Meditazioni con i Tarocchi. L’Appeso, Il Folle, Il Mago.

Da una profonda quiete interiore, come dal sonno invernale della natura e dalla dormizione sacra nel sottosuolo del tempio, si apre una infinita libertà e una più radicale presa di coscienza di sé. La mente può creare spontaneamente quello stato in cui non ci sono felicità né infelicità, in cui non percepisce obblighi né ragioni, e semplicemente sosta nella sua condizione anteriore, di silenzio. Opporsi o non riconoscere questa esigenza genera sofferenza e deterioramento psichico. Ogni tecnica di meditazione ha lo scopo di favorire questo recupero, di sostare in un logo sacro dove ogni occupazione è sospesa. Che accada spontaneamente o con l’ausilio di una tecnica, è il momento di rigenerazione e guarigione, il ritorno a uno stato di benessere iniziale, di integrità. Al risveglio da questa sospensione del giudizio e dell’io, c’è freschezza e nuova visione, leggerezza ed efficacia. La condizione della volontà soprannaturale nasce dalla profondità del vuoto che la precede. Queste tre carte mostrano lo Yogi che sospende il suo corpo in meditazione, distaccandosi da ogni altra preoccupazione, e poi del mendicante senza casa, che vaga nel mondo privo di legami e di possessi, per portarsi infine alla condizione del Mago, che emerge dal vuoto spirituale come puro presente, la consapevolezza che naturalmente si manifesta come suono primordiale incausato.

Meditazioni con i Tarocchi

I Tarocchi possono parlare a tutti, come se una sola coscienza abitasse tutti i cuori. Possono orientare e ispirare, senza distinzione e senza domande, come una mente universale che conosce tutte le sorti e tutti i pensieri. Queste 22 figure archetipe sono il linguaggio con cui la mente universale esprime il suo disegno. I Tarocchi che pubblico sono lo strumento con cui liberamente trasmetto alcuni elementi di metafisica tradizionale, espressi nell’accadimento intuitivo dell’estrazione a sorte. Sono stati il primo modello con cui ho appreso io stessa a ricordare, in modo ordinato e riconoscibile, come le cose “funzionano”. Qualsiasi combinazione degli Arcani Maggiori offre una visione metafisica fondata e riconoscibile. Specialmente dopo molti anni di pratica e di studio, in cui le Forme e i Numeri hanno assorbito i nomi e le elaborazioni delle tradizioni viventi. E’ un avvicinamento al metodo di osservazione e di studio che chi vuole può approfondire, in maniera più ampia e discorsiva, nei seminari e negli incontri. Un breve approccio al cosa si fa, cosa si medita, come si lavora con questa materia, secondo la mia esperienza e la pratica. I Tarocchi di Visionaire sono online dal 2008, consultabili via web e gratuitamente all’indirizzo http://www.visionaire.org/tarocchi-visionaire/sfoglia-i-tarocchi I Tarocchi di Visionaire non sono in vendita e non esistono al momento edizioni stampate. Questi tarocchi sono stati pensati e disegnati da una persona che segue il cammino spirituale indiano (Sanathana Dharma) e sono dati come meditazione e ispirazione per tutti. Non frequentando il “mondo” e le persone “giuste”, difficilmente Continua a Leggere →

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Etteilla: 1788, il primo mazzo di Tarocchi divinatori

Etteilla (1738-91) (pseudonimo di Jean-Baptiste Alliette), è stato un occultista francese, il cui ruolo fu fondamentale nello sviluppo dei Tarocchi esoterici. Fu il primo, grazie alle sue pubblicazioni, a diffondere al livello popolare l’arte della divinazione con i Tarocchi e a stabilire le connessioni tra i Tarocchi, l’Astrologia, gli Elementi naturali. Il suo fu il primo mazzo di Tarocchi disegnato per la pratica divinatoria. §§§ Nel 1781 il pastore protestante svizzero Antoine Court, rinominatosi Court de Gébelin, teorizza nel suo poderoso lavoro intitolato “Le monde primitif” la tesi che i Tarocchi discendano da un antico libro sapienziale Egizio. Nessuna prova conforta questa tesi, ma nella grande entusiastica risposta che seguì questa pubblicazione, emerse un altro trattato: Manière de se récréer avec le jeu de cartes nommées Tarots (1785) di Jean-Baptiste Alliette, o Etteilla. Si tratta del primo libro che propone la divinazione per mezzo dei Tarocchi. Nel libro, Etteilla dichiara tra l’altro di essere stato iniziato alla cartomanzia nel 1751, molto prima della comparsa del lavoro di Court de Gebelin. Intorno al 1788 Etteilla pubblica il primo mazzo di Tarocchi dedicato esplicitamente allo studio dell’esoterismo e alle sue pratiche, inclusa la divinazione. Tutti i mazzi precedenti, infatti, fino al Tarocco di Marsiglia, erano disegnati principalmente per il gioco. Etteilla dichiarava di recuperare la finalità originaria, stabilita dagli antichi Egizi, nel leggendario “Libro di Thoth”, le cui pagine contengono i segreti della creazione del mondo e del destino umano. Esso era stato ideato, affermava il cartomante, durante un convegno di maghi Continua a Leggere →

