Ganesha è il Dio dalla testa di elefante. Egli è colui che viene adorato per primo. I suoi nomi sono invocati all’inizio di ogni opera per assicurarsi la riuscita, e prima di incominciare qualsiasi tipo di culto.

Ganesha è immagine del primo “Shabda” (AUM) o vibrazione che si manifestò al principio dell’Universo. Perciò è associato al “principio”, come il “Signore dell’Inizio.”

Ganesha o Ganapati è un Dio molto popolare in India come il distruttore degli ostacoli. La gente lo invoca chiedendo siddhi, successo nelle imprese, e buddhi, intelligenza. Egli è invocato prima di incominciare ogni impresa. E’ anche il patrono di istruzione, conoscenza e saggezza, letteratura e arti.

La storia della nascita di Ganesha è riportata dallo Shiva Purana. La Dea Parvati si stava accingendo a fare un bagno al fiume, e aveva modellato la figura di un ragazzo dalla sporcizia prelevata dal proprio corpo: quando l’immagine prese vita, chiese al giovane di fare la guardia mentre lei faceva il bagno. Nel frattempo Shiva ritornava da Parvati, e trovava con lei un giovane sconosciuto, che gli impediva di passare. Infuriato, Shiva mozzò la testa del ragazzo, e Parvati ne ... 

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Gli inni vedici acclamano Ganesha quale signore dei Gana, le schiere di Shiva. Il verso più famoso dedicato a Ganapati è nel grande inno Sri Rudram, nello Yajur Veda Samhita (e Rig Veda 2.23.1).

Gananam tva ganapating havamahe
kavinkavinam upamashravastamam,
jyeshtharajam brahmanam brahmanaspata
un nah shrinvan nutibhih sida sadanam

La Divinità che è salutata come il capo delle schiere celesti (Ganapati), qui è detto Brahmanaspati. Tuttavia, gli epiteti descrittivi sono del tutto pertinenti a Ganapati, come Kavinkavinam, il Veggente di veggenti, quale Dio della saggezza per eccellenza, e Jyeshtharajam, per Vinayaka il comandante supremo.

Nel Ganesha Pancharatna di Sri Adi Shankara si trova scritto: kaladharavatamsakam, “Colui che indossa la mezzaluna”, attributo che si applica anche a Siva. I Veda gli assegnano un posto speciale tra gli Dei. E’ il Signore propiziato per ottenere successo e piacere e per evitare ostacoli e calamità. Varie preghiere a Ganesha sono raccolte nei testi vedici. Egli è invocato come la Legge delle leggi, il Veggente dei veggenti e il Principe dei principi nel versetto sopra citato, tradotto qui di seguito:

O Ganapati, Veggente dei ... 

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Risolutore di tutti gli ostacoli,
Pranava Swaroopi,
Incarnazione della saggezza,
Devata del Muladhara Chakra!
O Signore Vinayaka,
Dispensatore di felicità
Tu che afferri il Modaka!
O Signore dalla testa di elefante!
Salute a te.
Om Gam Ganapataye Namaha.

Ganesha è il Dio dalla testa di elefante. Egli è colui che viene adorato per primo. I suoi nomi sono ripetuti all’inizio di ogni lavoro per buon auspicio, e prima di incominciare qualsiasi tipo di culto.
Egli è il Signore del potere e della saggezza. Figlio primogenito di Siva, è il fratello maggiore di Skanda o Kartikeya. Egli è l’energia di Siva, ed è chiamato il figlio di Sankara e Uma.

Secondo l’antica filosofia indiana Shri Ganesh è il primo “Shabda” (AUM) o vibrazione che si manifestò al principio dell’Universo. Perciò è associato al “principio”. Alcuni lo hanno descritto come il “Signore dell’Inizio.”

Ganesha nei Veda

vakratuNDa mahAkAya sUryakoTisamaprabha
nirvighnaM kuru me deva sarvakAryeshhu sarvadA ||

O Ganapati, Signore dalla zanna ricurva, dal grande corpo e con lo splendore di dieci milioni di astri solari! O dio, fai che le mie opere siano sempre libere da ostacoli.

