Shri Mahakali Chalisa

  JAYATI MAHAAKAALII JAYATI, AADYA KAALII MAATA JAI KARAALA VADANE JAYATI, JAGATA MAATU VIKHYAATA Vittoria a Te, Oh Mahakali! Vittoria a Te, Oh primordiale fonte di tutti gli esseri! Vittoria a Te, Oh Dea dall’aspetto formidabile, che sei rinomata come la madre del mondo! JAI JAI RUUPA PRACHANDIKAA, MAHAAKAALIKAA DEVI JAYATI JAYATI SHIVA-CHANDRIKAA, SURA NARA MUNIJANA SEVI Vittoria, tutte le vittorie a Te, Oh grande Dea Mahakalika, dal terribile e pauroso aspetto! Vittoria a Te, Oh Luna sui capelli di Shiva che sei sempre adorata dagli dei, uomini, eremiti e devoti. JAYATI JAYATI RAKTAASANAA, RAUDRAMUKHI RUDRAANII ARI SHONITA KHAPPARA BHARANII, KHADAGA DHAARINII SHUCHI PAANI Vittoria, tutte le vittorie a Te, Oh consorte di Rudra; sei spaventosa da guardare e preferisci bere sangue caldo; sei descritta con una spada nella tua santa mano e mentre riempi con il sangue delle tue vittime la tua ciotola fatta con un cranio. JAI JAI JAI MAIYAA SHRII KAALII JAYATI KHADAGA KARA KHAPPARA VAALII JAYATI MAHAAMAAYAA VIKARAALAA RUDRA-SHAKTI KAALAHUN KO KAALAA Gloria, gloria a te, Oh Kali, portatrice di una ciotola fatta con un cranio e di una spada nelle tue mani. Vittoria a Te, Oh terribile Delusione, potenza di Rudra e la vera morte della Morte. MAAN MADHU KAITABHA KE VADHA HETU PRAGATI SHRII HARI KE TANA SE TUU SHYAAMALA GAATA MAATA TAVA SOHATA RAVI SAMA CAVI LAKHI CHAVIPATI MOHATA Oh Madre, è per la sconfitta dei demoni Madhu e Kaitabha che Tu sei apparsa dal corpo di Hari. Oh Madre, la tua oscura Continua a Leggere →

Narada Bhakti Sutra, l’insegnamento della Devozione Suprema

Capitolo 1: Valore della Devozione 1. Ora, dunque, si espone la dottrina della devozione. 2. La devozione è l’amore perfetto per Dio. 3. Il perfetto amore per il Signore, chiamato devozione suprema, è immortalità. 4. Con la devozione suprema, il devoto raggiunge la perfezione e l’immortalità, o la piena realizzazione di Sé. 5. Avendo raggiunto tale devozione smette ogni preoccupazione, mai più si rattrista, non odia, non si diletta di nulla e non si illude con piacere o godimento. 6. Avendo conosciuto la devozione, se ne diventa intossicati, ci si fa silenziosi, e infine assorti nel Sé. 7. Poiché la devozione è conforme alla rinuncia, non c’è alcun elemento di desiderio nell’amore divino. 8. La rinuncia, infatti, è nell’abbandono totale di tutti i piaceri laici e le attività religiose. 9. La devozione è rivolgere il cuore pienamente al Signore, e provare completa indifferenza per tutti gli altri oggetti, contrari ad essa. Questa è la natura della rinuncia. (Nirodha). 10. La rinuncia a tutti i supporti è la devozione del cuore. 11. Eseguire tutte le opere laiche e religiose che sono accordate da Dio e provare totale indifferenza per tutte le azioni che sono ostili a lui è indifferenza. 12. Dopo aver così deciso di condurre vita devota, con tutto il cuore, si trovi protezione negli insegnamenti scritturali. 13. Diversamente, c’è il rischio di una caduta (dal percorso spirituale). 14. I doveri mondani e sociali si devono eseguire fino a quando la coscienza del mondo esterno persiste, ma le attività di Continua a Leggere →

Adi Sankaracharya: Shiva Manasa Puja, l’adorazione mentale di Shiva.

