Atharva Veda XII, 1. Inno alla Terra.

La verità, la sublimità, l’ordine universale, la rettitudine, la sacralità, il fervore dell’ascesi, la gioia spirituale, il sacrificio – sostengono la Terra. Che essa, Signora di ciò che è e di ciò che sarà, ci riservi un orizzonte sconfinato.

La Terra adorna di vette, di crinali e di vaste pianure, che genera le piante dalle potenti virtù, libera dai legami che opprimono gli uomini, si apra al nostro sguardo, pronta ad accoglierci.

La Terra su cui scorrono il mare, i fiumi e tutte le acque, sulla quale sbocciano le messi e i popoli, su cui abita tutto ciò che respira e si muove, ci conceda di dissetarci per primi.

La Terra cui appartengono le quattro regioni dello spazio, su cui crescono i raccolti e i popoli, che sostiene tutto ciò che respira e si muove, ci conceda vacche e prosperità.

La Terra dove nacquero i primi uomini, dove gli Dei sconfissero i demoni, possa offrirci mucche, cavalli, volatili e fortuna.

La Terra che sostiene tutti, che nutre di abbondanza, il fondamento, il ristoro materno di tutti gli esseri viventi, colei che preserva il fuoco di Agni, la compagna di Indra il toro, ci conceda il privilegio dei suoi beni.

La vasta Terra, sempre sorvegliata dagli Dei insonni, ci allatti con miele prezioso, ci asperga di limpida gloria.

La Terra che fu acqua sulla superficie dell’oceano cosmico, che i saggi veggenti scoprirono con il loro acume, il cui cuore risiede nel cielo supremo, l’immortale, ammantata di verità, ci accordi lucidità e rettitudine, perché possiamo governare.

La Terra su cui le acque ancelle scorrono insieme, giorno e notte, senza sosta, versi per noi il latte in torrenti copiosi, e ci bagni di gloria.

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La Terra misurata dai passi degli Asvin, su cui ha camminato Vishnu, che Indra, signore potente, ha eletto sua compagna; da lei, la madre, sgorghi il latte per me, suo figlio.

Le cime innevate dei monti e le tue foreste, o Terra, ci siano gentili. La scura, la nera, la rossa e multicolore, la solida Terra, protetta da Indra, intatta e incorrotta, è lei la Terra delle mie radici.

Tienici nel tuo cuore, madre, e nel tuo ventre, nel luogo in cui il tuo nutrimento sgorga puro e più potente. La Terra è la madre, e io sono suo figlio. La pioggia è mio padre, che egli ci benedica.

La Terra su cui i sacerdoti scolpirono gli altari, dove, con devozione rituale, posero le offerte; la Terra su cui si erge maestoso il palo sacrificale, sia essa prospera e ci accordi di prosperare.

Sottometti, o Terra, colui che ci odia, chi ci dichiara guerra, chi ci è ostile con il pensiero o con le armi, anticipa il nostro bisogno di soccorso.

I mortali che nascono da te, in te moriranno, tu che sostieni bipedi e quadrupedi. Tue sono le cinque famiglie umane, tuoi i mortali su cui il sole getta i suoi raggi di luce immortale.

Tutte le creature ci offrano il loro latte, e tu, o Terra, donaci il miele della parola.

Sulla stabile, larga Terra, madre premurosa di tutte le piante, gentile e generosa, in accordo alla legge divina, si possa trascorrere una lunga vita.

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Grande Terra, raduno degli uomini, su di te si vivono emozioni, premure e agitazioni. Indra il grande ti protegge incessantemente. O Terra donaci di risplendere come oro, perché nessuno odia l’oro.

Il fuoco di Agni è posto sulla Terra, nelle piante, nelle acque e nelle pietre. Agni è nell’uomo, Agni è nelle vacche, Agni è nei cavalli;

Agni irradia dal cielo, ad Agni il divino appartiene l’aria. I mortali cercano il favore di Agni, portatore di doni celesti, con l’offerta del burro chiarificato;

La Terra dalle ginocchia nere, coperta dal manto di Agni, ci conceda lucidità e attenzione.

Sulla Terra gli uomini compiono sacrifici agli Dei con le offerte rituali; sulla Terra gli uomini sono saziati dal cibo. Che la Terra ci doni respiro e vita, e ci conceda la vecchiaia.

Il tuo profumo, o Terra, trasportato dalle piante e dalle acque, condiviso dagli esseri celesti, mi renda gradevole e nessuno mi trovi sgradito.

Il tuo profumo, o Terra,  che penetra nel loto, il profumo che fu degli Dei invitati allo sposalizio del Sole,  con quello aspergimi, affinché nessuno provi astio per me.

Il profumo che adorna gli uomini, che fa innamorare i maschi e le femmine, che avvolge il destriero e l’eroe, che distingue i grandi animali selvaggi, che dona lo splendore delle giovani donne, o Terra, con quello ungici, perché nessuno provi odio per noi.

Pietra, roccia, polvere sono questa Terra; la Terra aggrega e congiunge. Alla Terra dal seno generoso io offro la mia obbedienza umilmente.

La Terra su cui gli alberi rigogliosi della foresta poggiano solidi, la Terra compatta che nutre, io invoco.

In piedi o seduti, fermi o camminando, mai si debba inciampare con il piede destro o col sinistro, su questa Terra.

Io mi rivolgo alla Terra pura, il suolo, coltivato dallo spirito bramanico. Su di te, primo nutrimento, prosperità e abbondanza, noi vogliamo restare, o Terra.

