Seminari e Satsang 2018: La Madre Divina nel mito e nella devozione Hindu. 18 Marzo 2018

18 Marzo 2018, inizio delle festività di Chaitra Navaratri: La Madre Divina nel mito e nella devozione Hindu Seminario con Udai Nath L’incontro si svolge a Pesaro, sono disponibili sette posti in presenza. E’ possibile partecipare al seminario in collegamento Skype. Informazioni: 370.3636348 La Shakti è l’energia formante del cosmo, la sua intelligenza creatrice, l’amore che tutto permea, il potere divino dormiente in ciascuno di noi. Lei è l’inizio e la fine, la nascita, la morte e la liberazione.   La Madre Divina è il cosmo in cui tutti noi viviamo e respiriamo, ci nutriamo e pensiamo, tutto ciò che visibile e invisibile. E’ la coscienza universale dove non c’è né io né tu, quella che dice io e tu, la mente che pensa in ogni essere pensante e dà corpo ogni cosa pensata. La forma di tutto ciò che ha forma e la liberazione dalla forma. Il vuoto in cui si abita e il vuoto in cui si nasce, il vuoto per cui si ascende e che ci sostanzia. Il cavo dell’essere, il luogo dell’essere, il Cuore. La grande illusione e la grande sapienza. La schiavitù e la liberazione. Signora del Tempo e della Morte, Kali, che tutte le creature governa, è quindi Madre di ogni vivente, che dal tempo nasce e nel tempo muore per nascere di nuovo. E l’inaccessibile Durga, che gli Dei, suoi figli, invocarono per la propria salvezza, mistero che rimane nascosto a loro stessi, ma che li ha generati, prima del tempo, con il Continua a Leggere →

Il fiume, la stella, il solstizio.

Avanti al Solstizio d’Estate, che dicevano gli antichi è la porta degli uomini, della incarnazione terrena, c’è una lenta avanzata del cielo e della terra verso un punto culminante, epifanico, dove si accordano terra e cielo, formando una sola realtà che è allegoria e dato vivente, matrice di questo discendere nella materia viva. Attorno al tempo del Solstizio si alza in cielo la stella Sirio. Prima del Solstizio, dal cielo discende il fiume Ganga (Ganga Dussera, che si celebra a metà giugno), chiamato a lavare e custodire le ceneri degli uomini. E mentre discende dal cielo un fiume, attenuato dalle trecce di Shiva, fino a riempire la grande pianura gangetica, spandendo la vita nel Nord dell’India, un altro fiume sale, in Egitto, seguendo il corso della Stella, attorno alla quale altri mondi scandivano il loro calendario, e il Nilo prendeva corpo, cresceva, esondava, diventava Madre fertile e benedizione divina. Alla foce, entrambi i fiumi manifestano la forma benedetta della grande Madre Nera, Kali e Iside, del cupo colore del limo trasportato dai flutti. Datrice di vita, signora dei morti, signora degli dei, regina, guerriera, consolatrice, protettrice delle puerpere e dei fanciulli, nemica dei demoni, signora degli animali selvatici. Questo è il momento in cui il nettare benedetto inonda i campi rendendoli fertili, e accorda immortalità a chi si lascia incenerire nel fuoco del Dharma. La porta degli uomini è perciò il Dharma, e l’origine del Dharma è la Compassione. La Dea ascolta la preghiera dei suoi figli e concede loro Continua a Leggere →

Lalitha Sahasranamam, versi 661 – 770

661. Om Sada Sadroopa Dharini Namah – Lei che è il fondamento dell’essere, o della verità. 662. Om Ashta Moorthy Namah – Colei che ha otto facce. 663. Om Aja Jethree Namah – Colei che vince l’ignoranza. 664. Om Loka Yathra Vidahyini Namah – Lei che fa girare il mondo, o che guida il carro del mondo. 665. Om Ekakini Namah – Colei che è unica e solo una. 666. Om Bhooma Roopa Namah – Colei che è la forma del mondo percepito, o della terra. 667. Om Nirdwaitha Namah – Colei che è priva di dualità. 668. Om Dwaitha Varjitha Namah – Lei che trascende la dualità. 669. Om Annadha Namah – Colei che dona il cibo. 670. Om Vasudha Namah – Colei che dona ricchezza. 671. Om Vriddha Namah – Lei che è l’antica (più vecchia del mondo). 672. Om Brhmatmykya Swaroopini Namah – Lei è l’unione di Atman e Brahman. 673. Om Brihathi Namah – Lei che è grandiosa. 674. Om Brahmani Namah – Colei che è Brahmani, la Sapiena Divina. 675. Om Brahmi Namah – Lei che è un aspetto di Brahma, in quanto parola creatrice. 676. Om Brahmananda Namah – Colei che è la felicità suprema dell’unione divina. 677. Om Bali Priya Namah – Colei che ama chi vince (contro i nemici dello spirito). 678. Om Bhasha Roopa Namah – Colei che è forma del linguaggio, o dell’argomentare. 679. Om Brihat Sena Namah – Colei che guida un grande esercito. 680. Om Bhavabhava Vivarjitha Namah Continua a Leggere →