Ganesha o Ganapati è un Dio molto popolare in India. E anche chiamato Vighneshvara o Vighnahartaa, il Signore e distruttore degli ostacoli. La gente per lo più lo invoca chiedendo siddhi, successo nelle imprese, e buddhi, intelligenza. Egli è invocato prima di incominciare ogni impresa. E’ anche il protettore di istruzione, conoscenza e saggezza, letteratura e arti figurative.

Ganesha è anche uno dei cinque Dèi il cui culto fu reso popolare da Adi Shankaracharya, insieme agli altri quattro: Vishnu, Shiva, Devi e Surya. Il culto di queste cinque divinità è chiamato panchAyatana puja. In alcuni casi è adorato anche un sesto Dio, Skanda.

La puja di Ganesha nel giorno Ganesha Chaturthi, come è raccomandata in varie opere religiose, deve essere eseguita a mezzogiorno. Un’immagine del Dio, dipinta a colori sgargianti, viene posta su un piedistallo rialzato. Dopo i rituali preliminari, si recita il prANapratishhThA con il mantra appropriato. Questo prANapratishhThA è compiuto al fine di invocare la presenza di Ganesha nell’immagine. Segue poi il culto vero e proprio, composto da sedici modi di onorare il dio, noto come shhoDashopachAra. L’offerta di dUrvA (erba), foglie e modaka, un tipo di dolce preparato con farina di riso e noce di cocco, è una parte importante della puja. Di solito, 21 foglie e 21 modaka sono offerti alla divinità, poiché il 21 ha un significato simbolico. I cinque jnAnendriya o organi di percezione, i cinque karmendriya o organi di azione, i cinque prana o soffi vitali, i cinque Bhùta o elementi, e la mente, insieme compongono 21 parti. L’offerta di foglie e modaka ci insegna che dobbiamo offrire con umiltà, le foglie, tutte le cose buone della vita, rappresentate dai modaka, a Dio. A Ganesha sono offerti anche fiori rossi, o un unguento rosso (rakta Chandana). L’immersione dell’immagine in acqua si effettua alla fine del Vrata Chaturthi, fino a 10 giorni (Anantachaturdashi) dopo il Bhaadrapada Shukla Chaturthi, a seconda della tradizione della particolare famiglia.

Ecco alcuni degli inni vedici comunemente impiegati nella puja dedicata a Ganesha.

RG Veda contiene i seguenti versi in lode di Ganapati. Ganapati è identificato con Brahmanaspati o Brihaspati, e, a volte con Indra o Maghavan, Agni e anche Rudra.

gaNAnAn.h tvA gaNapatiM havAmahe kavim kavInAm- upamashravastamaM |
jyeshhTharAjaM brahmaNAn.h brahmaNaspata A naH shR^iNvannUtibhiH sIda sAdanaM ||

(Rg Veda 2.23.1)

Noi ti invochiamo, O Ganapati, Signore dei Gana (truppe), Brahmanaspati dei Bramani, Saggio tra i saggi, Magnifico di ricchezze oltre ogni misura, il più brillante degli astri. Ascolta le nostre preghiere, vieni e accordaci la tua benedizione, proteggi la nostra casa, accomodati.

ni shhu sIda gaNapate gaNeshhu tvAmAhurvipratamaM kavInAM |
na R^ite tvat.h kriyate kinchanAre mahAmarkaM maghavan.h chitramarcha ||

(Rg Veda 10.112.9)

Siedi tra le truppe (dei tuoi devoti), O Ganapati, il grande saggio tra tutti i saggi. Senza di te, nulla può essere compiuto, né qui né altrove. Onoraci di accettare, o ricchissimo, i migliori tra i nostri inni di lode.

