Posted by beatrice on February 1, 2010
Un pomeriggio Bhole (Swami Rama) espresse il proprio stupore a Sombari Baba e gli chiese come fosse che il fuoco non lo bruciava. “Come potrebbe il fuoco bruciare se stesso?” rispose Sombari Baba “Il fuoco è me e io sono il fuoco.
Tutto l’universo è pervaso dal fuoco, e qualcosa va forse distrutto dal fuoco? Il fuoco è ciò che sostiene la vita. Solo quelli che ignorano la natura divina del fuoco ne sono impauriti.”
Bhole non capiva tutte le implicazioni del discorso di Sombari Baba, ma comprese che il fuoco è energia divina e incarna intelligenza, come noi. E riconobbe, almeno intellettualmente, che l’universo è interamente pervaso di fuoco, in forma di calore e luce, ma aveva difficoltà ad accettare l’affermazione di Sombari Baba “Il fuoco è me e io sono il fuoco”.
Sperando di capire in un secondo momento, Bhole pose un’altra domanda: “Perché i colori delle fiamme cambiano nel tempo?”
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Swami Veetamohananda: Rinnovamento di sé attraverso la meditazione
Posted by beatrice on January 17, 2010
La creazione, la conservazione e la dissoluzione dell’universo sono in realtà il dharana, il dhiana, e il samadhi cosmico dello yoga di Dio, messo in opera su una base astronomica. La conservazione dell’universo intero è un grande manifestazione della meditazione di Dio. La fecondità, la varietà, la complessità e il potere inesauribile di vita della mente, non sono altro che gli splendori dello yoga di Dio. Dato questo, la lotta per la spiritualità dell’uomo, lo yoga umano, non è che una frazione infinitesimale dello yoga universale di Dio.
Traduzione a cura di Franca Mussa, fonte: http://www.gruppovedantalila.it
La crescita spirituale è il risultato di un rinnovamento continuo di sé. Implica lo sviluppo o la creazione di un qualcosa in più. Per funzionare e mantenersi il corpo riceve la propria energia dal catabolismo, un fenomeno di degrado delle molecole organiche e dei tessuti. Questa degradazione è compensata dall’anabolismo, che è un fenomeno di assimilazione e di edificazione delle stesse molecole e tessuti. Questi due processi costituiscono il metabolismo, una delle tre fondamentali caratteristiche degli organismi viventi, le altre due sono l’evoluzione e la coscienza.
Se l’anabolismo equilibra semplicemente il catabolismo, il corpo sarà capace di mantenersi, ma non crescerà. Un surplus di energia e di tessuti è indispensabile per il suo sviluppo e ciò diventa possibile soltanto se il processo costruttore supera il processo distruttore.
Lo stesso fenomeno si verifica nella vita spirituale.
La lotta per la spiritualità comporta una quantità considerevole di distruzioni: distruzione delle passate abitudini, dei ricordi, dei comportamenti, dei sentimenti, dei piaceri inferiori, ecc. Comporta anche una importante spesa di energia mentale per padroneggiare le pulsioni, gli istinti e la mente.
Se ciò non è compensato da un processo positivo e costruttore, la vita spirituale presto sembrerà vana e apparirà come un forma supplementare di inutili sofferenze.
Un processo equilibrante e rigenerante di anabolismo spirituale esiste, si chiama yoga.
Tuttavia, per ottenere un’evoluzione o un progresso spirituale, deve superare gli effetti distruttori della lotta per la spiritualità, altrimenti permetterà solo di condurre una vita ben regolata e pacifica.
In altri termini, lo yoga diventa un mezzo efficace di crescita spirituale solo se è praticato con un certo grado di intensità e portato a livelli sempre più elevati.
La crescita spirituale non è uno sviluppo globale a tre dimensioni. E’ un’evoluzione del sé. Un progresso della coscienza da un livello inferiore verso un livello superiore.
Lo yoga è un sistema completo di discipline che agiscono ognuna a differenti livelli della personalità. La sua azione è la trasformazione o la sviluppo della coscienza. La crescita spirituale richiede non soltanto di raccogliere tutte le capacità e tutte le energie delle diverse parti della personalità, ma anche di trasformare e sviluppare la coscienza.
