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Quello è infinito, questo è infinito. Sottraendo questo infinito a quell’infinito, ciò che resta è infinito.

Isavasya Upanisad

Vasant Panchami

Posted by beatrice on January 20, 2010

Dea Saraswati,
bella come la luna del colore del gelsomino,
ghirlanda pura e bianca come gocce di fresca rugiada,
vestita di bianche vesti radiose,
tu che tra le tue splendide braccia tieni il veena,
che hai per trono un bianco loto,
circondata e rispettata da tutti gli Dei, proteggimi.
Rimuovi completamente da me la negligenza, la lentezza e l’ignoranza.

Yaa Kundendu tushaara haaradhavalaa, Yaa shubhravastraavritha|
Yaa veenavara dandamanditakara, Yaa shwetha padmaasana||
Yaa brahmaachyutha shankara prabhritibhir Devaisadaa Vanditha|
Saa Maam Paatu Saraswatee Bhagavatee Nihshesha jaadyaapahaa||

La festa di Diwali - o festa della luce- è dedicata a Lakshmi, Dea della prosperità, e Navaratri a Durga, dea della forza e del potere; Vasanti Panchami è invece dedicata a Saraswati, Dea della conoscenza e del sapere. Saraswati rappresenta le tre vie del sapere e della consapevolezza. E’ la madre dei Veda e con un canto a lei dedicato, chiamato ‘Saraswati Vandana’, spesso si aprono e si concludono le lezioni vediche.
La festività si celebra ogni anno durante il quinto giorno della quindicina chiara del mese lunare di Magha, nel giorno detto ‘Vasant Panchami’.
Saraswati, Dea della conoscenza, dell’arte e della musica è figlia di Shiva e di Durga. Si deve a lei il dono agli uomini della parola, della saggezza e della conoscenza. E’ rappresentata con quattro braccia che simboleggiano i quattro aspetti dell’apprendimento umano: mente, intelletto, attenzione ed ego. Reca in una mano le sacre Scritture e un loto - simbolo della vera conoscenza - in un’altra. Con le altre due mani suona la musica dell’amore e della vita con uno trumento a corde chiamato veena. Veste di bianco - simbolo di purezza - e cavalca un cigno bianco che rappresenta il Sattwa Guna, ovvero la purezza e la discriminazione filosofica. Continua a leggere »

Swami Veetamohananda: Rinnovamento di sé attraverso la meditazione

Posted by beatrice on January 17, 2010

La creazione, la conservazione e la dissoluzione dell’universo sono in realtà il dharana, il dhiana, e il samadhi cosmico dello yoga di Dio, messo in opera su una base astronomica. La conservazione dell’universo intero è un grande manifestazione della meditazione di Dio. La fecondità, la varietà, la complessità e il potere inesauribile di vita della mente, non sono altro che gli splendori dello yoga di Dio. Dato questo, la lotta per la spiritualità dell’uomo, lo yoga umano, non è che una frazione infinitesimale dello yoga universale di Dio.

Traduzione a cura di Franca Mussa, fonte: http://www.gruppovedantalila.it

La crescita spirituale è il risultato di un rinnovamento continuo di sé. Implica lo sviluppo o la creazione di un qualcosa in più. Per funzionare e mantenersi il corpo riceve la propria energia dal catabolismo, un fenomeno di degrado delle molecole organiche e dei tessuti. Questa degradazione è compensata dall’anabolismo, che è un fenomeno di assimilazione e di edificazione delle stesse molecole e tessuti. Questi due processi costituiscono il metabolismo, una delle tre fondamentali caratteristiche degli organismi viventi, le altre due sono l’evoluzione e la coscienza.

Se l’anabolismo equilibra semplicemente il catabolismo, il corpo sarà capace di mantenersi, ma non crescerà. Un surplus di energia e di tessuti è indispensabile per il suo sviluppo e ciò diventa possibile soltanto se il processo costruttore supera il processo distruttore.

Lo stesso fenomeno si verifica nella vita spirituale.

La lotta per la spiritualità comporta una quantità considerevole di distruzioni: distruzione delle passate abitudini, dei ricordi, dei comportamenti, dei sentimenti, dei piaceri inferiori, ecc. Comporta anche una importante spesa di energia mentale per padroneggiare le pulsioni, gli istinti e la mente.

Se ciò non è compensato da un processo positivo e costruttore, la vita spirituale presto sembrerà vana e apparirà come un forma supplementare di inutili sofferenze.

