Visionaire.org Newsletter – Dicembre 2014

LE NOVITÀ SU VISIONAIRE.ORG

Benvenuti nella nuova versione di Visionaire.org. Nuova grafica e nuova tecnologia, per rendere ancora più accessibili i testi del Sanathana Dharma. Molte anche le novità tra i contenuti.

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MANDUKYA KARIKA DI GAUDAPADA

I principi fondamentali della filosofia Advaita, quali i gradi di realtà, l’identità di Brahman e Atman, Maya, la non applicabilità della causalità alla realtà ultima, lo Jnana conoscenza-saggezza quale mezzo diretto per il moksha o liberazione, e l’inconcepibilità del nulla assoluto, sono esposti nella Karika di Gaudapada.

 

GORAKHNATH E LA TRADIZIONE NATH

Nella nostra percezione fenomenica distinguiamo tra Ātmā, Paramātmā, Jeevātmā. L’unità dei tre costituisce la verità, e la realizzazione di questa verità è detta Ādeśa. In questa prospettiva, quando due Yogi si rivolgono il saluto pronunciano le parole Ādeśa Ādeśa. Con questa formula di saluto gli Yogi costantemente si rammentano l’un l’altro l’identità di ogni ente individuale con l’essere universale e trascendente.

Adesh Adesh

Adi Nath, Matsyendra Nath e Goraksh Nath. L’origine della tradizione Nath

Alcuni aspetti degli insegnamenti dei Nath

Gorakh Bani

GORAKSHA SATAKA

Goraksha Sataka, versi 1-50

Goraksha Sataka, versi 51-100

 

SRI ADI SHANKARA: TESTI FILOSOFICI

Atmabodha

Brahmajnanavali

Dṛgdṛśyaviveka

 

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Cento giorni con Sri Vidya

A partire da questa sera – per proseguire per 100 giorni – sulla Pagina Facebook di Visionaire.org saranno pubblicati i cento versi del Soundarya Lahari di Sri Adi Shankara, commentati da Sri Chandrasekharendra e illustrati con gli Yantra tradizionali di buon augurio, per conoscere i benefici associati alla ripetizione e alla meditazione dei mantra del Soundarya Lahari. Ognuno dei versi è un mantra, la cui ripetizione, insieme alla visualizzazione del simbolo, reca benefici pratici e spirituali.

Per 100 giorni, saranno pubblicati i versi del Soundarya Lahari per gli iscritti alla pagina Facebook di Visionaire.org. Successivamente, il lavoro intero sarà raccolto e reso disponibile sul sito.

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Su Visionaire.org: Sri Adi Shankaracharya, Soundarya Lahari – L’Onda Della Bellezza

“Il Signore Shiva poté creare questo mondo grazie alla Shakti,
senza di Essa nulla potrebbe muoversi,
e come potrebbe dunque colui che non ha meriti
cantare le tue lodi e ricevere la grazia della devozione
oh mia Dea, venerata nella triplice forma.”

Su Visionaire.org:

Sri Adi Shankaracharya: Soundarya Lahari, L’Onda Della Bellezza

Traduzione integrale, con testo sanscrito e nota introduttiva di Sri Chandrasekharendra Saraswati Swamigal

“L’Assoluto è senza forma, ma l’energia è femminile. Quando l’energia prende forma, è chiamata Madre. Madre è la potenza in movimento, che solleva in onde le acque calme dell’Assoluto.” Swami Vivekananda

“Non c’è Shiva senza Shakti o Shakti senza Shiva. I due, per loro stessa natura, sono uno. Ciascuno di essi è coscienza e beatitudine.” Arthur Avalon

“Shakti è l’energia primordiale latente, indifferenziata e auto-cosciente, che tutto pervade, che si manifesta per creare l’universo dopo il diluvio o la grande dissoluzione (Mahapralaya). Questa Shakti non è diversa dalla coscienza (Cit), il loro rapporto è di inseparabile unità (Avinabhava Sambandha) come tra il fuoco e il calore, un soggetto e le sue caratteristiche, la parola e significato ecc. In altre parole, uno non esiste senza l’altra.” Sri Chandrasekharendra Saraswati Swamigal

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Altre novità nella Newsletter di Novembre 2011.

