Se poi qualcuno è benedetto da una folgorante devozione, la deve custodire nel cuore, dove ha preso ad abitare, e mai distogliersi da quella luminosità e da quel calore. Attenda di vederla sorgere quando si ritira e sembra tacere, come l’insonne attende che il sole ritorni a scaldare la terra al mattino, quando ancora è notte e freddo. Quindi resti tutto il giorno in ascolto di quella dolcezza e di quella mestizia, si immerga nell’onda di bellezza e di beatitudine e di nostalgia. Nulla è più potente e generoso dell’amore. Nulla sa trattenere e riscaldare il soffio come l’amore. Perché niente interessa all’amante oltre l’Amato, nulla lo distoglie.

Allora, mosso dalla dolcezza interna, incomincerà a raccogliere ciò che desidera offrire. Apprenderà quello che è stato detto e fatto per onorare la figura amata dagli antichi e dai moderni, comprenderà quali siano l’immagine e i numerosi riti che hanno rappresentato nei secoli quella figura e ne incomincerà uno suo, che proviene dalla sintesi di ciò che è già stato detto e fatto, ne rispecchierà il gusto e i canoni, ma racconterà il proprio cuore, non la prassi ordinaria, ma la sua ... 

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La Madre Divina non è lontana. Ella risiede sempre nel profondo del vostro cuore. E’ lei l’occhio dei vostri occhi, l’orecchio delle vostre orecchie, la parola delle vostre parole e la vita della vostra vita. La Madre Divina racchiude in sé l’intero universo ed esiste all’interno e all’esterno di ogni essere animato o inanimato. Nello stato Senza Forma (Nirguna) è il Padre; nello stato Con Forma (Saguna) è la Madre.
Se sei amato dalla Madre, perché piangere? Basta immaginare di essere seduti sulle ginocchia della Madre, mentre ci stringe con dieci braccia. Invece, se si trascorre la vita guardando di fronte (all’esterno), si è spaventati e si piange alla vista del dolore e della malattia, della povertà e del bisogno che nuotano come squali affamati nell’oceano della vita. Si guardi per un attimo all’indietro (all’interno); osservate su quali ginocchia state seduti; chi vi tiene tra le sue braccia. Riportate all’interno i sensi che si proiettano all’esterno e osservate come la Madre vi protegga in ogni momento. Asciugate le vostre lacrime, scacciatele. Dite soltanto Durga, Durga, Durga.

Chiunque abbia preso ... 

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Capitolo 1: Valore della Devozione

1. Ora, dunque, si espone la dottrina della devozione.
2. La devozione è l’amore perfetto per Dio.
3. Il perfetto amore per il Signore, chiamato devozione suprema, è immortalità.
4. Con la devozione suprema, il devoto raggiunge la perfezione e l’immortalità, o la piena realizzazione di Sé.
5. Avendo raggiunto tale devozione smette ogni preoccupazione, mai più si rattrista, non odia, non si diletta di nulla e non si illude con piacere o godimento.
6. Avendo conosciuto la devozione, se ne diventa intossicati, ci si fa silenziosi, e infine assorti nel Sé.
7. Poiché la devozione è conforme alla rinuncia, non c’è alcun elemento di desiderio nell’amore divino.
8. La rinuncia, infatti, è nell’abbandono totale di tutti i piaceri laici e le attività religiose.
9. La devozione è rivolgere il cuore pienamente al Signore, e provare completa indifferenza per tutti gli altri oggetti, contrari ad essa. Questa è la natura della rinuncia. (Nirodha).
10. La rinuncia a tutti i supporti è la devozione del cuore.
11. Eseguire tutte le opere laiche e religiose che sono accordate da Dio e
provare totale indifferenza per tutte le azioni che sono ostili a lui è indifferenza.
12. Dopo aver così deciso di condurre vita devota, con tutto il cuore, si trovi protezione negli insegnamenti scritturali.
13. Diversamente, c’è il rischio di una caduta (dal percorso spirituale).
14. I doveri mondani e sociali si devono eseguire fino a quando la coscienza del mondo esterno persiste, ma le attività di sostentamento come mangiare, ecc, continuino fino a quando il corpo è in vita.