Un processo equilibrante e rigenerante di anabolismo spirituale esiste, si chiama yoga.

Tuttavia, per ottenere un’evoluzione o un progresso spirituale, deve superare gli effetti distruttori della lotta per la spiritualità, altrimenti permetterà solo di condurre una vita ben regolata e pacifica.

In altri termini, lo yoga diventa un mezzo efficace di crescita spirituale solo se è praticato con un certo grado di intensità e portato a livelli sempre più elevati.

La crescita spirituale non è uno sviluppo globale a tre dimensioni. E’ un’evoluzione del sé. Un progresso della coscienza da un livello inferiore verso un livello superiore.

Lo yoga è un sistema completo di discipline che agiscono ognuna a differenti livelli della personalità. La sua azione è la trasformazione o la sviluppo della coscienza. La crescita spirituale richiede non soltanto di raccogliere tutte le capacità e tutte le energie delle diverse parti della personalità, ma anche di trasformare e sviluppare la coscienza.

Di tutte le discipline dello yoga, è la meditazione quella che porta più direttamente e con la maggiore efficacia questo rinnovamento e questa trasformazione interiore.

Come può raggiungere questo risultato? Questo è il soggetto del nostro scambio di oggi.

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Papa Damballah (Haiti, gennaio 2010)

Posted by beatrice on January 13, 2010

“Haiti ha un passato glorioso, ma un presente drammatico e un futuro fosco” Joel Dreyfuss, oggi.

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Il brano che segue è l’incipit di un romanzo importante e di eccezionale efficacia su quel passato glorioso e poco conosciuto dell’isola di Haiti, libro che ha il pregio di riportare, al lettore sensibile, tracce vivissime e sottili della spiritualità e della gnosi afrocaraibica, accennate anche nella frase enigmatica sull’Africa “in fondo al mare” che chiude il brano, metafora del sentimento del “ritorno a casa”, cara a ogni anima che abbia sofferto il senso della schiavitù terrena e l’anelito alla liberazione. Un libro che parla soprattutto di una strana rivoluzione, di passioni furiose, di magia e di Dei ancestrali.

Questa citazione è un modestissimo omaggio alla terra di Haiti, che oggi è devastata da un terremoto di proporzioni apocalittiche; una terra a cui riconosco di custodire una Tradizione, cioè la narrazione vivente, per figure e riti, della possibilità di Unione con il divino e la nostalgia per il Ritorno.

§§§

Dal romanzo: Quando le anime si sollevano
di Madison Smartt Bell

PROLOGO
Avere levato l’àncora con la marea del mattino è stato un sollievo. Le voci di nuovi disordini hanno reso gli ultimi giorni in porto terribilmente inquieti: forse si prepara una rivolta ben più grave, scatenata dalla deportazione del capo brigante Toussaint, nostro passeggero e prigioniero. Tutte le fazioni della città di Le Cap, o meglio di quel che ne rimane, sono insorte l’una contro l’altra. Quanto al porto stesso, pullula di squali voraci pronti a divorare le carni di chi ha la peggio nelle battaglie sulla costa.
Ecco perché mi rinfranca trovarmi ormai così distante, qui sulla poppa, la brezza in volto, a osservare le rovine fuligginose che s’inabissano velocemente all’orizzonte. In dieci anni Le Cap è stata rasa al suolo per ben due volte, ma anche all’apice del suo splendore, se ammirata da lontano, non poteva sembrare che una precaria roccaforte su queste rive selvagge. Mentre doppiamo il capo vedo la città cedere il passo a scarpate rocciose che scendono a strapiombo tra le onde; più in alto si staglia la tenebra impenetrabile delle foreste o, dove gli alberi sono stati abbattuti, picchi spogli e affilati come aghi. Il mio soggiorno è stato breve, ma per quanto mi riguarda è durato anche troppo. Nulla è andato a buon fine da queste parti: la mano dell’uomo civilizzato è riuscita soltanto a trasformare in deserto la natura selvaggia. Forse, prima di Colombo, l’isola era una specie di Eden. Credo sarebbe stato meglio per tutti se non vi fosse mai sbarcato.
Quando siamo salpati, accanto a me e agli altri ufficiali di bordo c’erano alcuni membri della cerchia di Toussaint, lo schiavo ribelle; da par suo, il gentiluomo se ne rimaneva strettamente sorvegliato sottocoperta. Finora ai suoi amici è stato concesso di muoversi a loro piacimento per la nave, e io ho cercato di studiarli da vicino per poterne un giorno affidare alla carta una descrizione, destinata a chi, non lo so. Continua a leggere »