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Sri Adi Shankaracharya: Sundarya Lahari – Prossimamente su Visionaire.org

1
Shivah shakthya yukto yadi bhavati shaktah prabhavitum
Na chedevam devo na khalu kusalah spanditumapi;
Atas tvam aradhyam Hari-Hara-Virinchadibhir api
Pranantum stotum vaa katham akrta-punyah prabhavati

Il Signore Shiva poté creare questo mondo grazie alla Shakti,
senza di Essa nulla potrebbe muoversi, e come potrebbe dunque
colui che non compie atti pii, colui che non canta le tue lodi
essere adatto a ricevere la grazia della devozione
oh mia Dea, venerata nella triplice forma.

2
Taniyamsam pamsum tava carana-pankeruha-bhavam
Virincih sanchinvan virachayati lokan avikalam;
Vahaty evam Shaurih katham api sahasrena shirasaam
Harah samksudy’ainam bhajati bhajati bhasito’ddhalama-vidhim.

Brahma, il creatore delle origini, raccolse un grano di polvere dai tuoi piedi
e ne fece questo mondo, e il grande Adisesha dalle mille teste
raccolse un grano di polvere dai tuoi piedi con grande fatica,
ne prese Rudra il Signore e lo trasformò nelle sacre ceneri con cui si asperse.

3
Avidyanam antas-timira-mihira-dweeppa-nagari
Jadanam chaitanya-stabaka-makaranda-sruti jhari
Daridranam cinta-mani-gunanika janma-jaladhau
Nimadhanam damshtra mura-ripu-varahasya bhavati.

La polvere sotto i tuoi piedi, o grande Dea, è come la città del sole nascente
dove l’oscurità è dissolta dalla mente anche del più ignorante e sfortunato,
è il miele che sgorga dal calice del fiore della vita, a nutrire chi è lento e stupido,
è la pietra filosofale, trovata dal più povero degli uomini,
è come un dente di Vishnu, nella forma del cinghile Varaha, che fece emergere la terra
per coloro che annegavano nell’oceano della vita.

4
Tvad anyah paanibhyam abhaya-varado daivataganah
Tvam eka n’aivasi prakatita-var’abhityabhinaya;
Bhayat tratum datum phalam api cha vancha samadhikam
Saranye lokanam tava hi charanaveva nipunav.

Oh Rifugio del mondo, sebbene tutti gli dei offrano protezione e doni
solo Tu, oh Madre, hai protezioni e doni superiori ai desideri
e i tuoi piedi benedetti bastano a cancellare la paura e offrire doni impensati.

5
Haris tvam aradhya pranata-jana-saubhagya-jananim
Pura nari bhutva Pura-ripum api ksobham anayat;
Smaro’pi tvam natva rati-nayana-lehyena vapusha
Muninam apyantah prabhavati hi mohaya mahatam.

Tu che dispensi ogni bene a chi si china ai tuoi piedi
sei stata adorata da Vishnu, che prese forma di donna
e fece innamorare di sé il distruttore delle tre città.
Il Signore dell’amore, Manmatha, dopo averti adorata,
creò la passione, e la propagò anche nella mente dei più saggi,
prendendo ispirazione dagli occhi dell’amata Rathi.

6
Dhanun paushpam maurvi madhu-kara-mayi pancha visikha
Vasantaha samanto Malaya-marud ayodhana-rathah;
Tatha’py ekah sarvam Himagiri-suthe kam api kripaam
Apangat te labdhva jagadidam Anango vijayate

Oh figlia delle montagne di ghiaccio,
grazie al tuo sguardo l’amore vince il mondo
e con il suo arco di fiori e di api, con cinque frecce fiorite,
la primavera guiderà il suo carro sospinto dal vento.

7
Kvanat-kanchi-dama kari-kalabha-kumbha-stana-nata
Pariksheena madhye parinata-sarachandra-vadana;
Dhanur banan pasam srinim api dadhana karatalaii
Purastad astam noh Pura-mathitur aho-purushika.

