La creazione, la conservazione e la dissoluzione dell’universo sono in realtà il dharana, il dhiana, e il samadhi cosmico dello yoga di Dio, messo in opera su una base astronomica. La conservazione dell’universo intero è un grande manifestazione della meditazione di Dio. La fecondità, la varietà, la complessità e il potere inesauribile di vita della mente, non sono altro che gli splendori dello yoga di Dio. Dato questo, la lotta per la spiritualità dell’uomo, lo yoga umano, non è che una frazione infinitesimale dello yoga universale di Dio.

Traduzione a cura di Franca Mussa, fonte: http://www.gruppovedantalila.it

La crescita spirituale è il risultato di un rinnovamento continuo di sé. Implica lo sviluppo o la creazione di un qualcosa in più. Per funzionare e mantenersi il corpo riceve la propria energia dal catabolismo, un fenomeno di degrado delle molecole organiche e dei tessuti. Questa degradazione è compensata dall’anabolismo, che è un fenomeno di assimilazione e di edificazione delle stesse molecole e tessuti. Questi due processi costituiscono il metabolismo, una delle tre fondamentali caratteristiche degli organismi viventi, le altre due sono l’evoluzione ... 

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Il nome Kali deriva dalla parola radice sanscrita Kal, tempo. Nulla sfugge al tempo.

Kali Maa è una Rupa (forma) di Durga Maa. Creata da Durga Maa per lottare contro i demoni, l’aspetto feroce di Durga. Secondo i Purana, l’ immagine di Kali, ampiamente venerata nelle regioni orientali dell’India, deve la sua origine alla battaglia di Durga con Shumbha e Nishumbha. E’ anche nota come colei che uccise il demone Raktabija bevendo le gocce del suo sangue, per impedire che queste cadessero a terra.

Nelle immagini popolari, Kali è rappresentata come un essere femminile molto nero, con quattro braccia. In una mano ha una scimitarra, in un’altra la testa di un demone, che tiene per i capelli, la terza mano si apre a elargire benedizioni e la quarta regge un’altra arma, di solito una lancia o un tridente. Ha una collana fatta di teschi e due teste di demoni come orecchini. La sua lingua è rosso sangue ed è esposta fino al mento. Il sangue sgocciola anche dalla lingua e sul corpo. Sovente è rappresentata in piedi sul corpo di Shiva, con un piede sul petto e l’altro sulla coscia. In alcune statue è nuda, tranne che per i suoi ornamenti, quali una ... 

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Le nove dee del Navaratri sono chiamate collettivamente Navdurga e sono tramandate nel Devi Mahatmya e nel Durga Saptashati. Le nove dee venerate in ciascuno dei nove giorni di Navratri sono incarnazioni della Shakti Divina. I loro nomi sono: Shailaputri, Brahmacharini, Chandraghanta, Kushmanda, Skanda Mata, Katyayani, Kala Ratri (Kaalratri), Maha Gowri e Siddhidayini.

Maa Shailaputri –  La Dea del primo giorno di Navratri

“Shail” significa montagna e “Putri” figlia. E’ conosciuta anche come Parvati o Hemavati.
Shailaputri si crede fosse la reincarnazione di Sati, la figlia di Daksha e moglie di Shiva. Alla sua reincarnazione divenne Parvati, figlia dell’Himalaya e in seguito moglie di Shiva. E una delle principali forme della Shakti e strettamente associata a Shiva.

Maa Brahmacharini – La Dea del secondo giorno di Navratri

In questo caso “Brahma” si riferisce a chi costantemente medita sull’Essere Supremo. Brahmacharini è perfetta devozione, pace e meditazione. E nota anche con il nome Tapashcharini, Aparna e Uma.
Questa forma di Durga è collegata all’ascesi intrapresa da Sati e Parvati, nelle rispettive incarnazioni, ... 

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Il corpo e la consorte mostrano la loro bellezza. La gloria è variegata e attraente. La ricchezza è gloriosa quanto il Monte Meru. Ma se non ho la devozione interiore ai piedi del Guru, che farò, che farò, che farò? [1]

La consorte, la ricchezza, i figli e i nipoti, la casa, i parenti, tutto ciò si avvicenda nell’esistenza. Ma se non ho la devozione interiore ai piedi del Guru, che farò, che farò, che farò? [2]

I Veda in sei parti, la conoscenza di ogni trattato, e il talento e l’abilità poetica riempiono la bocca. Comporrò allora una bella prosa o poesia. Ma se non ho la devozione interiore ai piedi del Guru, che farò, che farò, che farò? [3]

Nei paesi stranieri si può guadagnare rispetto. Nel proprio paese, essere un nobile. Tutto ciò rientra nel meccanismo dei doveri, nient’altro. Ma se non ho la devozione interiore ai piedi del Guru, che farò, che farò, che farò? [4]

Il rispetto e la venerazione si rivolgono anche ai re nelle occasioni ufficiali. Ma se non ho la devozione interiore ai piedi del Guru, che farò, che farò, che farò? [5]

La mia fama può raggiungere tutte le regioni, se offro con generosità. Grazie alle mie mani, tutti gli oggetti ... 

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Bhavani Ashtakam – Adi Shankaracharya

Na thatho, na matha, na bandur na datha,
Na puthro, na puthri , na bruthyo , na bartha,
Na jayaa na Vidhya, na Vruthir mamaiva,
Gathisthwam, Gathisthwam Thwam ekaa Bhavani.

Non la madre, non il padre
non i compagni e non gli amici
non il figlio, né la figlia
non i servi, non il marito
non la moglie, e neppure la conoscenza
e nemmeno la mia occupazione
sono la mia vera dimora –
Sei Tu il mio rifugio e il mio solo rifugio, Signora.

Bhavabdhava pare , Maha dhukha Bheeru,
Papaatha prakami , pralobhi pramatha,
Kam samsara pasa prabadha sadaham,
Gathisthwam, Gathisthwam thwam ekaa Bhavani.

Sono un codardo che non osa affrontare il dolore,
irretito dalla lussuria e dalla debolezza,
dall’avidità e dal desiderio,
e legato alla vita inutile che ho vissuto.
Nell’oceano della nascita e della morte –
Sei Tu il mio rifugio e il mio solo rifugio, Signora.

Na Janaami Dhanam, Na cha dhyana yogam,
Na janami thathram, na cha sthothra manthram,
Na janami poojam, na cha nyasa yogam,
Gathisthwam, Gathisthwam thwam ekaa Bhavani

Non conosco il modo di donare,
non so come meditare,
non sono versato nei riti
e non conosco le ... 

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Come quelle improvvise nubi
bianco e oro che cantavano
di luce e volante potenza
correndo così che gli alberi
urlavano lo stupore verde al cielo
che si apriva verticale, mobile e alto. Infine.

Ed era Natale, mattina e sole.
Così ho contemplato la gratitudine
riversarsi da quell’Amato e riempire
i nembi barocchi d’oro e slancio
e maestà segreta, che mi soccorse. Sempre.

Magnifica la sorte, stamattina
al tuo trionfo, Cielo, appena nato
limpido signore del mondo.
Così sei stato, e magnifica la sorte
anima mia furiosa a lasciarsi
abbandonare e ritrovare, porta ventosa. Grata.

(20 gennaio 2010)

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