Per la fine del mondo
Posted by Beatrice on September 19, 2008
Cosa sta succedendo. Diciamo che siamo arrivati al colpo di scena, quello che nessuno aveva osato pronunciare, quella frase che farà crollare il teatro dagli applausi o dai fischi e le urla. Avete presente benissimo tutto il dramma consumatosi negli ultimi decenni: tutte le volte che per mettervi/ci al palo ed essere ben sicuri che foste incatenati in massima sicurezza vi/ci è stato detto: non ci sono più fondi, non ci sono più posti, sei il primo della lista degli esclusi, non ci sono i titoli, non c’è copertura, non c’è la maggioranza in giunta, non c’è appoggio politico, non c’è interesse, non è il momento, è troppo presto, è troppo tardi, non ti conosciamo…
Ora la stessa impiegata piccolina con gli occhiali sul naso, lo stesso assessore pelato con il Manifesto in tasca, lo stesso capetto con i pantaloni arancio e la tenuta da barca, la stessa arcigna signora cotonata, e la bellissima piena di gioielli stanno calando l’asso: ci dispiace, ma è finito il mondo.
Se siete davvero preoccupati, se davvero siete convinti di morire, fate un bel respiro e lasciatevi andare. Se no, ricordatevi come siete sopravvissuti fino ad ora. E preparatevi a continuare.
A me piacciono i temporali, io e il mio gatto siamo poeti romantici e con il temporale ci piazziamo in terrazza a guardare i lampi e scambiarci estatiche smancerie. Ci piace guardare il mondo che si illumina all’improvviso, di una luce uguale e senza ombre, spaventosa, ci piace il freddo della pioggia torrenziale e ci piace sobbalzare e stringere le spalle quando arriva il tuono. E poi ci sentiamo inspiegabilmente felici.
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