Creatore, presente, lingua di fuoco, Agni, poeta, alato messaggero, psicopompo, seme, germoglio, veggente, ermetico, oracolare. Tu che chiedi e che dai. Ritmo, tamburo, corda, ordinatore, inganno, principio. Uno e due, teurgo, primo dio, arconte e progenitore. Tu che cadi dal paradiso. Peccatore. Re e sacerdote. Menzognero, astuto, corinzio, ladro del vello d’oro, argonauta, traditore. Teatrante, maschera, palo sacrificale. Tu che leghi la bestia, che affondi la lama. Apollo delfico, genio, daimon, cosmogonico. Padre Urano. Che spalanchi la bocca, che emetti la sillaba. Scintilla, emissione, fecondo, che hai creato le vacche, uccisore, lucifero, tentatore. Selce, punta, cacciatore. Arciere solare. Straccione. Truffatore. Demiurgo e guardiano. Venditore di anime. Lubrico di desiderio. Canto e inno, musico celeste, orfico, castissimo, giovinetto. Mantello. Specchio, gemello. Lucido inganno. Essere, tu che sei, i molti e l’uno, la carta che vince, il solo giocatore. Ordinatore invisibile, abile mano, occhio non visto, pensatore non pensato. Rapida ascesa. Signore dai quattro piedi, signore delle direzioni. Alta vetta. Feccia. Che trasformi ... 

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Umile, sciolto, povero, senza legami, senza possessi, muto, danzante, invisibile, senza nome, accattone, indifferente, inatteso, sempre nuovo, perenne, sconosciuto, straniero, estatico, già morto, non nato, nascituro, innocente, reietto, beato, percosso, fuggitivo, imprendibile, inarrestabile, mai uguale, vento, sonaglio, pioggia d’estate, scalzo, insanabile, serpente, pietra liscia di fiume, coltello, ghirlanda, solitario, perduto, sibilo, fischio, balzo, lontananza, fanciullo, zagreo, cicatrice, punto, soglia, oltrepassamento, esitazione, caduta, abbandono, fede, elemosina, fame, impavido, cosparso di cenere, sparso al vento, insepolto, fantasma, errante, presagio, declivio, salita, impuro, folle, ladro, preda, sentiero, vertigine, levare, spalancato, dalle tre teste, spezzato, vergine, selvatico, verde, latrato, randagio, orfano, espiatorio, indifeso, immortale, che sempre ritorni. (Inno orfico allo z3r0)

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suono puro del progetto divino discende la creazione al piano materiale e da questo decade nella corruzione. Dall’armonia, passando per nascita e la fruizione, si giunge infine alla dissonanza – come se misteriosamente l’onda che aveva spinto le cose a manifestarsi le trascinasse in un vortice, che infinitamente si espande e le travolge e le scompone… Da quella che sembrava la coscienza ragionevole del conoscere le cose in nome e forma, si spalanca l’abisso della non conoscenza, dove tutto si muove per una forza soprannaturale e inconsapevole, che trascina chi lo agita come chi ne resta sopraffatto. Così l’onda della creazione si rompe nella schiuma dell’io, nel suo rumoroso frangersi nella molteplicità e nell’impermanenza, che è forza dinamica e macchina universale, che rovina sostanziando il suono di personalità e di conflitto. Il nome delle cose ha doppia natura, quella che differenziandosi si inoltra nel caos, e quella originaria che resta nel Suono interiore e primordiale, sempre inespresso, sempre potenziale, come il seme sonoro che è Logos supremo, come le figure invisibili degli astri e la loro geometria musicale. Al centro ... 

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Da una profonda quiete interiore, come dal sonno invernale della natura e dalla dormizione sacra nel sottosuolo del tempio, si apre una infinita libertà e una più radicale presa di coscienza di sé. La mente può creare spontaneamente quello stato in cui non ci sono felicità né infelicità, in cui non percepisce obblighi né ragioni, e semplicemente sosta nella sua condizione anteriore, di silenzio. Opporsi o non riconoscere questa esigenza genera sofferenza e deterioramento psichico. Ogni tecnica di meditazione ha lo scopo di favorire questo recupero, di sostare in un logo sacro dove ogni occupazione è sospesa. Che accada spontaneamente o con l’ausilio di una tecnica, è il momento di rigenerazione e guarigione, il ritorno a uno stato di benessere iniziale, di integrità. Al risveglio da questa sospensione del giudizio e dell’io, c’è freschezza e nuova visione, leggerezza ed efficacia. La condizione della volontà soprannaturale nasce dalla profondità del vuoto che la precede.
Queste tre carte mostrano lo Yogi che sospende il suo corpo in meditazione, distaccandosi da ogni altra preoccupazione, e poi del mendicante senza casa, che vaga nel mondo privo ... 

