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H. e J. Bastare, Per un’ecologia cristiana.

Posted by Beatrice on June 6, 2008

<<“Non si rifiuterà mai con troppa forza una certa interpretazione blasfema dei primi capitoli della Genesi che trasforma il comandamento d’amore di Dio in un perentorio invito a esercitare la tirannia. Secondo l’intera tradizione giudaico-cristiana, Dio non ha conferito all’uomo un potere arbitrario e oppressivo, ma gli ha chiesto di comportarsi con paterna sollecitudine, la quale deve estendersi dall’atomo alla stella, passando attraverso le piante e gli animali”. Gli autori ricordano che nel racconto del Paradiso terrestre Dio ha fatto dell’uomo il giardiniere e il pastore dell’universo. Le creature che non si divorano fra di loro si scambiano calore e protezione. E’ il peccato che introduce violenza e dissonanza, schiavitù e assassinio, cioè la legge della giungla. Il libro cita i numerosi passi biblici volti a lodare la gloria di Dio nel creato; e passando al nuovo Testamento dice che “Marco è l’unico a specificare che la salvezza unisce Cristo in tutte le creature”. Ma sottolinea qualche cosa di importante: “Andate in tutto il mondo – ha scritto Marco, riportando l’esortazione di Gesù agli apostoli – e predicate il Vangelo a ogni creatura”, non “a tutte le nazioni”, come Matteo e Luca. Con Paolo la dimensione cosmica della salvezza è più esplicita: gli autori citano il passo famoso: “sappiamo bene, infatti, che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”.

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