Meditazioni con i Tarocchi. L’Imperatrice, L’Eremita, La Fortuna.

Si osserva il ventre rotondo della regina del mondo, il luogo da cui ogni cosa prende origine, carico delle promesse di vita futura e nascosto sotto gli occhi di tutti, coperto dalla Maya del mondo, il suo abito magnifico e illusorio, che ne vela il mistero. Gli indiani chiamano questo luogo invisibile Hiranyagarbha, l’utero universale, dove risiedono i mondi prima della creazione. La regina è sorvegliata dal serpente primordiale, il Naga. Così come un serpente è nudo l’asceta, che sfugge lo sguardo del mondo e come il serpente è privo di ogni possedimento, è eterno e primordiale, solitario e muto, e come il serpente abita nascosto sotto la roccia. Il serpente asceta, demone benevolo, custodisce il ventre della Madre del mondo, l’attesa degli eventi che seguiranno, segnato dal numero nove: come i mesi della gestazione, nove come gli yogi primordiali. Si dà il tempo in cui le cose sono nelle mani senza mani del serpente, custodite nel silenzio e nel segreto. Questo tempo sorveglia e contempla la manifestazione in potenza, determina il ciclo dell’eterno ritorno, di ciò che sempre si rinnova e delle sue stagioni. Bisogna venerare e rispettare il silenzio del serpente asceta, perché il demone del genus, di ciò che nascerà, istruisca la ruota del tempo in direzione favorevole e benevola. Così le ragazze della Roma arcaica scendevano nella caverna del serpente per propiziare la fertilità e il parto. La grande Dea, custodita dal serpente, era detta Giuno Sospita, protettrice delle puerpere e dei nascituri.

Meditazioni con i Tarocchi. Il Diavolo, L’Angelo, Il Carro.

Nel profondo della terra operano forze che trattengono, scuotono e trasformano, nel grande laboratorio chimico del mondo. Gli elementi scomposti si uniscono in aggregati, si mescolano veleni e germi vitali, corpi e decadenza, sofferenza e illusione, attrazione e repulsione, timore e dipendenza, ossessione e ribellione si combinano in un moto infinito, cieco, di autopoiesi e morte. Solo l’Osservatore di tutto resta immutato al mutare delle condizioni chimiche dell’Alchimia del mondo, e quell’Oro filosofale deve essere estratto dalla materia che muta nella sua perenne de-composizione. E’ la Sua presenza consapevole a cercare la salvezza, a richiamare la nostra attenzione su ciò che sembra impotente e in balia della sorte, destinato a una precoce sconfitta: l’innocenza e la verità, che abitano la coscienza, come un fanciullo abbandonato alle acque impetuose di un fiume in una fragile cesta di paglia. Questo fiume oscuro è la culla umile dell’essere immortale, che naviga solitario, luminoso, sopra le onde, senza esserne toccato. Il cuore veglia, presente e intatto, semplice e ineffabile, e illumina ogni cosa. Al riconoscimento della Presenza, il moto infausto delle onde diventa il carro solare della vittoria. Gli spiriti inferiori, i demoni, i morti, gli antenati, e tutto il mondo elementare che compone la natura e i corpi viventi, si dispongono sotto la guida del Fanciullo, che è il Guru perenne, a trainare il suo carro, e lentamente il cammino apre la propria strada al viaggiatore angelico, solare, secondo la Sua volontà.

Meditazioni con i Tarocchi. L’Eremita, La Stella, La Torre.

Dove si dirige l’eremita solitario, spogliato dei suoi averi, della sua identità, del suo nome e dei suoi titoli, colui che non ha più padre né madre, né figli né amici; da cosa è diretto, cosa lo muove in assenza degli attriti del mondo e del desiderio? La spoliazione è la direttrice profonda del percorso, del senso interiore del ritorno, il richiamo al luogo iniziale, alla presenza della Dea che suona il liuto, sulle cui corde si accorda l’intelligenza del cosmo. Il cammino si rivolge a raggiungere quel suono universale, che è solo richiamo, attrazione, anelito interiore che ha dato impulso al suo stesso cammino. Se il suo procedere è libero da ogni zavorra e cristallino, in proporzione, il suono si udirà puro e cristallino. A quello yogi che ha fatto di sé puro ascolto, pura risonanza del suono cosmico e muto della sua lingua, che estraneo alle parlate del mondo conosce il linguaggio di tutti gli esseri, animati e inanimati, per cui tutto è abitato dalla stessa voce – in lui la Potenza esubera, rompe le limitazioni e si solleva rapidamente. Non c’è separazione di luogo o di tempo, non c’è costrizione o obbligo. Alle sue parole crollano le ragioni del mondo, le mura, le dottrine. Viene detto profeta. Per il suo cuore, per chi lo tocca, svaniscono le divisioni stabilite dall’ignoranza, la separazione tra gli esseri senzienti, origine di ogni egoismo e crudeltà; la separazione tra gli esseri e il cielo e tra conosciuto e conoscitore crolla di Continua a Leggere →

Meditazioni con i Tarocchi. La stella, La Fortuna, Il Diavolo.