Acqua limpida sgorghi dalla Terra per purificare i nostri corpi; ciò che fuoriesce da questi corpi ci ripugna e con ciò che purifica fai che io possa purificarmi.

Che l’oriente, il settentrione, il meridione, o Terra, e l’occidente siano benevoli con me mentre cammino su di te. Ciò che ho posto in questo mondo possa resistere e non crollare.

O Terra, non spostarci dall’occidente o dall’oriente; non dal settentrione o dal meridione: Sii per noi certezza, o Terra: i predoni delle strade non ci assalgano, tieni lontane da noi le loro armi.

Finché posso vederti, con l’aiuto del sole, o Terra, fai che io non cada, lungo il percorso degli anni.

Quando, da disteso, mi giro sul fianco destro o sul sinistro, o Terra; quando da disteso le mie costole premono sul tuo fianco, o Terra, tu che ti distendi accanto a ogni cosa, non farmi soffrire.

Quanto io estraggo da te, o Terra, presto ricresca: che mai io possa, o purissima, spezzare un tuo punto vitale, né mai il tuo cuore.

Tua è l’estate, o Terra, tua la stagione delle piogge, tuo l’autunno, l’inverno e la primavera; tu stabilisci le stagioni dell’anno, la notte e il giorno, perché ci nutrano del tuo latte.

La Terra incorrotta che nacque allontanandosi dal serpente, colei che distrusse il blasfemo, che scelse di stare a fianco di Indra, la Terra è per sempre compagna di Indra, il toro vigoroso.

La Terra ove sono posti la conca dei sacrifici e le sorgenti del soma, dove è fissato il palo scarificale, dove i bramani onorano gli Dei con i riti e le formule, dove l’officiante porge a Indra il soma da bere;

La Terra ove i veggenti antichi, i sette sacerdoti, con l’offerta delle Sacre Scritture e dei sacrifici e con l’ascesi crearono gli esseri e intonarono il canto che partorì le vacche;

La Terra indichi il luogo del tesoro che cerchiamo; che la fortuna (Bhaga ) ci aiuti, che Indra sia il nostro campione.

La Terra su cui i rumorosi mortali cantano e danzano, su cui combattono, su cui risuona il ruggito dei tamburi, disperda i nostri nemici e ci liberi dai rivali.

Sia ossequio alla Terra su cui troviamo il cibo, il riso e il grano, su cui vivono le cinque razze degli uomini, alla Terra moglie di Parganya, ingrassata dalla pioggia, sia lode.

La Terra ove si innalzano le città degli Dei, grembo per tutte le creature, Prajapati (il signore) la renda ospitale per noi.

La Terra che contiene luoghi misteriosi, ricchezze, oro e preziosi, sia generosa con me; lei che concede liberamente prosperità, la Dea gentile, ci conceda l’abbondanza.

La Terra che accoglie genti dalle diverse lingue e dai diversi costumi, nelle differenti regioni abitate, come una mucca docile che non scalcia, ci nutra in mille torrenti con il latte dell’abbondanza.

Il serpente e lo scorpione dal dente assetato che giacciono immobili su di te; il verme, e ogni essere vivente, o Terra, che si muove nella stagione delle piogge, quando striscia, non passi su di me: con colui che è rispettoso di te, sii generosa.

Tuoi sono i molti sentieri percorsi dagli uomini, tuoi i tracciati dei carri su cui si spostano i buoni e i cattivi, fai che noi possiamo percorrere questa strada, libera dai nemici, libera dai predoni: con colui che è rispettoso di te, sii generosa.

La Terra mantiene gli sciocchi e i mantiene i saggi; sopporta che la abitino il bene quanto il male; lei che non disdegna la compagnia del cinghiale, per lui sacrifica se stessa.

Tuoi sono gli esseri della foresta, gli animali che abitano gli alberi, i leoni mangiatori di uomini, le tigri che vagano solitarie; il lupo, la sorte avversa, l’infortunio e i demoni, o Terra, tieni lontani da noi.

Gandharva, Apsara, Arâya Kimîdin; Pisâkas e tutti i demoni, o Terra, allontana da noi.

La Terra su cui gli uccelli bipedi volano armoniosi, fenicotteri, aquile, falchi e polli; su cui si alza veloce il vento sollevando la polvere e scuotendo gli alberi – così quando il vento soffia in avanti e indietro, poi erompe la fiamma.

La Terra su cui convivono la notte e il giorno, su cui sono stati stabiliti l’oscurità e la luce, la larga Terra coperta e avvolta di pioggia, ci offra una dimora serena.

Cielo, Terra e aria mi hanno dato corpo; Agni, Surya e le acque, insieme agli Dei, mi hanno concesso la saggezza.

Io sono potente, sono chiamato l’ulteriore, sono sulla Terra per conquistare, per conquistare completamente ogni regione.

O Dea, quando all’origine gli Dei ti chiamarono, mentre sorgevi  hai raggiunto la pienezza e la prosperità è penetrata in te, tu hai creato le quattro regioni.

Nei villaggi e nelle selve,  nelle assemblee, nei raduni e negli incontri, fai che procediamo in piena armonia con te.

Appena nata, come un destriero la polvere, sparse la gente che abitava la terra, lei che era l’amata, la guardiana del mondo, la signora che presiede alle piante e agli alberi.

Con dolci parole esprimo queste cose: sono le cose di cui parlo che mi insegnarono la dolcezza. Con lucidità e con attenzione: coloro che mi aggrediscono saranno sconfitti.

Gentile, fragrante e generosa, dal seno pino di latte, la grande Terra ci dia col il suo latte il nostro coraggio.

