Isavasya Upanishad (o Isha Upanishad) su Visionaire.org

Al principio è posta alla base l’idea che uno Spirito, unico e stabile, dimori e governi l’universo mobile e le sue forme. Su questo concetto si fonda la regola di una vita divina destinata all’uomo – il godimento di tutto nella rinuncia a tutto, per mezzo dell’esclusione del desiderio. Un ulteriore principio che informa l’Isha Upanishad è la coincidenza senza compromessi degli opposti irriducibili. Il pensiero successivo prenderà una serie di termini – il Mondo, la Fruizione, l’Azione, la Molteplicità, la Nascita, l’Ignoranza – e riserverà loro una posizione sempre più negativa, esaltando invece le posizioni opposte: Dio, Rinuncia, Quietismo, Uno, Cessazione delle rinascite, Conoscenza. Questa Upanishad cerca invece di gestire i due capi del nodo, di scioglierli e posizionarli alla giusta distanza tra loro, in uno spazio che è insieme ordine e relazione. Non subordina e non qualifica alcuno degli estremi, ma ne rileva piuttosto la reciproca dipendenza. La rinuncia è una scelta estrema, ma anche il possesso/godimento dei beni deve rappresentare una condotta integrale. L’azione deve essere incondizionata e generosa, ma anche la libertà dello spirito dalle opere deve essere assoluta. L’Unità perfetta e assoluta è l’obiettivo da raggiungere, ma l’assolutezza deve essere portata al massimo livello con l’inclusione della intera molteplicità dei fenomeni. Indirizzo: http://www.visionaire.org/Isha/intro.html