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I Tarocchi possono parlare a tutti, come se una sola coscienza abitasse tutti i cuori. Possono orientare e ispirare, senza distinzione e senza domande, come una mente universale che conosce tutte le sorti e tutti i pensieri. Queste 22 figure archetipe sono il linguaggio con cui la mente universale esprime il suo disegno.

I Tarocchi che pubblico sono lo strumento con cui liberamente trasmetto alcuni elementi di metafisica tradizionale, espressi nell’accadimento intuitivo dell’estrazione a sorte. Sono stati il primo modello con cui ho appreso io stessa a ricordare, in modo ordinato e riconoscibile, come le cose “funzionano”. Qualsiasi combinazione degli Arcani Maggiori offre una visione metafisica fondata e riconoscibile. Specialmente dopo molti anni di pratica e di studio, in cui le Forme e i Numeri hanno assorbito i nomi e le elaborazioni delle tradizioni viventi. E’ un avvicinamento al metodo di osservazione e di studio che chi vuole può approfondire, in maniera più ampia e discorsiva, nei seminari e negli incontri. Un breve approccio al cosa si fa, cosa si medita, come si lavora con questa materia, secondo la mia esperienza e la pratica.

I Tarocchi ... 

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Etteilla (1738-91) (pseudonimo di Jean-Baptiste Alliette), è stato un occultista francese, il cui ruolo fu fondamentale nello sviluppo dei Tarocchi esoterici. Fu il primo, grazie alle sue pubblicazioni, a diffondere al livello popolare l’arte della divinazione con i Tarocchi e a stabilire le connessioni tra i Tarocchi, l’Astrologia, gli Elementi naturali. Il suo fu il primo mazzo di Tarocchi disegnato per la pratica divinatoria.

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Nel 1781 il pastore protestante svizzero Antoine Court, rinominatosi Court de Gébelin, teorizza nel suo poderoso lavoro intitolato “Le monde primitif” la tesi che i Tarocchi discendano da un antico libro sapienziale Egizio. Nessuna prova conforta questa tesi, ma nella grande entusiastica risposta che seguì questa pubblicazione, emerse un altro trattato: Manière de se récréer avec le jeu de cartes nommées Tarots (1785) di Jean-Baptiste Alliette, o Etteilla. Si tratta del primo libro che propone la divinazione per mezzo dei Tarocchi. Nel libro, Etteilla dichiara tra l’altro di essere stato iniziato alla cartomanzia nel 1751, molto prima della comparsa del lavoro di Court de Gebelin.

Intorno al 1788 Etteilla pubblica il primo mazzo di Tarocchi dedicato esplicitamente allo studio dell’esoterismo e alle sue pratiche, inclusa la divinazione. Tutti i mazzi precedenti, infatti, fino al Tarocco di Marsiglia, erano disegnati principalmente per il gioco.

Etteilla dichiarava di recuperare la finalità originaria, stabilita dagli antichi Egizi, nel leggendario “Libro di Thoth”, le cui pagine contengono i segreti della creazione del mondo e del destino umano. Esso era stato ideato, affermava il cartomante, durante un convegno di maghi presieduto da Ermete Trismegisto, nel 2170 a.C. Nel corso dei millenni, a dire di Etteilla, le figure dei Tarocchi erano state completamente stravolte, per cui egli stesso volle ripristinare il loro aspetto originario (o presunto tale) e intorno al 1788 fece stampare un nuovo mazzo che intitolò Livre de Thoth, ou Jeu di 78 Tarots Egyptièns, che include la sua rielaborazione degli Arcani Maggiori e Minori, una introduzione allo studio dei Quattro Elementi e dell’Astrologia.

Di quell’opera sono rimaste soltanto quattro figure delle virtù cardinali (Forza, Giustizia, Prudenza e Temperanza), riprodotte a scopo talismanico nei suoi libri, e 30 carte conservate in una collezione privata di Parigi. In compenso si conosce una versione completa realizzata nel 1804 da un allievo di Etteilla, Melchior Montmignon D’Odoucet, chiamata Grande Etteilla. Da quelle 78 carte presero vita numerose varianti, più o meno fedeli all’originale.

Tra le versioni più affascinanti spicca il Grande Jeu de l’Oracle des Dames, definito dagli specialisti “Grande Etteilla III”, stampato verso il 1865 dall’editore parigino Grimaud.

