Meditando la precarietà della situazione in cui ci troviamo, ho deciso di rivedere il calendario degli incontri, perché non preferisco associarmi alle iniziative online con cui molti, meritoriamente, forse, allietano i giorni del coprifuoco. Invece vivo profondamente il senso di contrizione e silenzio che si spande dal cuore, cerco la preghiera e il raccoglimento e invito tutti a fare la stessa cosa. Sacro è questa dimensione a cui le dottrine ci hanno istruito, indicato e invitato, in cui adesso ci troviamo catapultati, chi smarrito, chi già famigliare al luogo. Comunque di potenza non conosciuta prima. E in questo Smashana mi siedo e medito, in una partecipazione collettiva che non necessita di introduzioni, né di spiegazioni. E’ tempo di pratica e di silenzio.
Mi auguro, o meglio, attendo che lo scenario si muti, consentendo di rivederci, e continuo a credere che la presenza, il suo manifestarsi sottile, siano la sola ragione per cui siamo eventualmente ammessi a condividere le istruzioni spirituali e le parole dei testi sacri, che veicolano in realtà solo quella. Quindi attendo di poter riaprire la mia casa, non una chat su Skype, in tempi di tregua se non di pace, quando riprenderemo il nostro percorso normale di istruzione, nel modo che sarà più opportuno.
Gli incontri in programma, perciò, sono rinviati a data da destinarsi.
Sono profondamente vicina a tutti, a chi è in pericolo, a chi sta male e a chi sta perdendo persone che amava, come a chi soltanto non può incontrarle e non sa per quanto ancora. Il mio cuore è nel centro di questo vuoto, con tutti quelli che lo stanno vivendo.
Adesh Adesh

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