Lalitha Sahasranamam, versi 221 – 330

221. Om Maha Veerya Namah – Lei che è il massimo vigore (o il seme).
222. Om Maha Bala Namah – Lei che è volontà pura.
223. Om Maha Bhudhi Namah – Lei che è l’intelligenza superiore.
224. Om Maha Sidhi Namah – Lei che è tutti i poteri soprannaturali.
225. Om Maha Yogeswareswari Namah – Lei che è la dea dei grandi Yogi.
226. Om Mahathanthra Namah – Lei che è il supremo Tantra.
227. Om Mahamanthra Namah – Lei che è li supremo Mantra.
228. Om Mahayanthra Namah – Lei che è il supremo Yanthra.
229. Om Mahasana Namah – Lei che ha la suprema postura yogica.
230. Om Maha Yaga Kramaradhya Namah – Lei è il supremo sacrificio.

231. Om Maha Bhairava Poojitha Namah – Lei che è adorata dal grande Bhairava.
232. Om Maheswara Mahakalpa Maha thandava Sakshini Namah – Lei che è testimone della grande danza eseguita dal Maheshwara (Shiva) alla fine del mondo.
233. Om Maha Kamesha Mahishi Namah – Lei che è la consorte del grande Kameshwara.
234. Om Maha Tripura Sundari Namah – Lei che è Tripurasundari, la più bella dei tre mondi (nome proprio di Lalitha).
235. Om Chatustatyupacharadya Namah – Lei che è adorata con sessantaquattro offerte.
236. Om Chathu Sashti Kala Mayi Namah – Lei che ha sessantaquattro parti.
237. Om Maha Chathusashti Kodi Yogini Gana Sevitha Namah – Lei che è servita da sessantaquattromila yogini.
238. Om Manu Vidya Namah – Lei che è personificazione di Sri Vidya come esposta da Manu.
239. Om Chandra Vidya Namah – Lei che è personificazione di Sri Vidya come esposta da Chandra.
240. Om Chandra Mandala Madhyaga Namah – Lei che risiede al centro del disco lunare.

241. Om Charu Roopa Namah – Lei che è squisita bellezza.
242. Om Charu Hasa Namah – Lei che ha un bel sorriso.
243. Om Charu Chandra Kaladhara Namah – Lei che indossa la mezzaluna.
244. Om Charachara Jagannath Namah – Lei che è la Signora di di tutti gli esseri, mobili e immobili.
245. Om Chakra Raja Nikethana Namah – Lei che risiede al centro dello Sri Chakra.
246. Om Parvathi Namah – Lei che è figlia della montagna, Parvati.
247. Om Padma Nayana Namah – Lei che ha gli occhi come fiori di loto.
248. Om Padma Raga Samaprabha Namah – Lei che brilla come un rubino.
249. Om Pancha Prethasana Seena Namah – Lei che siede sul trono di cinque cadaveri (si tratta di Brahma, Vishnu, Rudra, Isha e Sadasiva privati della loro Shakti, perciò resi immobili, privi di vita).
250. Om Pancha Brahma Swaroopini Namah – Lei che è personificazione dei cinque Brahma (sono gli Dèi menzionati sopra, vivificati dalla Shakti).

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Lalitha Sahasranamam, versi 111 – 220

111. Om Bisa Thanthu Thaniyasi Namah – Lei che è sottile come lo stelo del loto.
112. Om Bhavani Namah – Lei che dà la vita o Lei che è la consorte di Shiva.
113. Om Bhavana Gamya Namah – Lei che può essere attinta con il pensiero.
114. Om Bhavarany Kudariga Namah – Lei che è l’ascia che spezza la miseria del mondo.
115. Om Bhadra Priya Namah – Lei che desidera il bene dei suoi devoti.
116. Om Bhadra Moorthy Namah – Lei che è personificazione di tutto ciò che è buono.
117. Om Bhaktha Sowbhagya Dhayini Namah – Lei che dona ogni bene e fortuna ai suoi devoti.
118. Om Bhakti Priya Namah – Lei che ama la devozione.
119. Om Bhakti Gamya Namah – Lei che può essere raggiunta con la devozione.
120. Om Bhakti Vasja Namah – Lei che può essere controllata con la devozione.

121. Om Bhayapaha Namah – Lei che toglie la paura.
122. Om Sambhavya Namah – Lei che è la sposa Shambhu.
123. Om Saradharadya Namah – Lei che è adorata durante il Navarathri d’autunno.
124. Om Sarvani Namah – Lei che è la consorte di Shiva (qui chiamato Sarvar).
125. Om Sarmadhayini Namah – Lei che accorda la felicità.
126. Om Sankari Namah- Lei che è la consorte di Sankara.
127. Om Sreekari Namah – Lei che accorda tutte i benefici.
128. Om Sadhwi Namah – Lei che è fedele al marito.
129. Om Sarat Chandra Nibhanana Namah – Lei che ha il viso come la luna in autunno.
130. Om Satho Dhari Namah – Lei che ha la vita sottile.

131. Om Santhimathi Namah – Lei che è la pace in persona.
132. Om Niradhara Namah – Lei che non ha bisogno di alcun sostegno.
133. Om Niranjana Namah – Lei che è priva di macchie o difetti.
134. Om Nirlepa Namah – Lei che non ha alcun attaccamento.
135. Om Nirmala Namah- Lei che è personificazione della chiarezza, o immacolata.
136. Om Nithya Namah – Lei che è eterna.
137. Om Nirakara Namah – Lei che non ha forma.
138. Om Nirakula Namah – Lei che non può essere conosciuta dalle persone confuse.
139. Om Nirguna Namah – Lei che è al di là di tutte le caratteristiche.
140. Om Niskala Namah – Lei che non è divisa in parti.

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Lalitha Sahasranamam, versi 1- 110

1. Om Sri Matha Namah – Saluto e lodo Lei che è la Madre (indica il ruolo di creazione).
2. Om Sri Maharajni Namah – Lei che è la suprema Sovrana (indica il ruolo di protezione).
3. Om Sri Math Simasaneshwari Namah – Lei che siede sul trono di leoni (il ruolo di distruzione).
4. Om Chidagni Kunda Sambootha Namah – Lei che sorge dal fuoco della conoscenza, che è la Verità ultima.
5. Om Deva Karya Samudhyatha Namah – Lei che soccorre gli Dei.
6. Om Udyath Bhanu Sahasrabha Namah – Lei che illumina come mille soli che sorgono.
7. Om Chadur Bahu Samanvidha Namah – Lei che ha quattro braccia.
8. Om Ragha Swaroopa Pasadya Namah – Lei che lega tutti con il laccio dell’amore (sorretto in una delle sue mani sinistre).
9. Om Krodhakara Ankusojwala Namah – Lei che brandisce l’Anghusa, con cui doma la rabbia (gancio per guidare gli elefanti, sorretto in una delle sue mani destre).
10. Om Mano Rupeshu Kodanda Namah – Lei che impugna l’arco della mente (in una delle sue mani sinistre).

