Ciclo di Seminari dedicato alla Dea Madre.

SEMINARI AUTUNNO 2018 CON UDAI NATH

CICLO DEDICATO ALLA MADRE DIVINA

LA DEA MADRE
MITO MISTERI E DEVOZIONE IN INDIA
14 Ottobre 2018

La Shakti è l’energia formante del cosmo, la sua intelligenza creatrice, l’amore che tutto permea, il potere divino dormiente in ciascuno di noi. Lei è l’inizio e la fine, la nascita, la morte e la liberazione. La grande illusione e la grande sapienza. La schiavitù e la liberazione. Questo mistero è rappresentato dalle figure delle Dee, care alla devozione popolare, agli Yogi e ai grandi mistici. E’ cantato nei poemi ermetici dei sapienti, come il Sundarya Lahari. E’ sperimentato attraverso i pellegrinaggi nei suoi santuari e con il canto delle formule sacre. Il Seminario definirà il quadro di questi temi, approfonditi negli appuntamenti successivi.

SRI VIDYA
YANTRA, MANTRA, TANTRA
18 Novembre 2018

Sri Vidya è un culto di origine molto antica devoto alla contemplazione del mistero divino della Madre nello Sri Chakra (o Sri Yantra). La Dea è visualizzata nel Bindu, il punto all’apice dello Sri Chakra. Siede su un trono sostenuto dai cinque grandi Dei, Brahma, Vishnu, Rudra, Isa e Sadasiva.
Il Mantra Panchadasakshari è la rivelazione della Madre in forma di suono, lo Yantra è la sua rivelazione visiva e geometrica. È il macrocosmo e il microcosmo, origine dell’alfabeto e del linguaggio articolato, metafisica del suono e mistero creativo della ghirlanda delle lettere. Questo è il Tantra della potenza creatrice e della liberazione.

I NOMI MISTICI
DELLA MADRE DIVINA
16 Dicembre 2018

Tra le varie devozioni della Dea, il Lalita Sahasranama, o i mille nomi di Lalita, è considerato il più santo. È un grande inno che esalta la Divina Madre in mille espressioni di energia e di profondità filosofica, di meditazione e di riflessione. I Mille Nomi riepilogano e riordinano tutte le visioni della Madre che sono contenute nei Purana e negli altri testi sacri. Ognuno dei Mille nomi costituisce un Mantra, e la recitazione dell’intera sequenza è la pratica suprema della devozione alla Madre, capace di conferire i più alti benefici. L’ascolto e il commento tradizionale dei Nomi permette di cogliere la propria visione interiore e completarla con gli aspetti filosofici e pratici della Sadhana. Continua a Leggere →

Introduzione ai Tantra Sastra, di Vimalanandadayini

[tratto e adattatao da: KARPŪRĀDI-STOTRA INTRODUZIONE E COMMENTO DI VIMALĀNANDADĀYINI AL SIGNORE TRA GLI INNI, DEDICATO A ŚRIMAD DAKŞIŊA – KĀLIKĀ in HYMN TO KĀLĪ,  KARPŪRĀDI-STOTRA a cura di Arthur Avalon] Parameśvara misericordioso e onnipotente è senza inizio e fine. Sebbene sia Nirguŋa è l’Ādhāra (sede) dei tre Guŋa. Sebbene sia senza forma crea, conserva e poi richiama a se il mondo, fatto di materia estesa (Prapañca). È per mezzo delle Śakti e della Sua stessa Māyā che può fare diventare possibile quel che sembra impossibile. La Śvetāśvatara-Upanişad dice che con la meditazione si vede la Svaśakti del Deva, dimora di tutte le cause associate a Kālatattva. Nel Niruttara-Tantra, Śiva parla di un cadavere con tre occhi come dell’Unico Nirguŋa, che è il seggio dei Guŋa associati a Śakti. Sebbene sia senza inizio, mezzo o fine, è colui che crea ed è la Causa materiale del mondo che ha un inizio, un mezzo e una fine. Per questa ragione i Tantra e gli altri Śāstra lo chiamano Ādinātha, Mahākāla Paramaśiva e Paramabrahman Mahākāla è illimitato, senza parti, senza inizio, e senza fine; quando lo si immagina come limitato dal Sole, dalla Luna e dai Pianeti, allora è chiamato coi nomi di Kāla, Kāşţhā, Muhūrta, Yāma, Giorno, Notte, Pakşa, Mese, Stagione, Semestre, Anno, Yuga, Kalpa e così via. Ma e’ lui che divide il Tempo in parti, e quando è considerato come Vyaşti (Parte del Tutto) è chiamato con questi nomi (Kalā, e gli altri). Mentre crea, preserva e ritira milioni di Continua a Leggere →

