Posted by beatrice on April 21, 2011
[da “Shiva e Dioniso” di Alain Danielou]
A suo tempo Shiva si incarnò nella forma della scimmia chiamata Hanumat, famosa per la sua forza e le sue prodezze. Sin dalla più giovane età Hanumat, la più possente delle scimmie, era di un’audacia estrema. Un mattino prese il sole per un frutto e lo volle divorare ma vi rinunciò a richiesta degli dèi. Si recò da Sugriva, il fratello di Bali, re delle scimmie, che questi aveva esiliato nella foresta. Qui si alleò con Rama, che viveva anch’egli in esilio con il fratello Laksmana e che si lamentava perché il demone Ravana aveva rapito Sita, sua moglie. Rama uccise il potente re delle scimmie, Bali, che era un malvagio. A richiesta di Rama, Hanumat, robusto e scaltro, partì alla ricerca di Sita con un esercito di scimmie. Venuto a sapere che si trovava nella città di Lanka (Ceylon), attraversò il mare con un balzo, cosa che nessuno aveva mai fatto prima, e raggiunse Lanka. Qui, dopo molte prodezza, diede a Sita il segno di riconoscimento che gli aveva affidato Rama e la consolò. Per strada distrusse i giardini di Ravana e uccise molti Raksasa. Uccise il figlio stesso di Ravana. Questa scimmia eroica seminò il disastro al suo passaggio. Infine fu catturata. Ravana le fece avvolgere la coda con stoffe impregnate d’olio e vi diede fuoco. Hanumat ne approfittò per spargere l’incendio nell’intera città, dopo di che saltò in mare, spegnendosi così la coda e raggiunse la riva opposta. Senza dar segno di fatica o sofferenza, consegnò a Rama il gioiello che Sita portava in fronte. Con l’aiuto dell’esercito delle scimmie trasportò pezzi di montagne e costruì un ponte sul mare.
Rama eresse un emblema fallico di Shiva e lo venerò per ottenere la vittoria, poi attraversò il mare e assediò Lanka con l’esercito delle scimmie. L’eroe Hanumat comandò l’esercito di Rama, uccise molti Raksasa. Guarì Laksmana, ferito dal giavellotto.
Distrusse Ravana, la sua famiglia e i suoi servi, poi riaccompagnò Rama e Laksmana al loro eremo. Obbbligò tutti i Raksasa a fare atto di sottomissione a Rama e compì molte imprese. Stabilì nel mondo il culto di Rama. Era incarnazione di Shiva, la risorsa di tutti i suoi fedeli. Aveva salvato la vita di Laksmana e umiliato i titani. E’ chiamato il Messaggero di Rama nel mondo. Protegge coloro che lo venerano.

Mahamrityunjaya Mantra
Posted by beatrice on March 1, 2011
tryambakaṃ yajāmahe
sugandhiṃ puṣṭi-vardhanam
urvārukam iva bandhanān
mṛtyor mukṣīya māmṛtāt
Il mantra è un Anusthub Chanda, cioè un ordine perfetto di 8 + 8 + 8 + 8 = 32 sillabe. Si tratta di uno dei più antichi metri e ha quattro pada (piedi) di 8 sillabe ciascuno. Se il Gayatri Chanda è dato per realizzare l’unione con Dio e ha la forma di Dio, l’Anustubh è per adorare Dio. Anustubh significa seguire (come segue il Gayatri con un passo in più) ed è il metro della devozione.
