Posted by Beatrice on April 4, 2009
L’incontro “RETE DELLE RETI” si terrà a Villa Sorra - Panzano di Castelfranco Emilia (MO)
23 e 24 Maggio 2009
in occasione del FESTIVAL “LA CITTA’ OLISTICA” - 2° Edizione
Recessione economica e fine del petrolio:
le proposte delle associazioni di ricerca etica e degli ecovillaggi per uscire dalla crisi.
Due giorni di soluzioni, buone pratiche e sogni per un mondo sostenibile.
Il Festival, quest’anno alla sua seconda edizione, vuole essere il luogo d’incontro tra esperienze e progetti diversi, che hanno in comune l’interesse per la ricerca etica ed interiore, il benessere e le discipline olistiche, l’alimentazione responsabile, la non violenza, la sostenibilità, il naturismo e molto altro ancora. L’obiettivo è quello di rendere disponibile a tutti gli interessati lo straordinario patrimonio di esperienze maturate nell’ambito delle associazioni olistiche e degli ecovillaggi, anche sotto forma di risposte a problemi impellenti, che la recessione economica rende sempre più evidenti.
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Posted by Beatrice on September 27, 2008
Amma in Italia
15-16-17 NOVEMBRE 2008
P.zza 1 Maggio, Palasesto - Sesto San Giovanni, Milano
ATTENZIONE! La data può subire variazioni
Per informazioni : info@amma-italia.it
Attraverso i suoi straordinari atti di amore e di sacrificio, Mata Amritanandamayi, o Amma (Madre), come è conosciuta, si è attirata la simpatia di milioni di persone in tutto il mondo.
L’abbraccio di Amma “… permette (alle persone) di sperimentare il vero amore incondizionato. L’abbraccio di Amma può aiutare a risvegliare l’energia spirituale assopita dentro di noi, e questo, infine, potrà condurci alla meta ultima della Realizzazione del Sé”.
Darshan è un termine sanscrito che descrive l’esperienza di un incontro con un santo o saggio. Il darshan di Amma prende la forma unica di un tenero, materno abbraccio, un’espressione di compassione ed empatia. Ora dopo ora, giorno dopo giorno, anno dopo anno, Amma riceve ciascuno nello stesso amorevole modo, a prescindere dalla fede religiosa o dalla mancanza di credo.
Quando Amma accoglie le persone, le abbraccia e sussurra loro dolcemente qualcosa all’orecchio. Lo fa spontaneamente con ogni singola persona, non importa chi essa sia e da dove venga. Amma vede ognuno e ogni cosa nella creazione come Divino, e un interminabile flusso d’amore scorre dal suo essere come un fiume. Amma dice: “Un fiume non può che scorrere poiché questa è la sua natura. Allo stesso modo la natura di Amma è quella di una madre che esprime amore ai suoi figli”. Questa espressione dell’amore universale di Amma è conosciuta come il suo darshan.
Oggi migliaia e migliaia di persone partecipano ai programma di Amma per ricevere benedizioni e saggezza, poiché ella condivide la sua divina ispirazione con ricercatori di ogni tipo. In India, Amma è nota per aver benedetto oltre 50.000 persone in una sola sessione, e, da 35 anni a questa parte, ha abbracciato fisicamente più di 26 milioni di persone in tutto il mondo.
Osservando Amma, diventa evidente che lei non ha per nulla ciò che potremo chiamare una vita personale; mangia e dorme pochissimo, interamente dedita a rimuovere la sofferenza umana. Quando le è stato chiesto quale fosse il suo scopo nella vita, Amma ha risposto: “Lo scopo di Amma è congiungere a Dio i cuori delle persone e aiutarle a realizzare la loro unità con Lui”.
Fonte: http://www.amma-italia.it/amma-in-italia.htm
Posted by Beatrice on September 13, 2008
Fonte: kontrotempo.it
Biblioteca di Misano fino al 28/11
La felicità è privata o pubblica? Appartiene a questo mondo o all’aldilà, alla vita attiva o a quella contemplativa, alla quantità o alla qualità? E si può essere felici “senza saperlo” oppure serve la costruzione razionale di un progetto? Sono solo alcune delle domande che fanno da sfondo alla rassegna filosofica promossa dalla Biblioteca Comunale di Misano e curata dal direttore Gustavo Cecchini dal titolo SULLA FELICITA’ l’attimo fuggente e la stabilità del bene. Ognuno dei più di sei miliardi di uomini e donne che popolano oggi la terra aspira a essere felice. Anche un bimbo appena venuto al mondo, che non ha ancora né ragione né parola, desidera la felicità e, se può, segnala con un sorriso quando la raggiunge. Ma se poteste chiedere a ciascuno di questi sei miliardi di uomini e donne cosa sia la felicità, quasi nessuno vi darebbe la stessa risposta; molti di loro probabilmente vi risponderebbero anzi che quel che sia la felicità non si può dire. Essere felici discende forse dall’essere virtuosi, come già si affermò Socrate nell’antica Grecia? O forse sta nel godimento equilibrato dei beni del corpo e dello spirito, come disse Aristotele? O nel distacco dalle passioni, come per gli stoici? O nell’essere saggi? O nella vicinanza a Dio, come suggerirebbe un credente di ieri e di oggi? O nella soddisfazione dei beni materiali, come affermano le dottrine che hanno più riguardo alle esigenze della società che a quelle dell’individuo? E oggi in un’epoca dominata da quelle che Spinoza chiamava le “passioni tristi” dove un senso pervasivo di impotenza e incertezza ci porta a rinchiuderci in noi stessi, a vivere il mondo come una minaccia, come è possibile riscoprire la gioia del fare disinteressato, dell’utilità dell’inutile, del piacere di coltivare i propri talenti senza fini immediati, in una una parola essere felici? Su questo tema che attraversa tutta la storia dell’umanità la Biblioteca di Misano ha invitato il “fiore” dei filosofi italiani per cercare di trovare la chiave che apre uno spiraglio verso un modo più equilibrato di affrontare le tempeste della vita e avvicinarsi a quello stato raro e fuggevole dell’animo al quale diamo il nome di felicità. Continua a leggere »
Posted by Beatrice on June 6, 2008
<< Gynesis è termine composto da gyne = donna e genesis =creazione. La Gynesis è una visione della creazione al femminile, una visione del mondo che consideri il principio femminile come essenziale fondamento. Nelle religioni antiche così come nelle filosofie gnostiche, l’origine della materia è dovuta ad un principio femminile, ad una dea generosa e feconda. Alla figura del demiurgo si affianca quella femminea di Inanna, Isctar, Hathor, Anat, Astante, Asctaroth ed altre ancora.
Esiste insomma in ogni cultura la consapevolezza di un principiofondativo che ha un volto di donna. Trascorre attraverso ogni tradizione culturale un elemento femmineo che materia la vita e diventa essenza di comportamenti, di gesti, di usanze.
E’ a questo elemento culturale che abbiamo voluto dedicare la presente edizione della rassegna. Occuparsi di intercultura non significa infatti tener conto soltanto di culture diverse da luogo a luogo o nelle successive fasi storiche, ma anche della differenza di genere che intercorre all’interno di ogni cultura e fra una cultura e l’altra. Continua a leggere »