Iside nel simbolismo ermetico

[Tratto da : Dom Antonio G. Pernety- Le favole egizie e greche svelate e riportate ad unico fondamento] Quando si conosce la genealogìa d’Osiride, si sa anche della d’Iside sua sposa, inquanto chè questa era sua sorella. Comunemente si ritiene che questa Dea era il simbolo della Luna, così come Osiride era quello del Sole; ma la si riteneva anche come simbolo della Natura in generale, e per la Terra, secondo Macrobio. Partendo da tale concetto, dice questo Autore, la ci rappresentava avente il corpo tutto coperto di mammelle. Apuleio concorda con Macrobio, e ne fa il seguente ritratto: « Una chioma lunga e tolta cadeva ondeggiante sul suo collo divino: aveva sul capo una corona variamente bella nella forma e per i fiori della quale era ornata. Sul davanti, nel mezzo, spiccava una specie di globo, quasi in forma di specchio, il quale proiettava una luce brillante argentea come quella della Luna. A destra ed a sinistra di detto globo stavano due ondeggianti vipere quasi ad incastrarlo e sostenerlo; e dalla base della corona venivan fuori delle spighe di grano. Una veste di finissimo lino la copriva completamente, ed era molto brillante sia per il suo estrèmo candore, sia per il suo giallo zafferanato, ed infine per un color di fuoco tanto vivido, che i miei occhi ne erano abbagliati. Una zimarra rimarchevole per la sua più fonda negrezza, le passava dalla spalla sinistra al disotto del braccio destro, e cadendo con molte pieghe le scendeva sino ai piedi, Continua a Leggere →

La Madonna Nera, statue di Iside e della Vergine paritura. La Benedetta Signora sotterranea.

da Fulcanelli,  “Il Mistero delle Cattedrali”. Un tempo, le camere sotterranee dei templi servivano come dimora per le statue di Iside, ed esse diventarono, al tempo dell’introduzione del cristianesimo in Gallia, quelle Vergini nere che il popolo, ai giorni nostri, circonda d’una venerazione tutta particolare. Del resto il simbolismo tra queste due raffigurazioni è lo stesso: le une e le altre mostrano sul loro basamento la famosa iscrizione: Virgini pariturae; alla Vergine che deve partorire. Ch. Bigarne (Considérations sur le Culle d’Isis chez les Eduens. Beaune, 1862.), ci parla di parecchie statue di Iside designate dallo stesso vocabolo. L’erudito Pierre Dujois ci dice: «Già nella sua Bibliografia generale dell’Occulto, il sapiente Elias Schadius aveva segnalato, nel suo libro De dictis Germanicis, un’iscrizione analoga: Isidi, seu Virgini ex qua filius proditurus est (A Iside, o alla Vergine dalla quale nascerà il Figlio). Queste icone, dunque, non avevano per nulla il significato cristiano, che comunemente viene loro dato, almeno dal punto di vista esoterico. Bigarne dice che Iside, prima della concezione è, secondo la teogonia astronomica, l’attributo di quella Vergine che parecchi monumenti, molto più antichi del cristianesimo, indicano col nome di Virgo paritura, cioè la terra prima d’essere fecondata, e che sarà ben presto rianimata dai raggi del sole. È anche la madre degli dei, come attesta una pietra di Dio: Matri Deum Magnae ideae». Il senso esoterico delle nostre Vergini nere non può esser meglio definito. Esse raffigurano, nella simbologia ermetica, la terra primitiva, quella che l’artista deve scegliere come soggetto Continua a Leggere →

Lalitha Sahasranamam, versi 771 – 880

771. Om Dhuraradhya Namah – Lei che non si lascia adorare dagli sciocchi. 772. Om Dhuradharsha Namah – Lei che non può essere costretta. 773. Om Patali Kusuma Priya Namah – Lei che ama i fiori dell’albero di Patali. 774. Om Mahathi Namah – Lei che è la più grande. 775. Om Meru Nilaya Namah – Lei che vive sul monte Meru. 776. Om Mandhara Kusuma Priya Namah – Lei che ama i fiori dell’albero di Mandhara. 777. Om Veeraradhya Namah – Lei che è adorata dai migliori tra gli uomini. 778. Om Virad Roopa Namah – Lei che è la forma universale. 779. Om Viraja Namah – Lei che non ha alcun difetto. 780. Om Viswathomukhi Namah – Lei che ovunque ha occhi e facce. 781. Om Prathyg Roopa Namah – Lei che può essere vista guardando all’interno (ritirando i sensi dalle impressioni del mondo esterno). 782. Om Parakasa Namah – Lei che è il cielo luminoso. 783. Om Pranadha Namah – Lei che conferisce l’anima, il soffio vitale. 784. Om Prana Roopini Namah – Lei che è l’anima, o il soffio vitale. 785. Om Marthanda Bhairavaradhya Namah – Lei che è adorata da Marthanda Bhairava. 786. Om Manthrini Nyashtha Rajyadhoo Namah – Lei che accorda il potere di governare, poiché è Manthrini (Lei a cui si prega con il Mantra e accorda benefici di conseguenza). 787. Om Tripuresi Namah – Lei che governa tre città (sezione del diagramma dello Sri Chakra). 788. Om Jayatsena Namah – Lei che Continua a Leggere →