11. Om Pancha Than Mathra Sayaka Namah – Lei che governa i cinque sensi.
12. Om Nijaruna Prabha Poora Majjath Brahmanda Mandala Namah – Lei che tinge l’universo di rosso, come il sole all’alba.
13. Om Champakasoka Punnaga Sowgandhika Lasathkacha Namah – Lei che decora i suoi capelli con i fiori del Champaka, Punnaga e Sowgandhika.
14. Om Kuru Vinda Mani Sreni Kanath Kotira Manditha Namah – Lei la cui corona riluce di rubini (Padmaraga).
15. Om Ashtami Chandra Vibhraja Dhalika sthala Shobhitha Namah – Lei che ha la fronte splendente come la mezza luna (visibile nell’ottavo giorno dalla luna nuova).
16. Om Muka Chandra Kalankabha Mriganabhi Viseshaka Namah – Lei il cui thilaka (punto) sulla fronte è come il lato oscuro della luna.
17. Om Vadana Smara Mangalya Griha Thorana Chillaka Namah – Lei che ha belle sopracciglia, come archi del palazzo dell’amore.
18. Om Vakthra Lakshmi Parivaha Chalan Meenabha Lochana Namah – Lei che ha begli occhi, che sembrano pesci nello stagno del suo viso.
19. Om Nava Champaka Pushpabha Nasa Dhanda Virajitha Namah – Lei che ha il naso come fiore di Champaka appena aperto.
20. Om Thara Kanthi Thiraskari Nasabharana Bhasura Namah – Lei che ha un anello al naso, che brilla più di una stella.

21. Om Kadambha Manjari Kluptha Karna Poora Manohara Namah – Lei che ha orecchie belle come i fiori di kadamba.
22. Om Thadanga Yugali Bhootha Thapanodupa Mandala Namah – Lei che porta il sole e la luna come orecchini.
23. Om Padma Raga Sila Darsha Paribhavika Polabhu Namah – Lei che ha le guance che brillano come rubini.
24. Om Nava Vidhruma Bimbha Sri Nyakkari Rathna Chhadha Namah – Lei che ha labbra come coralli.
25. Om Shuddha Vidyangurakara Dwija Pangthi Dwayojjala Namah – Lei che ha i denti candidi come la vera conoscenza (Shodasakshari vidyà).
26. Om Karpoora Veedi Kamodha Samakarsha Digandara Namah – Lei che mastica foglie di betel e spezie, spandendo profumo in tutte le direzioni.
27. Om Nija Sallabha Madhurya Vinirbhardista Kacchabhi Namah – Lei che ha la voce più dolce delle note prodotte dal Sarawathi Veena (Kachabhi).
28. Om Mandasmitha Prabha Poora Majjat Kamesha Manasa Namah – Lei che ha sorriso bello come un fiume in cui nuota la mente di Cupido.
29. Om Anakalidha Sadrushya Chibuka Sri Virajitha Namah – Lei che ha il mento perfetto, senza paragoni.
30. Om Kamesha Baddha Mangalya Sutra Shobitha Kandhara Namah – Lei che ha il collo ornato dal cordone matrimoniale, ricevuto dalle mani di Kameshwara (Shiva).
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Saraswati Stotram del Saggio Agastya

श्री सरस्वती स्तुति – या कुन्देन्दुतुषारहारधवला
Sri Saraswati Stuthi: Ya Kundendu Tusara Hara Dhavala

या कुन्देन्दुतुषारहारधवला या शुभ्रवस्त्रावृता
या वीणावरदण्डमण्डितकरा या श्वेतपद्मासना ।
या ब्रह्माच्युतशंकरप्रभृतिभिर्देवः सदा पूजिता
सा मां पातु सरस्वति भगवती निःशेषजाड्यापहा ॥१॥
Yaa Kunde[a-I]ndu-Tussaara-Haara-Dhavalaa Yaa Shubhra-Vastra-[A]avrtaa
Yaa Viinnaa-Vara-Danndda-Mannddita-Karaa Yaa Shveta-Padma-[A]asanaa |
Yaa Brahma-Acyuta-Shankara-Prabhrtibhir-Devah Sadaa Puujitaa
Saa Maam Paatu Sarasvati Bhagavatii Nihshessa-Jaaddya-Apahaa ||1||

1.1: (Saluto la Dea Saraswati) di bianco purissima come il gelsomino, fresca come la Luna, luminosa come la neve e brillante come una collana di perle; colei che è vestita di abiti bianchissimi.
1.2: Colei le cui mani sono decorate con il Veena (strumento musicale) e la bacchetta dei desideri; Colei che è seduta su un puro fiore di loto bianco.
1.3: Colei che gode dell’adorazione perenne di Brahma, Acyuta (Vishnu), Shankara e degli altri dei.
1.4: O Dea Saraswati, ti prego di proteggermi e di dissipare completamente la mia ignoranza.

 

Raja_Ravi_Varma,_Goddess_Saraswati

 

दोर्भिर्युक्ता चतुर्भिं स्फटिकमणिनिभैरक्षमालान्दधाना
हस्तेनैकेन पद्मं सितमपि च शुकं पुस्तकं चापेरण ।
भासा कुन्देन्दुशङ्खस्फटिकमणिनिभा भासमानाऽसमाना
सा मे वाग्देवतेयं निवसतु वदने सर्वदा सुप्रसन्ना ॥२॥
Dorbhir-Yuktaa Caturbhim Sphattika-Manni-Nibhair-Akssamaalaan-Dadhaanaa
Hastenai-[E]kena Padmam Sitam-Api Ca Shukam Pustakam Ca-Aperanna |
Bhaasaa Kunde(a-I)ndu-Shangkha-Sphattika-Manni-Nibhaa Bhaasamaana-Asamaanaa
Saa Me Vaag-Devate-Yam Nivasatu Vadane Sarvadaa Suprasannaa ||2||

2.1: (Saluto la Dea Saraswati) dalle quattro mani; in una mano tiene il rosario di cristallo
2.2: in una mano il bianco fiore di Loto; in un’altra mano un pappagallo e in una mano un libro .
2.3: Circondata da un’aura di bianca di luce purissima, come la brillantezza sommata del gelsomino, della Luna, della conchiglia, del cristallo, la sua brillantezza non ha eguali.
2.4: Possa Colei che è la Dea della Parola risiedere sempre nella mia bocca de effondere la sua Grazia.

सुरासुरसेवितपादपङ्कजा
करे विराजत्कमनीयपुस्तका ।
विरिञ्चिपत्नी कमलासनस्थिता
सरस्वती नृत्यतु वाचि मे सदा ॥३॥
Sura-Asura-Sevita-Paada-Pangkajaa
Kare Viraajat-Kamaniiya-Pustakaa |
Virin.ci-Patnii Kamala-(A)asana-Sthitaa
Sarasvatii Nrtyatu Vaaci Me Sadaa ||3||

3.1: (Saluto la Devi Saraswati) I cui piedi di loto sono serviti dai Deva e dagli Asura,
3.2: Nelle cui mani splende un libro glorioso,
3.3: Consorte di Brahma che abita nel fiore di Loto,
3.4: O Devi Saraswati, danza, ti prego, sulle mie parole.

सरस्वती सरसिजकेसरप्रभा
तपस्विनी सितकमलासनप्रिया ।
घनस्तनी कमलविलोललोचना
मनस्विनी भवतु वरप्रसादिनी ॥४॥
Sarasvatii Sarasija-Kesara-Prabhaa
Tapasvinii Sita-Kamala-[A]asana-Priyaa |
Ghana-Stanii Kamala-Vilolalocanaa
Manasvinii Bhavatu Vara-Prasaadinii ||4||

4.1: Saluto la Devi Saraswati, Colei che ha lo splendore del fiore di Loto,
4.2: La Tapaswini (colei che si sottopone a severa ascesi), che ama rifugiarsi nel fiore di Loto,
4.3: Colei il cui grembo è ampio e i cui occhi sono pieni di serenità, come puri petali di loto,
4.4: La Manaswini (personificazione dell’intelligenza); O Devi, ti prego di concederci il dono della tua Grazia.

