Sembra ci sia qualcuno – hsi…nella piega del monte,
tralci d’edera l’avvolgono – hsi…il convolvolo gli cinge i fianchi.
Ecco, egli mi contempla – hsi…e sorride con approvazione.
“Signore, tu mi osservi con desiderio – hsi…la mia grazia ti ha ammaliato”.
Alla guida di rossi leopardi – hsi…linci screziate al mio seguito,
monto un carro di magnolia – hsi…e di cassia ho intrecciato una bandiera.
Orchidee mi rivestono – hsi…la mia cintura è di zenzero in fiore.
Colgo fiori soavi – hsi… per donarli a colui che domina i miei pensieri.
Ora dimoro in un silenzioso bosco di bambù – hsi…così fitto che non vedo il cielo;
la strada è impervia e pericolosa – hsi…e sono giunta ormai tardi, in solitudine.
Mi ergo sola – hsi…sulla cima della collina,
le nubi avvolgono ogni cosa – hsi…, attorno e sotto di me.
Buio a perdita d’occhio – hsi…anche la luce del giorno s’oscura,
S’alza il vento d’oriente – hsi…cade la pioggia, inviata dagli spiriti.
Io attendo il dio e indugio – hsi… dimenticando la strada del ritorno.
Ormai l’anno ... 

Continua a leggere

La forma di Shiva che il devoto raggiunge è, di queste, quella su cui insiste. Questa, s’intende, è semplicemente una definizione occasionale e parziale dell’onniformità di Dio, e, insieme con essa, del suo graduale affermarsi in un piano dove non ci sono più limitazioni e della sua trascendenza a ogni limitazione.

Egli possiede in realtà un unico attributo [questo attributo unico è la Consapevolezza dell’Io, ovvero la libertà], tale però che abbraccia tutti gli altri. Si consideri quindi che Egli è congiunto alla sola potenza di libertà, e che tutte le sue potenze si riducono al fatto di essere unito con quella potenza soltanto.

La cosiddetta potenza è identica alla natura propria di una cosa

Molti sono i nomi, convenienti alla Sua natura e consacrati dalle sacre scritture, con cui Egli viene insegnato: Dio, il Grande Bhairava, il Signore, il Supremo Shiva.

Il nome Bhairava si deve a questo, che Egli porta il tutto ed è da esso portato, nutrendolo e sorreggendolo da un lato e parlandolo, cioè pensandolo, dall’altro; che protegge coloro che hanno paura della trasmigrazione; che suscita, per mezzo di una caduta di potenza, l’idea della paura ... 

Continua a leggere

27 marzo – 3 aprile 2009 Chaitra Navratri

La Durga Puja o Navaratri (significato letterale: nove notti) é la più grande festa Indù durante la quale si adora Dio sia nella forma del Padre che della Madre. Questa festa è celebrata due volte all’anno, in primavera e in autunno. Il Rama-Navaratri di primavera è celebrato durante la luna nuova di Chaitra (aprile/maggio) e il Durga-Navaratri d’autunno durante la luna nuova d’Ashwin (settembre/ottobre). L’inizio dell’estate e dell’inverno sono due congiunzioni molto importanti di influenze climatiche e astrali. I corpi e gli spiriti subiscono un notevole cambiamento a causa delle modificazioni della natura e sono anche momenti consacrati al culto della Madre.

La celebrazione dura nove giorni in onore delle nove manifestazioni di Durga. Si commemora la Vittoria di Durga su Mahishasura, il demone a testa di bufalo. Ma per il ricercatore spirituale (sadhaka) sulla via della sadhana, la divisione di Navaratri In serie di tre giorni dedicati al culto di differenti aspetti della Dea Suprema evidenzia gli stadi dell’evoluzione dell’uomo dalla condizione di Jiva (stato di individualità) alla condizione di Shiva (stato della realizzazione di Dio). I primi tre giorni sono dedicati a Kali, dea della distruzione e della ricreazione e consorte di Shiva. Noi preghiamo Kali di distruggere tutte le nostre mancanze e di annullare gli istinti animali che si manifestano nella nostra natura. Lei é anche il potere che protegge la nostra sadhana dalle facili distrazioni e dai numerosi ostacoli. Questi tre giorni sono un periodo di purificazione per abbandonare tutto ciò tutto ciò che non é voluto nel nostro cammino. L’equivalente delle “pulizie di primavera” per far posto al nuovo. Così i primi tre giorni caratterizzano Il primo stadio della distruzione delle impurità, ci aiutano nel nostro sforzo di essere determinati e rafforzano la nostra lotta nell’estirpare le tendenze negative del nostro spirito. Continua a leggere

