Inno orfico al Sole e Gayatri Mantra

Felice Solstizio. Che il sole ritorni a illuminare la nostra mente e guidare la danza degli astri e degli dei. Così lo meditavano nell’antichità, dal Mediterraneo all’Indo, lo stesso divino vivificatore, il fuoco celeste e il fuoco dell’anima, ciò che lega l’alto e il basso, che è in ogni creatura, il dio veduto da tutti, che è forma di Shiva, dell’invisibile meditatore: “Colui […] che si osserva sorgere all’alba nella forma del Sole, che è veduto anche dagli uomini che portano al pascolo le vacche e dalle donne che trasportano l’acqua dal fiume e persino da tutti gli animali. Egli, che da tutti è veduto, ci accordi la felicità.”[Yajur Veda, Rudra Namakam]. Ci accordi la Sua visione.


Ascolta, beato, tu che hai l’eterno occhio che tutto vede,
Titano di luce d’oro, Iperione, luce del cielo,
da te stesso generato, instancabile, dolce vista dei viventi,
a destra genitore dell’aurora, a sinistra della notte,
che temperi le stagioni, danzando con piedi di quadrupede,
buon corridore, sibilante, fiammeggiante, splendente auriga,
che dirigi il cammino con i giri del rombo infinito,
per i più guida di cose belle, violento con gli empi,
dalla lira d’oro, che trascini la corsa armoniosa del cosmo,
che indichi le azioni buone, fanciullo che nutri le stagioni,
signore del cosmo, suonatore di siringa, dalla corsa di fuoco, ti volgi in cerchio,
portatore di luce, dalle forme cangianti, portatore di vita, fecondo Paian,
sempre giovane, incontaminato, padre del tempo, Zeus immortale,
sereno, luminoso per tutti, del cosmo l’occhio che per tutto circola,
che ti accendi e ti spegni di bei raggi splendenti,
indicatore di rettitudine, che ami i rivi, padrone del cosmo,
custode della lealtà, sempre supremo, per tutti d’aiuto,
occhio di rettitudine, luce di vita, o tu che spingi i cavalli,
che con la sferza sonora guidi la quadriga:
ascolta le parole, e agli iniziati mostra la vita soave.

[Da Inni Orfici ed. Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli]

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Aum Bhur Bhuvah Svah
Tat Savitur Varenyam
Bhargo Devasya Dhimahi
Dhiyo Yo Nah Prachodayat
[Rg Veda 111,62,10 ]

Il Signore dei tre mondi
quel Sole invochiamo
il divino vivificatore, che guida gli astri e gli dei,
perché illumini la nostra mente.

“Gàyatri è un simbolo completo della luce. È certamente molto più dell’epifania della luce; è la luce stessa quando la recitazione è una vera preghiera, un’assimilazione e un’identificazione con ciò che si prega. Ogni verso sottolinea un aspetto della luce: lo splendore glorioso dell’Ultimo, la sua radiosità interna, cioè la luce increata (verso 1); la luce che crea, la luminosità comunicativa del Sole increato, Savitr, lo splendore del Dio vivente che illumina ogni cosa (verso 2); e, infine, l’incidenza della luce divina sui nostri esseri, e in particolar modo sulle nostre menti, rendendo noi stessi rifulgenti e trasmettitori della stessa rifulgenza e convertendoci in luce: luce da luce, splendore da splendore, uno con la sorgente della luce, non in una pesante identità ontologica, ma in una “luminosa” identità di luminosità, totalmente trasparente – àtman-brahman.

«Gàyatri, in verità, è questo intero universo, tutto ciò che è venuto in essere. E la Parola, in verità, è la Gàyatri, poiché la Parola canta e protegge questo intero universo che è venuto in essere» CU 111,12,1.

Anche la Maitrì-upanisad (VI,7) fa riferimento alla Gàyatri, spiegando il suo simbolismo verso per verso:

Quel glorioso splendore di Savitr: il Sole nei cieli è sicuramente Savitr. Egli è colui che deve essere cercato da chi è desideroso del Sé. Così affermano coloro che svelano la conoscenza di Brahman per noi.
Meditiamo sul divino Vivificatore: Savitr sicuramente è Dio. Perciò io medito su quello che è chiamato il suo splendore. Così affermano coloro che svelano la conoscenza di Brahman per noi.
Possa Egli illuminare le nostre menti: Mente sicuramente è intelligenza. Possa Egli insufflarla in noi. Così affermano coloro che svelano la conoscenza di Brahman per noi.