Dal suono puro del progetto divino discende la creazione al piano materiale e da questo decade nella corruzione. Dall’armonia, passando per nascita e la fruizione, si giunge infine alla dissonanza – come se misteriosamente l’onda che aveva spinto le cose a manifestarsi le trascinasse in un vortice, che infinitamente si espande e le travolge e le scompone… Da quella che sembrava la coscienza ragionevole del conoscere le cose in nome e forma, si spalanca l’abisso della non conoscenza, dove tutto si muove per una forza soprannaturale e inconsapevole, che trascina chi lo agita come chi ne resta sopraffatto. Così l’onda della creazione si rompe nella schiuma dell’io, nel suo rumoroso frangersi nella molteplicità e nell’impermanenza, che è forza dinamica e macchina universale, che rovina sostanziando il suono di personalità e di conflitto. Il nome delle cose ha doppia natura, quella che differenziandosi si inoltra nel caos, e quella originaria che resta nel Suono interiore e primordiale, sempre inespresso, sempre potenziale, come il seme sonoro che è Logos supremo, come le figure invisibili degli astri e la loro geometria musicale. Al centro di questa dinamica, la ruota del destino, con la sua immobile vacuità centrale, l’occhio umile e generoso della vacca sacra che dona il suo corpo a farsi dimora di tutti gli dei e osserva senza partecipare le vicende del mondo, che con il suo corpo sostiene senza colpa, come la terra e la volta celeste, nutrendoli con il calore della compassione e il latte dell’amore materno.

Meditazioni con i Tarocchi. L’Appeso, Il Sole, La Forza.

Tapasya. Il sacrificio di impulsi, azioni, intenzioni; la fermezza nel dedicarsi a un fine superiore, anche se resta momentaneamente invisibile agli occhi, sentito fermamente nel cuore. Non un semplice rallentare, non soltanto comprendere: la postura autentica dello yogi è fermarsi, arrestare il movimento della mente, dei soffi e delle articolazioni, in contemplazione dell’invisibile. Come il sole resta fermo, mentre i pianeti ruotano attorno, essendo l’astro attorno a cui tutto si rivolge, così l’invisibile, per grazia dello yoga, diventa visibile a tutti, diventa il calore che muove ogni vivente, il cuore che abita ogni creatura. Energia che, da sola, detiene il potere di rendere stabile ciò che è incerto, controllato quello che era aleatorio, così come il sole tiene in vita i viventi, il calore interno, che appare come energica figura femminile, consapevole del suo sacrificio, tiene salde le fauci della belva solare che altrimenti divorerebbe le sue creature, soggette all’impulso, al desiderio e alla morte incosciente. Ciò che l’io percepisce come sacrificio, ritrovando la sua origine nel Sole, diviene per le creature la Madre del mondo e la protezione invincibile.

Meditazioni con i Tarocchi. La Torre, Il Mago, L’Angelo.

Il Mago abita la Torre: la sua è una dimora prigione le cui mura si sgretolano col passare del tempo, segnato dalle sue operazioni segrete. Lentamente cadono i muri che lo circondano, si spezzano le catene che imprigionavano la sua forza originaria, si liberano energie subitanee e sfolgoranti, distruttive, che rompono i limiti imposti. Operare è purificare il seme, che frantuma il guscio per germinare nel suo potenziale creativo. Cadono sozzure e vecchie costrizioni, rovinosi piani, ambiziosi e rigidi come la mente ordinaria che aveva costruito la loro struttura. Operare è spezzare l’incantesimo del mondo, spezzare il guscio della propria mente, del proprio statuto materiale nel mondo. Comunque si creda, il seme germoglierà, contro ogni costrizione, la forma non è che apparenza, solo la sua energia segreta guida la sorte, decide i nomi e le forme e delinea l’arco parabolico del loro apparire. Questo seme senza volto è l’unico soggetto, l’operatore segreto di ogni opera e degli eventi inspiegabili del fato. La sua volontà è ascendere in luce e quintessenza, fasi purezza, chiarità e suono sottile, farsi angelo, potenza, ascesa e guida, perfetta innocenza e vero destino .

Meditazioni con i Tarocchi. Il Papa, La Temperanza, Il Carro.