Entrambi questi versi fanno parte del Sukta Ganesha che viene comunemente cantato durante la puja. Il contenuto del Sukta Ganesha, secondo la puja panchAyatana descritta nel manuale di Sringeri, è la seguente (in ordine):

RG Veda Mandala 8, Sukta 81: 1-9,
Mandala 10 Sukta 112: 9-10,
Mandala 2, Sukta 23: 1.

Un altro Sukta che viene cantato è il Sukta Brahmanaspati, una raccolta di 62 versi selezionati da diverse parti del Rg Veda. Questo Sukta consiste nelle seguenti parti (in ordine):

RG Veda Mandala 1 Sukta 18 :1-5,
Mandala 1 Sukta 40: 1-8,
Mandala 2 Sukta 23: 1-19,
Mandala 2 Sukta 24: 1-16,
Mandala 2 Sukta 25:1-5,
Mandala 2 Sukta 26,:1-4,
Mandala 7 Sukta 97: 3,
Mandala 7 Sukta 97:9,
Mandala 10 Sukta 155: 2-3,
e Mandala 10 Sukta 128: 11 (khila).

Di gran lunga l’inno più importante legato all’Upasana di Ganesha è l’Atharva Shirsha Ganapati Upanishad. Questa importante Upanishad espone come equiparare Ganeshavidya con Brahmavidya. Ad esempio, dice:

namaste gaNapataye | tvameva pratyakshhaM tat.h tvaM asi |

Salute a te Ganapati. Tu sei la rappresentazione sensibile del detto vedico “tat tvam asi” (tu sei quello). Continua a leggere

Risolutore di tutti gli ostacoli,
Pranava Swaroopi,
Incarnazione della saggezza,
Devata del Muladhara Chakra!
O Signore Vinayaka,
Dispensatore di felicità
Tu che afferri il Modaka!
O Signore dalla testa di elefante!
Salute a te.
Om Gam Ganapataye Namaha.

Ganesha è il Dio dalla testa di elefante. Egli è colui che viene adorato per primo. I suoi nomi sono ripetuti all’inizio di ogni lavoro per buon auspicio, e prima di incominciare qualsiasi tipo di culto.
Egli è il Signore del potere e della saggezza. Figlio primogenito di Siva, è il fratello maggiore di Skanda o Kartikeya. Egli è l’energia di Siva, ed è chiamato il figlio di Sankara e Uma.

Secondo l’antica filosofia indiana Shri Ganesh è il primo “Shabda” (AUM) o vibrazione che si manifestò al principio dell’Universo. Perciò è associato al “principio”. Alcuni lo hanno descritto come il “Signore dell’Inizio.”

Ganesha nei Veda

vakratuNDa mahAkAya sUryakoTisamaprabha
nirvighnaM kuru me deva sarvakAryeshhu sarvadA ||

O Ganapati, Signore dalla zanna ricurva, dal grande corpo e con lo splendore di dieci milioni di astri solari! O dio, fai che le mie opere siano sempre libere da ostacoli.

Ganesha o Ganapati è un Dio molto popolare in India. E anche chiamato Vighneshvara o Vighnahartaa, il Signore e distruttore degli ostacoli. La gente per lo più lo invoca chiedendo siddhi, successo nelle imprese, e buddhi, intelligenza. Egli è invocato prima di incominciare ogni impresa. E’ anche il protettore di istruzione, conoscenza e saggezza, letteratura e arti figurative.

Ganesha è anche uno dei cinque Dèi il cui culto fu reso popolare da Adi Shankaracharya, insieme agli altri quattro: Vishnu, Shiva, Devi e Surya. Il culto di queste cinque divinità è chiamato panchAyatana puja. In alcuni casi è adorato anche un sesto Dio, Skanda.