Colei che il Creatore ricercò offrendo doni, quando raggiunse il flusso sorgente dell’atmosfera, ella, il vaso del nutrimento deposto in un luogo segreto, divenne visibile agli Dei quale Madre divina.

Tu ha sparso il seme degli uomini, tu sei la grande Aditi che dispone il suo latte secondo i nostri desideri. Tu che sei nata dal primo ordine cosmico, a te il Signore Prajapati concederà tutto ciò che vuoi.

Le tue membra, o Terra, siano prive di malattie; che per noi siano sempre sane, così che per l’intero corso della nostra vita possiamo offrirti doni fragranti.

O madre Terra, ponimi in una dimora solida; con l’aiuto del Padre celeste, o Saggia, ponimi in un luogo di gioia e prosperità.


(traduzione: Beatrice Polidori, 2009)

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Lalitha Sahasranamam, versi 221 – 330

221. Om Maha Veerya Namah – Lei che è il massimo vigore (o il seme).
222. Om Maha Bala Namah – Lei che è volontà pura.
223. Om Maha Bhudhi Namah – Lei che è l’intelligenza superiore.
224. Om Maha Sidhi Namah – Lei che è tutti i poteri soprannaturali.
225. Om Maha Yogeswareswari Namah – Lei che è la dea dei grandi Yogi.
226. Om Mahathanthra Namah – Lei che è il supremo Tantra.
227. Om Mahamanthra Namah – Lei che è li supremo Mantra.
228. Om Mahayanthra Namah – Lei che è il supremo Yanthra.
229. Om Mahasana Namah – Lei che ha la suprema postura yogica.
230. Om Maha Yaga Kramaradhya Namah – Lei è il supremo sacrificio.

231. Om Maha Bhairava Poojitha Namah – Lei che è adorata dal grande Bhairava.
232. Om Maheswara Mahakalpa Maha thandava Sakshini Namah – Lei che è testimone della grande danza eseguita dal Maheshwara (Shiva) alla fine del mondo.
233. Om Maha Kamesha Mahishi Namah – Lei che è la consorte del grande Kameshwara.
234. Om Maha Tripura Sundari Namah – Lei che è Tripurasundari, la più bella dei tre mondi (nome proprio di Lalitha).
235. Om Chatustatyupacharadya Namah – Lei che è adorata con sessantaquattro offerte.
236. Om Chathu Sashti Kala Mayi Namah – Lei che ha sessantaquattro parti.
237. Om Maha Chathusashti Kodi Yogini Gana Sevitha Namah – Lei che è servita da sessantaquattromila yogini.
238. Om Manu Vidya Namah – Lei che è personificazione di Sri Vidya come esposta da Manu.
239. Om Chandra Vidya Namah – Lei che è personificazione di Sri Vidya come esposta da Chandra.
240. Om Chandra Mandala Madhyaga Namah – Lei che risiede al centro del disco lunare.

241. Om Charu Roopa Namah – Lei che è squisita bellezza.
242. Om Charu Hasa Namah – Lei che ha un bel sorriso.
243. Om Charu Chandra Kaladhara Namah – Lei che indossa la mezzaluna.
244. Om Charachara Jagannath Namah – Lei che è la Signora di di tutti gli esseri, mobili e immobili.
245. Om Chakra Raja Nikethana Namah – Lei che risiede al centro dello Sri Chakra.
246. Om Parvathi Namah – Lei che è figlia della montagna, Parvati.
247. Om Padma Nayana Namah – Lei che ha gli occhi come fiori di loto.
248. Om Padma Raga Samaprabha Namah – Lei che brilla come un rubino.
249. Om Pancha Prethasana Seena Namah – Lei che siede sul trono di cinque cadaveri (si tratta di Brahma, Vishnu, Rudra, Isha e Sadasiva privati della loro Shakti, perciò resi immobili, privi di vita).
250. Om Pancha Brahma Swaroopini Namah – Lei che è personificazione dei cinque Brahma (sono gli Dèi menzionati sopra, vivificati dalla Shakti).

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Durga Chalisa

DURGA
NAMO NAMO DURGE SUKH KARANI – NAMO NAMO AMBE DUKH HARANI
I miei omaggi a Te Oh Dea Durga, dispensatrice di felicità! I miei omaggi a Te Oh Dea Amba, che fa finire ogni miseria.

NIRAKAR HAI JYOTI TUMHARI – TIHOUN LOK PHAILI OUJIYARI
La luminosità della Tua luce è senza limite e tutto pervade e tutti i tre regni (Terra, Paradiso e Inferno) sono illuminati da Te.

SHASHI LALAT MUKH MAHA VISHALA – NETRA LAL BHRIKOUTEE VIKARALA
Il Tuo viso è come la luna e la bocca è molto grande. I Tuoi occhi sono illuminati da una luce rossa ed hai un cipiglio spaventoso.

ROOP MATOU KO ADHIK SOUHAVE – DARSHA KARATA JANA ATI SOUKH PAVE
Oh Madre, il tuo aspetto è incantevole, la vista che assicura di gran lunga benessere ai devoti.

TOUM SANSAR SHAKTI LAYA KEENA – PALANA HEYTU ANNA DHAN DEENA
Tutti i poteri del mondo sono riposti in Te e sei Tu che dai cibo e ricchezza al mondo.

ANNAPOORNA HOUI JAG PALA – TUMHI ADI SUNDARI BALA
Come Annapoorna la Madre che nutre, Tu alimenti l’intero universo e sei Tu che appari come l’intramontabile Bala Sundari (giovane donna di estrema bellezza).