Vieni a noi e rivelati, Dea bellissima, adorna della cinta d’oro
dai campanellini trillanti e dai seni rotondi e prosperosi,
bella e sottile come la luna autunnale, con l’arco e le frecce
il pungolo e il cappio, amata dal gran Dio che distrusse le città dei demoni.

8
Sudha-sindhor madhye sura-vitapi-vati parivrte
Mani-dweepe nipo’pavana-vathi chintamani-grhe;
Shivaakare manche Parama-Shiva-paryanka-nilayam
Bhajanti tvam dhanyah katichana chid-ananda-laharim.

Nell’oceano del nettare, nell’isola delle gemme
circondata da alberi di doni, nel giardino delle delizie
nella casa del pensiero adamantino, è seduta in grembo al grande Shiva
colei che è onda di coscienza e beatitudine
la verità venerata dai più santi tra i santi.

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Versi tratti da Sri Adi Shankaracharya: Sundaya Lahari.

Traduzione di Beatrice Polidori.
Prossimamente su Visionaire.org

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Adi Shankaracharya: Nirvana Shatkam, sei strofe sul Nirvana [ShivoHam]

Mano budhyahankara chithaa ninaham,
Na cha srothra jihwe na cha graana nethrer,
Na cha vyoma bhoomir na thejo na vayu,
Chidananada Roopa Shivoham, Shivoham.

Io non sono la mente, né l’intelligenza,
Non l’individuo, né il pensiero con i suoi sensi,
Né sono la terra o il cielo o l’aria o la luce,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura coscienza e beatitudine.

Na cha praana sangno na vai pancha vaayuh,
Na vaa saptha dhathur na va pancha kosa,
Na vak pani padam na chopastha payu,
Chidananada Roopa Shivoham, Shivoham.

Non sono il respiro, né i cinque soffi,
Non sono i sette elementi, né i cinque involucri,
Non sono la voce o le mani o piedi o gli altri organi,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura coscienza e beatitudine.

Na me dwesha raghou na me lobha mohou,
Madho naiva me naiva matsarya bhava,
Na dharmo na cha artha na kamo na moksha,
Chidananada Roopa Shivoham, Shivoham.

Non conosco ostilità o amicizia,
Né vigore, né desiderio di competizione,
Non ho doveri, né beni, non cerco la passione o la salvezza,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura coscienza e beatitudine.

Na punyam na paapam na soukhyam na dukham,
Na manthro na theertham na veda na yagna,
Aham bhojanam naiva bhojyam na bhoktha,
Chidananada Roopa Shivoham, Shivoham.

Non ho meriti o demeriti, piacere o dolore,
Non pratico i mantra, le abluzioni, i Veda, il sacrificio,
Io non sono il cibo, né il consumatore di cibo,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura coscienza e beatitudine.

Na mruthyur na sankha na me jathi bhedha,
Pitha naiva me naiva matha na janma,
Na bhandhur na mithram gurur naiva sishyah,
Chidananada Roopa Shivoham, Shivoham.

Non conosco la morte, il dubbio, la distinzione di casta,
Non ho né padre, né madre, né nascita alcuna,
Non ho parenti, amici, maestri o discepoli,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura coscienza e beatitudine.

Aham nirvi kalpo nirakara roopo,
Vibhuthwascha sarvathra sarvendriyanaam,
Na chaa sangatham naiva mukthir na meyah
Chidananada Roopa Shivoham, Shivoham.

Io sono oltre il mutamento, privo di qualità e di forma,
Io contengo tutte le forme, e sono imprendibile agli organi di senso,
Io sono sempre equanime, oltre la liberazione e la schiavitù,
Io sono Shiva, sono Shiva, pura coscienza e beatitudine.

[traduzione: Beatrice Polidori]

[immagine: Dioniso bambino, Museo di Malaga]

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Adi Sankaracharya: Shiva Manasa Puja, l’adorazione mentale di Shiva.

Rathnai Kalpitham asanam, Himajalai snanam cha divyambaram,
Naana rathna vibhooshitham mruga madha modhanvitham Chandanam,
Jathi champaka bilwa pathra rachitham, pushpam cha doopam thathaa,
Deepam deva dayanithe pasupathe, hrud kalpyatham gruhyatham.

