Con inusuale nitidezza, per i nostri tempi, la Potenza che regola il numero e la durata delle specie viventi, che crea, dispone e distrugge il creato, si manifesta ai nostri occhi, come in tempi remoti era solita fare, così che aveva allenato le menti alla Sua sapienza, a consistere della sua Grazia. Tutto ciò che è individualizzato muore, mentre resta immutato l’insieme, l’indistruttibile, nel cui sogno oceanico abbiamo abitato vita dopo vita, come moltitudine. La Morte ci riporta al vero, perciò è distruttrice delle illusioni. L’unico esistente, l’unico sempre vivente, è l’impersonale, che regola quando vuole e come vuole le vite dei molti. Ritornando a brillare alla vista di tutti, unico sacrificio che spande il suo calore e la sua benedizione sul mondo, il Sole, in cui a officiare il canto sono tutti gli Dei. Quel sole ha il suo omologo nella verità innata, quella precede ogni formulazione del pensiero e del desiderio. Quello precede ogni identificazione di sé e di altro, è preesiste alla stessa nascita, mai nato che sempre risorge, dopo la notte della nescienza e del sogno. A quella verità occorre fare riferimento e tenersi saldi, adesso, e con essa ritornare. Riconoscendo Colui che è l’eterno regolatore, che non ha alcun riguardo del singolo e delle sue passioni, mortali. “Cos’è dunque l’essere reale? Esso è l’eterno e l’ingenerato e l’immortale, e nessuna durata di tempo può arrecargli mutamento”. Quell’immortale ha ripreso il comando, che era soltanto offuscato dalle transitorie nubi delle nostre vicende marginali e distratte. Quel Signore è salito sul carro per regolare il nostro cielo e il respiro di cui viviamo. Quello solo è il vincitore di ogni cammino.

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