La puja di Ganesha nel giorno Ganesha Chaturthi, come è raccomandata in varie opere religiose, deve essere eseguita a mezzogiorno. Un’immagine del Dio, dipinta a colori sgargianti, viene posta su un piedistallo rialzato. Dopo i rituali preliminari, si recita il prANapratishhThA con il mantra appropriato. Questo prANapratishhThA è compiuto al fine di invocare la presenza di Ganesha nell’immagine. Segue poi il culto vero e proprio, composto da sedici modi di onorare il dio, noto come shhoDashopachAra. L’offerta di dUrvA (erba), foglie e modaka, un tipo di dolce preparato con farina di riso e noce di cocco, è una parte importante della puja. Di solito, 21 foglie e 21 modaka sono offerti alla divinità, poiché il 21 ha un significato simbolico. I cinque jnAnendriya o organi di percezione, i cinque karmendriya o organi di azione, i cinque prana o soffi vitali, i cinque Bhùta o elementi, e la mente, insieme compongono 21 parti. L’offerta di foglie e modaka ci insegna che dobbiamo offrire con umiltà, le foglie, tutte le cose buone della vita, rappresentate dai modaka, a Dio. A Ganesha sono offerti anche fiori rossi, o un unguento rosso (rakta Chandana). L’immersione dell’immagine in acqua si effettua alla fine del Vrata Chaturthi, fino a 10 giorni (Anantachaturdashi) dopo il Bhaadrapada Shukla Chaturthi, a seconda della tradizione della particolare famiglia.

Ecco alcuni degli inni vedici comunemente impiegati nella puja dedicata a Ganesha. Continua a leggere

yam natvâ munaya sarve nirvighnam yânti tat padam |ganeshopanishadvedyam tad brahmaivâsmi sarvagam ||

Proprio quel Brahman sono, onnipresente, celebrato dalla upanishad di Ganesha, a cui sottomessi i saggi avanzano con ininterrotto procedere.

om bhadram karnebhir iti shântih ||
harih om ||

Om! Così felicità venga dall’udire! pace! Signore! Om!

namas te ganapataye | tvam eva pratyaksham tattvam asi | tvam eva kevalam kartâsi | tvam eva kevalam dhartâsi | tvam eva kevalam hartâsi | tvam eva sarvam khalv idambrahmâsi | tvam sâkshâd âtmâsi nityam |

Omaggio a te, Ganapati! Tu invero sei il principio manifesto. Tu soltanto invero sei il creatore. Tu soltanto invero sei il reggitore. Tu soltanto invero sei il distruttore. Tu invero tutto certamente questo Brahman sei. Tu visibilmente sei l’eterno Sé.

rtam vacmi | satyam vacmi | ava tvam mâm | ava vaktâram | ava shrotâram | ava dâtâram | ava dhâtâram | avânûcânam ava shishyam | ava pashcâttât | ava purastât | ava cottarâttât | ava dakshinâttât | ava cordhvâttât | avâdharâttât | sarvato mâm pâhi pâhi samantât |

Annunzio la legge sacra. Annunzio la verità. Tu proteggimi. Proteggi chi proclama. Proteggi chi ascolta. Proteggi chi dà. Proteggi chi concede. Proteggi chi sa ripetere, proteggi il discepolo. Proteggi a occidente. Proteggi a oriente. E proteggi a nord. Proteggi a sud. E proteggi di sopra. Proteggi di sotto. Me ovunque difendi, difendi completamente.

tvam vân:mayas tvam cinmayah | tvam ânandamayas tvam brahmamayah | tvam saccidânandâdvitîyo’si | tvam pratyaksham brahmâsi | tvam jñânamayo vijñânamayo’si | sarvam jagad idam tvatto jâyate | sarvam jagad idam tvattas tishthati | sarvam jagad idam tvayi layameshyati | sarvam jagad idam tvayi pratyeti |

Tu fatto di parola, tu fatto di pensiero; tu fatto di felicità, tu fatto di Brahman; tu sei l’unico Saccidânanda; tu sei il Brahman manifesto; tu sei fatto di conoscenza, fatto di discernimento. Tutto questo mondo da te vien generato. Tutto questo mondo per te si mantiene. Tutto questo mondo in te troverà dissoluzione. Tutto questo mondo in te ritorna. Continua a leggere