Ti offro un trono immaginario adorno di preziosi,
un bagno d’acqua raccolta dalle nevi dell’Himalaya,
paramenti di seta da indossare, e gioielli preziosi a profusione,
Ti offro muschio e sandalo, fiori di melo e gelsomino,
E la lampada rituale, e questi doni li offro attraverso l’occhio della mente,
Oh Dio misericordioso e Signore di tutti gli esseri,
Accetta la mia offerta e concedimi la Tua benedizione.

Souvarne nava rathna Ganda Rachithe, pathre Grutham Payasam,
Bakshyam pancha vidam Payo dadhiyutham, rambha phalam panakam,
Saaka namayutham jalam ruchikaram, karpoora gandojwalam,
Thamboolam manasa maya virachitham Bhakthyo prabho sweekuru

Ti offro ghee e dolci prelibati nel vaso d’oro dalle nove gemme preziose,
Ti offro piatti di cagliata e latte, banane, verdure, acqua e foglie di betel,
Ti offro la canfora ardente e campanelli tintinnanti,
Questi doni nella mia mente sono offerti con devozione assoluta a Te,
Signore, ti prego accettali e accordami la tua benedizione.

Chathram Chamarayoryugam vyajanagam, chaa darshakam nirmalam,
Veena bheri mrudanga kahala kala geetha nruthyam thada,
Sasthangam pranthi sthuthir bahu vidha, hyethat samastham maya,
Sankalpena samapitham thava vibho , poojam gruhana prabho.

Ti offro un altare e ventagli decorati, uno specchio lucente,
Ti offro Veena, timpani, Mrudanga e un tamburo gigante,
Ti offro canti, balli e profondi inchini, inni e preghiere,
Tutti questi doni ti offro, mio Signore, mentalmente
e ti prego di accettare questa mia adorazione.

Aathma thwam Girija Mathi sahacharaa, prana sarreram gruham,
Pooja theey vishayopa bhoga rachana, nidhra samadhi sthithi,
Sanchara padayo pradakshina vidhi, , sthothrani sarva giraa,
Yadyath karma karomi thathad akhilam, shambho thavaradhanam.

La mia anima è il tuo tempio, mio Signore
Le mie opere sono i tuoi servitori, il mio corpo è la tua casa
Gli oggetti dei miei sensi sono offerti a Te,
Il mio sonno è meditazione nel silenzio di Te,
Tutti i miei passi sono sono compiuti attorno a Te,
Ciò che le mie parole dicono è preghiera che dedico a Te,
Signore,  e tutto quello che  faccio è per devozione a Te.

Kara charana krutham vaak kayajam karmajam vaa,
Sravana nayanajam vaa maanasam vaa aparadham,
Vihithamavihitham vaa sarva methath Kshamaswa,
Jaya Jaya katunabdhe sri Mahadeva Shambho.

Oh Signore perdona tutto ciò che ho compiuto
Con le opere, con le parole, con il corpo
con l’udito, la vista, o con la mente,
ciò che è legittimo e ciò che non lo è stato,
Oh Benevolo, Oceano di Misericordia, sia lode
al più grande degli Dei, al Benevolo.

[traduzione di Beatrice Polidori, immagine: Thirunakkara Shiva Temple]

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Adi Shankaracharya: Nirguna Manasa Puja. L’adorazione dell’Essere Senza Attributi.

Il discepolo disse:

1. All’indivisibile Satcitananda la cui natura è incondizionata e che è conosciuto anche come lo stato non-duale, come è dovuta l’adorazione?

2. Quali sono le invocazioni (avahana) della Pienezza e la posizione (asana) di Ciò che Tutto supporta? Come lavare i Suoi piedi (padya), offrire dell’acqua (arghya) e come prenderne un sorso (achamana) davanti al limpido e puro Uno?

3. Come si procederà all’abluzione (snana) per l’Immacolato e alla vestizione (vasa) per il ventre dell’universo? Quale cordone brahmanico (upavita) per Colui che è senza ascendenti o casta?