Mi inchino alla sillaba NA, che è presenza reale di Shiva, dal collo avvolto nelle spire del serpente, come ornamento. Colui che ha tre occhi, il cui corpo è cosparso di cenere, Colui che determina ogni essere fin dall’inizio. L’indistruttibile, puro e senza attributi, la cui natura è piena beatitudine .||1||

Mi inchino alla sillaba MA, che è presenza reale di Shiva, bagnato dalle acque di Mandākinī (Gange) e profumato di pasta di sandalo; Colui che guida Nandin e le altre afflizioni; Colui che si onora con l’offerta del Mandāra e di altri fiori, la cui natura è piena beatitudine.||2||

Mi inchino alla sillaba SI, che è presenza reale di Shiva, Colui che è come il sole per il corpo in fiore di Gauri, Colui che distrusse l’empio sacrificio di Daksa, Colui che assunse il veleno scaturito dalla zangolatura del mare, Colui che ha un toro come insegna, la cui natura è piena beatitudine.||3||

Mi inchino alla lettera VA, che è presenza reale di Shiva, Colui che fu adorato da Vasiṣṭha, Gautama, Agastya, Udbhava, e dagli esseri divini, Colui che ha il Sole, la Luna e il Fuoco come tre occhi, la cui natura è piena beatitudine.||4|| Continua a leggere

Il Brahmacharin (studente dei Veda) nel suo cammino accorda i due emisferi del globo; in lui gli Dei conoscono l’armonia. Lui possiede il cielo e la terra, lui riempie il cuore del Maestro di ascesi e di amore.

Gli antenati, gli spiriti e gli Dei seguono uno ad uno i passi del Brahmacharin; i Gandharva lo seguono in seimilatrecentotrentatrè. Lui riempie il cuore di ognuno di loro di immaginazione creativa.

Quando il Maestro accetta il Brahmacharin come discepolo, lo tiene come un feto dentro di sé. Lo porta per tre notti nel suo grembo e quando nasce gli Dei gli si radunano attorno per vederlo.

Questa terra è il primo ramo secco che brucerà nel suo fuoco, il cielo è il secondo, e il terzo l’atmosfera. Il Brahmacharin riempirà i mondi con il suo incendio, con la sua austerità, con l’ascesi e l’energia creatrice.

Prima della potenza spirituale nasce il Brahmacharin, vestito di calore ardente, nasce dal potere creativo. Da lui nascono gli ordini bramanici e il Brahma supremo, da lui gli Dei e l’immortalità.

Il Brahmacharin avanza, circondato dalle fiamme, avvolto nella la pelle di un’antilope nera, consacrato, con la sua lunga barba. Nell’arco di un giorno passa dal mare d’oriente al settentrione, unendo i mondi e conferendogli forma.

Il Brahmacharin, generati il brahma, le acque, il mondo, il Supremo Signore (Prajapati) e l’Essere (Virâg), divenuto l’embrione nel grembo dell’Immortalità, lo abbandonò e divenne Indra, che sconfisse gli Asura.

Dunque il Maestro gli mostrò le due sfere del mondo, l’estesa e la profonda, la terra e il cielo. Il Brahmacharin le vegliò nell’ascesi: in lui gli Dei conobbero l’armonia. Continua a leggere

La verità, la sublimità, l’ordine universale, la rettitudine, la sacralità, il fervore dell’ascesi, la gioia spirituale, il sacrificio – sostengono la Terra. Che essa, Signora di ciò che è e di ciò che sarà, ci riservi un orizzonte sconfinato.

La Terra adorna di vette, di crinali e di vaste pianure, che genera le piante dalle potenti virtù, libera dai legami che opprimono gli uomini, si apra al nostro sguardo, pronta ad accoglierci.

La Terra su cui scorrono il mare, i fiumi e tutte le acque, sulla quale sbocciano le messi e i popoli, su cui abita tutto ciò che respira e si muove, ci conceda di dissetarci per primi.

La Terra cui appartengono le quattro regioni dello spazio, su cui crescono i raccolti e i popoli, che sostiene tutto ciò che respira e si muove, ci conceda vacche e prosperità.

