Devozione

Gorakh Bani

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[“I detti di Gorakhnath” (Gorakh Bání) formano una raccolta di circa trecento poesie, tra quartine (Sabadi) e componimenti poetici (Pada), di carattere sapienziale ed esoterico, attribuite a Gorakhnath e composte tra il X e il XII secolo in Hindi. Questo breve estratto ne rappresenta probabilmente il brano più celebre. In questi versi è esposto il mantra “Om Shiva Goraksha Yogi”.] Muori, oh Yogi, muori al mondo. E’ dolce questo morire. Muori come morì Goraksha e conobbe così l’Invisibile. Non parlare impulsivamente, non andare di fretta, muovi i tuoi passi con cautela (sulla via dello Yoga). Non essere preda dell’orgoglio, conduci una vita semplice, dice Gorakhnath. Dice Gorakhnath: Ascolta, oh Avadhuta, così dovresti vivere la tua vita nel mondo. Guarda con i tuoi occhi, ascolta con le tue orecchie, non chiacchierare. Sii l’osservatore distaccato di ciò che accade attorno a te, non reagire. Goraksha dice che chi rimane saldo nella pratica della Sadhana, disciplinato nella pratica spirituale, controllando con lo yoga il cibo e il sonno, questi non invecchierà e non morirà mai. Goraksha dice che “Om Siva Goraksha Yogi” è il mantra che è l’origine di ogni vera gioia. Trova quindi riparo in un luogo solitario e canta questo mantra […]

Altro

Cento giorni con Sri Vidya

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A partire da questa sera – per proseguire per 100 giorni – sulla Pagina Facebook di Visionaire.org saranno pubblicati i cento versi del Soundarya Lahari di Sri Adi Shankara, commentati da Sri Chandrasekharendra e illustrati con gli Yantra tradizionali di buon augurio, per conoscere i benefici associati alla ripetizione e alla meditazione dei mantra del Soundarya Lahari. Ognuno dei versi è un mantra, la cui ripetizione, insieme alla visualizzazione del simbolo, reca benefici pratici e spirituali. Per 100 giorni, saranno pubblicati i versi del Soundarya Lahari per gli iscritti alla pagina Facebook di Visionaire.org. Successivamente, il lavoro intero sarà raccolto e reso disponibile sul sito.

Hindu Dharma

Mahamrityunjaya Mantra

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tryambakaṃ yajāmahe sugandhiṃ puṣṭi-vardhanam urvārukam iva bandhanān mṛtyor mukṣīya māmṛtāt Il mantra è un Anusthub Chanda, cioè un ordine perfetto di 8 + 8 + 8 + 8 = 32 sillabe. Si tratta di uno dei più antichi metri e ha quattro pada (piedi) di 8 sillabe ciascuno.  Se il Gayatri Chanda è dato per realizzare l’unione con Dio e ha la forma di Dio, l’Anustubh è per adorare Dio. Anustubh significa seguire (come segue il Gayatri con un passo in più) ed è il metro della devozione. Sukracharya (il pianeta Venere in astrologia, precettore di Dei e Asura, chiamato a istruire eroi del Mahabharata e dei Purana – ndt) insegnava così il significato del Mantra: “Il primo Pada significa: noi adoriamo o cantiamo le lodi del Signore Trayambaka. ‘Tryambaka’ è il nome di Shiva come il padre dei tre mondi – bhu loka, bhuva e Svarga. Egli è il padre e signore dei tre mandala- Surya, Soma e Agni mandala. Egli è Maheswara, il signore dei tre Guna – Satva, Rajas e Tamas. Egli è il Sadashiva, il signore dei tre tatvas – tatva Atma, Vidya tatva e Shiva tatva. Egli è il padre (causa e fonte) delle tre […]