Vijay: Se senza distruggere l’Io non è dato di liberarsi dell’attaccamento al mondo e di conseguenza non è possibile l’esperienza del samadhi, allora sarebbe saggio seguire la strada del Brahmajnàna per raggiungere il samadhi? Se l’io persiste nel sentiero della devozione, allora si dovrebbe invece scegliere la via della conoscenza?

Sri Ramakrishna: E’vero che uno o due persone riescono a liberarsi dell’io attraverso il samadhi, ma questi casi sono molto rari. Si possono considerare migliaia di ragionamenti, ma ancora l’io torna. Possiamo tagliare l’albero del pepal alla radice, oggi, ma si noterà un germoglio spuntare domani. Quindi se l'”io” deve rimanere, lasciate che il furfante rimanga come “servitore”. Finché si vive, si dovrebbe dire “O Dio, Tu sei il Signore e io sono il tuo servo”. Un Io percepito come il servo di Dio, suo devoto, non può fare male. Sebbene i dolci possano causare acidità di stomaco, senza dubbio, lo zucchero candito è un’eccezione.

Il percorso della conoscenza è molto difficile. Non si può ottenere la conoscenza se non si elimina la sensazione di essere il corpo. Nel Kaliyuga la vita dell’uomo è incentrata sul cibo. Non riesce a liberarsi dell’identificazione con il corpo e l’ego. Pertanto la via della devozione è prescritta per questo ciclo. E’ un percorso facile. Otterrete Dio cantando il suo nome e le sue glorie e pregando con cuore ardente. Non c’è il minimo dubbio.

Supponiamo di tracciare una linea sulla superficie dell’acqua con un bastone di bambù. L’acqua sembra essere divisa in due parti, ma la linea non rimanere nel tempo. Il “servitore” o il “devoto” o il “figlio” sono come una linea tracciata con l’ego, e non sono reali.


[“Io sono il servo” è un io maturo, non più giovanile o debole. E’ un io che non ostacola il proprio progresso spirituale. Dopo che si è maturato a sufficienza, Dio dispone per insegnare il Brahma Jnana, come nel caso di Sri Ramakrishna. L’Advaitin Sri Guruji Totapuri giunse così a Dakshineshwar e gli offrì di studiare l’Advaita sotto la sua guida – come vide che il cuore di Sri Ramakrishna era molto puro e pronto ad assorbire gli insegnamenti del Vedanta; Sri Ramakrishna non andò da lui.] Continua a leggere