PRALAYAKALA SAB NASHANA HARI – TOUM GOWRI SHIV SHANKAR PYARI
Al tempo della dissoluzione, sei Tu, Oh Madre, che tutto distrugge. sei l’amata consorte del Signore Shiva, Gori (Parvati).

SHIV YOGI TUMHRE GUN GAVEIN – BRAHMA VISHNU TUMHEIN NIT DHYAVEIN
Il Signore Shiva e tutti gli yogi cantano sempre le Tue lodi. Brahma, Vishnu e tutti gli altri Dei meditano sempre su Te.

ROOP SARASWATI KO TOUM DHARA – DEY SUBUDDHI RISHI MUNINA UBARA
Appari anche nella forma della Dea Saraswati, per garantire saggezza ai saggi ed assicurare il loro benessere.

DHARYO ROOP NARSIMHA KO AMBA – PRAGAT BHAYI PHAR KAR KHAMBA
Oh Madre Amba! Eri Tu che sei apparsa nella forma di Narsimha, uscendo dalla colonna.

RAKSHA KARI PRAHLAD BACHAYO – HIRANYAYKSH KO SWARGA PATHAYO
Che salvò Prahlad ed anche Hiranyakashyap andò in Paradiso essendo ucciso dalle Tue mani. Continua a Leggere →

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NavaGraha Stotram – Inno ai Nove Pianeti astrologici.

1. Surya/Aditya (Sole)

Japaa Kusumasankasham Kasyapeyam Maha Dhyuthim
Tamognam Sarvapaapghnam Pranatosmi Divakaram

Il mio saluto è rivolto a Surya (Sole), il cui aspetto è del fiore di loto,
colui che è testimone di tutte le nostre azioni, colui che è precettore del mondo,
il distruttore delle tenebre, il distruttore dei mali.

2. Chandra (Luna)
Dadhi Shankha tushaa-raabham Khseero Darnava Sambhavam
Namaami Shashinam Somam Shambhor Mukuta Bhooshanam

Il mio saluto è rivolto a Chandra (Luna), nato dall’oceano di latte, che si manifestò dall’occhio del saggio Atri, e che è decorato con la figura di una lepre, l’astro che adorna la testa di Shiva.

3. Kuja/Mangala (Marte)
Dharanee garbha sambhootam ,Vidyut Kaanti Sama-prabham
Kumaram Shakti Hastam ,Tham Mangalaam Pranamamyamaham

Il mio saluto è rivolto a Kuja (Marte), nato dalla terra, che brilla come la folgore,
colui che è il giovane maschio, colui che brandisce la lancia (Shakti)

4. Budha (Mercurio)
Priyangukalika Shyaamam , RoopenaaPratimam Budham
Soumyam Soumya Guno Petham Tam Budham Pranamamyamham

Il mio saluto è rivolto a Budha (Mercurio), dal colore dello zafferano e dell’oro, la cui bellezza è senza eguali, gentile per natura, colui che è sempre positivo.

5. Guru (Giove)
Deva-naam cha Rishi Naam cha Gurum kaanchana sannibham,
Buddhi Bhootam Trilokesham Tam Namaami Brihaspatim

Il mio saluto è rivolto a Guru (Giove), maestro degli dei e dei saggi, il cui splendore è come quello dell’oro, la cui natura è puro intelletto, colui domina i tre mondi.

6. Shukra (Venere)
HimaKundha Mrina-laabham Daitya-naam Paramam Gurum
Sarv aShastra Pravaktaaram Bhargavam Pranamaamyamham

Il mio saluto è rivolto a Shukra (Venere), figlio del saggio Bhrigu, che splende come puro cristallo, che istruisce i demoni (Asura), che eccelle in tutte le scienze.

7. Sani (Saturno)
Neelanjanasamaabhasam Ravi Putram Yamaagrajam
Chaaya Marthanda Sambhootam Tam Namaami Shanaiswaram

Il mio saluto è rivolto a Sani (Saturno), dal colore del carbone, figlio del Sole, fratello maggiore di Yama (Signore della morte), che nacque dall’unione del Sole con la consorte Chaya.

8. Rahu
Ardha Kaayam Mahaa Veeryam Chandra- Aditya Vimardanam
Simhika Garbha Sambhootam Tam Rahum Pranamaamyaham

Il mio saluto è rivolto a Rahu, colui che possiede solo metà del corpo, il grande eroe, colui che può sfidare Sole e Luna, colui che è nato da Simhika.

9. Kethu
Palaasha Pushpa Sankaasham Tarakaa Graha Mastakam
Roudram Roudraa-tmakam Ghoram Tam Ketum Pranamaamya-ham

Il mio saluto è rivolto a Ketu, il cui aspetto è simile al fumo, signore delle stelle,  la cui visione è terribile, che è essenza del terrore. Continua a Leggere →

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Inno a Kama (Eros). Atharva Veda X: 9,2.

Il Signore Rudra è chiamata “Kama” o Kameshwara perché egli stesso è il ‘Desiderio Primodiale’. L’intero universo nacque a causa del desiderio. In principio, non vi era né esistenza né non-esistenza, né spazio né tempo. Non c’era nessun essere individuato. Shiva (Brahman), da solo, respirava senza vento. Questa azione primordiale è chiamata “Nascita”. Tutto accadde a causa del desiderio. Quindi Shiva è anche “Kama”.

1. Al toro che uccide il nemico, a Kama, mi sia concesso rendere omaggio con il ghee, l’oblazione, e il burro fuso. Tu, ora che sei stato esaltato, sconfiggi i miei nemici con forza!