Lalitha Sahasranamam, versi 551 – 660

551. Om Sarva vyadhi Prasamani Namah – Lei che cura tutte le malattie. 552. Om Sarva Mrutyu Nivarini Namah – Lei che salva dalla morte. 553. Om Agra Ganya Namah – Lei che è in principio. 554. Om Achintya Roopa Namah – Lei che è la forma di Vishnu. 555. Om Kali Kalmasha Nasini Namah – Lei che toglie le afflizioni nei tempi difficili. 556. Om Kathyayini Namah – Lei che è Kathyayini, o lei che è la figlia dl saggio Kathyayana. 557. Om Kala Hanthri Namah – Lei che vince la morte. 558. Om Kamalaksha Nishevitha Namah – Lei che viene adorata da Vishnu. 559. Om Thamboola Pooritha Mukhi Namah – Lei la cui bocca è piena di foglie di betel. 560. Om Dhadimi Kusuma Prabha Namah – Lei che è del colore del bocciolo di melograno. 561. Om Mrgakshi Namah – Lei che ha gli occhi da cerbiatta. 562. Om Mohini Namah – Lei che ammalia. 563. Om Mukhya Namah – Lei che è la prima. 564. Om Mridani Namah – Lei che dà piacere. 565. Om Mithra Roopini Namah – Lei che è personificazione del Sole. 566. Om Nithya Truptha Namah – Lei che è sempre soddisfatta. 567. Om Bhakta Nidhi Namah – Lei che è il bene più prezioso per i suoi devoti. 568. Om Niyanthri Namah – Lei che guida. 569. Om Nikhileswari Namah – Lei che controlla di ogni cosa. 570. Om Maitryadhi Vasana Labhya Namah – Lei che può essere raggiunta coltivando disposizioni Continua a Leggere →

Inno Omerico a Demetra

INNO A DEMETRA Attribuito a Omero – traduzione di F. Cassola Demetra dalle belle chiome, dea, veneranda, io comincio a cantare, e con lei la figlia dalle belle caviglie, che Aidoneo rapì; lo concedeva Zeus dal tuono profondo, che vede lontano, eludendo Demetra dalla spada d’oro, dea delle splendide messi mentre giocava con le fanciulle dal florido seno, figlie di Oceano, e coglieva fiori: rose, croco, e le belle viole, sul tenero prato; e le iridi e il giacinto; e il narciso, che aveva generato, insidia per la fanciulla dal roseo volto, la Terra, per volere di Zeus compiacendo il dio che molti uomini accoglie. Mirabile fiore raggiante, spettacolo prodigioso, quel giorno per tutti: dalla sua radice erano sbocciati cento fiori e all’effluvio fragrante tutto l’ampio cielo, in alto, e tutta la terra sorrideva, e i salsi flutti del mare. Attonita, ella protese le due mani insieme per cogliere il bel giocattolo: ma si aprì la terra dalle ampie strade nella pianura di Nisa, e ne sorse il dio che molti uomini accoglie, il figlio di Crono, che ha molti nomi, con i cavalli immortali. E afferrata la dea, sul suo carro d’oro, riluttante, in lacrime, la trascinava via; ed ella gettava alte grida invocando il padre Cronide, eccelso e possente. Ma nessuno degli immortali o degli uomini mortali udì la sua voce e nemmeno gli olivi dagli splendidi frutti. Solo la figlia di Perse, che ha candida mente, Ecate dal diadema luminoso, nel suo antro, e il divino Elio, Continua a Leggere →

Chinnamasta, la Madre Senza Testa e la Liberazione (ed Eulogia)

La shakti Chinnamasta, la cui rappresentazione è senza testa, è la potente Grazia Divina, o discesa, che volge lo yogi spiritualmente maturo a sciogliere la sua mente, gli attaccamenti, le abitudini, i concetti nella Coscienza Pura, e a trascendere quindi la mente per fondersi con lo stato sovra-mentale o non-mentale (unmana) della Divina Beatitudine. Non è ragionevole temere la perdita del raziocinio, perché la morte prima o poi ci porta a compiere il grande passaggio, indipendentemente dal fatto che lo vogliamo o no. Ma chi muore prima di morire, non muore dopo la morte. La via indicata per il risveglio spirituale è propriamente il cosiddetto “sacrificio della conoscenza”, che implica la rinuncia al complesso meccanismo di pensieri, attaccamento e possesso, di cui il più persistente è l’idea “Io sono il corpo”. Questo sacrificio è simboleggiato dal taglio della testa, che indica la separazione della mente dal corpo, o la libertà della coscienza dal corredo materiale del corpo fisico, e insieme è liberazione del potenziale delle energie sottili. Questo tipo di esperienza generalmente provoca un preciso ri-orientamento delle energie verso un più profondo percorso spirituale e quindi è assimilata, nella tradizione iniziatica, a una “seconda nascita”. L’immagine terribile della grande Madre Senza Testa, è il modo più espressivo di suggerire la trasformazione fondamentale dell’essere umano, vale a dire la rinuncia alla individualità limitata ed effimera dell’io, per assorbirsi estaticamente in pienezza della coscienza universale di Dio. Le rappresentazioni iconografiche di Chinnamasta la mostrano nell’atto di recidere la propria testa, e bere Continua a Leggere →