Novembre 2020

Il Gorakh Bani è un poema sapienziale di epoca medievale attribuito a Gorakhnath, composto di 275 strofe, più una serie di composizioni aggiuntive, dette Pada.
E’ un testo dei più misteriosi e affascinanti. E’ il Sabad, la parola spontanea dell’illuminato, lontana dai canoni scolastici vedantini e dello yoga, invece enigmatica e fitta di allegorie ermetiche e di riferimenti alla vita del monaco errante, dello Yogi, del Siddha, e alla sadhana esoterica. Perciò è un testo complesso, anti-intuitivo, ironico, poi beatifico e estatico, a tratti oscuro, comunque veloce, ritmato e vivace.
E’ un poema scritto con l’intento di sfidare l’intelligenza e le aspettative del lettore, e perciò per destrutturare il linguaggio e la mentalità razionale, e con esso il pensiero di chi legge. Il suo scopo è spingere a tuffarsi nell’orizzonte – o nel logos – del siddha, che è l’outsider e il mago, l’enigma in persona, al di là del duale e del non duale: lo Yogi Gorakh è “il fanciullo che parla dal più alto dei cieli”.
Si tratta di un orizzonte di meditazione che è molto radicale rispetto a quelli in voga ai nostri giorni. Il testo offre molti punti letteralmente di appoggio, su cui sviluppare quel percorso di meditazione, come inteso originariamente, su cui lo yogi deve lavorare in autonomia. Si spalanca l’orizzonte della meditazione, in cui approfondire le singole stazioni.

Poche pagine alla volta ci dedicheremo a rivedere la traduzione, secondo l’esperienza del contenuto e delle formule che lo compongono.
Il Satsang si svolgerà sul gruppo dedicato agli studenti di Udai Nath, utilizzando il testo e la sua lenta revisione per condividere un percorso di commento e di dialogo. I partecipanti sono invitati a proporre domande, problematicità, collegamenti con altri testi, spiegazioni, ipotesi, errori e lacrime, illuminazioni.
Il testo tradotto e commentato sarà poi pubblicato su Visionaire.org e siti collegati, come documentazione del lavoro svolto.
Sono ammessi gli studenti già in corso con Udai Nath e una eventuale selezione di nuovi iscritti.
Inizio: 25 Novembre 2020, fino a termine del lavoro. Nel 2021, il Satsang riprende il 21 Settembre.

Settembre 2021

Riprendiamo a studiare le enigmatiche e cristalline parole di Gorakhnath. Martedì 21 settembre, che è Equinozio, momento in cui giorno e notte, flusso ascendente e discendente, Ida e Pingala si equilibrano nel corpo dell’anno, faremo una diretta sul gruppo Facebook, dalle 18.
Durante questo Satsang riassumeremo i temi che abbiamo affrontato nei primi 80 versi del Gorakh Bani, un riassunto, una rilettura e un aggiustamento del tiro del nostro arco. Come lo leggiamo oggi? Abbiamo stabilito in questi versi la tesi generale e teoretica del lavoro dello Yogi e la sua posizione gnoseologica; come si opera la trasformazione nel corpo vivente attuale, in cui tutti noi viviamo? Come opereremo in pratica, direttamente questa trasformazione? Queste sono le domande che interesseranno invece il commento dei versi successivi, che penetrano la fase operativa e le formule allegoriche in cui ci è consegnata: parole elusive e perciò duttili, ancora fresche e non “molari”, da utilizzare con un processo creativo, che mentre opera nella materia viva della parola di Gorakh, lavora sulla coscienza dell’operatore, risvegliandola, in maniera uguale e coerente, biunivoca. Si risveglia la coscienza che è nascosta nelle une, così come nell’altra.
A questo però si deve arrivare con onestà e profondità interiore, senza intellettualismo, senza schermarsi con l’erudizione. La paura che suscitano quelle parole, in realtà è potente. Perché ci chiedono di mettere in discussione quelle strutture che sono basilari della nostra vita e della nostra esperienza: la sessualità, la relazione con sé stessi, con gli altri e il mondo, la solitudine, l’autorità, il destino, la volontà personale, la fame e la morte. Potrei continuare a elencare, ma dobbiamo continuare a osservare come la disciplina spirituale chiami direttamente in gioco queste presenze perturbanti, sempre “oscene”, cioè fuori scena, invisibili, inguardabili. E’ il dominio di questi “demoni” la padronanza che il Nath deve conquistare, la potenza universale di cui è Signore.
Il lavoro proseguirà quindi per iscritto sul gruppo, come l’anno scorso, commentando circa 20 versi ogni volta. Il ritmo di questo lavoro è sottoposto, come dicevo, a momenti di maggiore e minore disponibilità in relazione ai miei impegni, di cui mi scuso in anticipo. E’ perciò necessaria, ancora di più, la massima serietà dei partecipanti.
La partecipazione è a offerta libera e facoltativa.
Per i lettori, invece, che seguono Visionaire o il blog, a partire dal 21 Marzo, saranno pubblicati a cadenza regolare sul blog e sul sito i versi e il commento elaborati nella precedente stagione (Novembre 2020 – Marzo 2021) e il proseguo del lavoro in corso.
Adesh. Om  Shiv Goraksh Adesh Adesh

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