2. Il cattivo presagio che ferisce la mia mente e l’occhio, che assilla e rattrista, che sia rivolto sul mio nemico. Ora che ho lodato Kama, mi sia concessa la vittoria!

3. I brutti sogni, o Kama, e la sfortuna, O Kama, la mancanza di figli, la cattiva salute, e la fatica, tu fai, O forte Signore, che ricadano su colui che ordisce il male contro di noi!

4. Scacciarli, O Kama, respingili, O Kama; possano i miei nemici finire sconfitti! Quando siano stati rinchiusi nel buio più fondo, tu, o Agni, brucia le loro dimore!

5. Questa mucca da latte, O Kama, che i saggi chiamano Vak Virag (Parola), si dice che sia tua figlia, da lei allontana i miei nemici; che il respiro, il bestiame, e la vita siano abbondanti!

6. Con la forza di Kama, Indra, Varuna, e Vishnu, con la forza di Savitar, con il potere sacerdotale di Agni, che io possa dominare i nemici, come un abile timoniere guida una barca.

7. Il mio maestro, il forte Kama, mi conceda libertà dall’inimicizia! Che gli dèi siano insieme il mio rifugio, che rispondano concordi alla mia invocazione!

8. Accettate e gradite il mio sacrificio con il burro fuso e il ghee, e siate lieti (O dèi), di cui Kama è il più alto, in questo luogo, così che io sia libero da ogni conflitto!

9. O Indra, Agni e Kama, stabilite un’alleanza, sconfiggete i miei nemici, e quando siano caduti nell’oscurità, o Agni, brucia le loro dimore!

10. Sconfiggi, O Kama, i miei nemici, scagliarli nel buio. Restino privi di vigore, senza linfa, perché non vivano ancora un solo giorno!

11. Kama ha ucciso i miei nemici, e un ampio spazio lui mi ha concesso per prosperare. Possano le quattro direzioni dello spazio obbedirmi, e le sei (regioni) portino a me il burro!

12. Essi (i nemici) devono galleggiare riversi come barche spezzate! Non vi sia alcun ritorno per coloro che sono colpiti dai nostri fendenti.

13. Agni è una difesa, una difesa Indra, Soma una difesa. Che gli dèi respingano il nemico!

14. Con i suoi uomini ridotti, cacciato, l’odiato (nemico) andrà, abbandonato dai suoi amici! E sulla terra scintilleranno i lampi; che il Dio potente schiacci i nemici!

15. Questo fulmine possente regge ciò che è mobile e l’immobile, così come i tuoni. Che il sole che sorge con il suo potere e la sua maestà faccia precipitare i miei nemici!

16. Con questa tua tripla potente difesa, O Kama, con l’incantesimo che ti rende invulnerabile, con tutto ciò allontana i miei nemici; dunque il respiro , il bestiame e la vita possano prosperare!

17. Con la stessa arma con cui gli Dei hanno respinto gli Asura, con cui Indra ricondusse i Dasyu alle tenebre, O Kama, respingi da questo mondo i miei nemici!

18. Come gli dei hanno respinto gli Asura, come Indra ha costretto il demoni nelle tenebre, così, O Kama, fai arretrare i miei nemici!

19. Kama è nato per primo,  e né gli dèi, né i Padri, né gli uomini lo hanno eguagliato. A questi tu sei superiore e sei il più grande, e a te, O Kama, mi inchino con reverenza.

20. Grandi sono i cieli e la terra, nello spazio, ma per quanto le acque si sollevino, per quanto si innalzi il fuoco, a tutti sei superiore.

21. Grandi sono le direzioni (cardinali) e le direzione intermedie, grani lo sono le regioni terrestri e quelle del cielo, ma a tutti sei superiore.

22. Esistono molte api, pipistrelli, insetti, come molti spiriti, alberi, serpenti, ma a tutti sei superiore.

23. Tu sei superiore a tutto ciò che apre e chiude gli occhi, superiore a tutto ciò che sta fermo, superiore all’oceano, O Kama, Manyu! a tutti sei superiore.

24. Non è il vento pari a Kama, non il fuoco, non il sole, e non la luna. A tutti sei superiore.

25. Con quelle forme di felicità e di grazia, O Kama, attraverso le quali ti manifesti e da tutti sei conosciuto, entra in noi, e altrove scaccia i cattivi pensieri!

[Traduzione: Beatrice Polidori]

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Sri Adi Shankaracharya: Sundarya Lahari – Prossimamente su Visionaire.org

1
Shivah shakthya yukto yadi bhavati shaktah prabhavitum
Na chedevam devo na khalu kusalah spanditumapi;
Atas tvam aradhyam Hari-Hara-Virinchadibhir api
Pranantum stotum vaa katham akrta-punyah prabhavati

Il Signore Shiva poté creare questo mondo grazie alla Shakti,
senza di Essa nulla potrebbe muoversi, e come potrebbe dunque
colui che non compie atti pii, colui che non canta le tue lodi
essere adatto a ricevere la grazia della devozione
oh mia Dea, venerata nella triplice forma.

2
Taniyamsam pamsum tava carana-pankeruha-bhavam
Virincih sanchinvan virachayati lokan avikalam;
Vahaty evam Shaurih katham api sahasrena shirasaam
Harah samksudy’ainam bhajati bhajati bhasito’ddhalama-vidhim.

Brahma, il creatore delle origini, raccolse un grano di polvere dai tuoi piedi
e ne fece questo mondo, e il grande Adisesha dalle mille teste
raccolse un grano di polvere dai tuoi piedi con grande fatica,
ne prese Rudra il Signore e lo trasformò nelle sacre ceneri con cui si asperse.

