Le dieci Mahavidya, la grande teoria tantrica delle forme della saggezza

Shri Shiva disse: Tara Devi è l’aspetto azzurro, Bagala è l’incarnazione della tartaruga, Dhumavati è il cinghiale, Chinnamasta è Nrisimha, Bhuvaneshvari è Vamana, Matangi è la forma di Rama, Tripura è Jamadagni, Bhairavi è Balabhadra, Mahalakshmi è Buddha, e Durga è Kalki avatar. BhagavatÌ Kali è la forma Krishna.” [Todala Tantra, capitolo 10] Durante uno dei loro numerosi giochi d’amore, Shiva e Parvati si trovarono ad affrontare un conflitto che sembrava minacciare per sempre la loro unione. Quello che era cominciato come uno scherzo stava diventando tragedia, e un furibondo Shiva minacciava di lasciare Parvati. Parvati non riusciava ad aggiustare le cose, nemmeno ricorrendo a tutte le sue arti. Trovandosi senza scelta, Parvati si moltiplicò in dieci forme differenti, una per ciascuna delle dieci direzioni. Così per quanto Shiva cercasse di fuggire, trovava in ogni direzione una guardiana a bloccargli le vie di fuga. Ciascuna delle forme manifestate dalla Devi fece realizzare a Shiva verità essenziali e intorno alla natura eterna del loro amore, stabilendo per sempre nei canoni del pensiero indiano la superiorità della Dea sulla sua controparte maschile. Non che Shiva fu sminuito da questa consapevolezza, piuttosto: spiritualmente risvegliato. Questo è vero tanto per il Signore degli Dei, come per noi comuni mortali. Convenientemente esse sono indicate come la Grande Dea della Saggezza, conosciute in Sanscrito come le Mahavidya (Maha – grande; vidya – conoscenza). Infatti nel processo di apprendimento spirituale, la Dea è la musa che guida e ci ispira. Lei è la sacerdotessa che ci dispiega Continua a Leggere →

Devi Sukta, l’Inno alla Parola Madre, Rg Veda CXXV

[Questo inno del Rg Veda celebra la Parola, Vak, il principio cosciente intelligente del cosmo, nella persona della Madre Divina] 1. Con i Rudra e con i Vasu mi desto e con gli Aditya e con gli Dei cammino. Io sono il supporto di Mirta e Varuna, di Indra, di Agni e degli Ashvin. 2. Io animo il Soma eccitante, io sostengo Tvastar, Pusan, e Bhaga. Io accordo il successo a chi offre il sacrificio, al devoto e all’iniziato al Soma. 3. Io sono la sovrana, la detentrice di tutti i beni, la sapienza, l’adorabile. Io entro in ogni luogo e in molte forme, ovunque mi disponga il divino creatore. 4. Io nutro la creatura che vede, che respira, che ascolta parole sensate. Gli esseri abitano in me, sebbene non mi vedano: mi ascoltino, dunque, io sono la verità. 5. Da me provengono le parole e le storie che gli uomini e gli dei amano ascoltare. L’uomo prediletto da me prospererà, io lo faccio sacerdote, saggio, profeta. 6. Io tendo l’arco divino, io colpisco l’empio che infanga la parola. Tra la gente sollevo la lotta e riempio la terra e il cielo. 7. Io provengo dal profondo delle acque oceaniche, io porto Dio alla vetta del mondo. Mi espando nei mondi e in tutte le creature, e la mia fronte tocca il più alto dei cieli. 8. Il mio respiro è potente come il vento e la tempesta, con esso dispongo i mondi e gli esseri. Al di sopra della Continua a Leggere →

Kali Maa, mito e simbolo

Il nome Kali deriva dalla parola radice sanscrita Kal, tempo. Nulla sfugge al tempo. Kali Maa è una Rupa (forma) di Durga Maa. Creata da Durga Maa per lottare contro i demoni, l’aspetto feroce di Durga. Secondo i Purana, l’ immagine di Kali, ampiamente venerata nelle regioni orientali dell’India, deve la sua origine alla battaglia di Durga con Shumbha e Nishumbha. E’ anche nota come colei che uccise il demone Raktabija bevendo le gocce del suo sangue, per impedire che queste cadessero a terra. Nelle immagini popolari, Kali è rappresentata come un essere femminile molto nero, con quattro braccia. In una mano ha una scimitarra, in un’altra la testa di un demone, che tiene per i capelli, la terza mano si apre a elargire benedizioni e la quarta regge un’altra arma, di solito una lancia o un tridente. Ha una collana fatta di teschi e due teste di demoni come orecchini. La sua lingua è rosso sangue ed è esposta fino al mento. Il sangue sgocciola anche dalla lingua e sul corpo. Sovente è rappresentata in piedi sul corpo di Shiva, con un piede sul petto e l’altro sulla coscia. In alcune statue è nuda, tranne che per i suoi ornamenti, quali una specie di gonna fatta di mani e arti mozzati attorno ai fianchi. Kali indossa una ghirlanda di 52 teschi e una gonna fatta di braccia smembrate perché l’ego abbandoni l’identificazione con il corpo, per riconoscersi nello spirito. Se il nostro attaccamento al corpo giunge al termine, la Continua a Leggere →