Rathnai Kalpitham asanam, Himajalai snanam cha divyambaram, Naana rathna vibhooshitham mruga madha modhanvitham Chandanam, Jathi champaka bilwa pathra rachitham, pushpam cha doopam thathaa, Deepam deva dayanithe pasupathe, hrud kalpyatham gruhyatham. Ti offro un trono immaginario adorno di preziosi, un bagno d’acqua raccolta dalle nevi dell’Himalaya, paramenti di seta da indossare, e gioielli preziosi a profusione, Ti offro muschio e sandalo, fiori di melo e gelsomino, E la lampada rituale, e questi doni li offro attraverso l’occhio della mente, Oh Dio misericordioso e Signore di tutti gli esseri, Accetta la mia offerta e concedimi la Tua benedizione. Souvarne nava rathna Ganda Rachithe, pathre Grutham Payasam, Bakshyam pancha vidam Payo dadhiyutham, rambha phalam panakam, Saaka namayutham jalam ruchikaram, karpoora gandojwalam, Thamboolam manasa maya virachitham Bhakthyo prabho sweekuru Ti offro ghee e dolci prelibati nel vaso d’oro dalle nove gemme preziose, Ti offro piatti di cagliata e latte, banane, verdure, acqua e foglie di betel, Ti offro la canfora ardente e campanelli tintinnanti, Questi doni nella mia mente sono offerti con devozione assoluta a Te, Signore, ti prego accettali e accordami la tua benedizione. Chathram Chamarayoryugam vyajanagam, chaa darshakam nirmalam, Veena bheri mrudanga kahala kala geetha nruthyam thada, Sasthangam pranthi sthuthir bahu vidha, hyethat samastham maya, Sankalpena samapitham thava vibho , poojam gruhana prabho. Ti offro un altare e ventagli decorati, uno specchio lucente, Ti offro Veena, timpani, Mrudanga e un tamburo gigante, Ti offro canti, balli e profondi inchini, inni e preghiere, Tutti questi doni ti offro, mio Signore, mentalmente e ti prego di accettare Continua a Leggere →

Sulla devozione. Ramana Maharshi e la via della Bhakti.

Come il seme Ankola va verso il suo gambo, il ferro verso la calamita, la moglie va al marito, la pianta al suo albero, il fiume verso l’oceano, così l’anima si trova sempre a volgersi ai piedi del Signore. Questa attrazione si chiama devozione, Bhakti. – Sivanandalhari “Bhakti è il saldo attaccamento al Dio Supremo.” – Shandilya Bhakti Sutra Di solito la gente guarda a Dio come esistente al di fuori di sé e dotato di una personalità individuata come la propria. L’Jnani (saggio illuminato) vede invece anche il Dio personale come nessun altro che se stesso, e l’amore di sé, in questo caso, è o diventa l’amore di Dio (personale). Nel suo caso, la devozione è definita come la realizzazione del Sé. Altri, che pensano il Dio personale come qualcosa di esterno a se stessi, sviluppano una profonda devozione per tale Dio e, infine, fondono la propria identità con la Sua. L’accordo amoroso del sé, vibra e risuona non visto. In realtà, il culto, anzi, ogni pensiero o sentimento intenso e concentrato, è la fusione della mente con l’oggetto adorato o su cui è concentrata. Un’intensa fede nel Dio personale, quindi, porta il devoto facilmente e naturalmente alla fede e alla devozione per l’ Assoluto impersonale (Swarupa Brahman). Nella maggior parte, gli inizi della devozione al Dio personale sono riconducibili al desiderio di evitare dolore e raggiungere la felicità. Così, con acume e con piacere le persone si avvicinano al loro Dio, investendo Lui di nome e forma, per Continua a Leggere →

Sulla devozione. Ramakrishna e il “servitore”.

Vijay: Se senza distruggere l’Io non è dato di liberarsi dell’attaccamento al mondo e di conseguenza non è possibile l’esperienza del samadhi, allora sarebbe saggio seguire la strada del Brahmajnàna per raggiungere il samadhi? Se l’io persiste nel sentiero della devozione, allora si dovrebbe invece scegliere la via della conoscenza? Sri Ramakrishna: E’vero che uno o due persone riescono a liberarsi dell’io attraverso il samadhi, ma questi casi sono molto rari. Si possono considerare migliaia di ragionamenti, ma ancora l’io torna. Possiamo tagliare l’albero del pepal alla radice, oggi, ma si noterà un germoglio spuntare domani. Quindi se l’”io” deve rimanere, lasciate che il furfante rimanga come “servitore”. Finché si vive, si dovrebbe dire “O Dio, Tu sei il Signore e io sono il tuo servo”. Un Io percepito come il servo di Dio, suo devoto, non può fare male. Sebbene i dolci possano causare acidità di stomaco, senza dubbio, lo zucchero candito è un’eccezione. Il percorso della conoscenza è molto difficile. Non si può ottenere la conoscenza se non si elimina la sensazione di essere il corpo. Nel Kaliyuga la vita dell’uomo è incentrata sul cibo. Non riesce a liberarsi dell’identificazione con il corpo e l’ego. Pertanto la via della devozione è prescritta per questo ciclo. E’ un percorso facile. Otterrete Dio cantando il suo nome e le sue glorie e pregando con cuore ardente. Non c’è il minimo dubbio. Supponiamo di tracciare una linea sulla superficie dell’acqua con un bastone di bambù. L’acqua sembra essere divisa in due Continua a Leggere →