Categoria: <span>Articoli di Beatrice Udai Nath</span>

Il fiume, la stella, il solstizio.

Avanti al Solstizio d’Estate, che dicevano gli antichi è la porta degli uomini, della incarnazione terrena, c’è una lenta avanzata del cielo e della terra verso un punto culminante, epifanico, dove si accordano terra e cielo, formando una sola realtà che è allegoria e dato vivente, matrice di questo discendere nella materia viva. Attorno al tempo del Solstizio si alza in cielo la stella Sirio. Prima del Solstizio, dal cielo discende il fiume Ganga (Ganga Dussera, che si celebra a metà giugno), chiamato a lavare e custodire le ceneri degli uomini. E mentre discende dal cielo un fiume, attenuato dalle trecce di Shiva, fino a riempire la grande pianura gangetica, spandendo la vita nel Nord dell’India, un altro fiume sale, in Egitto, seguendo il corso della Stella, attorno alla quale altri mondi scandivano il loro calendario, e il Nilo prendeva corpo, cresceva, esondava, diventava Madre fertile e benedizione divina. Alla …

Rama Navami

Oggi è Rama Navami, la Nascita di Rama, il grande Eroe divino dell’India. Rama il salvatore del Dharma, l’uomo ideale, il paradigma delle virtù e dell’eroica vicenda spirituale umana. La nascita di Rama cade al termine delle Nove Notti (Navaratri) dedicate al culto primaverile della Madre Divina che, come nove mesi virtuali, partoriscono infine il Figlio Divino. La figura e la storia di Rama, offrono una rappresentazione che si presta a molti livelli di lettura, da quello religioso popolare, profondamente radicato nella tradizione e nell’identità indiana, alla lettura psicologica dell’archetipo universale dell’eroe, di cui riunisce in essenza i migliori caratteri distintivi, fino alla “favola” gnostica, che percorre la discesa e il riscatto dell’anima. Tutti questi livelli sono fluidi e ampiamente noti. E’ Dio stesso a incarnarsi nel principe Rama per salvare il Dharma dalle forze demoniache che lo minacciano. Dio che incarnandosi affronta l’esilio nella foresta, che si vede separato …

Sita Navami

Nella visione Indiana gran parte del mito si snoda nel gioco della coppia sacra, che rappresenta non solo il femminile e il maschile, ma ogni polarità fisica o filosofica, fino a quella ultima tra individuato e assoluto, e più in generale tra immanente e trascendente, tra materia e coscienza. Una di queste allegorie è nella vicenda di Sita e Rama, la coppia nata per essere unita, e che deve attraversare il dramma della separazione e patire la lotta per riunificarsi, come lo spirito umano. A giocare contro l’unità dell’essere, è il demone Ravana, immensamente potente perché estremamente devoto, ma corrotto da desideri insaziabili. Ravana rapisce Sita e la trasporta a Lanka, dove si trova il suo regno. Il regno di Ravana è il paese del lusso e dell’accumulo di ogni ricchezza. La descrizione del Ramayana include palazzi, giardini, padiglioni, carri giganteschi, migliaia di concubine e ogni inimmaginabile sfarzo. Il palazzo …

Hanuman Jayanthi

…Quindi Shiva, prendendo la forma del vento, fece nascere la scimmia Hanuman, per sostenere Rama nella sua battaglia e condurlo alla completa vittoria. Mentre gli uomini si mantenevano nelle città ancora apparentemente sicure, attendendo il ritorno del Re, il signore Rama vagava nella foresta, finchè con l’inganno gli fu sottratta l’amata Sita. Costretto a riscattare la sposa, si preparò alla guerra contro i demoni che stavano assediando il Dharma. E se gli uomini scompaiono dal racconto dopo poche pagine, il Ramayana fa agire invece il paesaggio, la natura, gli animali e tutti gli esseri come altrettanti protagonisti del racconto. Ma Hanuman è molto lontano dalla secondarietà in cui abbiamo confinato il mondo animale. Di Hanuman immediatamente colpiva la straordinaria eloquenza, con cui subito manifestò la propria natura divina. Hanuman era un soldato, ma prima ancora un abile ed erudito diplomatico e stratega. Nel corso della storia ebbe molte occasioni per …