सरस्वति नमस्तुभ्यं वरदे कामरूपिणि ।
विद्यारम्भं करिष्यामि सिद्धिर्भवतु मे सदा ॥५॥
Sarasvati Namastubhyam Varade Kaama-Ruupinni |
Vidya[a-A]arambham Karissyaami Siddhir-Bhavatu Me Sadaa ||5||

5.1: Saluto la Devi Saraswati, Colei che concede benefici e che esaudisce i desideri,
5.2: O Devi, quando mi accingo agli studi, ti prego, accordami la capacità di ben comprendere, sempre.

सरस्वति नमस्तुभ्यं सर्वदेवि नमो नमः ।
शान्तरूपे शशिधरे सर्वयोगे नमो नमः ॥६॥
Sarasvati Namastubhyam Sarva-Devi Namo Namah |
Shaanta-Ruupe Shashi-Dhare Sarva-Yoge Namo Namah ||6||

6.1: Saluto la Devi Saraswati, personificazione di tutte le Dee, sia lode, sia lode a Lei.
6.2: Colei la cui immagine è placida, che indossa la Luna e che è personificazione di tutti gli Yoga; sia lode, sia lode a Lei.

नित्यानन्दे निराधारे निष्कलायै नमो नमः ।
विद्याधरे विशालाक्षि शूद्धज्ञाने नमो नमः ॥७॥
Nitya-[A]anande Nira-[A]adhaare Nisskalaayai Namo Namah |
Vidyaa-Dhare Vishaala-Akssi Shuuddha-Jnyaane Namo Namah ||7||

7.1: Colei che è eterna beatitudine, senza appoggi, senza separazioni, sia lode, sia lode a Lei.
7.2: Colei su cui poggia ogni conoscenza, che ha grandi occhi e che personifica la Pura Conoscenza, sia lode, sia lode a Lei.

शुद्धस्फटिकरूपायै सूक्ष्मरूपे नमो नमः ।
शब्दब्रह्मि चतुर्हस्ते सर्वसिद्ध्यै नमो नमः ॥८॥
Shuddha-Sphattika-Ruupaayai Suukssma-Ruupe Namo Namah |
Shabdabrahmi Catur-Haste Sarva-Siddhyai Namo Namah ||8||

8.1: Colei che è pura come cristallo, la cui natura è estremamente sottile, sia lode, sia lode a Lei.
8.2: Colei che è personificazione del Sabda Brahman, che ha quattro mani ed è personificazione di tutte le Siddhi, sia lode, sia lode a Lei.

मुक्तालङ्कृतसर्वाङ्ग्यै मूलाधारे नमो नमः ।
मूलमन्त्रस्वरूपायै मूलशक्त्यै नमो नमः ॥९॥
Mukta-Alangkrta-Sarva-Anggyai Muula-[A]adhaare Namo Namah |
Muula-Mantra-Svaruupaayai Muula-Shaktyai Namo Namah ||9||

9.1: Colei il cui corpo è decorato da monili di perle, Colei che è il supporto alla base di tutto l’esistente, sia lode, sia lode a Lei.
9.2: Colei che è fondamento di tutti i Mantra, che è fondamento di tutte le Shakti, sia lode, sia lode a Lei.

मनो मणिमहायोगे वागीश्वरि नमो नमः ।
वाग्भ्यै वरदहस्तायै वरदायै नमो नमः ॥१०॥
Mano Manni-Mahaa-Yoge Vaag-Iishvari Namo Namah |
Vaagbhyai Varada-Hastaayai Varadaayai Namo Namah ||10||

10.1: Colei che come un gioiello brilla nella mente come il Grande Yoga, Colei che è la dea della parola, sia lode, sia lode a Lei.
10.2: Colei che è l’origine da cui proviene la Parola, che porge la mano generosa di doni, colei che concede ogni Bene, sia lode, sia lode a Lei.

वेदायै वेदरूपायै वेदान्तायै नमो नमः ।
गुणदोषविवर्जिन्यै गुणदीप्त्यै नमो नमः ॥११॥
Vedaayai Veda-Ruupaayai Vedaantaayai Namo Namah |
Gunna-Dossa-Vivarjinyai Gunna-Diiptyai Namo Namah ||11||

11.1: Colei che è lo stesso Veda, la cui forma rappresenta i Veda, la cui essenza è il culmine dei Veda, conosciuta come Vedanta; sia lode, sia lode a Lei.
11.2: Colei la cui essenza trascendente è priva di vizi e di virtù; la cui immagine risplende di tutte le virtù; sia lode, sia lode a Lei.

सर्वज्ञाने सदानन्दे सर्वरूपे नमो नमः ।
सम्पन्नायै कुमार्यै च सर्वज्ञे नमो नमः ॥१२॥
Sarva-Jnyaane Sada-[A]anande Sarva-Ruupe Namo Namah |
Sampannaayai Kumaaryai Ca Sarvajnye Namo Namah ||12||

12.1: Colei che è l’essenza al di là del conoscibile, che sempre effonde la Gioia della Divina Beatitudine e che è presente in tutte le forme; sia lode, sia lode a Lei.
12.2: Colei che è somma di tutte le perfezioni, colei che è sempre nuova e che tutto conosce; sia lode, sia lode a Lei

योगानार्य उमादेव्यै योगानन्दे नमो नमः ।
दिव्यज्ञान त्रिनेत्रायै दिव्यमूर्त्यै नमो नमः ॥१३॥
Yogaan-Aarya Umaadevyai Yoga-[A]anande Namo Namah |
Divya-Jnyaana Tri-Netraayai Divya-Muurtyai Namo Namah ||13||

13.1: Colei che è Maestra dello Yoga, Uma Devi, Beatitudine dello Yoga; sia lode, sia lode a Lei.
13.2: Colei che è personificazione della divina conoscenza, che ha tre occhi e aspetto divino; sia lode, sia lode a Lei.

अर्धचन्द्रजटाधारि चन्द्रबिम्बे नमो नमः ।
चन्द्रादित्यजटाधारि चन्द्रबिम्बे नमो नमः ॥१४॥
Ardha-Candra-Jattaa-Dhaari Candra-Bimbe Namo Namah |
Candra-[A]aditya-Jattaa-Dhaari Candra-Bimbe Namo Namah ||14||

14.1: Colei che porta la mezzaluna tra i capelli ricci e il cui viso bellissimo illumina come il riflesso della luna; sia lode, sia lode a Lei.
14.2: Colei che porta il sole e la luna tra i capelli ricci, e il cui viso bellissimo illumina come il riflesso della luna; sia lode, sia lode a Lei.

अणुरूपे महारूपे विश्वरूपे नमो नमः ।
अणिमाद्यष्टसिद्ध्यायै आनन्दायै नमो नमः ॥१५॥
Annu-Ruupe Mahaa-Ruupe Vishva-Ruupe Namo Namah |
Annima-[A]ady-Asstta-Siddhyaayai Aanandaayai Namo Namah ||15||

15.1: Colei che è presente in forma infinitesimale e in forma estesa, così come nella forma universale; sia lode, sia lode a Lei.
15.2: Colei che ha realizzato le otto Siddhi, e che accorda a tutti felicità; sia lode, sia lode a Lei.

