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Guido Gozzano: Una Devadasis

Una Devadasis (ancella della Dea), cioè una bajadera di casta bramina, vanta, anzitutto, una nobiltà  millenaria, poichè non può essere che figlia di una bajadera, come i suoi figli non possono essere che bajadere, se femmine, musici e letterati, se maschi. E’ facile comprendere come, anche solo per istinto ereditario, s’affini in una Devadasis l’arte del gesto, del passo, dell’atteggiamento, l’arte della voce e della maschera, l’attitudine letteraria a penetrare, commentare insuperabilmente i capolavori la poesia indiana.

Nata, cresciuta nel Tempio, educata con una regola inflessibile, essa non ha bisogno di imparare le lingue sacre: il sanscrito, il pali, le son famigliari fin dall’infanzia; le strofe dei Pouranas, i poemi storici e sacri indiani, cullano i suoi primi sonni; i suoi primi passi si muovono istintivamente a ritmo di danza, le sue prime parole a un ritmo di canto e poesia, i begli occhi tenebrosi si sono appena schiusi alla luce e riflettono per immagini prime la favolosa architettura del recinto sacro, gli Dei, gli eroi, i mostri di pietra e di metallo, la madre, le sorelle officianti e danzanti nelle cerimonie e nei cortei. Prigioniera nel Tempio fino a quindici anni, essa limita l’orizzonte dell’universo tra lo stagno dei coccodrilli sacri e l’alte mura vigilate dagli elefanti di pietra. La sua carne, la sua anima s’accrescono esclusivamente di religiosità. Tutta la sua educazione è intesa a fare di lei la viva scultura del Tempio.

Il fiore della sua bellezza, appena pubere, può, deve anzi, essere raccolto da un protettore di stirpe nobile, un nabab che sarà legato a lei, ufficilmente, con un vincolo sacro e indissolubile. Costui deve dotare la bajadera di un patrimonio cospicuo, riconoscerla, beneficarla nell’eredità, subito dopo la moglie e prima dei figli, obbligarsi ad una offerta annua verso il Tempio. Questo legame non esclude, anzi inizia da parte della bajadera un tenor di vita che a noi parrebbe della più spudorata infedeltà. Perchè da quel giorno essa è addetta al culto di Ramba-Devi, la Venere del Paradiso d’Indra, attende a cerimonie non descrivibili, ed è offerta dal sacerdote a tutti quei devoti – d’alta casta – che pagano un obolo adeguato, il quale obolo non va alla Devadasis, ma al tesoro del Tempio…

Oimè! A questo punto un occidentale non si ritrova più e pensa che nel suo paese un tempio, un sacerdote, una sacerdotessa di tal fatta corrispondono a una nomenclatura assai meno arcana e assai meno rispettabile.

Ma è tutto questione di latitudine. Latitudine nello spazio e nel tempo. Sono i venti secoli di cristianesimo che dinnanzi a tali consuetudini ci fanno arrossire di pudore o sorridere di malizia. Il bramino non arrosisce, né sorride, come non sorrideva, né arrossiva il pagano che giungeva in Pafo e in Amatunta e offriva l’obolo al tempio famoso. E’ risaputa l’identità di origine dei greci e degli indiani, la parentela che unisce la teogonia bramina alla teogonia ellenica. Ora Ramba-Devi, con il suo Eros dal volto fosco, armato non di strali, ma di serpenti cobra, è la Venere del paradiso di Indra, la sorella certa della Venere greca che sopravvive nella terra di Brama mentre l’altra si è dileguata per sempre dinnanzi all’avvento della nemica: la Vergine Madre. Noi, devoti della Madre di Dio, affermazione dello spirito, negazione della carne, non possiamo comprendere il culto erotico; tutta la nostra intima essenza foggiata secondo una morale due volte millenaria, sussulta, si rivolta, vedendo ricomparire dalla notte dei tempi la sorella dell’antica avversaria.

Per questo non possiamo comprendere una devadasis, né definirla. Bisognerebbe aggiungere all’attrice somma, alla mima insuperabile, all’erudita, alla cultrice di poesia, la figura della sacerdotessa invasata, della menade folle. Ma arrossiamo di pudore o sorridiamo di malizia.

Guido Gozzano, Verso la cuna del mondo

2 thoughts on “Guido Gozzano: Una Devadasis

  1. L’articolo è del 1912 e fa parte di una raccolta di memorie di viaggio di Guido Gozzano, che sono per lo più invenzioni letterarie. La gran parte ricalca altri scritti di viaggiatori o cliché in voga all’epoca. Molti critici hanno sottolineato e stroncato l’orientalismo di maniera delle false cronache di Gozzano. Ma non tutto è falso, o se è falso non significa che sia meno reale.
    La pratica delle Devadasi è stata abolita in India con una legge del 1982.

  2. Interessante!!! Grazie questo articolo ho concluso la mia tesi.
    Anche se G.Gozzano ha usato un pò della sua fantasia, è proprio bello il suo libro!

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