Bhagavad Gita con il commento di Abhinavagupta

Il 21 Dicembre 2015 è Gita Jayanti. Bhagavad Gita Jayanthi cade nel giorno di Ekadasi del Shukla Paksha (11° giorno della quindicina luminosa) del mese Margashirsha (novembre-dicembre) secondo il tradizionale calendario lunare Hindu. Si ritiene che il dialogo tra Sri Krishna e Arjuna abbia avuto luogo in questo giorno, sul campo di Kuruk, e che in seguito sia stato tramandato come Bhagavad Gita, il Canto del Signore Beato.

Per ricordare e rileggere la Bhagavad Gita, è possibile scaricare in PDF il testo commentato da Abhinavagupta, filosofo tantrico Kashmiro del X secolo, nella traduzione italiana di Raniero Gnoli, che ne cura anche l’introduzione.

Invece, il Solstizio d’Inverno ha inizio esattamente martedì 22 dicembre alle 5:48 del mattino.

bhagavad gita

 

[Clicca sull’immagine per scaricare il PDF oppure qui]

La versione classica del testo della Bhagavad Gita, senza alcun commento, è disponibile su visionaire.org.

 

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Hinduismo antico. Vol 1: Dalle origini vediche ai Purana. Meridiani Mondadori

Il volume inizia con gli inni vedici più importanti e le Upanisad più celebri e prosegue con la Bhagavadgita, i capitoli più cruciali della Manusmrti, del Mahabharata, del Ramayana, dei Purana, i testi antichi fondanti tutto il complesso sistema religioso dell’India tradizionale. Si tratta di testi essenziali per comprendere i miti antichi e gli sviluppi successivi del pensiero religioso indiano, dai sistemi dualistici – che credono in una distanza radicale tra l’uomo e Dio, tra creato e creatore -, a quelli non-dualistici – che invece vedono proprio nella sostanziale unità di tutte le cose il principio unico, dinamico e vero che anima ogni cosa -, senza dimenticare i sistemi che propongono vie intermedie e che spiegano in altro modo l’amore di Dio e il mistero della vita nel cosmo. Nel secondo volume verrà dato più spazio

alla metafisica, al misticismo, al tantrismo, alla devozione e allo yoga, alla riformulazione di tutte le dottrine principali: la reincarnazione, la legge di retribuzione karmica, la suddivisione delle caste, l’identità tra Sé individuale e Assoluto, l’essenza dei rituali e delle pratiche dello yoga.

«L’Induismo è l’-ismo degli indiani – dice Mario Piantelli, indologo dell’Università di Torino -. A rigore l’Induismo non esiste. C’è il mainstream, la grande corrente della cultura hindu, in cui si collocano i molti sampradaya, le correnti, ognuna con un proprio orizzonte legato di volta in volta a un culto particolare». Francesco Sferra, indologo dell’Istituto Orientale di Napoli che ha scritto l’introduzione generale al volume dei Meridiani, comincia quasi scusandosi: «L’India presenta un panorama culturale estremamente ricco e vario che si sviluppa nel corso di tremila anni e che si oppone a qualsiasi tentativo di semplificazione». Continua a Leggere →

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