ज्ञानविज्ञानरूपायै ज्ञानमूर्ते नमो नमः ।
नानाशास्त्रस्वरूपायै नानारूपे नमो नमः ॥१६॥
Jnyaana-Vijnyaana-Ruupaayai Jnyaana-Muurte Namo Namah |
Naanaa-Shaastra-Svaruupaayai Naanaa-Ruupe Namo Namah ||16||

16.1: Colei che è presente in tutti gli esseri come conoscenza e intelligenza, colei che impersona la conoscenza stessa; sia lode, sia lode a Lei.
16.2: Colei che è presente quale essenza al di là delle diverse Scritture e delle differenti forme; sia lode, sia lode a Lei.

पद्मदा पद्मवंशा च पद्मरूपे नमो नमः ।
परमेष्ठ्यै परामूर्त्यै नमस्ते पापनाशिनि ॥१७॥
Padmadaa Padma-Vamshaa Ca Padma-Ruupe Namo Namah |
Paramesstthyai Paraa-Muurtyai Namaste Paapa-Naashini ||17||

17.1: Colei che dona il fiore di Loto (purezza), e che discende da una stirpe di fiori di Loto, e che è forma del fiore di Loto; sia lode, sia lode a Lei.
17.2: Colei che la Natura Suprema e la natura incarnata; sia lode, sia lode a Lei.

महादेव्यै महाकाल्यै महालक्ष्म्यै नमो नमः ।
ब्रह्मविष्णुशिवायै च ब्रह्मनार्यै नमो नमः ॥१८॥
Mahaa-Devyai Mahaakaalyai Mahaalakssmyai Namo Namah |
Brahma-Vissnnu-Shivaayai Ca Brahman-Aaryai Namo Namah ||18||

18.1: Colei che è la Mahadevi, Mahakali e Mahalakshmi; sia lode, sia lode a Lei.
18.2: Colei che è Brahma, Vishnu e Shiva, ed è il più nobile Brahman; sia lode, sia lode a Lei.

कमलाकरपुष्पा च कामरूपे नमो नमः ।
कपालि कर्मदीप्तायै कर्मदायै नमो नमः ॥१९॥
Kamala-[A]akara-Pusspaa Ca Kaama-Ruupe Namo Namah |
Kapaali Karma-Diiptaayai Karma-Daayai Namo Namah ||19||

19.1: Colei da cui emerge il fiore di Loto (la purezza) e la cui forma esprime l’esaudirsi di tutti i desideri; sia lode, sia lode a Lei.
19.2: Colei che riceve le oblazioni, colei che è la gloria dei sacrifici e delle altre azioni e che è l’energia alla base di ogni azione; sia lode, sia lode a Lei.

सायं प्रातः पठेन्नित्यं षण्मासात् सिद्धिरुच्यते ।
चोरव्याघ्रभयं नास्ति पठतां शृण्वतामपि ॥२०॥
Saayam Praatah Patthen-Nityam Ssann-Maasaat Siddhir-Ucyate |
Cora-Vyaaghra-Bhayam Naasti Patthataam Shrnnvataam-Api ||20||

20.1: Coloro che reciteranno questo Stotra regolarmente, nel primo mattina e alla sera, per sei mese e con devozione, diventeranno qualificati per le Siddhi.
20.2: Coloro che ascolteranno questo Stotra non dovranno temere i ladri né le tigri.

इत्थं सरस्वतीस्तोत्रम् अगस्त्यमुनिवाचकम् ।
सर्वसिद्धिकरं नॄणां सर्वपापप्रणाशणम् ॥२१॥
Ittham Sarasvatii-Stotram Agastya-Muni-Vaacakam |
Sarva-Siddhi-Karam Nrrnnaam Sarva-Paapa-Prannaashannam ||21||

21.1: Perciò questo Saraswati Stotram, composto dal Saggio Agastya,
21.2: conduce a tutte le realizzazioni e libera da tutti i peccati.

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Shri Mahakali Chalisa

kali

 

JAYATI MAHAAKAALII JAYATI,
AADYA KAALII MAATA
JAI KARAALA VADANE JAYATI,
JAGATA MAATU VIKHYAATA

Vittoria a Te, Oh Mahakali! Vittoria a Te, Oh primordiale fonte di tutti gli esseri! Vittoria a Te, Oh Dea dall’aspetto formidabile, che sei rinomata come la madre del mondo!

JAI JAI RUUPA PRACHANDIKAA,
MAHAAKAALIKAA DEVI
JAYATI JAYATI SHIVA-CHANDRIKAA,
SURA NARA MUNIJANA SEVI

Vittoria, tutte le vittorie a Te, Oh grande Dea Mahakalika, dal terribile e pauroso aspetto! Vittoria a Te, Oh Luna sui capelli di Shiva che sei sempre adorata dagli dei, uomini, eremiti e devoti.

JAYATI JAYATI RAKTAASANAA,
RAUDRAMUKHI RUDRAANII
ARI SHONITA KHAPPARA BHARANII,
KHADAGA DHAARINII SHUCHI PAANI

Vittoria, tutte le vittorie a Te, Oh consorte di Rudra; sei spaventosa da guardare e preferisci bere sangue caldo; sei descritta con una spada nella tua santa mano e mentre riempi con il sangue delle tue vittime la tua ciotola fatta con un cranio.

JAI JAI JAI MAIYAA SHRII KAALII
JAYATI KHADAGA KARA KHAPPARA VAALII
JAYATI MAHAAMAAYAA VIKARAALAA
RUDRA-SHAKTI KAALAHUN KO KAALAA

Gloria, gloria a te, Oh Kali, portatrice di una ciotola fatta con un cranio e di una spada nelle tue mani. Vittoria a Te, Oh terribile Delusione, potenza di Rudra e la vera morte della Morte.

MAAN MADHU KAITABHA KE VADHA HETU
PRAGATI SHRII HARI KE TANA SE TUU
SHYAAMALA GAATA MAATA TAVA SOHATA
RAVI SAMA CAVI LAKHI CHAVIPATI MOHATA

Oh Madre, è per la sconfitta dei demoni Madhu e Kaitabha che Tu sei apparsa dal corpo di Hari. Oh Madre, la tua oscura forma radiante come il sole sembra così splendidamente bella che il dio della bellezza stesso non può che soccombere al tuo fascino.

DASHA MUKHA TIISA NETRA MANA BHAAVANA
BHAALA BAALA SHASHI MUKUTA SUHAAVANA
KO CHAVI VARANI SAKAI MAAN TERII
SHYAAMA KESHA JANU GHATAA SUGHERII

Tu hai dieci faccie con trenta affascinanti occhi, una luna crescente e una bella corona sulla tua testa. Oh Divina Madre; chi può descrivere la tua avvenenza e i tuoi capelli neri che sembrano nuvole ammassate?

URA ARI MUNDAMAALA CHAVI CHAAJATA
ASTRA SHASTRA DASHA HASTA VIRAAJATA
KHAPPARA KHADAGA TRISHUULA KUTHAARII
GADAA CHAKRA DHANU SHANKHA SUDHAARII

La bellezza della ghirlanda fatta con i teschi delle tue vittime appare splendida come lo sono le armi in tutte le tue dieci braccia. Tu porti un teschio, una spada, un tridente, un’ascia, una clava, un disco, un arco e una conchiglia, tutte al loro giusto posto.