4. Come offriremo la pasta di sandalo (gandha) a Quello che nulla attacca, e fiori a Colui che è senza odore? Quale sarà il gioiello per l’Indifferenziato? Quale l’ornamento per Colui che non ha forma?

5. A cosa servirà l’incenso a Colui che è senza macchia, o la lampada (dipa) per il Testimone di tutto? Quale offerta di cibo (naivedyam) per Colui che è sazio della Sua Beatitudine?

6. – 7.Come preparare il betel (tambula) per Colui che tiene unito il cosmo? Colui la cui natura è consapevolezza incondizionata, Colui che illumina il sole e le stelle, Colui che è cantato nei versi della Sruti, per Lui, come si devono porgere le lampade (nirajana), come circondare con i passi (pradaskina) Colui che è Infinito? Quale prostrazione (pranama) per la Realtà Non-duale?

8. Per Colui che non è invocato dalle parole dei Veda, quale preghiera (stotra) ci è prescritta? Come officiare la cerimonia di commiato (udavasana) per Colui che risiede ugualmente all’interno come all’esterno?

Il Maestro rispose:

9. Io venero l’atmalinga che risplende come un gioiello nel loto apparente del cuore, all’interno della cittadella illusoria, con l’abluzione (abhisheka) della mente purificata nel fiume della devozione, con i fiori del samadhi, a beneficio della non-rinascita.

10. “Io sono l’Uno, il Fondamento”, così si deve invocare (avahayet) il Signore Shiva. Quindi si deve preparare il seggio (asana) pensando al Sé fondato in sé stesso.

11. “Non ho alcun contatto con la polvere della virtù e del peccato”, così il saggio deve offrire la lavanda dei piedi (padya), poichè questa è la conoscenza che distrugge ogni peccato.

12. Si deve rigettare l’ignoranza senza inizio, fondata nello scorrere del tempo. Questo è la vera offerta dell’acqua (arghya) per il simbolo del Sé.

13. “Indra e gli altri esseri celesti bevono solo una goccia dell’oceano di beatitudine del Brahman”. Questa meditazione è equivalente al sorso (achamana).

14. “Tutti i mondi sono immersi nelle acque della beatitudine di Brahman, l’indivisibile”. Questa meditazione è l’abluzione (abhishechana) del Sè.

15. “Io sono la luce della pura Consapevolezza”. Questo pensiero è la sacra veste (sad vastram) del simbolo del Sé.

16. “Io sono il supporto della ghirlanda dei mondi, e la natura dei tre Guna” Questa convinzione è ritenuta essere il vero cordone sacro (upavita).

17. Questo mondo composto da numerose impressioni è supportato da me, e da nessun altro”. Questa meditazione è la pasta di sandalo (chandana) del Sé.

18. Con il fiore di sesamo della rinuncia alle attività di Sattva, Rajas e Tamas, si deve sempre venerare (yajet) il lingam del Sé, per realizzare la liberazione in vita.

19. Con le foglie della non distinzione tra il Signore, il Maestro e il Sé, si deve adorare il Signore Shiva che è immagine del Sé.

20. Il Suo incenso (dhupa) è l’abbandono di tutte le impressioni mentali. Il saggio mostri la lampada (dipa) che è la realizzazione del Sé.

21. L’offerta di cibo (naivedyam) al simbolo del Sé è l’impasto di riso conosciuto come l’uovo universale di Brahma. Si beva il dolce nettare di beatitudine che è la deliziosa bevanda (upasechana) di Mrityu, offerta a Shiva.

22. Si deve ricordare che la purificazione dai residui dell’ignoranza con l’acqua della conoscenza, è il lavacro delle mani (hasta prakshalana) del puro simbolo del Sé.

23. Abbandonare l’uso di oggetti di attaccamento, questo è il betel (tambula) del Signore Shiva, il Sé supremo che è privo di attributi, a cominciare dalle passioni.

24. Con la conoscenza della natura unica e propria di Brahman, la più splendente, e con il bruciare fino alla distruzione le tenebre dell’ignoranza, si compie il cerimoniale delle lampade (nirajana) del Sé.

