Posted by beatrice on September 19, 2009
[Dal sito Aghori.it]
La Devi Mahatmya è una raccolta di 700 Sloka (versetti) su Shri Durga dal Markanedeya Purana.
Navaratri è celebrato quattro volte all’anno. L’ Ashada Navaratri, lo Sharada Navaratri, il Maha Navaratri ed il Vasantha Navaratri. Di questi, gli Sharada Navaratri del mese di Puratashi ed il Vasantha Navaratri del Vasantha kala sono molto importanti. Se ci si riferisce all’agni purana, allora è detto che il Puratashi e Panguni (nei mesi Tamil) i.e. Asvin e Chaitra sono come le due mascelle del Dio Yama (Dio della morte). Se si vuole scappare dalla bocca di Yama si dovrebbe celebrare Navaratri in queste due occasioni. Un’analogia simile è presentata nel Devi Bhagavatam. Il Devi Bhagavatam parla anche in dettaglio su come si dovrebbero osservare i digiuni, e su come si deve meditare in questi giorni. Secondo la leggenda, Durga sedette sulla punta di un ago per nove giorni, mentre facendo penitenza per distruggere il cattivo demone Mahisha. Nei primi tre giorni meditò come Se Stessa, i successivi tre giorni come Mahalakshmi e gli ultimi tre giorni come Sarasvati. Questo significa procedere da tamsik, a rajasik a satvik ed eventualmente ottenere la liberazione. Il decimo giorno durante Sharada Navaratri è chiamato vijayadashami per significare la vittoria nel giorno di dashami. Comunque, è una vecchia tradizione leggere il devi-bhagavatam o la Devi Mahatmya (Durga Saptashati, 700 versi su Durga) durante questo periodo. Il Devi Bhagavatam nota che Rama meditò e digiunò per nove giorni dopo che Sita fu rapita da Ravana. Ci sono numerosi altri esempi su come la lettura del Durga Saptashati riesca ad esaudire le preghiere della gente. Continua a leggere »
Posted by beatrice on
Le nove dee del Navaratri sono chiamate collettivamente Navdurga e sono tramandate nel Devi Mahatmya e nel Durga Saptashati. Le nove dee venerate in ciascuno dei nove giorni di Navratri sono incarnazioni della Shakti Divina. I loro nomi sono: Shailaputri, Brahmacharini, Chandraghanta, Kushmanda, Skanda Mata, Katyayani, Kala Ratri (Kaalratri), Maha Gowri e Siddhidayini.
Maa Shailaputri – La Dea del primo giorno di Navratri

“Shail” significa montagna e “Putri” figlia. E’ conosciuta anche come Parvati o Hemavati.
Shailaputri si crede fosse la reincarnazione di Sati, la figlia di Daksha e moglie di Shiva. Alla sua reincarnazione divenne Parvati, figlia dell’Himalaya e in seguito moglie di Shiva. E una delle principali forme della Shakti e strettamente associata a Shiva. Continua a leggere »
Posted by Beatrice on March 22, 2009
27 marzo - 3 aprile 2009 Chaitra Navratri
La Durga Puja o Navaratri (significato letterale: nove notti) é la più grande festa Indù durante la quale si adora Dio sia nella forma del Padre che della Madre. Questa festa è celebrata due volte all’anno, in primavera e in autunno. Il Rama-Navaratri di primavera è celebrato durante la luna nuova di Chaitra (aprile/maggio) e il Durga-Navaratri d’autunno durante la luna nuova d’Ashwin (settembre/ottobre). L’inizio dell’estate e dell’inverno sono due congiunzioni molto importanti di influenze climatiche e astrali. I corpi e gli spiriti subiscono un notevole cambiamento a causa delle modificazioni della natura e sono anche momenti consacrati al culto della Madre.
