Il tema del silenzio e dello stato privo di pensiero fu ripreso da Bhagavan citando, con approvazione, un passaggio di Gandhi in cui quest’ultimo dava descrizione della propria esperienza di non pensiero.
Sri Bhagavan si soffermò su seguente passo di Gandhi:
“Come sono misteriose le vie del Signore! Questo viaggio a Rajkot è stupefacente anche per me. Perché vi sto andando, dove sto andando? Per cosa? Non ho pensato a nessuna di queste cose. E se Dio mi guida, che cosa devo pensare, perché dovrei pensare? Anche il pensiero può essere un ostacolo sulla via della Sua guida.
Il fatto è che non ho fatto alcuno sforzo per smettere di pensare. I pensieri non arrivano. In realtà, sebbene non sia il vuoto, voglio dire che non c’è pensiero alcuno sulla missione”.

Sri Bhagavan sottolinò che tali le parole erano vere e ribadì ogni istruzione contenuta nel brano. Poi collegò una citazione di Thayumanavar a proposito dello Stato privo di pensiero:

Lo stato in cui non sei tu,
è nishta [luogo del Sé].
Ma, anche in quello stato,
non sei forse ancora tu?
Se la tua bocca tace,
non cadere nel dubbio!
Anche se [in quello stato] sei andato,
e se non sei rimasto lì,
però non te ne sei andato.
Sei eternamente presente.
Non soffrire inutilmente.
Sperimenta la beatitudine senza tempo!

Due giorni dopo che Bhagavan aveva citato Thayumanavar per illustrare Gandhi e le esperienze di mente priva di pensiero, un visitatore tornò sull’argomento:

Devoto: Non è quello che Gandhi descrive lo stato in cui i propri stessi pensieri diventano estranei?

Bhagavan: Sì, è solo dopo l’insorgere del pensiero di ‘Io’ che tutti gli altri pensieri sorgono. Il mondo è visto dopo il pensiero dell”Io sono’. Il pensiero dell”Io’ e ogni altro pensiero erano svaniti, invece, per lui.

Devoto: Allora il senso del corpo deve essere assente in quello stato.

Bhagavan: Il senso del corpo è anche un pensiero tra quei ‘pensieri (che) non arrivano”.

Devoto: Egli dice anche, ‘non ho fatto alcuno sforzo per smettere di pensare’.

Bhagavan: Naturalmente nessuno sforzo è necessario per fermare i pensieri mentre è necessario per produrre pensieri.

Devoto: Stiamo cercando di fermare i pensieri. Gandhi dice anche che il pensiero è un ostacolo per la guida di Dio. Tale è lo stato naturale. Anche se naturale, è difficile da realizzare. Dicono che la sadhana sia necessaria e anche che comunque vi siano molti ostacoli. Siamo confusi.

Bhagavan: La sadhana è necessaria fino a quando non se ne ha realizzazione. Essa serve per porre fine agli ostacoli. Infine, c’è una fase in cui una persona si sente impotente nonostante la sadhana. Non è in grado di perseguire la sadhana, nonostante la sua devozione. È allora che la grazia di Dio si manifesta. Il Sè rivelerà se stesso.

Devoto: Se lo stato è naturale, perché non superare l’innaturale e stabilirsi sul resto?

Bhagavan: C’è qualcosa oltre a questo? Qualcuno vede nulla oltre al Sé? Ciascuno è sempre a conoscenza del Sé. Così è sempre il Sè.

[da: “Bhagavan and Thayumanavar” di Robert Butler, T. V. Venkatasubramanian, David Godman]

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