Le disegnatrici dei Tarocchi esoterici del ‘900:Lady Frieda Harris, Thoth Tarot

Lady Frieda Harris (1877-1962) fu artista e illustratrice, nota per aver disegnato The Thoth Tarot (The Crowley Deck). Moglie di un deputato del Parlamento britannico, Sir Percy Alfred Harris, era sessantenne quando fu incaricata dall’occultista Aleister Crowley di creare le illustrazioni per un mazzo di Tarocchi. Il “mazzo di Tarocchi” doveva riportare la revisione operata da Crowley alla numerazione e ai nomi tradizionali, come Thelema lo era della personale interpretazione di Crowley degli insegnamenti esoterici antichi e moderni. Harris era già un’artista conosciuta ed era membro una società teosofica nota come Co-Masonry. Dopo aver incontrato Crowley nel 1937, divenne presto sua discepola e iniziò a lavorare al disegno dei Tarocchi. Si dice che la progettazione durò circa tre mesi, mentre l’esecuzione si svolse in ben cinque anni. Durante questi anni Harris lavorò letteralmente sotto le bombe, che piovevano attorno alla sua casa, creando anche otto versioni della stessa carta, fino al risultato desiderato. Harris organizzò e probabilmente sovvenzionò una serie di mostre dei suoi disegni e un’edizione di 200 copie del libro. E questa fu la sola edizione che vide la luce durante il corso della sua vita e di Crowley. I disegni originali dei Tarocchi sono conservati negli archivi del Warburg Institute di Londra. La scarsa qualità dei materiali disponibili durante il periodo più acceso della Seconda Guerra Mondiale è la causa del fragile stato di conservazione delle tavole, e della necessità che si operi presto un restauro. Crowley fu molto soddisfatto del lavoro della Harris, che ricoprì di Continua a Leggere →

Le disegnatrici dei Tarocchi esoterici del ‘900: Pamela Colman-Smith, Rider-Waite Tarot

Pamela Colman-Smith (16 febbraio 1878—18 settembre 1951) fu artista, illustratrice e scrittrice. E’ conosciuta principalmente per aver disegnato i Tarocchi divinatori ‘The original Rider-Waite Tarot Deck’ (1909), su commissione dello stesso Arthur Edward Waite, certamente il mazzo di Tarocchi più celebre del ‘900. Pamela era nata in Inghilterra nel febbraio 1878, a Plimco, nel Middlesex. Era figlia di un mercante americano, originario di Brooklyn, Charles Edward Smith e della moglie jamaicana Corinne Colman. I genitori erano seguaci della filosofia di Emanuel Swedenborg ed entrambi provenivano da famiglie di artisti e letterati. Grazie all’impiego del padre presso la West India Improvement Company, la famiglia spesso trascorreva periodi alterni a tra Londra, Kingston in Jamaica e Brooklyn, New York. La madre morì quando Pamela aveva solo 10 anni e, spesso separata dal padre a causa del lavoro, fu presa sotto l’ala protettrice del Lyceum Theatre di Londra, diretto da Ellen Terry e Henry Irving. Trascorse la prima adolescenza viaggiando con la compagnia teatrale, che influenzò molto le sue scelte atristiche succesive. A 15 anni Pamela si trasferì a Brooklyn con il padre e frequentò il nuovo ‘Pratt Institute’, dove studiò arte sotto la guida del celebre artista e docente Arthur Wesley Dow, diplomandosi quattro anni dopo. Nel giugno 1899 Pamela rientrò a Londra e incominciò a lavorare, ottenendo una certa fama di scrittrice e illustratrice. I suoi primi libri pubblicati furono raccolte illustrate di fiabe jamaicane, tra cui Annancy Stories (1902), su una figura tipica del folklore africano, Anansi il Ragno. Come Continua a Leggere →

I Tarocchi di Visionaire.org

Le anime, dunque, hanno innato dentro di sé il potere profetico. E anche se questo potere rimane oscuro e inattivo, esse tuttavia a volte fioriscono e si illuminano nei sogni, e alcune anche nell’ora della morte: forse perché in quel momento il corpo diventa puro, oppure perché acquista una particolare disposizione alla profezia. Allora l’attività razionale del pensiero si allontana e si libera dal presente, mentre l’anima si volge al carattere irrazionale e fantastico del futuro. Non è vero, come dice Euripide, che “ottimo indovino è colui che abilmente congettura”: certo, un uomo così è un saggio, che segue la parte razionale della sua anima, quella che lo conduce lungo la strada della verosimiglianza logica. Ma la facoltà profetica è come una tavoletta: priva di scrittura, di significati, di qualsiasi determinazione per se stessa, ma passibile di immaginifiche fantasie e di presentimenti. E si impossessa del futuro senza bisogno di tanti ragionamenti, soprattutto quando si sia staccata dalla realtà presente, in uno stato di estasi. Allora si verifica, attraverso una particolare disposizione del corpo che si adatta a tale trasformazione, quello che noi chiamiamo entusiasmo. Ma io credo piuttosto che tra l’anima e l’afflato profetico si produca un rapporto di complementarità e di affinità simile a quello che lega la vista alla luce. L’occhio, che pure ha in sé la facoltà visiva, niente può senza luce; e così il potere profetico, che è la vista dell’anima, ha bisogno di qualcosa di affine che lo accenda e lo ecciti. Quasi tutti Continua a Leggere →