Hindu Dharma

Sulla recitazione quotidiana del Savitri, o Gayatri Mantra, come tramandata dalle Leggi di Manu

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Manusmrti II: 74-107 74. Si pronunci la sillaba Om all’inizio e alla fine della lettura dei Veda, poiché ogni lettura che non sia preceduta da AUM si cancella a poco a poco e quella che non ne sia seguita non lascia tracce nello spirito. 75. Seduti su steli di erba di Kusa con le punte rivolte a est, purificato dalla Pavitras (erba Kusa) e santificato da tre controlli del respiro (pranayama), si è degni di pronunciare la sillaba Om. 76. Prajapati (il signore delle creature) estrasse dai tre Veda il suono A, U, e M, e le tre grandi invocazioni Bhuh, Bhuvah, Svah. 77. Inoltre dai tre Veda Prajapati, che abita nel più alto dei cieli (Parameshthin), estrasse i versi sacri a Savitri (Gayatri Mantra), che iniziano con la parola tad, un piede da ciascuno. 78. Un Brahmana, istruito nei Veda, che recita al crepuscolo del mattino e della sera la sillaba e il verso, preceduta dal Vyahritis, guadagna tutto il merito che la recita dei Veda conferisce. 79. Un uomo nato due volte che ogni giorno ripete la triplice invocazione mille volte, in un luogo appartato, verrà liberato dopo un mese anche da grandi colpe, come un serpente dalla […]

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Il trattato di Manu sulla norma [Manavadharmasastra], Einaudi

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Composto probabilmente nel II secolo avanti Cristo e per tradizione attribuito al mitico figlio di Brahma, capostipite dell’umanità, il Trattato di Manu sulla norma è uno dei piú celebri testi antichi di norme etico-politico- giuridiche del mondo antico. È stata una delle primissime opere in sanscrito a essere tradotta in una lingua occidentale (in inglese, nel 1794) e ha avuto lettori entusiasti come Nietzsche. La sua fama è legata alla vastità delle sue trattazioni, che spaziano dai criteri per l’amministrazione della giustizia alle regole per la vita familiare, dalle dottrine cosmogoniche alle indicazioni pratiche sull’alimentazione. Ma è stato anche uno strumento ideologico e di controllo sociale prediletto dalle compagini brahmaniche ortodosse e viceversa contestato da coloro che, in vari tempi e per varie ragioni (buddhisti, classi subalterne), si sono sentiti oppressi dalla cultura dominante. Per la prima volta tradotto in italiano direttamente dal sanscrito (sulla base della piú accurata edizione critica), il Trattato di Manu viene qui proposto come opera indispensabile per capire la cultura dell’India, al pari delle grandi saghe epiche del Mahabharata e del Ramayana «La fama del Manavadharmasastra è senz’altro legata alla vastità e all’esaustività delle sue trattazioni in materia di condotta, regalità, criteri per l’amministrazione della […]