La cura della follia

Posted by beatrice on December 10, 2009

Una volta, quando Sri Ramana si trovava presso lo Sriramanasramam, Sri Paramacharya (Sri Chandrasekharendra Saraswati Swamigal) mandò una coppia e il loro bambino di dieci anni, affetto da una malattia mentale, a Tiruvannamali perchè il bambino restasse con Sri Ramana almeno dieci giorni, e vi ricevesse delle cure. La coppia proveniva da Nellore aveva ricevuto il darshan di Sri Paramacharya. Seguirono le sue indicazioni e si recarono a Tiruvannamalai per incontrare Bhagavn Sri Ramana.
Alla vista del bambino Sri Ramana esordì gioviale: “Ebbene, io sono un pazzo proprio come te!”. Nel giro di tre giorni il bambino era ritornato in salute, e dopo essere rimasti per i dieci giorni previsti, i genitori ritornarono da Sri Maha Periyaval per confermare la guarigione del bambino.

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Sri Maha Periyaval, all’età di 87 anni, voleva immergersi nelle acque del fiume Krishna presso la località di Vijayawada. Allora Sri Jayendra Saraswathi Swamigal disse al Maha Periyaval che l’acqua era troppo fredda (era tarda sera) e che avrebbe potuto fare le sue abluzioni in acque più temperate di quelle del fiume. Sri Paramacharya rispose, indicando le mani e il resto: “Se questo corpo non può fare il bagno e compiere l’Abhishekam a Shiva, allora non ha più scopo di esistere”. Sentite queste parole, Sri Jayendra Saraswathi Swamigal fece silenzio.

“Advaita Sadhana” - I discorsi di Sri Chandrasekharendra Swamigal

Sulla meditazione

Posted by beatrice on

I piani fisico, mentale, intellettuale e spirituale, devono essere ricondotti a un insieme armonico. La meditazione è la tecnica per trovare questa armonia. È la disciplina spirituale più elevata. Attraverso la meditazione si può incontrare l’esperienza della pace dentro e fuori di noi. Terminano i conflitti fra i desideri, le indecisioni sui compiti e lo stress nervoso. La mente è nella posizione di vedere la vita nel suo complesso. Ogni impegno si risolve con successo, poichè terminano le fluttuazioni mentali e la conseguente dispersione. E’ possibile perciò dirigere le proprie potenzialità, con una concentrazione che non incontri ostacoli.
Nessuno può mancare di osservare il risultato della concentrazione. I raggi del sole convergenti su un punto attraverso una lente focale bruciano la cosa su cui sono concentrati. Tutti coloro che hanno successo nelle professioni o nel sapere, lo devono alla capacità di concentrarsi su un solo punto. Occupare la mente in pensieri e problemi reca danno alla concentrazione e al rendimento. Una mente divisa ottiene risultati mediocri. Le Scritture hanno giustamente indicato che ogni uomo è un genio potenziale. La maggior parte di noi è in grado di utilizzare solo una parte insignificante delle potenzialità. Pertanto, le delusioni sono il nostro destino inevitabile. Abbiamo poteri illimitati che purtroppo non abbiamo imparato a conoscere e utilizzare. E’ una questione di ritrovare noi stessi.
Sotto la superficialità dei pensieri e dei comportamenti, resiste in noi la costante ricerca inconscia di un denominatore comune. Come un solo binario, su cui far scivolare tutti i diversi aspetti della nostra personalità senza problemi, rapidamente, e in perfetto equilibrio - per raggiungere l’esperienza della realtà.
La mente è sempre occupata da un oggetto o l’altro. Il flusso dei pensieri è incessante. Ovviamente, prima che la mente possa controllare se stessa e concentrarsi su qualcosa, deve essere coltivata. Nella meditazione la mente è condotta a ritirare la sua attenzione da tutti gli oggetti sensibili.
Con la pratica assidua la mente impara a pensare solo una cosa alla volta. La mente è davvero una forza da non sottovalutare, anzi potremmo considerarla invincibile. Dopo aver preso coscienza della propria vera natura, la mente non è più distirbata dai dolori passeggeri e dalle gioie effimere del mondo. La prosperità non la svaluta, l’avversità non la degrada. Proprio come le scoperte scientifiche di indistruttibilità della materia e dell’energia danno un nuovo significato agli oggetti, che sono una combinazione di entrambi, la realizzazione del Sat-Chit-Ananda da parte della mente-intelletto, attraverso la meditazione, schiude una nuova visione della vita e dei fenomeni del mondo, così che appaiono nella loro nudità, spogliati del loro potere di ingannare. Tutte le coperture si sollevano allo sguardo di una mente così stabilita nella pura coscienza, grazie la meditazione regolare. Spogliata di tutti i complessi, non sarà più assalita da dubbi e timori.