ARI KARA KATANA GHAANGARAA RAAJAI
ANGA-ANGA SHUCHI BHUUSANA SAAJAI
RANJITA RAKTA DASA CHARANA KARAALAA
JIHI VISHAALA RUUPA VIKARAALAA

La bella gonna fatta dalle braccia mozzate dei tuoi nemici sembra così appropriata come i sacri ornamenti che adornano ogni parte del tuo corpo. I tuoi dieci terrificanti piedi sono tutti macchiati di sangue e sporge la tua lunga lingua facendoti apparire paurosa. Continua a Leggere →

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Durga Chalisa

DURGA
NAMO NAMO DURGE SUKH KARANI – NAMO NAMO AMBE DUKH HARANI
I miei omaggi a Te Oh Dea Durga, dispensatrice di felicità! I miei omaggi a Te Oh Dea Amba, che fa finire ogni miseria.

NIRAKAR HAI JYOTI TUMHARI – TIHOUN LOK PHAILI OUJIYARI
La luminosità della Tua luce è senza limite e tutto pervade e tutti i tre regni (Terra, Paradiso e Inferno) sono illuminati da Te.

SHASHI LALAT MUKH MAHA VISHALA – NETRA LAL BHRIKOUTEE VIKARALA
Il Tuo viso è come la luna e la bocca è molto grande. I Tuoi occhi sono illuminati da una luce rossa ed hai un cipiglio spaventoso.

ROOP MATOU KO ADHIK SOUHAVE – DARSHA KARATA JANA ATI SOUKH PAVE
Oh Madre, il tuo aspetto è incantevole, la vista che assicura di gran lunga benessere ai devoti.

TOUM SANSAR SHAKTI LAYA KEENA – PALANA HEYTU ANNA DHAN DEENA
Tutti i poteri del mondo sono riposti in Te e sei Tu che dai cibo e ricchezza al mondo.

ANNAPOORNA HOUI JAG PALA – TUMHI ADI SUNDARI BALA
Come Annapoorna la Madre che nutre, Tu alimenti l’intero universo e sei Tu che appari come l’intramontabile Bala Sundari (giovane donna di estrema bellezza).

PRALAYAKALA SAB NASHANA HARI – TOUM GOWRI SHIV SHANKAR PYARI
Al tempo della dissoluzione, sei Tu, Oh Madre, che tutto distrugge. sei l’amata consorte del Signore Shiva, Gori (Parvati).

SHIV YOGI TUMHRE GUN GAVEIN – BRAHMA VISHNU TUMHEIN NIT DHYAVEIN
Il Signore Shiva e tutti gli yogi cantano sempre le Tue lodi. Brahma, Vishnu e tutti gli altri Dei meditano sempre su Te.

ROOP SARASWATI KO TOUM DHARA – DEY SUBUDDHI RISHI MUNINA UBARA
Appari anche nella forma della Dea Saraswati, per garantire saggezza ai saggi ed assicurare il loro benessere.

DHARYO ROOP NARSIMHA KO AMBA – PRAGAT BHAYI PHAR KAR KHAMBA
Oh Madre Amba! Eri Tu che sei apparsa nella forma di Narsimha, uscendo dalla colonna.

RAKSHA KARI PRAHLAD BACHAYO – HIRANYAYKSH KO SWARGA PATHAYO
Che salvò Prahlad ed anche Hiranyakashyap andò in Paradiso essendo ucciso dalle Tue mani. Continua a Leggere →

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La Madre Universale, di Sri Sitaramdas Omkarnath

La Madre Divina non è lontana. Ella risiede sempre nel profondo del vostro cuore. E’ lei l’occhio dei vostri occhi, l’orecchio delle vostre orecchie, la parola delle vostre parole e la vita della vostra vita. La Madre Divina racchiude in sé l’intero universo ed esiste all’interno e all’esterno di ogni essere animato o inanimato. Nello stato Senza Forma (Nirguna) è il Padre; nello stato Con Forma (Saguna) è la Madre.
Se sei amato dalla Madre, perché piangere? Basta immaginare di essere seduti sulle ginocchia della Madre, mentre ci stringe con dieci braccia. Invece, se si trascorre la vita guardando di fronte (all’esterno), si è spaventati e si piange alla vista del dolore e della malattia, della povertà e del bisogno che nuotano come squali affamati nell’oceano della vita. Si guardi per un attimo all’indietro (all’interno); osservate su quali ginocchia state seduti; chi vi tiene tra le sue braccia. Riportate all’interno i sensi che si proiettano all’esterno e osservate come la Madre vi protegga in ogni momento. Asciugate le vostre lacrime, scacciatele. Dite soltanto Durga, Durga, Durga.

Chiunque abbia preso rifugio nella Madre, ha conquistato la pace perfetta ed eterna. Pensate a Ramprasad, Kamlakanta, Vamakshepa, Ramakrishna Paramhamsa – tutti loro hanno ottenuto la Sua visione (Darshan). Anche nella nostra epoca la Madre si manifesta. Appare agli occhi di chi la chiama con autentica devozione (Bhakti) e con umiltà. Anche se non avete fede, chiamate la Madre. Se la chiamerete, la vostra fede gradualmente si accrescerà. Se non potete rivolgervi a lei con zelo, ripetete ugualmente Durga Durga Durga, il vostro zelo si accrescerà. I dubbi svaniranno. Ripetete costantemente Durga, Durga, Durga.

Shiva ha detto “E’ un Liberato (Mukta) colui che con Devozione (Bhakti) pensa Durga, distruttrice del dolore e della povertà. Colui che recita il Japa del Nome di Durga, colui che medita (Dhyan) Durga è un Liberato (Mukta), non vi è alcun dubbio.” Se continuate a ripetere il nome Durga, Durga, Durga, il loto del vostro cuore si schiuderà. Allora vedrete la Madre in tutto il suo splendore. Non occorre cercare lontano, non serve cercare alcun mezzo. La Madre ha già preso su di sé l’intera responsabilità del vostro benessere e costantemente vi protegge. Se proseguite con la ripetizione del Japa di Durga, realizzerete che non siete privi di sostegno in questo mondo. La Madre è sempre al vostro fianco. Continuate a ripetere costantemente Durga, Durga, Durga.

Non c’è rito comparabile al Durga Puja. Nessun risultato è comparabile alla realizzazione di Durga. Nessuna conoscenza (Jnana) è comparabile alla conoscenza di Durga. Se costantemente ripeterete il Japa di Durga, dicendo Durga, Durga, l’ignoranza che vi fa pensare “io sono il corpo” automaticamente si annienterà. Proseguendo nella ripetizione di questo Japa, il vostro cuore si riempirà di luce, vibrazione e beatitudine (Ananda). Dunque realizzerete da soli che “io non sono questo corpo, io sono l’Atma” e potrete vedere dentro di voi il luminoso Omkar Atma in forma di Nada. Proseguite nella ripetizione di Durga, Durga, Durga. Non c’è voto (Tapasya) in questo mondo, che si compia con parole, azioni o pensieri, non c’è digiuno, ecc, che sia comparabile al Tapasya del Japa del Durga Naam. Lo scopo di tutti i Tapasya è realizzare la Madre, che è sempre colma di Ananda e ha la forma dell’Omkar. Se si compie il Japa Durga, Durga, ella illuminerà il loto del nostro cuore e apparirà davanti ai nostri occhi. Dunque non ci si deve preoccupare. Si continui a dire Durga, Durga, Durga.

Sri Sitaramdas Omkarnath

(Navratri 2012: 16 – 23 Ottobre)

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Chinnamasta, la Madre Senza Testa e la Liberazione (ed Eulogia)

La shakti Chinnamasta, la cui rappresentazione è senza testa, è la potente Grazia Divina, o discesa, che volge lo yogi spiritualmente maturo a sciogliere la sua mente, gli attaccamenti, le abitudini, i concetti nella Coscienza Pura, e a trascendere quindi la mente per fondersi con lo stato sovra-mentale o non-mentale (unmana) della Divina Beatitudine.

