Urano/Titan
Posted by Beatrice on November 1, 2008
Ci parli la sera di fatti tuoi, letteratura, deliri, mondo, vedanta, graal. Ci ascolti l’opera alla radio e commenti in chat con precisione d’altri tempi, questo è canone, questo è verdiano, questo è rossiniano, romantico, classicista. Ci piangi sul duetto tra Norma e Adalgisa. Ti prevede che il giorno tot avrai un magnifico incontro amoroso, e tu invece sei perfettamente sola e manco lei c’è, vabbè. Ma la donna è precisissima. Non è lei che sbaglia, è il mondo che non sa. Ora il mondo deve sapere e può sapere. E infatti mi stava dicendo di una congiunzione estrema ed epocale proprio in quel momento, cose di pace, guerra e trascendenza – che se te le dice, così, mentre accade, tu che fai? sei annichilito dall’emozione, il cielo è così alto e fa cose incredibili, e rimani a bocca aperta a sentire cosa accade lassù sulla volta, silenziosamente – e le dico: ma perchè non lo scrivi, minuto per minuto, secondo me è interessantissimo. Detto e fatto, mentre Luna si congiungeva a Venere, e così sia.
Non sia più che mentre il cielo ci scruta e ci muove, mimandoci, noi non sappiamo.
Qui: http://tuttourano.blogspot.com/
Dal sito:
Nella mitologia greca, Urano (in greco Οὐρανός “Ouranós”, «cielo stellato, firmamento») è una divinità primordiale, personificazione del cielo. Nella Teogonia di Esiodo è figlio di Gaia (la Terra). Secondo la teogonia orfica, Urano e Gaia sono due figli della Notte. Urano si unì con Gaia che diede vita ai Titani, ai Ciclopi ed agli Ecatonchiri. I Giganti Centimani furono invece generati dalla pioggia che Urano fece cadere sulla Gaia, la Terra Feconda, e vennero imprigionati nel Tartaro, assieme ai Ciclopi. Allora Gaia persuase il figlio Crono, (l’ultimo dei dodici Titani), a prendere il posto del padre. Urano, colto nel sonno, fu evirato e dal suo sangue caduto sulla terra nacquero le Erinni. I suoi genitali vennero lanciati in mare, generando la dea dell’amore, Afrodite. Il luogo di questa mutilazione è stato situato in diverse parti del Mediterraneo: solitamente si identifica con Capo Drepano (difatti drepanon in greco significa “falce”); talvolta si colloca questo luogo nell’isola dei Feaci, che sarebbe stata il falcetto di Crono gettato in mare e radicatosi in quel luogo. Infatti si diceva che i Feaci fossero nati dal sangue del dio. Infine alcuni lo collocavano in Sicilia, la quale, fecondata dal sangue del dio, sarebbe divenuta fertile.
Una tradizione diversa, riferita da Diodoro Siculo, vede Urano primo re degli Atlanti, un popolo molto pio e giusto, che abitava sulle rive dell’Oceano. Egli avrebbe insegnato loro a coltivare la terra, a vivere civilmente ed inventò il calendario secondo il movimento degli astri. Alla sua morte gli sarebbero state resi onori divini ed essendo stato un grande astronomo, col passare del tempo fu identificato col Cielo. In questa tradizione si attribuiscono ad Urano 45 figli, 18 avuti da Tite (identificata poi con Gaia), e proprio per questo chiamati Titani. Le sue figlie furono Basileia (“la Regina”), più tardi Cibele, e Rea, soprannominata Pandora. La bellissima Basileia succedette al trono del padre e sposò il fratello Iperione, dal quale ebbe Helios e Selene (ovvero il Sole e la Luna). Diodoro menziona come figli di Urano anche Atlante e Crono. Platone vi mette anche Oceano e Teti.
L’eterogeneità della genealogia di Urano è dovuta sia a una commistione di molte leggende e racconti, ma soprattutto ad un’interpretazione simbolica di cosmogonie dotte; così Urano non ha praticamente nessuna parte nei miti ellenici.
Tuttavia, Esiodo conserva il ricordo di due profezie, attribuite congiuntamente, ad Urano e a Gaia: anzitutto, quella che aveva avvertito Crono che il suo regno sarebbe finito dopo che egli fosse stato vinto da uno dei suoi figli. Poi, la profezia fatta a Zeus che lo metteva in guardia contro il figlio che avrebbe avuto da Meti (la “Prudenza”, o in senso negativo, “la Perfidia”). Proprio obbedendo a questa profezia egli inghiottì Meti, con la conseguenza che poi dalla testa di Zeus nacque Atena. Esiste anche leggenda siriana di Urano e Crono riportata da Filone di Biblo.