25. La visione del Brahman multiforme forma la composizione (alamkritam) delle ghirlande. Si ricordi poi la completa beatitudine del Sé, come l’offerta dei fiori (pushpanjali).

26. “Le uova mondane di Brahman a migliaia ruotano in me, il Signore, ma la mia natura è immobile e salda come una montagna”. Questa meditazione è il camminare in cerchio (pradaskina).

27. “Realmente io sono meritevole della lode dell’intero universo. Nessun altro che il mio vero Sé è meritevole di tale saluto.” Questa riflessione è realmente la lode (vandana) del simbolo del Sé.

28. Riconoscere l’irrealtà dei doveri è il sacrificio (sat Kriya) del Sé. Pensando il Sé al di là dei nomi e delle forme si onora il suo nome (nama kirtana).

29. L’ascolto (shravana) della dottrina è offerto con il pensiero dell’irrealtà delle cose ascoltate. La riflessione (manana) è compiuta con il pensiero dell’irrealtà delle cose su cui si riflette.

30 – 31. La conoscenza dell’irrealtà degli oggetti di contemplazione costituisce la meditazione profonda (nididhyasana) del Sé. La devozione al Sé attraverso l’assenza di illusioni e distrazioni è chiamata la perfetta stabilizzazione (samadhi) del Sé; e non l’illusione propria di coloro che hanno la mente rivolta a qualcosa altro. Questo è detto l’eterno riposo della mente (chitta vishranti) nel Brahman.

32 – 33. Perciò compiendo, in accordo col Vedanta, questa adorazione del simbolo del Sé fino alla morte o anche per un solo momento, colui che è perfettamente concentrato può liberarsi dalle illusioni e dalla impressioni accumulate, come ci si libera i piedi dalla polvere. E quando si siano tolti di dosso gli accumuli di ignoranza e di paura, si ottiene la beatitudine della liberazione.

[dalla versione inglese di Sw. Yogananda Sarasvati. Publ. In Tattvaloka – Apr.-Mag. 1992 | Traduzione: Beatrice Polidori]

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Ganapati Upanishad

yam natvâ munaya sarve nirvighnam yânti tat padam |ganeshopanishadvedyam tad brahmaivâsmi sarvagam ||

Proprio quel Brahman sono, onnipresente, celebrato dalla upanishad di Ganesha, a cui sottomessi i saggi avanzano con ininterrotto procedere.

om bhadram karnebhir iti shântih ||
harih om ||

Om! Così felicità venga dall’udire! pace! Signore! Om!

namas te ganapataye | tvam eva pratyaksham tattvam asi | tvam eva kevalam kartâsi | tvam eva kevalam dhartâsi | tvam eva kevalam hartâsi | tvam eva sarvam khalv idambrahmâsi | tvam sâkshâd âtmâsi nityam |

Omaggio a te, Ganapati! Tu invero sei il principio manifesto. Tu soltanto invero sei il creatore. Tu soltanto invero sei il reggitore. Tu soltanto invero sei il distruttore. Tu invero tutto certamente questo Brahman sei. Tu visibilmente sei l’eterno Sé.

rtam vacmi | satyam vacmi | ava tvam mâm | ava vaktâram | ava shrotâram | ava dâtâram | ava dhâtâram | avânûcânam ava shishyam | ava pashcâttât | ava purastât | ava cottarâttât | ava dakshinâttât | ava cordhvâttât | avâdharâttât | sarvato mâm pâhi pâhi samantât |

Annunzio la legge sacra. Annunzio la verità. Tu proteggimi. Proteggi chi proclama. Proteggi chi ascolta. Proteggi chi dà. Proteggi chi concede. Proteggi chi sa ripetere, proteggi il discepolo. Proteggi a occidente. Proteggi a oriente. E proteggi a nord. Proteggi a sud. E proteggi di sopra. Proteggi di sotto. Me ovunque difendi, difendi completamente.

tvam vân:mayas tvam cinmayah | tvam ânandamayas tvam brahmamayah | tvam saccidânandâdvitîyo’si | tvam pratyaksham brahmâsi | tvam jñânamayo vijñânamayo’si | sarvam jagad idam tvatto jâyate | sarvam jagad idam tvattas tishthati | sarvam jagad idam tvayi layameshyati | sarvam jagad idam tvayi pratyeti |