La religione universale è racchiusa nel canto del mattino, quando all’alba ogni cosa vibra della coscienza risvegliata dalla luce. Il canto degli uccelli, delle acque e del sole ha la forma della coscienza e la natura della vibrazione invisibile e primordiale. Qualsiasi lingua componga il canto, umana o animale, intona l’inno primordiale all’Aurora e al suo Signore: la potenza del risveglio, la luminosità della presenza. Si impari perciò il canto della religione universale e lo si intoni insieme a tutto il cosmo visibile e invisibile. Con l’esercizio contemplativo del canto si apprendono gli equilibri naturali che permettono la guarigione profonda: la purificazione, la giusta misura, la cura e l’attenzione, il distacco, la stabilità, la competenza. Dopo la morte apparente della notte, il canto del mattino riporta i fluidi a comporsi nel risveglio della vita, guidati dall’elemento igneo del sole, verso il suo massimo splendore, come il seme che risale nel cuore. Così l’antico ritorna nuovo e il vecchio ritorna giovane. E’ un antico enigma che sigillava certi gradi di sapienza. Il volto vecchio del tempo prendeva le fattezze del bambino, del Fanciullo eterno e divino, il sole. E il tempo, come una freccia apollinea, si declina sotto il controllo che lo yogi ha compiuto sul proprio respiro: Festina Lente, affrettarsi lentamente. Si incominci presto la Sadhana e si mantenga a lungo, si raggiunga gradualmente il controllo del soffio vitale.

Meditazioni con i Tarocchi. La Papessa, La Giustizia, La Luna.

Quando il seme si getta nella terra possiede in sé ogni conoscenza dell’albero, ma l’albero abita ancora l’invisibile. Si trova in uno stato di latenza, che nella mente universale è visibile come la forma pura e perfetta dell’albero, mentre sulla terra non è ancora visibile. E’ la conoscenza contenuta nel seme a germogliare nella pianta. Perciò il seme scompare, consumato dal risveglio dalla sua conoscenza, e si manifesta la forma che custodiva. Si dice infatti che il seme deve morire per generare il frutto. Questa è anche la discriminazione delle anime, che attende ogni seme divino caduto in terra, nel mondo mortale. La sua capacità di risalire è proporzionale al discernimento e alla purezza della sua condotta, la condizione della sua riuscita è la conoscenza, chiara e disinteressata, della propria intrinseca natura e il distacco da tutto ciò che non è autentico e necessario. Quando il seme non si disperde nel vento, e la sua energia è integra, protetta e stabilizzata, la sua stessa natura manifesterà la conoscenza che è in esso, come una forza occulta che lungamente attendeva di compiere il suo disegno. Sotterranea, la germinazione si svolge nel mondo lunare e umido, parla con il linguaggio simbolico dei fluidi e delle intuizioni, con il silenzio delle acque perenni del corpo oceanico del cosmo. La Luna illumina le tenebre e guida i flussi vitali, sovverte le forze del giorno, fa della mente svuotata dello yogi il lago luminoso della beatitudine, il grembo materno del divino.

Meditazioni con i Tarocchi. Il Mondo, La Temperanza, Il Mago.

Il cosmo è ordinato e coerente, grazie a un continuo rinnovarsi operato da una energia invisibile, che distrugge e riporta in vita, che sostiene e divora, fa germinare e morire e di nuovo risale il suo corso, ininterrottamente. La motilità e la vitalità di questa energia hanno avuto molti nomi e sono stati investigati dalla scienza e prima ancora dalle mitologie. Non di meno, la sua natura resta invisibile e nascosta, come un istinto primordiale del cosmo stesso, il suo respiro, la sua fame e sete di vita, e qualcuno vide in questo mistero il serpente primordiale che cinge l’uovo cosmico nelle spire del tempo. Noi possiamo osservare che i cicli di distruzione hanno sempre un ordine al loro centro, mistero nascosto dal mistero, che informa ogni apparente modificazione, restando inalterato, così che anche il cosmo resta sostanzialmente inalterato. L’ordine degli elementi e dei soffi che li regolano è investigato perciò dall’alchimista e dallo yogi, che hanno compreso di custodire in sé stessi una porzione non spezzata del tutto intero, dell’universo stesso e dello stesso respiro segreto e delle sue dinamiche. Tutto ciò che è segreto, in realtà, è palese. Con l’idea di riconoscere in se stesso lo stesso respiro che anima il cosmo, osservando e purificando gli elementi costitutivi e le loro dinamiche, il mago si avvicina sempre più alla conoscenza dell’unica intelligenza che invisibilmente governa tutte le sorti, e alla sua quiete profonda. Diventa l’uomo pneumatico, depositario della conoscenza universale, respiro del respiro divino.