La celebrazione dura nove giorni in onore delle nove manifestazioni di Durga. Si commemora la Vittoria di Durga su Mahishasura, il demone a testa di bufalo. Ma per il ricercatore spirituale (sadhaka) sulla via della sadhana, la divisione di Navaratri In serie di tre giorni dedicati al culto di differenti aspetti della Dea Suprema evidenzia gli stadi dell’evoluzione dell’uomo dalla condizione di Jiva (stato di individualità) alla condizione di Shiva (stato della realizzazione di Dio). I primi tre giorni sono dedicati a Kali, dea della distruzione e della ricreazione e consorte di Shiva. Noi preghiamo Kali di distruggere tutte le nostre mancanze e di annullare gli istinti animali che si manifestano nella nostra natura. Lei é anche il potere che protegge la nostra sadhana dalle facili distrazioni e dai numerosi ostacoli. Questi tre giorni sono un periodo di purificazione per abbandonare tutto ciò tutto ciò che non é voluto nel nostro cammino. L’equivalente delle “pulizie di primavera” per far posto al nuovo. Così i primi tre giorni caratterizzano Il primo stadio della distruzione delle impurità, ci aiutano nel nostro sforzo di essere determinati e rafforzano la nostra lotta nell’estirpare le tendenze negative del nostro spirito. Continua a leggere »
Posted by Beatrice on December 20, 2008
Questa lista comprende le date delle principali festività tradizionali dell’Induismo per il 2009, basate su diversi calendari regionali indù. Le stesse festività possono essere celebrate un giono prima o dopo in alcune parti dell’India.
Gennaio 2009
Vaikunta Ekadasi – 7 gennaio 2009
Makar Sankranti – 14 gennaio 2009
Pongal – 15 gennaio 2009
Vasant Panchami – Saraswati Puja – 31 gennaio 2009
Febbraio 2009
Thai Pusam – 8 febbraio 2009
Shivratri – 23 febbraio 2009 Continua a leggere »
Posted by Beatrice on October 8, 2008
Secondo gli uomini gli esseri sono mortali. Lo sono ancora di più i deboli, i solitari, gli sterili, i celibi e le nubili. Secondo gli uomini, i testimoni sono presenze accidentali sul luogo di un delitto che è un fatto compiuto, e alternativamente può essere o meno rivelato, e ne sono dei complici o degli osservatori inattendibili e fallaci. Sono sempre sostanzialmente scomodi e dubitabili.
Con questa idea di laicità liscia e indisturbata il secolo breve li ha praticamente aboliti. Perciò ci sembra di vederne l’ombra sul muro, ci sembra di percepirne il dolore e quella potenza ci fa pensare alla disperazione. Si sono invertiti gli attributi, perchè ciò che è potente diventa disperato, ciò che è lucido è folle, ciò che ha osservato tutto e conosce tutto è solo. Siamo noi l’ombra sul muro, è il nostro silenzio ammutolito nella ricerca tossica della felicità. Preferiamo morire che soffrire. Diventiamo ombre, scompare la nostra narrazione, l’io che non teme di conoscere la verità su tutto.
Alcuni di noi scontano di essere nati sulla soglia, per aver conosciuto i vecchi testimoni, averne ricevuto la parola e ascoltato i racconti e poi per aver vegliato la loro morte fisica. Ci dicono, o ci diranno, che siamo toccati da una sorta di malocchio dell’anima, che è proprio così, un occhio anomalo, che viene trasmesso per via immateriale, che restituisce un quadro affatto idilliaco e per nulla conciliante della storia e del mondo e poi, per esteso, dello spirito. Perchè ovunque poseremo lo sguardo, poseremo anche un occhio differente, l’occhio del testimone, quello che non ha filtri, quello che non ha intenzione di proteggersi, che non è mai d’accordo, che discrimina e che discrimina perchè ama. E non dovrebbe mai tacere. Continua a leggere »
Posted by Beatrice on October 1, 2008
Maya Darshan
Pensavo: se lei mi percuote così, chissà cosa mi farà la vita. Perchè la madre è la vita buona, quella dalla tua parte. Perchè se lei strappa, significa che là fuori c’è già il post diluvio. Ma non era vero. Non è la vita, è altro, E’ qualcosa di me, ma altro, completamente altro.
Me ne sono ricordata, come per incanto, quando ho rimesso gli occhi su un monitor per mettere in fila delle parole. Qualcuno passava alle mie spalle e mi minacciava in silenzio. Lei non avrebbe taciuto, non si sarebbe limitata a passare. Il suo silenzio si sarebbe rivelato soltanto molto dopo, quando il bottino dei prigionieri fosse al completo.
