Plenilunio, Eclissi e Solstizio d’inverno

Una eclissi totale di Luna si verifica in prossimità del momento del solstizio d’inverno. Questo avviene nel punto più alto del cielo nello zodiaco per l’emisfero nord. Per la prima volta dopo 456 anni il solstizio di inverno coinciderà con un’eclissi totale di Luna. L’ultima volta si era verificato nel lontano 1554 e la prossima sarà  il 21 dicembre 2094.

L’eclisse si verificherà in Nakshatra o costellazione lunare di Mrigashira, testa dell’Antilope, che governa il  Soma, il nettare dell’immortalità mistico, che a sua volta si collega alle energie benefiche di Shiva come il Signore dell’immortalità. Mrigashira riguarda anche il chakra della corona o della sommità del capo, quindi è un momento in cui le energie dei chakra si concentrano al livello superiore.

Astronomicamente, la Luna piena sarà eclissata a nord di Orione, la costellazione che simboleggia il Soma, l’immortalità e il Sé cosmico (Purusha). E’ un momento estremamente importante per la sadhana e per la rettifica karmica della propria vita. La Luna sarà eclissata nella sua posizione più forte nel cielo, quando la sua luce è al suo massimo. In termini di Tantra Yoga indù e astrologia vedica, è un’importante occasione per trasformare l’energia lunare, il che significa trasformare la mente, il cuore e la natura emotiva. Si tratta di una speciale opportunità di connettersi con il Shakti della Dea, che si riferisce alla Luna. La Shakti è molto potente in questo momento. E’ il tempo adatto anche per relazionarsi con Shiva, Chandrasekara, Signore della Luna o Coronato dalla Luna.

La Luna Piena in Gemelli rispecchia le sue qualità di un segno mutevole d’Aria rivelando la profondità della trasformazione, nella direzione di una coscienza più alta, dell’ intelligenza creativa e comunicativa, attraverso la parola scritta e parlata. Mercurio, il pianeta che governa i Gemelli è attualmente retrogrado fino al 30 dicembre il che significa che interiorizza e intensifica le sue energie, mentre penalizza le manifestazioni esterne.

Il solstizio d’inverno aiuta a lavorare attraverso il buio: ogni antica tradizione e cultura ha celebrato il solstizio d’inverno, con rituali per il Sole, la Luna, la Madre Terra. Questa notte oscura dell’anima è sempre coronata con la visione di una nuova alba. Tutti gli elementi suggeriscono di approfittare di questo momento per approfondire la propria pratica spirituale e focalizzare gli obiettivi che meglio possono rappresentare una vera elevazione della nostra esperienza e una profonda e autentica rettifica del karma.

La coincidenza della Luna e del Sole avviene in questo caso mostrando la manifestazione riflessa, la nostra vita materale e psichica, coicidere fino a scomparire nell’abbraccio del Sole, riassorbire il proprio andamento erratico e ciclico, arrestarsi brevemente, come riconquistando la non separazione originaria, il buio iniziale, il silenzio immobile da cui ancora, domani scaturiranno le cose, la vita. Come desideriamo che rinasca il nostro cammino, il Sole invitto che domani sosta e riprende poi il suo viaggio verso la pienezza dell’anno?

Nel Samadhi si brucia il residuo del karma. Tutto l’abbandono e il silenzio di cui siamo capaci è l’antidoto più efficace al dolore che trasportiamo nel tempo. L’eternità brucia il tempo e i suoi contenuti, riprende o rettifica la storia che raccontiamo alla nostra mente e che la mente ripropone in forme vissute. La Luna si abbandona al Sole invisibile, la mente si eclissa davanti alla Verità, alla Coscienza pura e impersonale. E’ un momento di buio fecondo, che coicide con l’alba del giorno del solstizio, con l’avvento dell’anno nuovo. E’ la porta per chi desidera salire, nell’ascesi, verso una semplicità celeste e rarefatta, abbandonando una parte delle sollecitazioni dei sensi e del pensiero.

Un proposito silenzioso si fissi nel cuore, un ideale, una apparizione divina. Poi il silenzio si può fare ancora più profondo, dimenticando tutto e lentamente si accompagni la sua nascita con parole sacre, mantra, canti. Lasciamolo libero, accettiamolo. Osserviamo con stupore quello che verrà a partire dal suo silenzio originario. Così risaliremo al momento in cui si è originata ogni cosa, e un filo rosso riavvolgerà il tempo fuori dal labirinto anche domani, quando di nuovo credermo di esserci perduti.

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Perchè adorare la Madre Divina (Sri Chandrasekharendra Saraswati Sw.)

In questo mondo noi mortali siamo talmente sopraffatti dall’ ajnana (ignoranza) tanto che sebbene sappiamo una cosa sbagliata, siamo costretti comunque a farla. L’ajnana è la malattia che si può curare solo con l’Jnana (illuminazione, Conoscenza suprema). Solo la Madre Divina può offrire il latte dell’Jnana, liberandoci dall’ignoranza e saziando la fame della nostra anima. Un bambino pensa la madre e il latte che gli darà, e desidera entrambi. Allo stesso modo noi dobbiamo desiderare la grazia della Madre Divina per ottenere da Lei il latte della realizzazione. A questo scopo dobbiamo pensare sempre a Lei e pregarLa.

Il tempo a nostra disposizione, dopo aver svolto i nostri doveri essenziali, si deve impiegare nella contemplazione della Madre Divina. Se non rivolgiamo la mente nella sua direzione, quando non abbiamo altro da fare, la mente incomincerà a vagare per strade devianti. Se invece pensiamo a Lei, non solo eviteremo azioni errate, ma verremo nutriti da Lei con il latte dell’Jnana. Per ricompensa riceveremo la grazia di Saraswati, Dea dell’istruzione, e di Lakshmi, Dea della prosperità. E non solo, troveremo anche la salute fisica e l’ aspetto radioso della perfetta salute. Inoltre verremo benedetti da una lunga vita.

E dunque, una lunga vita, la salute, il benessere e la conoscenza – a cosa servono? L’Jnana spezzerà la corda dell’ajnana, che lega l’anima al mondo e ci riduce a bestie (pasu). Quando il nodo è spezzato, l’anima liberata si unisce alla Beatitudine senza limiti e infinita, Parananda. E non saranno più timore, sofferenza o dolore. Dunque, l’effetto dell’adorazione della Madre Divina è la realizzazione dello scopo della vita – l’unione dell’anima con il Paramatma.

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