Shri Mahakali Chalisa

  JAYATI MAHAAKAALII JAYATI, AADYA KAALII MAATA JAI KARAALA VADANE JAYATI, JAGATA MAATU VIKHYAATA Vittoria a Te, Oh Mahakali! Vittoria a Te, Oh primordiale fonte di tutti gli esseri! Vittoria a Te, Oh Dea dall’aspetto formidabile, che sei rinomata come la madre del mondo! JAI JAI RUUPA PRACHANDIKAA, MAHAAKAALIKAA DEVI JAYATI JAYATI SHIVA-CHANDRIKAA, SURA NARA MUNIJANA SEVI Vittoria, tutte le vittorie a Te, Oh grande Dea Mahakalika, dal terribile e pauroso aspetto! Vittoria a Te, Oh Luna sui capelli di Shiva che sei sempre adorata dagli dei, uomini, eremiti e devoti. JAYATI JAYATI RAKTAASANAA, RAUDRAMUKHI RUDRAANII ARI SHONITA KHAPPARA BHARANII, KHADAGA DHAARINII SHUCHI PAANI Vittoria, tutte le vittorie a Te, Oh consorte di Rudra; sei spaventosa da guardare e preferisci bere sangue caldo; sei descritta con una spada nella tua santa mano e mentre riempi con il sangue delle tue vittime la tua ciotola fatta con un cranio. JAI JAI JAI MAIYAA SHRII KAALII JAYATI KHADAGA KARA KHAPPARA VAALII JAYATI MAHAAMAAYAA VIKARAALAA RUDRA-SHAKTI KAALAHUN KO KAALAA Gloria, gloria a te, Oh Kali, portatrice di una ciotola fatta con un cranio e di una spada nelle tue mani. Vittoria a Te, Oh terribile Delusione, potenza di Rudra e la vera morte della Morte. MAAN MADHU KAITABHA KE VADHA HETU PRAGATI SHRII HARI KE TANA SE TUU SHYAAMALA GAATA MAATA TAVA SOHATA RAVI SAMA CAVI LAKHI CHAVIPATI MOHATA Oh Madre, è per la sconfitta dei demoni Madhu e Kaitabha che Tu sei apparsa dal corpo di Hari. Oh Madre, la tua oscura Continua a Leggere →

Ramakrishna e la Visione di Kali. L’Estasi divina.

LA PRIMA VISIONE DI KALI […] E, in effetti, ben presto scoprì che strana Dea aveva scelto di servire. A poco a poco divenne sempre più avvinto nella rete della sua presenza cosmica. Se per l’ignorante Ella è l’immagine della distruzione,(Ramakrishna) in lei trovò la benevola, amorevole Madre. Il Suo collo è ornato da una ghirlanda di teste, i suoi fianchi da una cintura di braccia umane, le Sue mani reggono armi mortali, i suoi occhi lanciano fiamme,  ma Ramakrishna sentiva nel Suo respiro il  confortante tocco di un tenero amore, e vide in lei il seme dell’immortalità. (Kali) Si innalza sul petto del suo consorte, Siva, perché Lei è Shakti, la Potenza inseparabile dall’Assoluto. E’ circondata da sciacalli e altre creature abiette, gli abitanti dei campi di cremazione. Ma non è la Realtà Ultima superiore alla santità e all’empietà? La Dea sembra ubriaca, sotto l’effetto del vino. Ma chi avrebbe creato questo mondo pazzo se non sotto l’influenza di una ebbrezza divina ? E’ il simbolo più alto di tutte le forze della natura, la sintesi delle loro antinomie, l’ultima Divinità, in forma di donna. Lei divenne per Sri Ramakrishna l’unica Realtà, e il mondo divenne un’ombra inconsistente. Al suo culto dedicò la sua anima. Davanti a lui fu il portale trasparente dell’ineffabile realtà. Il culto nel tempio intensificava il desiderio di Sri Ramakrishna di una visione vivente della Madre dell’Universo. Cominciò a passare in meditazione il tempo non  impiegato nel servizio del tempio, e per questo scopo scelse un luogo estremamente solitario. Una giungla profonda, fitta Continua a Leggere →

Kali Maa, mito e simbolo

Il nome Kali deriva dalla parola radice sanscrita Kal, tempo. Nulla sfugge al tempo. Kali Maa è una Rupa (forma) di Durga Maa. Creata da Durga Maa per lottare contro i demoni, l’aspetto feroce di Durga. Secondo i Purana, l’ immagine di Kali, ampiamente venerata nelle regioni orientali dell’India, deve la sua origine alla battaglia di Durga con Shumbha e Nishumbha. E’ anche nota come colei che uccise il demone Raktabija bevendo le gocce del suo sangue, per impedire che queste cadessero a terra. Nelle immagini popolari, Kali è rappresentata come un essere femminile molto nero, con quattro braccia. In una mano ha una scimitarra, in un’altra la testa di un demone, che tiene per i capelli, la terza mano si apre a elargire benedizioni e la quarta regge un’altra arma, di solito una lancia o un tridente. Ha una collana fatta di teschi e due teste di demoni come orecchini. La sua lingua è rosso sangue ed è esposta fino al mento. Il sangue sgocciola anche dalla lingua e sul corpo. Sovente è rappresentata in piedi sul corpo di Shiva, con un piede sul petto e l’altro sulla coscia. In alcune statue è nuda, tranne che per i suoi ornamenti, quali una specie di gonna fatta di mani e arti mozzati attorno ai fianchi. Kali indossa una ghirlanda di 52 teschi e una gonna fatta di braccia smembrate perché l’ego abbandoni l’identificazione con il corpo, per riconoscersi nello spirito. Se il nostro attaccamento al corpo giunge al termine, la Continua a Leggere →