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GAYATRI MANTRA. LA MEDITAZIONE E L’INTELLIGENZA SPIRITUALE.

SEMINARIO
PESARO, 22 DICEMBRE 2019

Vorrei chiudere questa stagione di incontri con una celebrazione del Solstizio d’inverno all’insegna della meditazione del Sole che, nel suo valore massimo di declinazione negativa stagionale, incarna l’immagine del Sole interiore, racchiuso oltre la soglia visibile, in attesa di nascere dal cuore. Con il Gayatri, il Sole è invocato come presenza visibile dell’Atman, del regolatore dei mondi, che al suo comando seguono il proprio corso esattamente: così il Sole guida a seguirlo i pianeti e gli dei, come il Sommo Bene, a cui tutto il cosmo obbedisce come una sola mente e un solo cuore, sincronico. Questo è tradizionalmente il modello dell’Intelligenza suprema, della volontà divina diffusa su tutto, e quindi della conoscenza spirituale, quando l’insieme è dotato di una volontà luminosa, condivisa e visibile, unitaria. Di questa Intelligenza si chiede il Sole di illuminare le nostre menti, perché come gli dei e le potenze planetarie seguono il sole, seguiamo luminosi la via celeste, senza fine, immortale. A definire questa visione beatifica, non a caso, è un canto, la cui potenza creatrice abbiamo letto e meditato nel corso di questi mesi. Il canto per eccellenza, della cui visione sono intessuti i Veda e il Dharma, l’essenza stessa del Dharma è il Gayatri, la preghiera universale, quella che tutta la natura intona nel suo corso.

Prajapati meditò sui mondi. Dai mondi su cui aveva meditato nacque il triplice Veda. Egli meditò su di esso, ne uscirono le sillabe sacre bhuh, bhuvah, svah. Egli meditò su di esse: ne uscí il suono Om. Come tante foglie l’una sull’altra, attraversate da una venatura, così tutte le parole sono attraversate dalla sillaba Om. Il suono Om è tutto questo universo – è davvero tutto questo universo.

Gayatri è tutto, tutto ciò che esiste. La parola è la Gayatri, la parola è tutto questo esistente che canta (Gaya-ti) e protegge (Traya-te) tutto, tutto ciò che esiste. Gayatri è anche la terra, perché tutto ciò che esiste si fonda su questa terra e non la trascende. Quello che è la terra, nell’essere umano è il corpo, perché il prana si fonda su questo corpo e non lo trascende. Quello che è il corpo, è certamente questo cuore, che è all’interno dell’essere umano, perché il prana si fonda su questo cuore e non lo trascende.

Questa gayatri, con i suoi sei aspetti (gli esseri, la parola, la terra, il corpo, il cuore, il prana ), comprende quattro pada. Ecco ciò che dice un saggio a tale proposito: tale è la sua grandezza; più grande è il Purusha; un suo quarto comprende tutti gli esseri; dei suoi altri tre quarti è fatta nel cielo l’immortalità.

Ed ora, quel lume celeste che splende al di sopra di noi, che brilla di là da tutte le cose, di là dall’universo, nei mondi superiori oltre ai quali non vi è piú nulla, questa luce è, senza dubbio, quella stessa luce che irraggia dentro l’uomo.” (Chandogya Upanishad)

§§§

L’incontro sarà pomeridiano, introdotto da una spiegazione del Mantra e della sua interpretazione, a cui, al tramonto, seguirà la Puja e quindi un japa di 108 Mantra.

h.15.00 Introduzione
h. 16.30 Puja
h. 17.00 Mantra Japa
h. 18.00 Bhajan e Satsang …

[Per sua natura è un incontro che richiede la presenza di un certo numero di partecipanti in presenza, che intonino il Mantra. La partecipazione su Skype è sempre benvenuta, ma per ragioni di delay della trasmissione audio, non è possibile recitare i mantra sincronicamente (provato…, purtroppo l’effetto è terribile). Quindi gli studenti su Skype possono seguire il Japa e recitare il Mantra, ma a microfono spento. Invito quindi tutti, specialmente chi ha seguito gli incontri di quest’anno o dell’anno scorso, a organizzarsi per partecipare di persona.]

Adesh Adesh.

https://www.satsang.it/2019/05/27/gayatri-mantra/

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