Capitolo 2: Definizione di Bhakti

15. Si descrivono ora le caratteristiche della devozione (Bhakti) e le opinioni diverse in merito.
16. “E’ il culto del Signore, fondato su profondo amore e saldo attaccamento”, così dichiara il figlio di Parasara, Sri Veda Vyasa.
17. “Un grande interesse nell’ascolto delle storie e delle glorie del Signore è
bhakti “, secondo Maharshi Garga.
18. “La devozione per Dio, che non si oppone al riconoscimento del Sé interiore
è vera devozione “, secondo Shandilya.
19. Secondo Devarshi Narada “ E l’offerta di tutte le azioni presso l’altare
del Signore, e nei i momenti di oblio del Signore, è dolore straziante; questo è
supremo amore divino (bhakti)”.
20. Fai che sia esattamente come descritto sopra.
21. Sia come l’amore delle Gopi di Vraja.
22. In questa condizione di amore perfetto, non c’è pericolo di dimenticare la gloria del Signore.
23. L’amore senza la conoscenza della Sua vera Natura Suprema (è) come l’amore illecito degli amanti clandestini.
24. Nell’amore profano non si condivide la felicità dell’altro.
25. La devozione suprema (bhakti) è una tecnica superiore all’azione (karma), alla conoscenza (gyana), e alla meditazione (yoga).
26. Perché essa è quale il risultato di tutti gli yoga.
27. Anche a causa della avversione di Dio per l’egoismo e dell’amore per la
mitezza (la devozione è superiore).
28. “Per il perfetto amore, la conoscenza sola è il mezzo”, così dicono alcuni Acharya.
29. “Sono interdipendenti”, dichiarano gli altri.
30. “Bhakti è frutto di se stessa” dicono i figli di Brahma il creatore.
31. Ciò è dimostrato negli esempi del luogo e del cibo ecc
32. A causa della sola conoscenza, cioè, non si ottengono né il favore del re, né il cibo per sfamarsi.
33. Pertanto, solo il supremo amore per Dio deve essere ricercato dagli aspiranti alla liberazione.

Capitolo 3: I mezzi della realizzazione

34. Gli antichi maestri si esprimono in modo diverso sui mezzi di sviluppo di tale devozione nel cuore umano.
35. In realtà si realizza la Bhakti attraverso la rinuncia agli oggetti dei sensi e alle relazioni esterne.
36. Attraverso la sfida continua ai propri limiti e il servizio d’amore al Signore.
37. Ascoltando e cantando le glorie del Signore, anche quando impegnati nelle attività del mondo.
38. Principalmente la devozione purissima si ottiene per la grazia di grandi anime realizzate, o con l’aiuto della grazia divina.
39. Venire in contatto con una grande anima è molto difficile. E’ impossibile conoscerne una pienamente. Eppure, è infallibile il suo effetto.
40. Tuttavia, per grazia di Dio le anime grandi sono state concesse.
41. Perché tra Dio e i Suoi puri devoti non c’è alcuna differenza.
42. Solo questo è da fare: ottenere al piena realizzazione.
43. La società e i suoi mali sono da abbandonare a tutti i costi.
44. Perché sono causa di lussuria, rabbia, delusione, perdita di memoria, perdita
di discriminazione e, in definitiva, della nostra rovina.
45. Anche se inizialmente appaiono come un’ increspatura, questi fenomeni (ira, lussuria, ecc,) prodotti dalla società, possono diventare un oceano.
46. Chi attraversa maya (illusione)? Come si supera realmente maya? Colui che si arrende e offre tutti gli attaccamenti e gli oggetti dei sensi, Colui che serve i grandi devoti e Colui che rinuncia a ogni senso di possesso e di se stesso.
47. Chi si ritira in un luogo solitario in silenzio, colui che spezza il suo legame con il mondo dalle radici, (colui che) va oltre le influenze dei “guna”, colui che rinuncia a tutte le sue aspirazioni per i beni materiali e il sostentamento.
48. Colui che cede i frutti delle azioni, che rinuncia a ogni azione egoistica, e quindi si libera dal gioco delle coppie di opposti.
49. Colui che rinuncia anche ai Veda e intraprende un puro flusso ininterrotto
di devozione.
50. Costui attraverserà e aiuterà gli altri ad attraversare.