Tu fatto di parola, tu fatto di pensiero; tu fatto di felicità, tu fatto di Brahman; tu sei l’unico Saccidânanda; tu sei il Brahman manifesto; tu sei fatto di conoscenza, fatto di discernimento. Tutto questo mondo da te vien generato. Tutto questo mondo per te si mantiene. Tutto questo mondo in te troverà dissoluzione. Tutto questo mondo in te ritorna. Continua a Leggere →

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Purusha Suktam, l’Inno alla Persona universale: Rg Veda 10, XC

Om taccham yoravrini mahe
gaatum yajnaya
gaatum yajnapataye
daivi svastirastu naha
svastir maanushebhyaha
urdhvam jigatu bheshajam
sham no astu dvipade
sham chatushpade
Om shantih shantih shantihi

Adoriamo e preghiamo il Signore per il bene di tutti gli esseri. Che tutte le sofferenze e le carenze ci siano sollevate e che si canti per il Signore durante le cerimonie del fuoco. Che le erbe medicinali abbiano effetti potenti e possano curare ogni malattia. Che Dio faccia piovere pace su di noi. Siano felici tutti i bipedi, siano felici tutti i quadrupedi. Sia pace nel cuore di tutti gli esseri in tutti i mondi.

Sahasra Sheershaa Purushah: Sahasraakshas Sahasrapaath
Sabhoomim Visvatho Vruthvaa Athyathishta Dhasaangulam

La Persona universale, il Purusha, ha mille teste, ha mille occhi e mille piedi. Si estende sulla terra in tutte le direzioni e oltre, senza inizio e senza fine.

Purusha Ye’ve’dhagum Sarvam Yath Bhootham Yascha Bowyam
Uthamru Thathvath Esaanah: Yadhannenaathi Rohathi

Il Purusha, la Persona, è tutto ciò che è stato nel passato, è tutto ciò che verrà e tutto quello che esiste nel presente. Egli è signore dell’immortalità, col cibo si accresce e si innalza al di là di esso.

Ethaa Vaanasya Mahimaa Athojyaa Yaaguscha Poorushah
Paadhosya Visvaa Bhoothaani Thripaadhasyaa Mruthandhivi

In ogni cosa che vediamo è la grandezza del Purusha, della Persona cosmica, che tutto questo supera ampiamente. Tutte le creature dell’universo sono solo un quarto della sua complessità, e i restanti tre quarti sono gli immortali che abitano i cieli.

Thripdoorthva Udhaith Purushah: Paathos -e’haabhavaath Punah
Thatho Vishvang Vyakraamath Saasanaana Sane Abhi

Tre quarti della Persona sono posti al di là dell’universo. Solo un quarto di Lui appare sempre sulla terra. Dunque, poiché si estende in tutte le direzioni, appare agli esseri che si nutrono di cibo, così come alle creature che non si nutrono di cibo, sulla terra.

Thasmaadh viraadajaayatha Viraajo Adhipoorushah:
Sajaatho Athyarikshatha Pascaadhbhoomim -athopuraha

Da lui nacque il luminoso grembo universale, e quindi nacque il Purusha primitivo (il creatore), colui che si diffuse in ogni dove e quindi creò la terra e poi i corpi di tutti gli esseri.

Yath purushena Havishaa Dhevaayakyamath anvatha
Vasanthoasya Aseethaajyam Greeshma Idhmas Saradhdhavihi

Quando gli Dei officiarono il rito sacrificale, lo stesso Purusha fu l’oblazione, la primavera il burro chiarificato, l’estate la legna per il fuoco e l’autunno l’offerta.

Sapthaasyaasan Pari dhayah: Thrissabtha Samidhah Krithaah
Dhevaayath Yagnyamthan Vaanaah: Abhathnan Purusham Pasum

I sette metri poetici racchiudevano il fuoco sacrificale, i ventuno principi filosofici ardevano come legna per il fuoco e gli Dei officiavano il rito, legando il Purusha come la bestia sacrificale.