La stessa Upanisad (VI,34) ci introduce alla presenza di Savitr recitando l’inno seguente:

Il Cigno, l’aureo uccello che dimora sia nel cuore che nel Sole, l’uccello-tuffatore di gloriosa luce -a lui sacrifichiamo in questo fuoco.
La preghiera sarebbe pressoché nulla o semplicemente l’espressione dei nostri desideri rivolti a un ente più potente che già li conosce, se non consistesse in questo assumere, comprendere, persino diventare l’intera realtà; è una ricapitolazione, un riassumere tutto ciò che è nella mente e nel cuore, e anche nel corpo del devoto. La preghiera è partecipazione alla sistole e alla diastole dell’intero universo.
Ciò che la Gàyatri è, quello invero anche la terra è, poiché è sulla terra che questo intero universo si fonda; non si estende al di là di essa. Ciò che la terra è, quello invero è anche il corpo dell’uomo, poiché su di esso questi respiri vitali si fondano, essi non si estendono al di là di esso. Ciò che il corpo è nell’uomo, quello invero è anche il cuore dentro l’uomo, poiché su di esso questi respiri vitali si fondano; essi non si estendono al di là di esso. La Gàyatri ha quattro piedi ed è sestupla. Di questa un verso del Rg-veda dice: «Tale è la misura della sua grandezza, ma più grande ancora è l’Uomo». Tutti gli esseri formano un quarto di lui, tre quarti – l’immortale nel ciclo. Ciò che si chiama Brahman, quello invero è anche lo spazio fuori dell’uomo; ciò che è lo spazio fuori dell’uomo, quello invero è anche lo spazio entro l’uomo; ciò che è lo spazio entro l’uomo, quello invero è anche lo spazio entro il cuore. Quello è il pieno, l’immutabile. Chiunque conosca questo ottiene buona sorte, piena e immutabile. CU III, 12,2-9” [Raimon Panikkar]

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Atharva Veda XII, 1. Inno alla Terra.

La verità, la sublimità, l’ordine universale, la rettitudine, la sacralità, il fervore dell’ascesi, la gioia spirituale, il sacrificio – sostengono la Terra. Che essa, Signora di ciò che è e di ciò che sarà, ci riservi un orizzonte sconfinato.

La Terra adorna di vette, di crinali e di vaste pianure, che genera le piante dalle potenti virtù, libera dai legami che opprimono gli uomini, si apra al nostro sguardo, pronta ad accoglierci.

La Terra su cui scorrono il mare, i fiumi e tutte le acque, sulla quale sbocciano le messi e i popoli, su cui abita tutto ciò che respira e si muove, ci conceda di dissetarci per primi.

La Terra cui appartengono le quattro regioni dello spazio, su cui crescono i raccolti e i popoli, che sostiene tutto ciò che respira e si muove, ci conceda vacche e prosperità.

La Terra dove nacquero i primi uomini, dove gli Dei sconfissero i demoni, possa offrirci mucche, cavalli, volatili e fortuna.

La Terra che sostiene tutti, che nutre di abbondanza, il fondamento, il ristoro materno di tutti gli esseri viventi, colei che preserva il fuoco di Agni, la compagna di Indra il toro, ci conceda il privilegio dei suoi beni.

La vasta Terra, sempre sorvegliata dagli Dei insonni, ci allatti con miele prezioso, ci asperga di limpida gloria.

La Terra che fu acqua sulla superficie dell’oceano cosmico, che i saggi veggenti scoprirono con il loro acume, il cui cuore risiede nel cielo supremo, l’immortale, ammantata di verità, ci accordi lucidità e rettitudine, perché possiamo governare.

La Terra su cui le acque ancelle scorrono insieme, giorno e notte, senza sosta, versi per noi il latte in torrenti copiosi, e ci bagni di gloria.

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La Terra misurata dai passi degli Asvin, su cui ha camminato Vishnu, che Indra, signore potente, ha eletto sua compagna; da lei, la madre, sgorghi il latte per me, suo figlio.

Le cime innevate dei monti e le tue foreste, o Terra, ci siano gentili. La scura, la nera, la rossa e multicolore, la solida Terra, protetta da Indra, intatta e incorrotta, è lei la Terra delle mie radici.

Tienici nel tuo cuore, madre, e nel tuo ventre, nel luogo in cui il tuo nutrimento sgorga puro e più potente. La Terra è la madre, e io sono suo figlio. La pioggia è mio padre, che egli ci benedica.

La Terra su cui i sacerdoti scolpirono gli altari, dove, con devozione rituale, posero le offerte; la Terra su cui si erge maestoso il palo sacrificale, sia essa prospera e ci accordi di prosperare.