Capitolo 4: Devozione perfetta e devozione minore Continua a leggere

Come il seme Ankola va verso il suo gambo, il ferro verso la calamita, la moglie va al marito, la pianta al suo albero, il fiume verso l’oceano, così l’anima si trova sempre a volgersi ai piedi del Signore. Questa attrazione si chiama devozione, Bhakti. – Sivanandalhari

“Bhakti è il saldo attaccamento al Dio Supremo.” – Shandilya Bhakti Sutra

Di solito la gente guarda a Dio come esistente al di fuori di sé e dotato di una personalità individuata come la propria. L’Jnani (saggio illuminato) vede invece anche il Dio personale come nessun altro che se stesso, e l’amore di sé, in questo caso, è o diventa l’amore di Dio (personale). Nel suo caso, la devozione è definita come la realizzazione del Sé. Altri, che pensano il Dio personale come qualcosa di esterno a se stessi, sviluppano una profonda devozione per tale Dio e, infine, fondono la propria identità con la Sua. L’accordo amoroso del sé, vibra e risuona non visto. In realtà, il culto, anzi, ogni pensiero o sentimento intenso e concentrato, è la fusione della mente con l’oggetto adorato o su cui è concentrata. Un’intensa fede nel Dio personale, quindi, ... 

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Vijay: Se senza distruggere l’Io non è dato di liberarsi dell’attaccamento al mondo e di conseguenza non è possibile l’esperienza del samadhi, allora sarebbe saggio seguire la strada del Brahmajnàna per raggiungere il samadhi? Se l’io persiste nel sentiero della devozione, allora si dovrebbe invece scegliere la via della conoscenza?

Sri Ramakrishna: E’vero che uno o due persone riescono a liberarsi dell’io attraverso il samadhi, ma questi casi sono molto rari. Si possono considerare migliaia di ragionamenti, ma ancora l’io torna. Possiamo tagliare l’albero del pepal alla radice, oggi, ma si noterà un germoglio spuntare domani. Quindi se l'”io” deve rimanere, lasciate che il furfante rimanga come “servitore”. Finché si vive, si dovrebbe dire “O Dio, Tu sei il Signore e io sono il tuo servo”. Un Io percepito come il servo di Dio, suo devoto, non può fare male. Sebbene i dolci possano causare acidità di stomaco, senza dubbio, lo zucchero candito è un’eccezione.

Il percorso della conoscenza è molto difficile. Non si può ottenere la conoscenza se non si elimina la sensazione di essere il corpo. Nel Kaliyuga la vita dell’uomo è incentrata sul cibo. Non riesce a liberarsi dell’identificazione con il corpo e l’ego. Pertanto la via della devozione è prescritta per questo ciclo. E’ un percorso facile. Otterrete Dio cantando il suo nome e le sue glorie e pregando con cuore ardente. Non c’è il minimo dubbio.

Supponiamo di tracciare una linea sulla superficie dell’acqua con un bastone di bambù. L’acqua sembra essere divisa in due parti, ma la linea non rimanere nel tempo. Il “servitore” o il “devoto” o il “figlio” sono come una linea tracciata con l’ego, e non sono reali.


[“Io sono il servo” è un io maturo, non più giovanile o debole. E’ un io che non ostacola il proprio progresso spirituale. Dopo che si è maturato a sufficienza, Dio dispone per insegnare il Brahma Jnana, come nel caso di Sri Ramakrishna. L’Advaitin Sri Guruji Totapuri giunse così a Dakshineshwar e gli offrì di studiare l’Advaita sotto la sua guida – come vide che il cuore di Sri Ramakrishna era molto puro e pronto ad assorbire gli insegnamenti del Vedanta; Sri Ramakrishna non andò da lui.] Continua a leggere