Sukracharya (il pianeta Venere in astrologia, precettore di Dei e Asura, chiamato a istruire eroi del Mahabharata e dei Purana – ndt) insegnava così il significato del Mantra: “Il primo Pada significa: noi adoriamo o cantiamo le lodi del Signore Trayambaka. ‘Tryambaka’ è il nome di Shiva come il padre dei tre mondi – bhu loka, bhuva e Svarga. Egli è il padre e signore dei tre mandala- Surya, Soma e Agni mandala. Egli è Maheswara, il signore dei tre Guna – Satva, Rajas e Tamas. Egli è il Sadashiva, il signore dei tre tatvas – tatva Atma, Vidya tatva e Shiva tatva. Egli è il padre (causa e fonte) delle tre energie (agni) – Aavahaniya, Garhapatya e Dakshinagni. Egli è il padre di tutta la creazione fisica attraverso le tre murti bhuta – Prithvi (solido), Jala (liquido) e Tejas o agni (energia). Egli è il signore di i tre cieli creato dal predominio delle tre Guna – Rajas (Brahma), Satva (Vishnu) e Tamas (Shiva). Sappi che Egli è il nirakara (Informe) Sadashiva, al di sopra del piano fisico, ed è il Maheswara. Questo è il primo piede del mantra (composto da otto sillabe). ”
“Il secondo Pada del mantra”, continua Sukracharya, “è ‘Sugandhim’ si riferisce alla fragranza del fiore che si diffonde in tutte le direzioni, e in modo simile Shiva è presente in tutta la creazione, animata e inanimata. In tutti i Bhùta (modi di esistenza), nei tre Guna (Satva, Rajas e Tamas), nei dieci indria (cinque Gyana-indria o sensi e cinque karma-indria o organi di azione), in tutti i Deva (33 Deva/Dei sono la fonte di tutta la manifestazione e dell’illuminazione) e dei Gana (schiere di semidei), Shiva esiste e pervade ciascuno come Atma luminoso (anima) ed è la loro essenza.
‘Pustivardhanam’ viene ora spiegato. Quello spirito che dimora all’interno (atman), lo Shiva Purusha è il vero Sostenitore di Prakriti (e non viceversa). A partire dal mahatatva (lo stato primordiale di materia / energia) fino alle singole parti della creazione, tutto il sostegno degli esseri creati (sia animati che inanimati) è dato dall’incorruttibile Purusha. Tu, io, Brahma, Vishnu, i Muni, Indra e persino i Deva sono mantenuti e sostenuti (dall’Atma, che è Shiva). Dal momento che il Purusha (atma – Shiva) è il sostegno di Prakriti (corpo / natura), egli è ‘Pusti-Vardhana’ “.
Dopo aver spiegato le prime due Pada del mantra, Sukracharya continua a spiegare i restanti due Pada. “I seguenti due Pada (composti da sedici sillabe) significano: Prabhu! proprio come la zucca matura è separata dalla schiavitù della pianta, allo stesso modo possiamo essere liberati dalla morte per amore della liberazione (Moksha). Rudra è Amrita (il nettare dell’immortalità). Quelli che lo adorano con un buone azioni, penitenza e pentimento, meditazione, contemplazione, preghiera o lode, sicuramente avranno nuova vita e vigore. La forza della verità (di questo mantra) è tale che Shiva definitivamente libererà il devoto dalla schiavitù della morte, perché Shiva è solo il datore di schiavitù e liberazione, moksha.
Questo è il mantra Mritasanjivani e ha il potere di ridare la vita e di salvare dalla morte e dai più grandi mali.
[Maha Shivaratri 2011]
Arunachala
Posted by Beatrice on February 5, 2009
Quell’Arunachala si dice fosse il Mahadeva che fece una colonna di fuoco senza fine per scoprire quanto fossero ipocriti certi Dei. Il bugiardo fu smascherato, quello che ammise la verità reso degno di essere venerato tra gli Dei. Si dice perciò che quella montagna sia quel Mahadeva, che poi ospitò anche uomini famosi per le loro ascesi. La fama umana continua ad attrarre gli uomini. Fatalmente dovrebbero perciò essere sbugiardati come certi vecchi Dei millantatori. A volte succede, ma più spesso prevalgono le affermazioni e le negazioni. Tal Benevolo continua a sfidare gli aspiranti conoscitori e lascia che salgano e scendano lungo la Colonna le nostre domande strampalate sull’altezza del cielo. Om Namah Shivaya.
