Tulsi Ramayana, Lanka Kanda: Sri Rama installa lo Shivalingam di Rameshwar e marcia su Lanka

La mia devozione a Sri Rama, la divinità suprema, oggetto dell’adorazione finanche di Shiva (che sconfisse Kama), colui che libera dal timore della rinascita, il leone che domina la morte elefantina, il Maestro degli Yogi, quello che si realizza nella conoscenza immediata, ricettacolo di vitrù, invincibile, senza attributi, immutabile, oltre il regno di Maya, Signore dei celesti, nemico dei malfattori, protettore dei Brahmani, bello come una nube carica di pioggia, dagli occhi splendidi come fiori di loto, colui che è apparso nelle sembianze di un monarca terreno. Io glorifico Sankara, Signore di Kanchi (Varanasi), Consorte di Girijia (figlia dell’Himalaya), ricettacolo di virtù, vincitore di Kama, degno di ogni lode, Colui che splende del bianco della conchiglia o della luna, il più bello degli esseri, ornato della pelle di tigre e di monili terrificanti come serpenti letali, innamorato della luna e dell’acqua del Gange, Colui che allevia la sofferenza del Kali yuga e che è albero celestiale carico di Benedizioni per chi le chiede. Che Shambo il Signore, fonte di benedizioni, colui che accorda al virtuoso la liberazione finale, che raramente è concessa, colui che punisce i malfattori, estenda su di me la sua benedizione. O anima mia, chi non adora Sri Rama, colui che possiede l’invisibile arco del Tempo e le sue diverse misure, dal paramanu*, alla scintilla, al momento, fino all’anno e all’era e fino al ciclo temporale come su potenti frecce? [* La misura del tempo impiegato da un raggio di sole per passare attraverso un atomo di Continua a Leggere →

Rudrashtakam di Goswami Tulsidas (Rudra Ashtakam)

Namaa miisha mishaana-nirvaana rupam vibhum vyaapakam brahma-veda-svaroopam nijam nirgunam nirvikalpam niriham chidaakaasha maakaasha-vaasam bhaje ham Saluto il Signore dell’Universo, la cui forma è Liberazione Colui che tutto pervade, il Signore potente, il Brahman dei Veda. Io adoro Colui che risplende della propria gloria, privo di attributi, immutabile, scevro dai desideri, Colui che risiede nel cuore della coscienza. (1) niraakaara monkaara-moolam turiiyam giraa gnaana gotiita miisham giriisham karaalam mahaa-kaala-kaalam krpaalam gunaagaara samsara paaram nato ham Saluto il Senza Forma, origine dell’Omkara (Aum), Colui che trascende gli stati della coscienza, oltre la parola e la comprensione; Il Signore delle montagne, il Divoratore della morte, il Compassionevole, la cui dimora è oltre l’universo. (2) tushaa raadri-sankaasha-gauram gabhiram manobhuta-koti prabha sri sariram sphuran mauli-kallolini-charu-ganga lasad-bhaala-balendu kanthe bhujangaa Adoro Colui la la cui immagine è bianca come neve, che risplende della luce di milioni di stelle, dalla sua testa sgorga il fiume Gange la sua fronte è coronata dalla luna crescente, il suo collo adorno di una ghirlanda di serpenti. (3) chalatkundalam bhru sunetram visalam prasannaa-nanam nila-kantham dayaalam mrgadhisa charmaambaram mundamaalam priyam sankaram sarvanaatham bhajaami Adoro Colui che indossa orecchini scintillanti, il Compassionevole dagli occhi grandi e il volto felice, la sua gola è blu, il corpo vestito dalla pelle del leone e una ghirlanda dei teschi. O amato Shankara, Signore di tutto, io Ti adoro. (4) pracandam prakrstam pragalbham paresham akhandam ajam bhaanukoti-prakaasam trayah-shula-nirmulanam shula-paanim bhaje ham bhavaani-patim bhaava-gamyam Adoro il Signore di Bhavani, il Terribile, il Luminoso, l’Invisibile la cui luce supera milioni Continua a Leggere →