Di tutte le discipline dello yoga, è la meditazione quella che porta più direttamente e con la maggiore efficacia questo rinnovamento e questa trasformazione interiore.
Come può raggiungere questo risultato? Questo è il soggetto del nostro scambio di oggi.
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Sulla meditazione
Posted by beatrice on December 10, 2009
I piani fisico, mentale, intellettuale e spirituale, devono essere ricondotti a un insieme armonico. La meditazione è la tecnica per trovare questa armonia. È la disciplina spirituale più elevata. Attraverso la meditazione si può incontrare l’esperienza della pace dentro e fuori di noi. Terminano i conflitti fra i desideri, le indecisioni sui compiti e lo stress nervoso. La mente è nella posizione di vedere la vita nel suo complesso. Ogni impegno si risolve con successo, poichè terminano le fluttuazioni mentali e la conseguente dispersione. E’ possibile perciò dirigere le proprie potenzialità, con una concentrazione che non incontri ostacoli.
Nessuno può mancare di osservare il risultato della concentrazione. I raggi del sole convergenti su un punto attraverso una lente focale bruciano la cosa su cui sono concentrati. Tutti coloro che hanno successo nelle professioni o nel sapere, lo devono alla capacità di concentrarsi su un solo punto. Occupare la mente in pensieri e problemi reca danno alla concentrazione e al rendimento. Una mente divisa ottiene risultati mediocri. Le Scritture hanno giustamente indicato che ogni uomo è un genio potenziale. La maggior parte di noi è in grado di utilizzare solo una parte insignificante delle potenzialità. Pertanto, le delusioni sono il nostro destino inevitabile. Abbiamo poteri illimitati che purtroppo non abbiamo imparato a conoscere e utilizzare. E’ una questione di ritrovare noi stessi.
Sotto la superficialità dei pensieri e dei comportamenti, resiste in noi la costante ricerca inconscia di un denominatore comune. Come un solo binario, su cui far scivolare tutti i diversi aspetti della nostra personalità senza problemi, rapidamente, e in perfetto equilibrio – per raggiungere l’esperienza della realtà.
La mente è sempre occupata da un oggetto o l’altro. Il flusso dei pensieri è incessante. Ovviamente, prima che la mente possa controllare se stessa e concentrarsi su qualcosa, deve essere coltivata. Nella meditazione la mente è condotta a ritirare la sua attenzione da tutti gli oggetti sensibili.
Con la pratica assidua la mente impara a pensare solo una cosa alla volta. La mente è davvero una forza da non sottovalutare, anzi potremmo considerarla invincibile. Dopo aver preso coscienza della propria vera natura, la mente non è più distirbata dai dolori passeggeri e dalle gioie effimere del mondo. La prosperità non la svaluta, l’avversità non la degrada. Proprio come le scoperte scientifiche di indistruttibilità della materia e dell’energia danno un nuovo significato agli oggetti, che sono una combinazione di entrambi, la realizzazione del Sat-Chit-Ananda da parte della mente-intelletto, attraverso la meditazione, schiude una nuova visione della vita e dei fenomeni del mondo, così che appaiono nella loro nudità, spogliati del loro potere di ingannare. Tutte le coperture si sollevano allo sguardo di una mente così stabilita nella pura coscienza, grazie la meditazione regolare. Spogliata di tutti i complessi, non sarà più assalita da dubbi e timori.
E che dire, dal punto di vista del mondo, cosa è necessario per giustificare la meditazione? La prova del budino è nell’assaggio. Iniziate la meditazione da ora in poi, e presto l’esperienza incomparabile dei doni che ricadranno su di voi, supererà la semplice logica.
Siate regolari. Siate sinceri. Siate puri. La meditazione non può mai fallire. Sarà sempre un successo.
La sincerità e la regolarità sono il segreto del successo nella meditazione. Il contatto con il guru e il costante studio delle scritture sono fattori che garantiscono il successo totale.
[Swami Chinmayananda]