La mente è altro. Prima obbedisce in sudditanza cieca alla ragione di un padrone invisibile e feroce, la mente è sudditanza, la ragione è sudditanza. E’ l’esecutore senza colpa, efferato, il male banale, il grido. Gridava. Gelava il sangue. Paralizzava. Non c’è nulla che si possa opporre al grido materno, non c’è più forza, non c’è altra ragione, non c’è obiettivo. Al grido materno si soccombe, ci si fa muti, si attende il disvelamento dell’Assoluto (come insegna la vita di Ramakrishna), si è disposti a morire immediatamente. Si muore.
Dopo la morte, insegnano i libri misterici del tragitto, c’è un lungo mercanteggiare con i fantasmi del non-tempo, i padroni delle grida, o altri servi di fattura più sottile, indistruttibili (allo sguardo). Con la morte calano le grida, resiste la tensione, si accorcia un po’ alla volta la distanza, ma senza avere pace, senza avere coscienza di sé, senza riconoscimento, nella foresta dell’arbitrio ingannevole, nella sete. Finchè non si chieda la pace, davvero. Continua a leggere »
Posted by Beatrice on September 30, 2008
Erano migliaia di fotografie, in disordine, che ricadevano sul mondo che voleva curiosare un mistero che tutti si aspettavano di carpire col desiderio. E scorrevo, una sera, tra le pagine, tra la noia delle solite idee che gonfiano e deludono l’immaginario, la guaritrice, la devota, la santa, la maestra, la bellezza e i segni di una miseria che sembra entrare come un disturbatore quasi di traverso, tra i denti mancanti, la scarsa igiene e lo sguardo buono che hanno quelli che hanno del corpo la percezione odorosa sgradevole, amarognola e pungente. Sei umile e presuntuosa come usava una volta. Allora una sola foto blocca lo scorrimento quasi automatico: perchè quella sono io. Quando ho fatto questa foto? che giorno era? ricordo perfettamente…
Poche ore dopo mi ridi giocosa, con i vasi tra le mani, due tre giare di coccio, aperte, che mi mostri, esultante come una bambina: dimmi, di chi è l’aria che riempie questi vasi, sono io o sei tu? E così via ridendo, per mesi, mi porti tra le tue cose, la tua gente, la tua visione delle piante brutte di un giardino pubblico che diventa l’India mitica dei cuori, tra le donne dolenti di patimenti antichi e moderni, trasfigurate, i bambini che ci vedono attoniti e il resto che luccica attorno di cromatismi insensati di primavera. Continua a leggere »
Posted by Beatrice on
Bhavani Ashtakam - Adi Shankaracharya
Na thatho, na matha, na bandur na datha,
Na puthro, na puthri , na bruthyo , na bartha,
Na jayaa na Vidhya, na Vruthir mamaiva,
Gathisthwam, Gathisthwam Thwam ekaa Bhavani.
Non la madre, non il padre
non i compagni e non gli amici
non il figlio, né la figlia
non i servi, non il marito
non la moglie, e neppure la conoscenza
e nemmeno la mia occupazione
sono la mia vera dimora -
Sei Tu il mio rifugio e il mio solo rifugio, Signora.
Bhavabdhava pare , Maha dhukha Bheeru,
Papaatha prakami , pralobhi pramatha,
Kam samsara pasa prabadha sadaham,
Gathisthwam, Gathisthwam thwam ekaa Bhavani.
Sono un codardo che non osa affrontare il dolore,
irretito dalla lussuria e dalla debolezza,
dall’avidità e dal desiderio,
e legato alla vita inutile che ho vissuto.
Nell’oceano della nascita e della morte -
Sei Tu il mio rifugio e il mio solo rifugio, Signora. Continua a leggere »
Posted by Beatrice on
Navratri 2008, date:
Settembre 30 - inizio di Navratri, le nove notti della Madre Divina.
Ottobre 5 - Durga Puja - Durga Sashti puja.
Ottobre 6 - Maha Saptami Puja/ Saraswati Avahan Puja
Ottobre 7 - Durga Ashtami Puja.
Ottobre 8 - Fine Navratri. Mahanavami Puja/ Saraswathi Puja
Ottobre 9 - Vijaya Dashami - Dusshera