Guru Purnima

Nel calendario tradizionale indiano, il Plenilunio del mese di Ashada segna la celebrazione di Guru Purnima, il momento in cui si onorano coloro che sono o sono stati le nostre guide e i nostri maestri. La relazione con il proprio mentore è considerata una delle relazioni fondamentali e più significative della vita. Il termine Guru viene spesso tradotto con “maestro”, ma la traduzione letterale suonerebbe come “colui che disperde le tenebre”. Perciò questo plenilunio particolarmente luminoso ha il potere di indicare, per analogia, la possibilità di illuminare le zone ancora oscure e sopite della nostra coscienza, di disporci all’ascolto profondo e di affinare la nostra capacità di discernimento, di guidarci al risveglio . La conoscenza che si onora con il Guru non è di tipo ordinario, non è la variegata conoscenza mondana che si accumula come un capitale, da spendere poi nel mondo per soddisfare l’ego, l’avidità o le necessità della vita …

La visione tradizionale

Chi appartiene a una linea tradizionale trasmette quella visione dell’Essere che ha riconosciuto negli insegnamenti ricevuti e con la propria realizzazione. Nella visione tradizionale, il senso non è rivelato una volta per tutte, ma conosciuto attraverso un percorso fatto di storie, allegorie, meditazioni ed esperienze dirette. La dottrina con cui il Principio è tramandato nelle Scritture, è fondamento; “Quello che si può descrivere solo per negazione e che è conosciuto nelle Scritture” (Shankara): le scritture del Dharma sono testimonianza di una conoscenza diretta, che è il fondamento di quello che viene tramandato. Tutti gli elementi sono importanti, ma ciò che è qualificante del cammino spirituale è l’esperienza diretta e quindi la sua realizzazione. La Realizzazione del Sé, propriamente detta, riguarda la pura coscienza dell’Essere, non duale e senza altri attributi, e la stabilizzazione del proprio cosciente in questa realtà assoluta. La prevaricazione di chi dovrebbe rivelare qualcosa a un ascoltatore …

Karma e Jnana, premesse alla Isavasya Upanishad. Con introduzione dal commento di Adi Shankaracharya.

La religione Vedica fonda la stessa esistenza del cosmo nel sacrificio compiuto da Prajapati all’origine e, da quello, nel rituale che ogni capofamiglia eredita e deve svolgere incessantemente, nei riti stabiliti per ogni giorno, all’alba mezzodì e tramonto, e in quelli indicati poi per i passaggi del sole, per le lunazioni, per le eclissi e per i giorni festivi veri e propri; sono poi osservati i digiuni, i pellegrinaggi, i sacrifici, e infine i sacramenti che segnano le diverse fasi della vita, e le pubbliche celebrazioni; inoltre tutti i rituali di commemorazione dei defunti e in loro favore. La concezione sacerdotale dell’essere umano stabilisce un profondo senso di interdipendenza tra uomini, cosmo e dei, e la sua funzione si propaga attraverso il passaggio generazionale di un debito individuale, verso gli antenati e la tradizione famigliare, che tra gli obblighi religiosi sancisce allo stesso modo anche il matrimonio e la procreazione, …

Cogliere l’opportunità.

Tutti quelli che si incamminano sul sentiero spirituale seguendo le istruzioni delle dottrine, le parole dei maestri, le pratiche tramandate, sono ammoniti che il cammino è irto di pericoli e che nessuno o solo pochissimi sono riusciti a compierlo senza l’ausilio di supporti e di istruzioni. In tutto questo c’è una buona parte di verità. Però, se questo atteggiamento si fa preponderante, mettendo in ombra il ruolo fondamentale del ricercatore e del suo impegno, il risultato sarà quello di piegare la coscienza alla paura o alla dipendenza da figure esterne che ne produrrà l’insuccesso, anche con le migliori intenzioni. In realtà ciò che più di ogni altro elemento vincola la coscienza allo stato di nescienza è la paura. E’ questo il sentimento con cui possiamo calcolare la profondità dei nostri attaccamenti, la potenza dei nostri fantasmi mentali, la debolezza delle nostre intenzioni. Se la paura diventa principio discriminante, lentamente ci …