Non è ragionevole temere la perdita del raziocinio, perché la morte prima o poi ci porta a compiere il grande passaggio, indipendentemente dal fatto che lo vogliamo o no. Ma chi muore prima di morire, non muore dopo la morte.

La via indicata per il risveglio spirituale è propriamente il cosiddetto “sacrificio della conoscenza”, che implica la rinuncia al complesso meccanismo di pensieri, attaccamento e possesso, di cui il più persistente è l’idea “Io sono il corpo”.

Questo sacrificio è simboleggiato dal taglio della testa, che indica la separazione della mente dal corpo, o la libertà della coscienza dal corredo materiale del corpo fisico, e insieme è liberazione del potenziale delle energie sottili.

Questo tipo di esperienza generalmente provoca un preciso ri-orientamento delle energie verso un più profondo percorso spirituale e quindi è assimilata, nella tradizione iniziatica, a una “seconda nascita”.

L’immagine terribile della grande Madre Senza Testa, è il modo più espressivo di suggerire la trasformazione fondamentale dell’essere umano, vale a dire la rinuncia alla individualità limitata ed effimera dell’io, per assorbirsi estaticamente in pienezza della coscienza universale di Dio.

Le rappresentazioni iconografiche di Chinnamasta la mostrano nell’atto di recidere la propria testa, e bere il sangue che scaturisce dalla gola aperta.Il suo volto non esprime però alcuna sofferenza o dolore, piuttosto appagamento e beatitudine, e gioia di trascendere la condizione terrena.

Anche se l’idea di trascendere la coscienza corporale può spaventare un certo numero di persone, l’idea di rimanere confinati alla coscienza corporea e soggetti all’influenza del corpo e della morte appare ancora più spaventosa ad altri.

Questo punto di vista è il punto di partenza del ricercatore, incarcerato nella prigione dei sensi e dei desideri del corpo, a cui Chinnamasta appare come la liberazione dalla schiavitù della materia grossolana.

Nell’estasi della felicità senza più confini mentali, Chinnamasta può bere tutto il sangue, le gioie e le sofferenze, il dolore e le speranze della vita terrena, assorbendo e sublimando l’esperienza frammentata del tempo, con le sue delusioni e illusioni.

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La Sua manifestazione volge la trasformazione spirituale del devoto sincero fino alla perfezione. In questo aspetto Chinnamasta assume il nome di Prachanda Chandika, identificandosi con la forma più terribile di Kali, Chandi. Un altro suo aspetto terribile può essere anche correlato con Tripura Bhairavi , la guerriera. Tuttavia, mentre Tripura Bhairavi si accorda con le energie telluriche fondamentali, e la sua posizione è Muladhara Chakra, Chinnamasta risuona con le energie dinamiche sottili dell’ aria.

Dunque Chinnamasta agisce principalmente in quello che chiamiamo il mondo intermedio, che collega l’aspetto trascendente della manifestazione con quello materiale. Così essa rappresenta il fulmine che unifica il cielo e la terra, come allegorie della mente e del corpo dell’essere umano.

Il suo obiettivo fondamentale è quello di liberare dai limiti della condizione di spiriti incarnati.

Se Chandi (aspetto più terrificante di Kali) distrugge i demoni e le entità asuriche subumane, l’aspetto di Prachanda Chandi di Chinnamasta distrugge il nemico ultimo e più importante della spiritualità – l’ego.

Da un altro punto di vista, Chinnamasta si identifica con Indrani, la controparte femminile del grande dio vedico Indra e la più grande e più importante di tutte le Dee. Indrani è anche equivalente di Vairochani, “la brillante”, “che irradia con forza”, attributo della dea Durga, descritta infatti nello stesso modo. Chinnamasta è anche chiamata Vajra Vairochani, che significa “il fulmine che tiene il tuono in braccio”. Come già sappiamo, il tuono è l’arma di Indra ed è la ragione stessa per cui Indra è considerato il dio di Diamante, personificazione dell’istantanea illuminazione spirituale.

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Come forza o potenza terribile del grande Indra, Chinnamasta rappresenta l’energia dei sostrati del subconscio (Vidyut Shakti), l’energia che agisce su tutti i livelli della creazione.

Nel mondo fisico, l’energia elettrica rappresenta solo una delle forme di questo potere di trasformazione si Chinnamasta. A livello mentale, è la corretta comprensione della realtà, e perciò determina anche l’illuminazione spirituale. Di conseguenza, Chinnamasta è metaforicamente il lampo luminoso dell’intuizione spirituale istantanea, che distrugge per sempre il velo dell’ignoranza metafisica, aprendo il cammino verso la libertà spirituale suprema. Questo attributo rappresenta infatti la capacità di percezione diretta, la pura visione che distrugge l’ignoranza e la percezione limitata, rivelando l’unicità della coscienza divina, al di là di nome e forma.

Di conseguenza è la visione spirituale interiore, che sacrifica nel fuoco della pura coscienza tutti gli oggetti appartenenti al mondo manifesto, compreso il corpo della persona che compie questo atto di conoscenza perfetto.

Pertanto, rispetto alla tradizione spirituale Indù, Chinnamasta rappresenta Atma-yajna, cioè il sacrificio di sé, che si manifesta quando qualcuno offre il proprio essere con sincerità al Divino, attraverso un atto chiamato “il sacrificio della mente “, al fine di vivere pienamente l’unità della coscienza divina. Questa fondamentale caratteristica rappresenta anche, per estensione, l’aspetto di Pralaya, la distruzione o riassorbimento del mondo e dell’intero creato nel Cuore Sacro dell’Assoluto.

Nella tradizione spirituale yogica si dice che Chinnamasta raggiunge questa “trasformazione dello stato” attraverso la foratura del blocco sottile al livello di Ajna chakra, che permette allo yogi di trascendere simultaneamente la sua mente e il corpo, consapevolmente.

Questa azione caratteristica è al tempo stesso un’ indicazione diretta del fatto che Chinnamasta rappresenta anche il flusso di energia sottile che circola attraverso Sushumna Nadi, il canale energetico centrale dell’essere umano. Perciò, Chinnamasta è associata con il risveglio e l’ascensione della Kundalini Shakti attraverso Sushumna Nadi, dalla base della spina dorsale, da Muladhara Chakra, fino a Sahasrara chakra, lungo le ipostasi del Sentiero Divino degli Dei vedici, o Vedayana. Continua a Leggere →

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Le dieci Mahavidya, la grande teoria tantrica delle forme della saggezza

Shri Shiva disse: Tara Devi è l’aspetto azzurro, Bagala è l’incarnazione della tartaruga, Dhumavati è il cinghiale, Chinnamasta è Nrisimha, Bhuvaneshvari è Vamana, Matangi è la forma di Rama, Tripura è Jamadagni, Bhairavi è Balabhadra, Mahalakshmi è Buddha, e Durga è Kalki avatar. BhagavatÌ Kali è la forma Krishna.” [Todala Tantra, capitolo 10]

Durante uno dei loro numerosi giochi d’amore, Shiva e Parvati si trovarono ad affrontare un conflitto che sembrava minacciare per sempre la loro unione. Quello che era cominciato come uno scherzo stava diventando tragedia, e un furibondo Shiva minacciava di lasciare Parvati. Parvati non riusciava ad aggiustare le cose, nemmeno ricorrendo a tutte le sue arti. Trovandosi senza scelta, Parvati si moltiplicò in dieci forme differenti, una per ciascuna delle dieci direzioni. Così per quanto Shiva cercasse di fuggire, trovava in ogni direzione una guardiana a bloccargli le vie di fuga.