E che dire, dal punto di vista del mondo, cosa è necessario per giustificare la meditazione? La prova del budino è nell’assaggio. Iniziate la meditazione da ora in poi, e presto l’esperienza incomparabile dei doni che ricadranno su di voi, supererà la semplice logica.
Siate regolari. Siate sinceri. Siate puri. La meditazione non può mai fallire. Sarà sempre un successo.
La sincerità e la regolarità sono il segreto del successo nella meditazione. Il contatto con il guru e il costante studio delle scritture sono fattori che garantiscono il successo totale.

[Swami Chinmayananda]

Ora di cena

Posted by beatrice on November 23, 2009

Sì, io sono cresciuta amata in uno spazio con neon
dove una donna sola era china
su pentole che sapevano di sugo lento
al burro fuso e questa felicità dolciastra
senza uomini, senza occhi, lentissima
immutabile al destino, in attesa di nessun altro
che della morte, quella che stava attaccata ai muri
eppure riempiva di mistero, quasi estasi, silenzio
ritmo e attenzione. Tranne all’inevitabile, che mai vediamo.

(ora)

Matri Vani - Lei diceva così…

Posted by beatrice on

Matri Vani  (From “In Association with Sri Ma Anandamayi” volume 2)

Sri Hari Prasanna Mukherjee: Ma, spesso dobbiamo ammettere di agire in preda agli istinti, lo si voglia a no. Qual è il rimedio per questo?

MA: Sì, la mente a volte è soggiogata dagli istinti a dispetto di se stessa. Come primo rimedio, si deve prevedere la soggezione della mente. Ma quando si è agitati si deve dedicare cura particolare a prevedere e risolvere il problema.

Hari Babu: Ma le buone idee e le capacità non sono di alcun aiuto fino a quando si è nel giogo del passato.

MA: Si educano i bambini anche contro la loro volontà. Anche in questo caso utilizzeremo un metodo del genere. I bambini non desiderano studiare. Sono completamente assorbiti dal gioco e non dagli studi. Nel loro caso, non aspetterete che essi abbiano terminato di giocare o abbandonato il fascino per i giochi prima di intraprendere la loro istruzione. Come si educano i bambini con determinazione, nonostante la loro preferenza per i giochi, così è con le pratiche religiose. “Anche dopo essere nato come un essere umano - un raro dono di Dio, i miei giorni trascorrono via a non fare niente. Io non sono dunque in grado di realizzare Dio e devo sottostare alle sofferenze, finendo per cadere più e più volte nel ciclo della nascita e della morte ….” Rimuginando questo pensiero, si potrebbe afferrare il sapore del Nome Divino. Tutto mira alla gioia e alla pace. Ma la pace perfetta non può essere afferrata tra gli oggetti del mondo. La mente si sposta senza sosta da un oggetto all’altro. Anche questo è un tentativo per raggiungere la gioia e la pace. La mente è alla ricerca di oggetti mondani, come il denaro, il rispetto, la fama e simili, nella speranza di ottenere gioia e pace. Ma questi stralci di gioia imperfetta non possono rendere felici. Occorre la perfetta letizia. La mente è inquieta perché non la afferra. Allora io dico: si offra buon cibo per la mente. Il Kirtan, la meditazione, la ripetizione di un nome divino sono cibo per la mente.

Se queste istanze sono stabilmente assorbite dalla mente, la mente raggiungerà la pace. Quant’altro viene offerto per la mente non può placarla, perché sono gli oggetti del mondo che hanno la proprietà di mantenere il desiderio interminabilmente. Solo l’acquisizione della ricchezza suprema, che è Brahma-Vidya (la conoscenza di Dio), disintegra il desiderio completamente. Questa ricchezza stabilisce un uomo sulla base spaziosa della sua vera natura. Impegnati nella sadhana, non si deve cedere alla disperazione. La mente deve essere sempre incoraggiata con il pensiero che se anche un ignorante può diventare un grande studioso attraverso l’impegno, perché non dovrei essere io in grado di raggiungere Brahma, se questo è il mio impegno?