3
Avidyanam antas-timira-mihira-dweeppa-nagari
Jadanam chaitanya-stabaka-makaranda-sruti jhari
Daridranam cinta-mani-gunanika janma-jaladhau
Nimadhanam damshtra mura-ripu-varahasya bhavati.

La polvere sotto i tuoi piedi, o grande Dea, è come la città del sole nascente
dove l’oscurità è dissolta dalla mente anche del più ignorante e sfortunato,
è il miele che sgorga dal calice del fiore della vita, a nutrire chi è lento e stupido,
è la pietra filosofale, trovata dal più povero degli uomini,
è come un dente di Vishnu, nella forma del cinghile Varaha, che fece emergere la terra
per coloro che annegavano nell’oceano della vita.

4
Tvad anyah paanibhyam abhaya-varado daivataganah
Tvam eka n’aivasi prakatita-var’abhityabhinaya;
Bhayat tratum datum phalam api cha vancha samadhikam
Saranye lokanam tava hi charanaveva nipunav.

Oh Rifugio del mondo, sebbene tutti gli dei offrano protezione e doni
solo Tu, oh Madre, hai protezioni e doni superiori ai desideri
e i tuoi piedi benedetti bastano a cancellare la paura e offrire doni impensati.

5
Haris tvam aradhya pranata-jana-saubhagya-jananim
Pura nari bhutva Pura-ripum api ksobham anayat;
Smaro’pi tvam natva rati-nayana-lehyena vapusha
Muninam apyantah prabhavati hi mohaya mahatam.

Tu che dispensi ogni bene a chi si china ai tuoi piedi
sei stata adorata da Vishnu, che prese forma di donna
e fece innamorare di sé il distruttore delle tre città.
Il Signore dell’amore, Manmatha, dopo averti adorata,
creò la passione, e la propagò anche nella mente dei più saggi,
prendendo ispirazione dagli occhi dell’amata Rathi.

6
Dhanun paushpam maurvi madhu-kara-mayi pancha visikha
Vasantaha samanto Malaya-marud ayodhana-rathah;
Tatha’py ekah sarvam Himagiri-suthe kam api kripaam
Apangat te labdhva jagadidam Anango vijayate

Oh figlia delle montagne di ghiaccio,
grazie al tuo sguardo l’amore vince il mondo
e con il suo arco di fiori e di api, con cinque frecce fiorite,
la primavera guiderà il suo carro sospinto dal vento.

7
Kvanat-kanchi-dama kari-kalabha-kumbha-stana-nata
Pariksheena madhye parinata-sarachandra-vadana;
Dhanur banan pasam srinim api dadhana karatalaii
Purastad astam noh Pura-mathitur aho-purushika.

Vieni a noi e rivelati, Dea bellissima, adorna della cinta d’oro
dai campanellini trillanti e dai seni rotondi e prosperosi,
bella e sottile come la luna autunnale, con l’arco e le frecce
il pungolo e il cappio, amata dal gran Dio che distrusse le città dei demoni.

8
Sudha-sindhor madhye sura-vitapi-vati parivrte
Mani-dweepe nipo’pavana-vathi chintamani-grhe;
Shivaakare manche Parama-Shiva-paryanka-nilayam
Bhajanti tvam dhanyah katichana chid-ananda-laharim.

Nell’oceano del nettare, nell’isola delle gemme
circondata da alberi di doni, nel giardino delle delizie
nella casa del pensiero adamantino, è seduta in grembo al grande Shiva
colei che è onda di coscienza e beatitudine
la verità venerata dai più santi tra i santi.

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Versi tratti da Sri Adi Shankaracharya: Sundaya Lahari.

Traduzione di Beatrice Polidori.
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Adi Sankaracharya: Shiva Manasa Puja, l’adorazione mentale di Shiva.

Rathnai Kalpitham asanam, Himajalai snanam cha divyambaram,
Naana rathna vibhooshitham mruga madha modhanvitham Chandanam,
Jathi champaka bilwa pathra rachitham, pushpam cha doopam thathaa,
Deepam deva dayanithe pasupathe, hrud kalpyatham gruhyatham.

Ti offro un trono immaginario adorno di preziosi,
un bagno d’acqua raccolta dalle nevi dell’Himalaya,
paramenti di seta da indossare, e gioielli preziosi a profusione,
Ti offro muschio e sandalo, fiori di melo e gelsomino,
E la lampada rituale, e questi doni li offro attraverso l’occhio della mente,
Oh Dio misericordioso e Signore di tutti gli esseri,
Accetta la mia offerta e concedimi la Tua benedizione.

Souvarne nava rathna Ganda Rachithe, pathre Grutham Payasam,
Bakshyam pancha vidam Payo dadhiyutham, rambha phalam panakam,
Saaka namayutham jalam ruchikaram, karpoora gandojwalam,
Thamboolam manasa maya virachitham Bhakthyo prabho sweekuru

Ti offro ghee e dolci prelibati nel vaso d’oro dalle nove gemme preziose,
Ti offro piatti di cagliata e latte, banane, verdure, acqua e foglie di betel,
Ti offro la canfora ardente e campanelli tintinnanti,
Questi doni nella mia mente sono offerti con devozione assoluta a Te,
Signore, ti prego accettali e accordami la tua benedizione.

Chathram Chamarayoryugam vyajanagam, chaa darshakam nirmalam,
Veena bheri mrudanga kahala kala geetha nruthyam thada,
Sasthangam pranthi sthuthir bahu vidha, hyethat samastham maya,
Sankalpena samapitham thava vibho , poojam gruhana prabho.

