Ramana Maharsi

Sulla devozione. Ramana Maharshi e la via della Bhakti.

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Come il seme Ankola va verso il suo gambo, il ferro verso la calamita, la moglie va al marito, la pianta al suo albero, il fiume verso l’oceano, così l’anima si trova sempre a volgersi ai piedi del Signore. Questa attrazione si chiama devozione, Bhakti. – Sivanandalhari “Bhakti è il saldo attaccamento al Dio Supremo.” – Shandilya Bhakti Sutra Di solito la gente guarda a Dio come esistente al di fuori di sé e dotato di una personalità individuata come la propria. L’Jnani (saggio illuminato) vede invece anche il Dio personale come nessun altro che se stesso, e l’amore di sé, in questo caso, è o diventa l’amore di Dio (personale). Nel suo caso, la devozione è definita come la realizzazione del Sé. Altri, che pensano il Dio personale come qualcosa di esterno a se stessi, sviluppano una profonda devozione per tale Dio e, infine, fondono la propria identità con la Sua. L’accordo amoroso del sé, vibra e risuona non visto. In realtà, il culto, anzi, ogni pensiero o sentimento intenso e concentrato, è la fusione della mente con l’oggetto adorato o su cui è concentrata. Un’intensa fede nel Dio personale, quindi, porta il devoto facilmente e naturalmente alla fede […]

Ramana Maharsi

Ramana Maharshi sull’esperienza di Gandhi, a proposito dello stato privo di pensiero

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Il tema del silenzio e dello stato privo di pensiero fu ripreso da Bhagavan citando, con approvazione, un passaggio di Gandhi in cui quest’ultimo dava descrizione della propria esperienza di non pensiero. Sri Bhagavan si soffermò su seguente passo di Gandhi: “Come sono misteriose le vie del Signore! Questo viaggio a Rajkot è stupefacente anche per me. Perché vi sto andando, dove sto andando? Per cosa? Non ho pensato a nessuna di queste cose. E se Dio mi guida, che cosa devo pensare, perché dovrei pensare? Anche il pensiero può essere un ostacolo sulla via della Sua guida. Il fatto è che non ho fatto alcuno sforzo per smettere di pensare. I pensieri non arrivano. In realtà, sebbene non sia il vuoto, voglio dire che non c’è pensiero alcuno sulla missione”. Sri Bhagavan sottolinò che tali le parole erano vere e ribadì ogni istruzione contenuta nel brano. Poi collegò una citazione di Thayumanavar a proposito dello Stato privo di pensiero:

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Dio personale e Dio impersonale. Una lettera.

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Salve Beatrice, desidero avere dei chiarimenti sull’insegnamento di Sri Ramana Maharshi. Questi considera Dio la Suprema Realtà non duale e quindi priva di caratteristiche e qualità. Poi però sostiene che Dio si prende cura personalmente di ciascuno di noi e che questo dovrebbe indurci ad abbandonarci a Lui. Personalmente non riesco a realizzare come si possa conciliare il nondualismo di chi crede ad un Dio impersonale con una visione delle cose in base alla quale Dio si occupa personalmente di noi. Ci vedo una contraddizione in termini. Se le fosse possibile aiutarmi a comprendere meglio il pensiero di Sri Bhagavan gliene sarei grato. Un fraterno saluto (lettera firmata) Salve (…), grazie della fiducia che mi accorda. Non oserò tentare di interpretare le parole di Ramana, posso al limite cercare di chiarire il punto, alla luce di quello che conosco della filosofia indiana. L’esistenza di due gradi di consapevolezza del divino, una personale e una impersonale, ha costituito il fondamento per definire il sistema Indù una “doppia religione”: una per la fede delle persone comuni, bisognose di un Dio qualificato e personale, una per gli iniziati al cammino della non-dualità, che aspirano a realizzare la Realtà Suprema senza attributi, o impersonale. […]