Sotto il cielo di E.
Posted by Beatrice on February 8, 2009
Tutto si inscena sotto la volta ormai super-celeste del grande asfittico corpo dall’enigmatico nome di Eluana. Una donna morta diciassette anni fa, in un incidente stradale, il cui cadavere supportato dalle macchine vive per diventare il macroscopico feticcio prima della scienza medica compiacente e tronfia, e poi la volta stellare della rivoluzione conservatrice dentro cui si incammina l’Italia, riconoscendosi in quella sorte che è truffa, che è solo involucro insenziente, esposto per sempre a servire lo stupro, l’accanimento sul più debole, il destino di vivere senz’anima. Giacché la sua anima è già oltrepassata dallo stato di supernova, verso una galassia lontana, più grande dell’Orsa, quieta, attorno a cui gravitano con coerenza logica e armoniosa nuovi pianeti di vita senza nome.
Molto al di sotto del suo mistero, la tragica allegoria della battaglia sulle sue spoglie insepolte alza la cortina del sensazionalismo, di cui E. è vittima, momentanea, insieme a un invisibile moltitudine di reietti che cadranno da domani sotto la scure del terrore securtario. La debole coscienza civile, ancora incerta, ha scelto la vita della macchina, della risposta insensata, puramente reattiva. Insieme alla vita insenziente abbiamo deciso che le nostre strade saranno vigilate da sconosciuti, protetti da un diritto penale sempre più debole, che fermeranno donne e bambini, che li potranno controllare e vessare, denunciare e ricattare. Forse saranno i bambini afghani che sfuggono al doppio fuoco di talebani e alleati nascondendosi nelle stive o tra gli assi dei camion, che se non muoiono schiacciati, scendono a piedi lungo le nostre autostrade, camminando a ritroso fino al casello precedente, distrutti ma ancora vivi. O le donne che cercano di sottrarsi alla guerra che sta cancellando l’Africa, accanendosi soprattutto sui loro corpi, strappando e devastando la vita alla radice.
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