sguardo che al Suo, immersi nel suo miele raro, nel suo fresco alito di vento. Non ci sono parole umane, immersi nel suo canto sottile, ma la fiducia piena e innocente, la sicurezza della promessa che è già realizzata, che cammina dinnanzi, che segue il proprio passo, che avvolge con il suo richiamo. Il suo giudizio è gentile. […]

Hindu Dharma

BRHADARANYAKA UPANISHAD I,2

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BRHADARANYAKA UPANISHAD PRIMO ADHYAYA – SECONDO BRAHAMANA 1. Solo il nulla vi era in origine: L’Universo era avviluppato dalla morte e dalla fame, poiché fame è morte. Egli creò la mente, dicendo tra sé : “Che io possa avere una mente”. Quindi trascorse qualche tempo in adorazione, e in virtù di tale adorazione si produssero le acque. Allora Egli comprese che adorando aveva conseguito l’acqua. Chi conosce l’origine dello splendore (Arka), comprende come conseguire l’acqua e diviene partecipe di felicità. 2. L’acqua era splendore. La schiuma delle acque si consolidò e diventò la terra. E quando anche la terra fu creata, Egli si sentì stanco. Mentre conosceva la stanchezza e il turbamento, la sua essenza e la sua gloria emersero all’esterno. E questo fu il Fuoco. 3. Poi si scisse in tre parti, una il fuoco, una il sole, una il vento; questo è il triforme spirito vitale (Prana). L’oriente fu il suo capo, i venti che provengono da quella zona furono le zampe anteriori; l’occidente fu la sua coda; i venti che soffiano da occidente furono le zampe posteriori; il settentrione e il mezzogiorno furono i suoi fianchi, il cielo fu la schiena, l’atmosfera il suo ventre, la terra […]

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BRHADARANYAKA UPANISHAD. DALLA CREAZIONE ALLA LIBERAZIONE.

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SEMINARIO con Udai Nath PESARO, 20 OTTOBRE 2019 “Om! L’aurora è la testa del cavallo sacrificale; il sole è il suo occhio, il vento il suo respiro, il fuoco onnipresente la sua bocca, l’anno il suo corpo. Il cielo è il dorso del cavallo sacrificale; l’atmosfera è la sua pancia, la terra il suo inguine; i punti cardinali sono i suoi fianchi, i punti intermedi le sue coste, le stagioni le sue membra, i mesi e le quindicine le sue giunture, i giorni e le notti le sue zampe, le costellazioni le sue ossa, le nubi le sue carni. La sabbia è il cibo che egli digerisce; i fiumi i suoi intestini, i monti il suo fegato e i suoi polmoni, le erbe e le piante la sua criniera; il sole che si leva è la parte anteriore del suo corpo, dietro il sole che tramonta. Il lampo è il suo ringhio, il tuono lo scuotimento del suo corpo, la pioggia la sua orina, la parola (Vac) il suo nitrito.” La Brhadaranyaka Upanishad è una delle Upanishad più antiche, inclusa nello Yajur Veda bianco, libro che raccoglie i testi delle invocazioni sacrificali che l’officiante mormorava durante il sacrificio vedico. I […]

Meditazioni con i Tarocchi

Meditazioni con i Tarocchi. Inno all’Uno

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Creatore, presente, lingua di fuoco, Agni, poeta, alato messaggero, psicopompo, seme, germoglio, veggente, ermetico, oracolare. Tu che chiedi e che dai. Ritmo, tamburo, corda, ordinatore, inganno, principio. Uno e due, teurgo, primo dio, arconte e progenitore. Tu che cadi dal paradiso. Peccatore. Re e sacerdote. Menzognero, astuto, corinzio, ladro del vello d’oro, argonauta, traditore. Teatrante, maschera, palo sacrificale. Tu che leghi la bestia, che affondi la lama. Apollo delfico, genio, daimon, cosmogonico. Padre Urano. Che spalanchi la bocca, che emetti la sillaba. Scintilla, emissione, fecondo, che hai creato le vacche, uccisore, lucifero, tentatore. Selce, punta, cacciatore. Arciere solare. Straccione. Truffatore. Demiurgo e guardiano. Venditore di anime. Lubrico di desiderio. Canto e inno, musico celeste, orfico, castissimo, giovinetto. Mantello. Specchio, gemello. Lucido inganno. Essere, tu che sei, i molti e l’uno, la carta che vince, il solo giocatore. Ordinatore invisibile, abile mano, occhio non visto, pensatore non pensato. Rapida ascesa. Signore dai quattro piedi, signore delle direzioni. Alta vetta. Feccia. Che trasformi i veleni. Che muti i metalli. Che cadi gettato. Che risorgi dalle ceneri. Sbiancato, misterico. Maschera di gesso, iniziato. Idolo, feticcio, antenato e progenitore. L’unico presente e il solo. (Inno orfico all’1no)