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Quello è infinito, questo è infinito. Sottraendo questo infinito a quell’infinito, ciò che resta è infinito.

Isavasya Upanisad

Sulla Felicità. L’attimo fuggente e la stabilità del bene.

Posted by Beatrice on September 13, 2008

Fonte: kontrotempo.it

Biblioteca di Misano fino al 28/11

La felicità è privata o pubblica? Appartiene a questo mondo o all’aldilà, alla vita attiva o a quella contemplativa, alla quantità o alla qualità? E si può essere felici “senza saperlo” oppure serve la costruzione razionale di un progetto? Sono solo alcune delle domande che fanno da sfondo alla rassegna filosofica promossa dalla Biblioteca Comunale di Misano e curata dal direttore Gustavo Cecchini dal titolo SULLA FELICITA’ l’attimo fuggente e la stabilità del bene. Ognuno dei più di sei miliardi di uomini e donne che popolano oggi la terra aspira a essere felice. Anche un bimbo appena venuto al mondo, che non ha ancora né ragione né parola, desidera la felicità e, se può, segnala con un sorriso quando la raggiunge. Ma se poteste chiedere a ciascuno di questi sei miliardi di uomini e donne cosa sia la felicità, quasi nessuno vi darebbe la stessa risposta; molti di loro probabilmente vi risponderebbero anzi che quel che sia la felicità non si può dire. Essere felici discende forse dall’essere virtuosi, come già si affermò Socrate nell’antica Grecia? O forse sta nel godimento equilibrato dei beni del corpo e dello spirito, come disse Aristotele? O nel distacco dalle passioni, come per gli stoici? O nell’essere saggi? O nella vicinanza a Dio, come suggerirebbe un credente di ieri e di oggi? O nella soddisfazione dei beni materiali, come affermano le dottrine che hanno più riguardo alle esigenze della società che a quelle dell’individuo? E oggi in un’epoca dominata da quelle che Spinoza chiamava le “passioni tristi” dove un senso pervasivo di impotenza e incertezza ci porta a rinchiuderci in noi stessi, a vivere il mondo come una minaccia, come è possibile riscoprire la gioia del fare disinteressato, dell’utilità dell’inutile, del piacere di coltivare i propri talenti senza fini immediati, in una una parola essere felici? Su questo tema che attraversa tutta la storia dell’umanità la Biblioteca di Misano ha invitato il “fiore” dei filosofi italiani per cercare di trovare la chiave che apre uno spiraglio verso un modo più equilibrato di affrontare le tempeste della vita e avvicinarsi a quello stato raro e fuggevole dell’animo al quale diamo il nome di felicità.

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