Ganesha è il Dio dalla testa di elefante. Egli è colui che viene adorato per primo. I suoi nomi sono invocati all’inizio di ogni opera per assicurarsi la riuscita, e prima di incominciare qualsiasi tipo di culto.

Ganesha è immagine del primo “Shabda” (AUM) o vibrazione che si manifestò al principio dell’Universo. Perciò è associato al “principio”, come il “Signore dell’Inizio.”

Ganesha o Ganapati è un Dio molto popolare in India come il distruttore degli ostacoli. La gente lo invoca chiedendo siddhi, successo nelle imprese, e buddhi, intelligenza. Egli è invocato prima di incominciare ogni impresa. E’ anche il patrono di istruzione, conoscenza e saggezza, letteratura e arti.

La storia della nascita di Ganesha è riportata dallo Shiva Purana. La Dea Parvati si stava accingendo a fare un bagno al fiume, e aveva modellato la figura di un ragazzo dalla sporcizia prelevata dal proprio corpo: quando l’immagine prese vita, chiese al giovane di fare la guardia mentre lei faceva il bagno. Nel frattempo Shiva ritornava da Parvati, e trovava con lei un giovane sconosciuto, che gli impediva di passare. Infuriato, Shiva mozzò la testa del ragazzo, e Parvati ne ... 

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Nag Panchami è il giorno in cui gli hindu di India e Nepal celebrano i cobra, offrendo loro latte e rituali, al fine di garantirsi la buona sorte e protezione dagli attacchi dei serpenti e da ogni sorta di pericoli.

Nel giorno di Nag Panchami, in India e Nepal i serpenti si avvicinano ai luoghi dedicati, e bevono il latte che viene loro offerto. E’ un’immagine forte, paradossale, in cui il nutrimento eccellente, purezza e antidoto, è dato in pasto al nemico naturale, all’avvelenatore. I serpenti accettano l’offerta, bevono il latte, si placano e poi spariscono di nuovo nel loro mondo segreto. La loro condizione tra gli esseri spirituali è ambigua e molto antica, presente in tutte le culture tradizionali, da epoche molto precedenti all’avvento delle cosiddette religioni. Non esiste un gruppo umano che non abbia osservato il serpente e non ne abbia interpretato la presenza come condizione vivente addirittura precedente alla propria. La stessa Bibbia si apre e si chiude con la vicenda umana segnata dalla sfida lanciata dal serpente, per poi concludersi con la sua sconfitta sotto il piede santo della Madre, durante l’Apocalisse. A questo punto ... 

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Avanti al Solstizio d’Estate, che dicevano gli antichi è la porta degli uomini, della incarnazione terrena, c’è una lenta avanzata del cielo e della terra verso un punto culminante, epifanico, dove si accordano terra e cielo, formando una sola realtà che è allegoria e dato vivente, matrice di questo discendere nella materia viva. Attorno al tempo del Solstizio si alza in cielo la stella Sirio. Prima del Solstizio, dal cielo discende il fiume Ganga (Ganga Dussera, che si celebra a metà giugno), chiamato a lavare e custodire le ceneri degli uomini. E mentre discende dal cielo un fiume, attenuato dalle trecce di Shiva, fino a riempire la grande pianura gangetica, spandendo la vita nel Nord dell’India, un altro fiume sale, in Egitto, seguendo il corso della Stella, attorno alla quale altri mondi scandivano il loro calendario, e il Nilo prendeva corpo, cresceva, esondava, diventava Madre fertile e benedizione divina. Alla foce, entrambi i fiumi manifestano la forma benedetta della grande Madre Nera, Kali e Iside, del cupo colore del limo trasportato dai flutti. Datrice di vita, signora dei morti, signora degli dei, regina, guerriera, consolatrice, protettrice delle ... 

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In tutto il dibattito a proposito di un “problema culturale”, alla base dei fatti di crescente violenza diffusa, si sente sempre auspicare un rafforzamento dei metodi di controllo che a questo problema culturale hanno contribuito sistematicamente: istituzioni, scuola, psicologia. A volte con dolo, a volte per inadeguatezza. Se qualcuno proponesse di cambiare il paradigma, come la vera psicologia insegna, non riceverebbe la minima attenzione. Perciò restano misteriosamente esclusi, perfino dalle ipotesi, gli strumenti che favorirebbero una vera risoluzione dei conflitti. La filosofia della conoscenza di sé, la spiritualità del mondo classico e orientale, la meditazione e lo yoga. Questi strumenti l’umanità ha tramandato allo scopo di gestire il conflitto, la complessità della vita, il paradosso.

La spiritualità orientale, che mira alla vera emancipazione dell’individuo, nonostante un radicamento nella nostra cultura che data già dall’inizio del secolo scorso, resta un elemento marginale, spesso ridicolizzato, o al limite decorativo, che molti coltivano senza esporsi. Noi siamo “santoni”, noi facciamo il “lavaggio del cervello” ... 