La Terra dove nacquero i primi uomini, dove gli Dei sconfissero i demoni, possa offrirci mucche, cavalli, volatili e fortuna.

La Terra che sostiene tutti, che nutre di abbondanza, il fondamento, il ristoro materno di tutti gli esseri viventi, colei che preserva il fuoco di Agni, la compagna di Indra il toro, ci conceda il privilegio dei suoi beni.

La vasta Terra, sempre sorvegliata dagli Dei insonni, ci allatti con miele prezioso, ci asperga di limpida gloria.

La Terra che fu acqua sulla superficie dell’oceano cosmico, che i saggi veggenti scoprirono con il loro acume, il cui cuore risiede nel cielo supremo, l’immortale, ammantata di verità, ci accordi lucidità e rettitudine, perché possiamo governare.

La Terra su cui le acque ancelle scorrono insieme, giorno e notte, senza sosta, versi per noi il latte in torrenti copiosi, e ci bagni di gloria.

La Terra misurata dai passi degli Asvin, su cui ha camminato Vishnu, che Indra, signore potente, ha eletto sua compagna; da lei, la madre, sgorghi il latte per me, suo figlio.

Le cime innevate dei monti e le tue foreste, o Terra, ci siano gentili. La scura, la nera, la rossa e multicolore, la solida Terra, protetta da Indra, intatta e incorrotta, è lei la Terra delle mie radici. Continua a leggere

1. Scrivi quaderni segreti o fogli sparsi dattiloscritti, per il tuo piacere
2. Sii umile verso tutto, aperto e in ascolto
3. Cerca di non ubriacarti fuori casa
4. Innamorati della tua vita
5. Ciò che senti troverà la sua forma
6. Sii il folle asceta della mente
7. Affonda fino alle profondità che vuoi raggiungere
8. Scrivi ciò che vuoi dal fondo della mente, senza limiti
9. L’indicibile visione dell’individuo
10. Niente poesia, solo ciò che è
11. Gli spasmi visionari che vibrano nel petto
12. In trance, sogna gli oggetti che hai di fronte
13. Elimina ogni inibizione letteraria, grammaticale e sintattica
14. Come Proust, sii un vecchio consumatore di tempo
15. Racconta la vera storia del mondo, in un monologo interiore
16. Il centro dell’interesse è l’occhio interno all’occhio
17. Scrivi per il tuo ricordo e la tua sorpresa
18. Lavora intensamente con il terzo occhio, nuotando nel mare del linguaggio
19. Accetta la sconfitta
20. Credi nel profilo sacro della vita Continua a leggere

Questa lista comprende le date delle principali festività tradizionali dell’Induismo per il 2009, basate su diversi calendari regionali indù. Le stesse festività possono essere celebrate un giono prima o dopo in alcune parti dell’India.

Gennaio  2009

Vaikunta Ekadasi – 7 gennaio 2009

Makar Sankranti – 14 gennaio 2009

Pongal – 15 gennaio 2009

Vasant Panchami – Saraswati Puja – 31 gennaio 2009

Febbraio 2009

Thai Pusam – 8 febbraio 2009

Shivratri – 23 febbraio 2009 Continua a leggere

Le anime, dunque, hanno innato dentro di sé il potere profetico. E anche se questo potere rimane oscuro e inattivo, esse tuttavia a volte fioriscono e si illuminano nei sogni, e alcune anche nell’ora della morte: forse perché in quel momento il corpo diventa puro, oppure perché acquista una particolare disposizione alla profezia. Allora l’attività razionale del pensiero si allontana e si libera dal presente, mentre l’anima si volge al carattere irrazionale e fantastico del futuro. Non è vero, come dice Euripide, che “ottimo indovino è colui che abilmente congettura”: certo, un uomo così è un saggio, che segue la parte razionale della sua anima, quella che lo conduce lungo la strada della verosimiglianza logica. Ma la facoltà profetica è come una tavoletta: priva di scrittura, di significati, di qualsiasi determinazione per se stessa, ma passibile di immaginifiche fantasie e di presentimenti. E si impossessa del futuro senza bisogno di tanti ragionamenti, soprattutto quando si sia staccata dalla realtà presente, in uno stato di estasi. Allora si verifica, attraverso una particolare disposizione del corpo che si adatta a tale trasformazione, quello che noi chiamiamo ... 

Continua a leggere