Le nove Divinità del Navratri

Le nove dee del Navaratri sono chiamate collettivamente Navdurga e sono tramandate nel Devi Mahatmya e nel Durga Saptashati. Le nove dee venerate in ciascuno dei nove giorni di Navratri sono incarnazioni della Shakti Divina. I loro nomi sono: Shailaputri, Brahmacharini, Chandraghanta, Kushmanda, Skanda Mata, Katyayani, Kala Ratri (Kaalratri), Maha Gowri e Siddhidayini. Maa Shailaputri –  La Dea del primo giorno di Navratri “Shail” significa montagna e “Putri” figlia. E’ conosciuta anche come Parvati o Hemavati. Shailaputri si crede fosse la reincarnazione di Sati, la figlia di Daksha e moglie di Shiva. Alla sua reincarnazione divenne Parvati, figlia dell’Himalaya e in seguito moglie di Shiva. E una delle principali forme della Shakti e strettamente associata a Shiva.

Il significato di Navaratri – Festa In onore della Madre Divina

27 marzo – 3 aprile 2009 Chaitra Navratri La Durga Puja o Navaratri (significato letterale: nove notti) é la più grande festa Indù durante la quale si adora Dio sia nella forma del Padre che della Madre. Questa festa è celebrata due volte all’anno, in primavera e in autunno. Il Rama-Navaratri di primavera è celebrato durante la luna nuova di Chaitra (aprile/maggio) e il Durga-Navaratri d’autunno durante la luna nuova d’Ashwin (settembre/ottobre). L’inizio dell’estate e dell’inverno sono due congiunzioni molto importanti di influenze climatiche e astrali. I corpi e gli spiriti subiscono un notevole cambiamento a causa delle modificazioni della natura e sono anche momenti consacrati al culto della Madre. La celebrazione dura nove giorni in onore delle nove manifestazioni di Durga. Si commemora la Vittoria di Durga su Mahishasura, il demone a testa di bufalo. Ma per il ricercatore spirituale (sadhaka) sulla via della sadhana, la divisione di Navaratri In serie di tre giorni dedicati al culto di differenti aspetti della Dea Suprema evidenzia gli stadi dell’evoluzione dell’uomo dalla condizione di Jiva (stato di individualità) alla condizione di Shiva (stato della realizzazione di Dio). I primi tre giorni sono dedicati a Kali, dea della distruzione e della ricreazione e consorte di Shiva. Noi preghiamo Kali di distruggere tutte le nostre mancanze e di annullare gli istinti animali che si manifestano nella nostra natura. Lei é anche il potere che protegge la nostra sadhana dalle facili distrazioni e dai numerosi ostacoli. Questi tre giorni sono un periodo di purificazione per Continua a Leggere →

Bhavani Ashtakam – Adi Shankaracharya

Bhavani Ashtakam – Adi Shankaracharya Na thatho, na matha, na bandur na datha, Na puthro, na puthri , na bruthyo , na bartha, Na jayaa na Vidhya, na Vruthir mamaiva, Gathisthwam, Gathisthwam Thwam ekaa Bhavani. Non la madre, non il padre non i compagni e non gli amici non il figlio, né la figlia non i servi, non il marito non la moglie, e neppure la conoscenza e nemmeno la mia occupazione sono la mia vera dimora – Sei Tu il mio rifugio e il mio solo rifugio, Signora. Bhavabdhava pare , Maha dhukha Bheeru, Papaatha prakami , pralobhi pramatha, Kam samsara pasa prabadha sadaham, Gathisthwam, Gathisthwam thwam ekaa Bhavani. Sono un codardo che non osa affrontare il dolore, irretito dalla lussuria e dalla debolezza, dall’avidità e dal desiderio, e legato alla vita inutile che ho vissuto. Nell’oceano della nascita e della morte – Sei Tu il mio rifugio e il mio solo rifugio, Signora. Na Janaami Dhanam, Na cha dhyana yogam, Na janami thathram, na cha sthothra manthram, Na janami poojam, na cha nyasa yogam, Gathisthwam, Gathisthwam thwam ekaa Bhavani Non conosco il modo di donare, non so come meditare, non sono versato nei riti e non conosco le parole degli inni non conosco la regola della devozione e non ho praticato lo yoga – Sei Tu il mio rifugio e il mio solo rifugio, Signora. Na janami Punyam, Na janami theertham, Na janami mukthim, layam vaa kadachit, Na janami bhakthim, vrutham vaapi maatha, Gathisthwam, Gathisthwam, thwam ekaa Bhavani. Continua a Leggere →