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Nella visione Indiana gran parte del mito si snoda nel gioco della coppia sacra, che rappresenta non solo il femminile e il maschile, ma ogni polarità fisica o filosofica, fino a quella ultima tra individuato e assoluto, e più in generale tra immanente e trascendente, tra materia e coscienza. Una di queste allegorie è nella vicenda di Sita e Rama, la coppia nata per essere unita, e che deve attraversare il dramma della separazione e patire la lotta per riunificarsi, come lo spirito umano. A giocare contro l’unità dell’essere, è il demone Ravana, immensamente potente perché estremamente devoto, ma corrotto da desideri insaziabili. Ravana rapisce Sita e la trasporta a Lanka, dove si trova il suo regno. Il regno di Ravana è il paese del lusso e dell’accumulo di ogni ricchezza. La descrizione del Ramayana include palazzi, giardini, padiglioni, carri giganteschi, migliaia di concubine e ogni inimmaginabile sfarzo. Il palazzo reale ci viene mostrato di notte (visto con gli occhi di Hanuman), immerso in un sonno profondo, incosciente, alcolico. E Sita, mentre è rinchiusa in quel mondo di eccessi, cade in uno stato di abbattimento e di depressione, tanto da essere ... 

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…Quindi Shiva, prendendo la forma del vento, fece nascere la scimmia Hanuman, per sostenere Rama nella sua battaglia e condurlo alla completa vittoria. Mentre gli uomini si mantenevano nelle città ancora apparentemente sicure, attendendo il ritorno del Re, il signore Rama vagava nella foresta, finchè con l’inganno gli fu sottratta l’amata Sita. Costretto a riscattare la sposa, si preparò alla guerra contro i demoni che stavano assediando il Dharma. E se gli uomini scompaiono dal racconto dopo poche pagine, il Ramayana fa agire invece il paesaggio, la natura, gli animali e tutti gli esseri come altrettanti protagonisti del racconto. Ma Hanuman è molto lontano dalla secondarietà in cui abbiamo confinato il mondo animale. Di Hanuman immediatamente colpiva la straordinaria eloquenza, con cui subito manifestò la propria natura divina. Hanuman era un soldato, ma prima ancora un abile ed erudito diplomatico e stratega. Nel corso della storia ebbe molte occasioni per dimostrare poteri soprannaturali e forza senza pari.
La sua figura è il modello e l’ispirazione di ogni vero devoto e dei grandi santi. Purezza, fine intelletto,
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La Natura è il Sacro, la Natura è il luogo in cui si manifesta la Grazia, e non il suo opposto. Il più grave errore compiuto dalla tradizione cristiana è stato definire la Natura come cosa inerte e inanimata, a disposizione per lo sfruttamento indiscriminato, a beneficio dell’uomo soltanto, unico destinatario della salvezza. Una salvezza senza luogo, che non ha luogo, non accade. Alla Natura si contrapponeva la Grazia, e poi la Ragione, inaugurando una serie di dicotomie e di oppressioni che hanno inquinato il mondo e la mente per millenni, portando in un tempo brevissimo alla distruzione di ciò che era cresciuto, si era evoluto e consolidato in milioni di anni. Con la scomparsa della Natura sono scomparsi gli Dei. La Natura privata di anima è la Natura non più abitata dalla spiritualità immanente e disconosciuta nella sua – e nostra – condizione divina.

Nella Natura abitano tutti i mondi, quelli visibile e quelli invisibili, i mondi soprasensibili e sottili. Gli antichi vedevano il Mare come la dimora di Dei potenti e ultraterreni e infine come il luogo in cui le anime si tuffavano, quando lasciavano il corpo. Nell’Oceano vanno le anime dei trapassati, come ... 

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Oggi è Rama Navami, la Nascita di Rama, il grande Eroe divino dell’India. Rama il salvatore del Dharma, l’uomo ideale, il paradigma delle virtù e dell’eroica vicenda spirituale umana. La nascita di Rama cade al termine delle Nove Notti (Navaratri) dedicate al culto primaverile della Madre Divina che, come nove mesi virtuali, partoriscono infine il Figlio Divino. La figura e la storia di Rama, offrono una rappresentazione che si presta a molti livelli di lettura, da quello religioso popolare, profondamente radicato nella tradizione e nell’identità indiana, alla lettura psicologica dell’archetipo universale dell’eroe, di cui riunisce in essenza i migliori caratteri distintivi, fino alla “favola” gnostica, che percorre la discesa e il riscatto dell’anima. Tutti questi livelli sono fluidi e ampiamente noti. E’ Dio stesso a incarnarsi nel principe Rama per salvare il Dharma dalle forze demoniache che lo minacciano. Dio che incarnandosi affronta l’esilio nella foresta, che si vede separato dalla sua amata sposa, rapita dal re dei demoni nemici, che piange e si dispera, che si deve alleare in una straordinaria fratellanza con ... 

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I versi delle Lamine Orfiche sono sempre stati per me un fortissimo richiamo. Mi sembrano, irrazionalmente, gli esempi di poesia più pura ed elevata:anelito, paesaggio interiore e invocazione, in brevi, scarne ed esatte parole. Hanno il richiamo di un paesaggio noto, la presenza rassicurante di un mondo segreto e accogliente, di un grembo perenne, del fresco delle acque di fonte.
Il contenuto di questi versi era per gli iniziati la cosa più importante da sapere, il viatico essenziale per il viaggio ultramondano e la migliore certezza durante la vita terrena. Si sente quasi il dovere di impararli a memoria, serbarli come una luce indefettibile, si vorrebbe avere al possibilità di tramandarli con ragione ai cari che lasciano questo mondo, e in fondo è quello che vorremmo dire loro, e che gli avremmo detto. Se solo la conoscenza che ha guidato i nostri antenati del IV sec non fosse giunta a noi, proprio come da un altro mondo, a frammenti e briciole, cancellata dalla maggior ragione di nuovi culti, e in parte assorbita da essi, ma resa vana.
Nelle lamine orfiche si riassume la conoscenza iniziatica, o gnosi, fissata nell’esperienza ultima e inappellabile della ... 

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