[Mazzo Grimaud 1890]

Jean-Baptiste Alliette era nato a Parigi nel 1738 da una famiglia di commercianti. I documenti sulla sua vita sono scarsi e poco esaustivi, e non sappiamo nulla della sua giovinezza. Lo stile dei suoi scritti suggerisce che abbia ricevuto un’educazione modesta e che sia stato, per molti aspetti, autodidatta; Continua a leggere

Lady Frieda Harris (1877-1962) fu artista e illustratrice, nota per aver disegnato The Thoth Tarot (The Crowley Deck). Moglie di un deputato del Parlamento britannico, Sir Percy Alfred Harris, era sessantenne quando fu incaricata dall’occultista Aleister Crowley di creare le illustrazioni per un mazzo di Tarocchi. Il “mazzo di Tarocchi” doveva riportare la revisione operata da Crowley alla numerazione e ai nomi tradizionali, come Thelema lo era della personale interpretazione di Crowley degli insegnamenti esoterici antichi e moderni. Harris era già un’artista conosciuta ed era membro una società teosofica nota come Co-Masonry. Dopo aver incontrato Crowley nel 1937, divenne presto sua discepola e iniziò a lavorare al disegno dei Tarocchi. Si dice che la progettazione durò circa tre mesi, mentre l’esecuzione si svolse in ben cinque anni. Durante questi anni Harris lavorò letteralmente sotto le bombe, che piovevano attorno alla sua casa, creando anche otto versioni della stessa carta, fino al risultato desiderato. Harris organizzò e probabilmente sovvenzionò una serie di mostre dei suoi disegni e un’edizione di 200 copie del libro. E questa fu la sola edizione che vide la luce durante il corso della sua vita e di Crowley.

I disegni originali dei Tarocchi sono conservati negli archivi del Warburg Institute di Londra. La scarsa qualità dei materiali disponibili durante il periodo più acceso della Seconda Guerra Mondiale è la causa del fragile stato di conservazione delle tavole, e della necessità che si operi presto un restauro.

Crowley fu molto soddisfatto del lavoro della Harris, che ricoprì di lodi, sebbene assegnasse a se stesso il maggior merito nella creazione. Nonostante amasse tingersi i capelli rosso fiammante, Harris evitava i riflettori e preferiva restare anonima, rendendo perciò più facile a Crowley attribuirsi l’opera. Dopo la creazione dei Tarocchi l’amicizia tra Harris e Crowley conobbe periodi alterni, ma sostanzialmente si mantenne salda. Crowley era probabilmente una persona difficile, ma Harris era forte abbastanza da allontanarsi dai suoi accessi caratteriali. Nel corso degli anni, tuttavia, continuò ad assistere Crowley finanziariamente e fu infine uno dei suoi esecutori testamentari. Continua a leggere

Pamela Colman-Smith (16 febbraio 1878—18 settembre 1951) fu artista, illustratrice e scrittrice. E’ conosciuta principalmente per aver disegnato i Tarocchi divinatori ‘The original Rider-Waite Tarot Deck’ (1909), su commissione dello stesso Arthur Edward Waite, certamente il mazzo di Tarocchi più celebre del ‘900.

Pamela era nata in Inghilterra nel febbraio 1878, a Plimco, nel Middlesex. Era figlia di un mercante americano, originario di Brooklyn, Charles Edward Smith e della moglie jamaicana Corinne Colman. I genitori erano seguaci della filosofia di Emanuel Swedenborg ed entrambi provenivano da famiglie di artisti e letterati. Grazie all’impiego del padre presso la West India Improvement Company, la famiglia spesso trascorreva periodi alterni a tra Londra, Kingston in Jamaica e Brooklyn, New York.

La madre morì quando Pamela aveva solo 10 anni e, spesso separata dal padre a causa del lavoro, fu presa sotto l’ala protettrice del Lyceum Theatre di Londra, diretto da Ellen Terry e Henry Irving. Trascorse la prima adolescenza viaggiando con la compagnia teatrale, che influenzò molto le sue scelte atristiche succesive. A 15 anni Pamela si trasferì a Brooklyn con il padre e frequentò il nuovo ‘Pratt Institute’, dove studiò arte sotto la guida del celebre artista e docente Arthur Wesley Dow, diplomandosi quattro anni dopo.

Nel giugno 1899 Pamela rientrò a Londra e incominciò a lavorare, ottenendo una certa fama di scrittrice e illustratrice. I suoi primi libri pubblicati furono raccolte illustrate di fiabe jamaicane, tra cui Annancy Stories (1902), su una figura tipica del folklore africano, Anansi il Ragno. Come scrittrice pubblicata e artista, Pamela ebbe accesso ai circoli letterari di Londra e fu presentata al poeta William Butler Yeats. Nel 1903 illustrava alcuni suoi lavori e Yeats decise di introdurla nell’Hermetic Order of the Golden Dawn, sebbene al tempo fosse in procinto una scissione all’interno dell’Ordine. Qui conobbe Arthur Edward Waite. Continua a leggere