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Fernanada Pivano

Posted by beatrice on August 20, 2009

«La ricerca disperata e initerrotta di un nuovo valore morale, di una nuova ragione del mondo, di una nuova spiegazione della vita, fa dunque di loro una tormentata generazione di mistici e di filosofi; alcuni sono cattolici, alcuni buddisti, tutti credono in Dio, nella vita, nella personalità umana, anche se a volte possono riuscire sconcertanti come Kerouac quando rispose al giornalista che gli chiedeva a chi si rivolgesse nelle sue preghiere:”Prego il mio fratellino morto,  mio padre, Budda, Gesù Cristo, e la Vergine Maria”, soggiungendo poi:”Prego queste cinque persone”. (…)

E’ chiaro che per loro la contemplazione buddista, la ricerca della Verità, è solo un mezzo per estraniarsi dal mondo circostante in un supremo tentativo di realizzare se stessi e realizzare la propria personalità minacciata da un lato dal collettivismo della vita moderna e dall’altro all’insistente marcia della scienza verso forme che danno sempre meno importanza alla figura dell’uomo come “persona”. La contemplazione è un’esaltazione come un’altra: e si è visto che queti “mistici” sono atratti soprattutto dalle forme religiose che consentono un violento distacco dalla realtà terrena (non per niente i cattolici del gruppo sono devoti soprattutto a S. Teresa e cercano di riviverne le estasi e le visioni). (…)

E’ chiaro dunque che, mstici o anarchici, il loro problema è di carattere morale prima che estetico. In questo si riallacciano a una tradizione pragmatista tipicamente americana; ma anche se il loro intento estetico non ha ancora assunto lineamenti precisi, è facile intuire che da questa ricerca di un valore morale originario e intatto debbano passare alla scoperta di mezzi espressivi altrettanto primordiali e immediati. (…)

La chiave più facile, per ora, per capirli, è quella ell’intensità applicata a parole primordiali: fame, sete, padre, madre, figlio, amore; e altre che non posso ripetere perchè sono troppo vecchia per appartenere alla beat generation

Fernanda Pivano, ottobre 1958: postfazione a “Sulla strada” di J. Kerouac

[foto:Fernanda Pivano da bambina (Effigie), da IlSole24Ore]