Tham Yagnyam Bharhishi Prowkshan Purusham Jaathamagrathah
Thena Devaa Ayajantha Saadhyaa Rushayaschaye

Spruzzarono d’acqua il Purusha, sacrificato nel fuoco, colui che era il Primo nato: con Lui i Deva sacrificarono, insieme ai Saadhya e ai saggi convenuti.

Thasmaath Yagnyaath Sarvahuthah: Sambrutham Brushadhaajyam
Pasoogusthaagus Chakre Vaayavyaan Aaranyan graamya -aschaye

Dall’offerta del sacrificio universale, raccolsero il grasso colato, e da esso furono creati gli uccelli dell’aria, le belve della foresta e i gli animali domestici.

Thasmaath Yagnyath sarvahuthah: Ruchassaamaani Jaggire
Chandaagumsi Jaggire Thasmaath Yajusthasmaath ajaayatha

Dall’offerta del sacrificio universale vennero i versi del Rg Veda e le melodie del Sama Veda, la poesia e la magia, e le formule sacrificali dello Yajur Veda.

Thasmaadhasvaa Ajayantha Yekecho Bhayaadhathah
Ghavoha Jaggire Thasmaath Thasmaath jaathaa ajaavayah

Da questo sacrificio nacquero i cavalli e gli esseri che hanno denti allineati e quelli che hanno file di denti diseguali, nacquero i bovini, nacquero le pecore e nacquero così le capre.

Yath Prusham Vyadhadhuhu Kathidhaavya kalpayan
Mukamkimasya Kowbhahoo Kaa Vooroo Paadhaa uchyethe

Ma quando il Purusha fu sacrificato, cosa ne fu della sua faccia, delle sue mani, delle sue gambe e dei suoi piedi?

Brhaahmanosya Mukmaaseeth Bhaahoo Raajanyakruthah
Uruthathasya Yadhvaisyah: Pathbyaagum Soodhro Ajaayatha

Dalla sua bocca si generarono i bramini, dalle sue braccia i re e i guerrieri, dalle gambe i mercanti e i contadini e i suoi piedi furono i servitori e i braccianti.

Chandramaa Manso Jaathah: Chakchos Sooryo Ajaayatha
Muka -adinthrascha -agnischa Praanaath Vaayurajaayatha

La sua mente fu la luna e l’occhio fu il sole, dalla sua bocca vennero Indra e Agni, e dal suo respiro emerse Vaayu, il vento.

Naabhyaa Aaseetha -anthariksham Seershnodhyows Samavarthatha
Pathbhyaam Bhoomir Dhisasrothraath – Thathaa Loghagum Akalpayan

Dal suo ombelico emanò la volta celeste, dalla nuca il paradiso, dai suoi piedi venne la terra, e le quattro direzioni si crearono dai suoi orecchi. Così il mondo fu creato.

Vedhaahametham Purusham Mahaantham – Aadhithyavarnam Thamasasthu Paare
Sarvaani Roopaani Vichithya dheerah: Naamaanikruthvaa – Abhivadhan Yathaasthe

Il Purusha è l’origine di tutte le forme e l’oggetto di tutti i nomi. Sono suoi tutti i poteri, Egli è al di là della tenebra, luminoso come il Sole, Egli è l’agente di tutte le azioni.

Dhaathaa Purasthaath Yamuthaajahaara – Sakrapravidhvaan Prathisaschathasrah
Thamevam Vidhvaanamrutha Iha Bhavathi – Naanyapanthaa Ayanaayavidhyathe

Colui che comprende il Purusha, che il Creatore riconosceva nato prima di se stesso, quello che è veduto da Indra nelle quattro direzioni, ottiene la Liberazione in questa stessa vita.

Yaggnena Yaguamayajantha dhevaah: – Thaani Dharmaani Prathamaanyasan
Thehanakam Mahimaanassajanthe – Yathra Poorve Saadhyassanthi Devaah

Gli Dei dunque adorarono il Purusha col sacrificio, e il sacrificio fu il primo Dharma. Coloro che osservano questo sacrificio otterranno di dimorare tra gli Dei, i Saadhya e i saggi nell’ottavo cielo.

(Traduzione: Beatrice Polidori)

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