Jatayu, l’aquila, l’avvoltoio e l’androgino primordiale.

Jatayu è il gigantesco uccello primordiale protagonista dell’episodio cardine del Ramayana, il rapimento di Sita. Di lui, come suggerisce il suo nome, si dice che è una delle creature più antiche del mondo e perciò, già all’epoca dei fatti, è incalcolabilmente vecchio. Dalla sua altezza sorveglia il mondo e l’esilio di Rama in particolare, come l’antico invisibile che veglia sul presente, sul nuovo per definizione, il nuovo ordine, Rama. Non lo si vede, è l’osservatore non visto, finché Ravana non riesce con l’inganno a prendere Sita: allora Jatayu lascia le altitudini dell’osservatore e si lancia sul demone e combatte strenuamente. Quasi lo ha battuto, ma la sua vecchiezza lo rende poco veloce e Ravana riesce perciò a spezzargli le ali, guadagnando la fuga e lasciando il vecchio Jatayu morente al suolo. Episodio terribile e commovente, la morte di Jatayu, che lascia un mondo abitato ormai solo da uomini e demoni, con la fine nobile ed eroica dell’ultima creatura dell’origine. Nelle traduzioni Jatayu viene definito a volte come un’aquila a volte come un avvoltoio. Probabilmente, in vero, Jatayu è Jatayu, un volatile gigantesco primordiale, ultimo degli estinti volatili jurassici che ancora sopravviveva all’epoca di Rama, come i primi uomini-scimmia abitatori delle foreste, che hanno un ruolo fondamentale nella storia del mondo e del Ramayana. Si può considerare però la doppia traduzione in aquila e avvoltoio. Aquila è l’animale regale, simbolo del Re: è un’aquila il veicolo di Vishnu, Garuda, come lo era di Giove. Tra gli animali che volano, dice Krishna Continua a Leggere →