Sì, io sono cresciuta amata in uno spazio con neon
dove una donna sola era china
su pentole che sapevano di sugo lento
al burro fuso e questa felicità dolciastra
senza uomini, senza occhi, lentissima
immutabile al destino, in attesa di nessun altro
che della morte, quella che stava attaccata ai muri
eppure riempiva di mistero, quasi estasi, silenzio
ritmo e attenzione. Tranne all’inevitabile, che mai vediamo.

(ora)

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