Ti offro un altare e ventagli decorati, uno specchio lucente,
Ti offro Veena, timpani, Mrudanga e un tamburo gigante,
Ti offro canti, balli e profondi inchini, inni e preghiere,
Tutti questi doni ti offro, mio Signore, mentalmente
e ti prego di accettare questa mia adorazione.

Aathma thwam Girija Mathi sahacharaa, prana sarreram gruham,
Pooja theey vishayopa bhoga rachana, nidhra samadhi sthithi,
Sanchara padayo pradakshina vidhi, , sthothrani sarva giraa,
Yadyath karma karomi thathad akhilam, shambho thavaradhanam.

La mia anima è il tuo tempio, mio Signore
Le mie opere sono i tuoi servitori, il mio corpo è la tua casa
Gli oggetti dei miei sensi sono offerti a Te,
Il mio sonno è meditazione nel silenzio di Te,
Tutti i miei passi sono sono compiuti attorno a Te,
Ciò che le mie parole dicono è preghiera che dedico a Te,
Signore,  e tutto quello che  faccio è per devozione a Te.

Kara charana krutham vaak kayajam karmajam vaa,
Sravana nayanajam vaa maanasam vaa aparadham,
Vihithamavihitham vaa sarva methath Kshamaswa,
Jaya Jaya katunabdhe sri Mahadeva Shambho.

Oh Signore perdona tutto ciò che ho compiuto
Con le opere, con le parole, con il corpo
con l’udito, la vista, o con la mente,
ciò che è legittimo e ciò che non lo è stato,
Oh Benevolo, Oceano di Misericordia, sia lode
al più grande degli Dei, al Benevolo.

[traduzione di Beatrice Polidori, immagine: Thirunakkara Shiva Temple]

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Purusha Suktam, l’Inno alla Persona universale: Rg Veda 10, XC

Om taccham yoravrini mahe
gaatum yajnaya
gaatum yajnapataye
daivi svastirastu naha
svastir maanushebhyaha
urdhvam jigatu bheshajam
sham no astu dvipade
sham chatushpade
Om shantih shantih shantihi

Adoriamo e preghiamo il Signore per il bene di tutti gli esseri. Che tutte le sofferenze e le carenze ci siano sollevate e che si canti per il Signore durante le cerimonie del fuoco. Che le erbe medicinali abbiano effetti potenti e possano curare ogni malattia. Che Dio faccia piovere pace su di noi. Siano felici tutti i bipedi, siano felici tutti i quadrupedi. Sia pace nel cuore di tutti gli esseri in tutti i mondi.

Sahasra Sheershaa Purushah: Sahasraakshas Sahasrapaath
Sabhoomim Visvatho Vruthvaa Athyathishta Dhasaangulam

La Persona universale, il Purusha, ha mille teste, ha mille occhi e mille piedi. Si estende sulla terra in tutte le direzioni e oltre, senza inizio e senza fine.

Purusha Ye’ve’dhagum Sarvam Yath Bhootham Yascha Bowyam
Uthamru Thathvath Esaanah: Yadhannenaathi Rohathi

Il Purusha, la Persona, è tutto ciò che è stato nel passato, è tutto ciò che verrà e tutto quello che esiste nel presente. Egli è signore dell’immortalità, col cibo si accresce e si innalza al di là di esso.

Ethaa Vaanasya Mahimaa Athojyaa Yaaguscha Poorushah
Paadhosya Visvaa Bhoothaani Thripaadhasyaa Mruthandhivi

In ogni cosa che vediamo è la grandezza del Purusha, della Persona cosmica, che tutto questo supera ampiamente. Tutte le creature dell’universo sono solo un quarto della sua complessità, e i restanti tre quarti sono gli immortali che abitano i cieli.

Thripdoorthva Udhaith Purushah: Paathos -e’haabhavaath Punah
Thatho Vishvang Vyakraamath Saasanaana Sane Abhi

Tre quarti della Persona sono posti al di là dell’universo. Solo un quarto di Lui appare sempre sulla terra. Dunque, poiché si estende in tutte le direzioni, appare agli esseri che si nutrono di cibo, così come alle creature che non si nutrono di cibo, sulla terra.

Thasmaadh viraadajaayatha Viraajo Adhipoorushah:
Sajaatho Athyarikshatha Pascaadhbhoomim -athopuraha

Da lui nacque il luminoso grembo universale, e quindi nacque il Purusha primitivo (il creatore), colui che si diffuse in ogni dove e quindi creò la terra e poi i corpi di tutti gli esseri.

Yath purushena Havishaa Dhevaayakyamath anvatha
Vasanthoasya Aseethaajyam Greeshma Idhmas Saradhdhavihi

Quando gli Dei officiarono il rito sacrificale, lo stesso Purusha fu l’oblazione, la primavera il burro chiarificato, l’estate la legna per il fuoco e l’autunno l’offerta.

Sapthaasyaasan Pari dhayah: Thrissabtha Samidhah Krithaah
Dhevaayath Yagnyamthan Vaanaah: Abhathnan Purusham Pasum

I sette metri poetici racchiudevano il fuoco sacrificale, i ventuno principi filosofici ardevano come legna per il fuoco e gli Dei officiavano il rito, legando il Purusha come la bestia sacrificale.

Tham Yagnyam Bharhishi Prowkshan Purusham Jaathamagrathah
Thena Devaa Ayajantha Saadhyaa Rushayaschaye

Spruzzarono d’acqua il Purusha, sacrificato nel fuoco, colui che era il Primo nato: con Lui i Deva sacrificarono, insieme ai Saadhya e ai saggi convenuti.