[dalla Newsletter del sito http://www.srianandamayima.org]

Né la ricchezza, né il prestigio, né il mondo: la sola ricchezza è la devozione, il Kirtan (da “Ascetics with Cameras”)

Posted by beatrice on

Ascoltate e osservate queste donne:

E quella che segue è la presentazione del progetto, che si può trovare qui: http://www.asceticswithcameras.org

“Ascetics with Cameras” è un programma di istruzione multimediale indipendente, rivolto a un gruppo selezionato di Sadhvis (asceti di sesso femminile, scarsamente rappresentate) appartenenti al Juna Akhara, l’ordine più antico e più numeroso di monaci e monache indù di culto shivaita. Iniziato al Kumbh Mela del 2004 a Ujjain e ulteriormente sviluppato nel 2007 durante il Kumbh Mela nel Prayag (Allahabad), il progetto ha l’obiettivo di fornire telecamere (per foto e video digitali) alle donne che appartengono allo Juna Akhara e, nel rispetto della tradizione del guru (insegnante) / shisha (studente) , dare più potere “ad ognuno di insegnare a ognuno”. Quindi usare le tecnologie per la produzione di una raccolta di dati multimediali, per arrivare a creare un DVD-raccolta di brevi video, un libro di fotografie e scritti, e una presenza sui social media e su piattaforma on-line (sito web). L’ultimo obiettivo a lungo termine di questo progetto è quello di insegnare a queste donne una competenza dei mezzi di produzione dell’informazione, in modo da guidare lo “Shiva’s Army” femminile ad essere un gruppo di citizen-journalists, capaci di usare le armi di comunicazione di massa, in grado di dire la verità al potere. Continua a leggere »

Due possibilità di andare in India in occasione del prossimo Kumbha Mela, e non solo

Posted by beatrice on

Trascrivo qui due inviti ricevuti per intraprendere un viaggio organizzato in India in occasione del prossimo Kumbha Mela, che si svolgerà dal 14 gennaio al 28 aprile 2010 in Haridwar, India. Ovviamente non mi assumo alcuna responsabilità sulla veridicità delle informazioni o delle proposte.

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Il primo invito arriva dall’ottimo Swamy Mangalananda (Mata Anandamayi Ashram), e mi pare la proposta più originale e interessante:

Omkar Spiritual Tours

Come and have a deep and genuine experience of spiritual India! Omkar Tours is an organization connected with Mata Anandamayi Ashram in Indore and Omkareshwar. All the proceeds from the tours go to fund the free school in the Omkareshwar Ashram for the local village children. Omkar Tours is operated by devotees of the ashram and aims at giving visitors an authentic experience of the deep spirituality inherent in the holy places and people of India.

Each six-day tour includes visits to famous temples, meetings with local saints and devotees, and classes in meditation and yoga.

Each participant in the tour should arrange their own international flight to Mumbai, but from there we will arrange the flight to Indore and meet you at the airport. Transportation will be provided for your journey to nearby Omkareshwar, which is an ancient Shiva pilgrimage shrine on the banks of the holy Narmada River. You will stay in Mata Anandamayi Ashram and have all meals and accommodation provided, including bottled drinking water. Here you can experience the daily life of an Indian ashram and have classes in yoga and meditation. You will be taken on a boat tour down the Naramada seeing the different small ashrams and sadhus living there. You will walk the pilgrim’s trail around the island, meeting the local saints and sadhus. There will also be a trip to nearby Maheshwar, visiting the palace of the Saint-Queen Ahilya Bai of ancient times, and later to the pilgrimage town of Ujjain where the Kumbha Mela is held every twelve years. Continua a leggere »

Lucifero (era:nessun titolo)

Posted by beatrice on November 9, 2009

Ognuno vuole restare solo con la sua colpa
accudire nel cuore il carnefice
allevare l’emozione sola che ci accomuna e ci divide.
Con essa ci siamo incontrati, scambiati
il primo sguardo che riconosce la sua preda
il simile, il lupo, il celeste antenato crudele
che scavò il cavo nel seno e vi depose il suo uovo.
Abbiamo diviso la febbre come altri fanno col pane,
digiunato al mattino, appena sorgeva il sole, in silenzio
amputato gli arti per l’ultimo abbraccio, chiesto scusa.
Vedo ancora la tua solitudine alzarsi in cielo al tramonto
dormire senza sogni, farsi stella chiusa e lucente un istante
per scomparire, come scompare chi è solo.

(9 novembre 2009)