Ciascuna delle forme manifestate dalla Devi fece realizzare a Shiva verità essenziali e intorno alla natura eterna del loro amore, stabilendo per sempre nei canoni del pensiero indiano la superiorità della Dea sulla sua controparte maschile. Non che Shiva fu sminuito da questa consapevolezza, piuttosto: spiritualmente risvegliato. Questo è vero tanto per il Signore degli Dei, come per noi comuni mortali. Convenientemente esse sono indicate come la Grande Dea della Saggezza, conosciute in Sanscrito come le Mahavidya (Maha – grande; vidya – conoscenza). Infatti nel processo di apprendimento spirituale, la Dea è la musa che guida e ci ispira. Lei è la sacerdotessa che ci dispiega la verità interiore.

Lo spettro di queste dieci Dee copre l’intera gamma delle divinità femminili, che espone la dea terribile, fino alla meravigliosamente bella.

1) Kali The – l’Eterna Notte
2) Tara – la Dea Compassionevole
3) Shodashi – la Dea Sedicenne
4) Bhuvaneshvari – la Signora del Mondo
5) Chinnamasta – la Dea dalla testa mozzata
6) Bhairavi – la Dea della Decadenza
7) Dhumawati – la Dea Vedova
8) Bagalamukhi – la Dea che afferra la lingua
9) Matangi – la Dea impura
10) Kamala – l’Ultima

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Kali – l’Eterna Notte

Kali è indicata come la prima tra le Mahavidya. Nera come la notte, ha un aspetto terribile e orribile.

Nel Rig-Veda c’è un ‘Inno alla Notte’ (Ratri sukta), che dice che ci sono due tipi di notti. Quella vissuta dagli esseri mortali e l’altra dagli esseri divini. Nel primo caso tutte le attività effimere si fermano, mentre nel secondo anche l’attività divina giunge al riposo. Questa notte assoluta è la notte della distruzione, il potere di kala. La parola kala indica il tempo, in sanscrito. Il nome di Kali è derivato da questa, come dalla parola sanscrita per nero. Ella è dunque la notte senza tempo, sia per i mortali che per gli esseri divini. Di notte tutti i viventi si rifugiano nella sua beatitudine, come uccelli nei loro nidi. Gli abitanti dei villaggi, le mucche e i cavalli, gli uccelli del cielo, gli uomini che viaggiano per affari, gli sciacalli e le bestie selvatiche, tutti con il favore della notte e con gioia si rifugiano in lei, perché a tutti gli esseri sviati dal cammino del giorno lei porta calma e felicità, proprio come una madre. La parola Ratri (notte) è derivato dalla radice ra, “dare”, e si intende “il datore” di felicità, di pace, di beatitudine.

Tara – la Dea Compassionevole

Le similitudini tra Kali e Tara sono palesi e indiscutibili. Entrambe sono assise su una figura maschile in posizione supina, spesso riconoscibile come Shiva, a volte raffigurato come un un cadavere [Shava]. Entrambe indossano abiti succinti o sono nude. Entrambe indossano una collana di teste mozzate di fresco e una cintura di mani umane. Entrambe hanno una lingua penzolante, rossa come il sangue delle loro vittime. Le loro apparizioni sono così simili che è facile scambiare l’una per l’altra. La tradizione orale riporta una storia misteriosa sulla la dea Tara. La leggenda inizia con la zangolatura dell’oceano. Shiva bevve il veleno prodotto dalla zangolatura dell’oceano, salvando così il mondo dalla distruzione, ma cadde sotto il suo effetto potente. Tara apparve a Shiva e lo accolse in grembo. Dolcemente gli offrì il latte dal suo seno per contrastare il veleno, fino a riportarlo alla coscienza. Questo mito ricorda quello in cui Shiva ferma la furia Kali, diventando un bambino. Vedendo il bambino, l’istinto materno di Kali prende il sopravvento, e lei diventa pacifica e accudisce il neonato Shiva. In entrambi i casi, Shiva assume la posizione di un bambino nei confronti della Dea. In altre parole, la Dea Madre è tale anche per il Signore degli Dei.

Il tratto distintivo nell’iconografia di Tara è la forbice che tiene in una delle sue quattro mani. Le forbici si riferiscono alla sua capacità di tagliare tutti gli attaccamenti. Letteralmente ‘tara’ significa stella. Di Tara è detto di essere la stella guida della nostra aspirazione, la musa del percorso creativo. Queste qualità sono una manifestazione della sua compassione. La tradizione buddista ha elevato al massimo le qualità di questa Dea, venerata in Tibet come incarnazione principale di compassione.

Shodashi – la Dea Sedicenne

Shodashi o Tripura-Sundari si dice sia nata per salvare gli dei da un demone potente e iroso. Il racconto inizia quando Shiva annichilì Kama, il dio dell’amore, che aveva cercato di distrarre Shiva dalla sua ascesi. Uno dei seguaci di Shiva stava pulendo le ceneri di Kama , quando da esse sì formò l’immagine di un uomo. L’uomo persuase Shiva ad insegnargli un mantra potente. Con la potenza di questo mantra, si poteva acquisire la metà della potenza del proprio avversario. Ma poiché era stato generato dalle ceneri della collera di Shiva, si rivelò presto un demone feroce. Inebriato dalla sua nuova potenza, incominciò a scatenarsi contro il regno degli dei. Dopo aver subito la sconfitta e l’umiliazione, gli dei vollero propiziare la Dea Tripura-Sundari per ottenere il suo aiuto. La Dea si manifestò e accettò di aiutarli. Prese il comando del campo di battaglia e assestò personalmente un colpo devastante sul potente demone, salvando così la città celeste.

Iconograficamente questa Dea è raffigurata seduta su un loto che poggia sul corpo supino di Shiva, che a sua volta si trova su un trono le cui gambe sono gli dèi Brahma, Vishnu, Shiva, e Rudra. E’ quindi una rappresentazione diretta e incisiva della Dea, che domina le divinità maschili del pantheon induista, secondo una posizione centrale dell’ideologia Mahavidya. Lei è il salvatore di tutti, il Rifugio Supremo.

Tiene in mano arco e frecce. L’arco è fatto di canna da zucchero, simbolo di dolcezza. I suoi dardi sono impregnati di dolcezza. Uno dei suoi epiteti è ‘Tripura-Sundari,’ che significa ‘colei che è bella nei tre regni.’ Un altro suo nome, ‘Lalita’, implica morbidezza. Queste due caratteristiche si ritrovano nelle immagini che la ritraggono come meravigliosamente bella e di splendore insuperabile.

‘Shodashi’ La parola significa letteralmente sedici, in sanscrito. E’ raffigurata come una dolce ragazza di sedici anni. Nella vita umana sedici anni rappresentano l’età della perfezione compiuta, così come sedici giorni costituiscono il ciclo lunare completato dalla luna nuova alla luna piena. La luna piena è la luna di sedici giorni. Questa ragazza di sedici anni regna su tutto ciò che è perfetto, completo, bello.