Thasmaath Yagnyaath Sarvahuthah: Sambrutham Brushadhaajyam
Pasoogusthaagus Chakre Vaayavyaan Aaranyan graamya -aschaye

Dall’offerta del sacrificio universale, raccolsero il grasso colato, e da esso furono creati gli uccelli dell’aria, le belve della foresta e i gli animali domestici.

Thasmaath Yagnyath sarvahuthah: Ruchassaamaani Jaggire
Chandaagumsi Jaggire Thasmaath Yajusthasmaath ajaayatha

Dall’offerta del sacrificio universale vennero i versi del Rg Veda e le melodie del Sama Veda, la poesia e la magia, e le formule sacrificali dello Yajur Veda.

Thasmaadhasvaa Ajayantha Yekecho Bhayaadhathah
Ghavoha Jaggire Thasmaath Thasmaath jaathaa ajaavayah

Da questo sacrificio nacquero i cavalli e gli esseri che hanno denti allineati e quelli che hanno file di denti diseguali, nacquero i bovini, nacquero le pecore e nacquero così le capre.

Yath Prusham Vyadhadhuhu Kathidhaavya kalpayan
Mukamkimasya Kowbhahoo Kaa Vooroo Paadhaa uchyethe

Ma quando il Purusha fu sacrificato, cosa ne fu della sua faccia, delle sue mani, delle sue gambe e dei suoi piedi?

Brhaahmanosya Mukmaaseeth Bhaahoo Raajanyakruthah
Uruthathasya Yadhvaisyah: Pathbyaagum Soodhro Ajaayatha

Dalla sua bocca si generarono i bramini, dalle sue braccia i re e i guerrieri, dalle gambe i mercanti e i contadini e i suoi piedi furono i servitori e i braccianti.

Chandramaa Manso Jaathah: Chakchos Sooryo Ajaayatha
Muka -adinthrascha -agnischa Praanaath Vaayurajaayatha

La sua mente fu la luna e l’occhio fu il sole, dalla sua bocca vennero Indra e Agni, e dal suo respiro emerse Vaayu, il vento.

Naabhyaa Aaseetha -anthariksham Seershnodhyows Samavarthatha
Pathbhyaam Bhoomir Dhisasrothraath – Thathaa Loghagum Akalpayan

Dal suo ombelico emanò la volta celeste, dalla nuca il paradiso, dai suoi piedi venne la terra, e le quattro direzioni si crearono dai suoi orecchi. Così il mondo fu creato.

Vedhaahametham Purusham Mahaantham – Aadhithyavarnam Thamasasthu Paare
Sarvaani Roopaani Vichithya dheerah: Naamaanikruthvaa – Abhivadhan Yathaasthe

Il Purusha è l’origine di tutte le forme e l’oggetto di tutti i nomi. Sono suoi tutti i poteri, Egli è al di là della tenebra, luminoso come il Sole, Egli è l’agente di tutte le azioni.

Dhaathaa Purasthaath Yamuthaajahaara – Sakrapravidhvaan Prathisaschathasrah
Thamevam Vidhvaanamrutha Iha Bhavathi – Naanyapanthaa Ayanaayavidhyathe

Colui che comprende il Purusha, che il Creatore riconosceva nato prima di se stesso, quello che è veduto da Indra nelle quattro direzioni, ottiene la Liberazione in questa stessa vita.

Yaggnena Yaguamayajantha dhevaah: – Thaani Dharmaani Prathamaanyasan
Thehanakam Mahimaanassajanthe – Yathra Poorve Saadhyassanthi Devaah

Gli Dei dunque adorarono il Purusha col sacrificio, e il sacrificio fu il primo Dharma. Coloro che osservano questo sacrificio otterranno di dimorare tra gli Dei, i Saadhya e i saggi nell’ottavo cielo.

(Traduzione: Beatrice Polidori)

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Devi Sukta, l’Inno alla Parola Madre, Rg Veda CXXV

[Questo inno del Rg Veda celebra la Parola, Vak, il principio cosciente intelligente del cosmo, nella persona della Madre Divina]

1. Con i Rudra e con i Vasu mi desto e con gli Aditya e con gli Dei cammino.
Io sono il supporto di Mirta e Varuna, di Indra, di Agni e degli Ashvin.

2. Io animo il Soma eccitante, io sostengo Tvastar, Pusan, e Bhaga.
Io accordo il successo a chi offre il sacrificio, al devoto e all’iniziato al Soma.

3. Io sono la sovrana, la detentrice di tutti i beni, la sapienza, l’adorabile.
Io entro in ogni luogo e in molte forme, ovunque mi disponga il divino creatore.

4. Io nutro la creatura che vede, che respira, che ascolta parole sensate.
Gli esseri abitano in me, sebbene non mi vedano: mi ascoltino, dunque, io sono la verità.

5. Da me provengono le parole e le storie che gli uomini e gli dei amano ascoltare.
L’uomo prediletto da me prospererà, io lo faccio sacerdote, saggio, profeta.

6. Io tendo l’arco divino, io colpisco l’empio che infanga la parola.
Tra la gente sollevo la lotta e riempio la terra e il cielo.

7. Io provengo dal profondo delle acque oceaniche, io porto Dio alla vetta del mondo.
Mi espando nei mondi e in tutte le creature, e la mia fronte tocca il più alto dei cieli.

8. Il mio respiro è potente come il vento e la tempesta, con esso dispongo i mondi e gli esseri.
Al di sopra della terra e dei cieli io domino con luminosa potenza e vastità.

Traduzione: Beatrice Polidori

Immagine: Ravi Varma, Maharastrian Lady

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