Una volta Shiva chiamava schezosamente Kali “Kali, Kali” (“Nera, Nera”), alla presenza di alcune dame celesti. Ed essa credette che volesse offenderla per la sua carnagione scura. Dunque, lasciato Shiva, decise di liberarsi della sua oscurità, attraverso l’ascesi. Ma il saggio Narada, vedendo Shiva rimasto solo, chiese dove fosse la moglie. Shiva si lamentò che lei lo aveva abbandonato e scomparve. Con i suoi poteri yogici Narada scoprì che Kali viveva a nord del Monte Sumeru e vi si recò per convincerla a tornare da Shiva. Per convincerla le disse che Shiva pensava di sposare un’altra dea e che lei doveva impedirglielo. Ormai Kali si era liberata della sua carnagione scura, ma ancora non lo sapeva. E quando fu finalmente in presenza di Shiva, vide un riflesso di se stessa con una carnagione chiara nel cuore di Shiva. Credendo che questa fosse un’altra dea, ne fu gelosa e arrabbiata. Shiva le consigliò allora di guardare con più attenzione, con l’occhio della conoscenza, che quello che vedeva nel suo cuore era lei stessa. La storia si conclude con Shiva che dice alla trasformata Kali: “poiché hai assunto una forma molto bella, bella nei tre mondi, il tuo nome sarà Tripura-Sundari. Avrai sempre sedici anni e sarai chiamata con il nome Shodashi. ”

Bhuvaneshvari – la Signora del Mondo

‘Prima di tutto esisteva il sole che apparve nel cielo. I rishi (saggi) offrirono a lui il soma, la pianta sacra, affinché il mondo fosse creato. A quel tempo regnava Shodashi, la Shakti con cui il Sole ha creato i tre mondi. Dopo che il mondo fu creato, la dea assunse una forma appropriata per il mondo manifesto.’

Con questa leggenda si tramanda la figura di Bhuvaneshvari, letteralmente ‘Signora del mondo.’ Bhuvaneshvari rimane pertanto immanifesta fino alla creazione del mondo. E’ collegata soprattutto con l’aspetto visibile e materiale del mondo creato. Più di ogni altra Mahavidya, con l’eccezione di Kamala (di cui in seguito), Bhuvaneshvari è associata e identificata con la creazione e l’energia. Lei incarna la dinamica caratteristica e le parti che compongono il mondo e che prestano alla creazione il suo carattere distintivo. Lei prende parte alla creazione e la pervade nella continuità.

Bhuvaneshvari Mahavidya è citata spesso. E’ descritta dal bel viso luminoso, incorniciato da capelli fluenti dal colore delle api nere. I suoi occhi sono grandi, le sue labbra carnose e rosse, il naso delicato. I suoi seni sodi sono colorati di pasta di sandalo e zafferano. La sua vita è sottile, e le cosce, i glutei, e l’ombelico sono belli. La gola bella è decorata di gioielli, e le sue braccia sono fatte per abbracciare.

La sua bellezza e l’attrattiva possono essere intese come affermazione del mondo fisico. Nel pensiero tantrico non è ammesso denigrare il mondo o ritenerlo meramente illusorio, così come invece avviene in alcuni percorsi astratti del pensiero indiano. Ciò è dato dalla convinzione che il mondo fisico, i ritmi della creazione, mantenimento e distruzione, anche i desideri e le sofferenze della condizione umana non siano altro che il gioco di Bhuvaneshvari, il suo magnifico, gioioso divertimento.

Chinnamasta – la Dea dalla testa mozzata

Un giorno, Parvati faceva il bagno nel fiume Mandakini con le sue ancelle Jaya e Vijaya. Dopo il bagno il colore della grande dea era diventato nero per l’eccitazione. Ma le sue ancelle le dissero: “Dacci qualcosa da mangiare. Siamo affamate”. Lei rispose: “Vi darò cibo, ma ora attendete.” Dopo un po’, riformularono la richiesta. Lei rispose: “Aspettate, sto pensando ad altre questioni”. Attesero ancora, poi incominciarono a implorare, “Tu sei la madre dell’universo. Un bambino chiede tutto alla madre. La madre dà ai suoi figli non solo cibo, ma anche vestiti per il corpo. Tu sei conosciuta per la tua misericordia, e noi ti preghiamo di darci cibo “. Sentendo questo, la consorte di Shiva disse loro che avrebbe dato qualsiasi cosa quando fossero giunte a casa. Ma ancora una volta le ancelle domandarono: “Siamo torturate dalla fame, o Madre dell’Universo. Fai che possiamo essere sfamate, o Misericordiosa, tu che accordi ogni bene, che esaudisci ogni desiderio.”

Chinnamasta rispose: Questa affermazione è vera! Quindi la dea misericordiosa sorrise e in un attimo tagliò la propria testa. La testa mozzata le cadde sul palmo della mano sinistra. Tre flussi di sangue fuoriuscirono dalla gola, da sinistra e da destra caddero rispettivamente in bocca alle sue ancelle e quello centrale cadde nella sua bocca.

Dopo aver compiuto questo atto, Parvati divenne nota come Chinnamasta.Nell’iconografia, Chinnamasta è mostrata in piedi sulla coppia di Kamadeva e Rati, con Rati sopra. Essi sono sdraiati su un loto, impegnati nell’amore. Ci sono due diverse interpretazioni di questa iconografia: come un simbolo di controllo del desiderio sessuale, o come simbolo di incarnazione dell’energia sessuale.

L’interpretazione più comune è quella che vede la Dea dominare e vincere su Kamadeva e Rati, cioè il desiderio sessuale e l’atto. Per questa scuola di pensiero l’immagine significa autocontrollo, che si ritiene essere il segno distintivo di uno Yogi compiuto.

Una interpretazione del tutto diversa afferma che la presenza della coppia di amanti è propriamente un simbolo della Dea, personificazione dell’energia sessuale. Proprio come un sedile di loto si ritiene indichi buon auspicio e purezza per la divinità che vi è assisa, così Kamadeva e Rati offrono alla Dea in piedi su di loro il potere e l’energia generata dal loro amore. Zampillante in tutto il corpo, questa energia scaturisce fuori dal busto senza testa per nutrire i devoti e anche per rigenerare se stessa. Significativamente qui la coppia amorosa non si contrappone alla dea, ma è una parte integrante del flusso ritmico di energia che compone l’icona Chinnamasta.

L’immagine di Chinnamasta è dunque una composizione, che rappresenta la realtà come un sistema di sesso, morte, creazione, distruzione e rigenerazione. E’ rappresentazione del fatto che la vita, il sesso e la morte sono parti complementari e integrate del grande schema unificato che compone l’universo manifesto. I forti contrasti in questo scenario iconografico – la decapitazione raccapricciante, la coppia di amanti, il bere del sangue fresco, tutte disposte in un delicato disegno armonico – risvegliano nello spettatore consapevolezza della verità che la vita si nutre di morte e necessita di morte e che il destino ultimo del sesso è perpetuare la vita, che a sua volta giungerà al decadimento e a morire per nutrire altra vita. Come sono disposte nella maggior parte delle riproduzioni dell’icona, il loto e la coppia sembrano canalizzare una potente forze vitale nella Dea. La coppia godendo del sesso sembra trasmettere un insistente impulso vitale alla dea, convogliando energia. E in alto, come una fontana che zampilla, il sangue che sgorga dal collo reciso è la forza vitale che lascia il suo corpo, per fluire alla bocca dei devoti per nutrirli e sostenerli. Il ciclo è crudamente rappresentato: la vita (la coppia amorosa), la morte (la dea decapitata) e il nutrimento (le yogini ancelle che bevono il suo sangue). Continua a Leggere →

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