Sottometti, o Terra, colui che ci odia, chi ci dichiara guerra, chi ci è ostile con il pensiero o con le armi, anticipa il nostro bisogno di soccorso.

I mortali che nascono da te, in te moriranno, tu che sostieni bipedi e quadrupedi. Tue sono le cinque famiglie umane, tuoi i mortali su cui il sole getta i suoi raggi di luce immortale.

Tutte le creature ci offrano il loro latte, e tu, o Terra, donaci il miele della parola.

Sulla stabile, larga Terra, madre premurosa di tutte le piante, gentile e generosa, in accordo alla legge divina, si possa trascorrere una lunga vita.

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Grande Terra, raduno degli uomini, su di te si vivono emozioni, premure e agitazioni. Indra il grande ti protegge incessantemente. O Terra donaci di risplendere come oro, perché nessuno odia l’oro.

Il fuoco di Agni è posto sulla Terra, nelle piante, nelle acque e nelle pietre. Agni è nell’uomo, Agni è nelle vacche, Agni è nei cavalli;

Agni irradia dal cielo, ad Agni il divino appartiene l’aria. I mortali cercano il favore di Agni, portatore di doni celesti, con l’offerta del burro chiarificato;

La Terra dalle ginocchia nere, coperta dal manto di Agni, ci conceda lucidità e attenzione.

Sulla Terra gli uomini compiono sacrifici agli Dei con le offerte rituali; sulla Terra gli uomini sono saziati dal cibo. Che la Terra ci doni respiro e vita, e ci conceda la vecchiaia.

Il tuo profumo, o Terra, trasportato dalle piante e dalle acque, condiviso dagli esseri celesti, mi renda gradevole e nessuno mi trovi sgradito.

Il tuo profumo, o Terra,  che penetra nel loto, il profumo che fu degli Dei invitati allo sposalizio del Sole,  con quello aspergimi, affinché nessuno provi astio per me.

Il profumo che adorna gli uomini, che fa innamorare i maschi e le femmine, che avvolge il destriero e l’eroe, che distingue i grandi animali selvaggi, che dona lo splendore delle giovani donne, o Terra, con quello ungici, perché nessuno provi odio per noi.

Pietra, roccia, polvere sono questa Terra; la Terra aggrega e congiunge. Alla Terra dal seno generoso io offro la mia obbedienza umilmente.

La Terra su cui gli alberi rigogliosi della foresta poggiano solidi, la Terra compatta che nutre, io invoco.

In piedi o seduti, fermi o camminando, mai si debba inciampare con il piede destro o col sinistro, su questa Terra.

Io mi rivolgo alla Terra pura, il suolo, coltivato dallo spirito bramanico. Su di te, primo nutrimento, prosperità e abbondanza, noi vogliamo restare, o Terra.

Acqua limpida sgorghi dalla Terra per purificare i nostri corpi; ciò che fuoriesce da questi corpi ci ripugna e con ciò che purifica fai che io possa purificarmi.

Che l’oriente, il settentrione, il meridione, o Terra, e l’occidente siano benevoli con me mentre cammino su di te. Ciò che ho posto in questo mondo possa resistere e non crollare.

O Terra, non spostarci dall’occidente o dall’oriente; non dal settentrione o dal meridione: Sii per noi certezza, o Terra: i predoni delle strade non ci assalgano, tieni lontane da noi le loro armi.

Finché posso vederti, con l’aiuto del sole, o Terra, fai che io non cada, lungo il percorso degli anni.

Quando, da disteso, mi giro sul fianco destro o sul sinistro, o Terra; quando da disteso le mie costole premono sul tuo fianco, o Terra, tu che ti distendi accanto a ogni cosa, non farmi soffrire.

Quanto io estraggo da te, o Terra, presto ricresca: che mai io possa, o purissima, spezzare un tuo punto vitale, né mai il tuo cuore.

Tua è l’estate, o Terra, tua la stagione delle piogge, tuo l’autunno, l’inverno e la primavera; tu stabilisci le stagioni dell’anno, la notte e il giorno, perché ci nutrano del tuo latte.

La Terra incorrotta che nacque allontanandosi dal serpente, colei che distrusse il blasfemo, che scelse di stare a fianco di Indra, la Terra è per sempre compagna di Indra, il toro vigoroso.

La Terra ove sono posti la conca dei sacrifici e le sorgenti del soma, dove è fissato il palo scarificale, dove i bramani onorano gli Dei con i riti e le formule, dove l’officiante porge a Indra il soma da bere;

La Terra ove i veggenti antichi, i sette sacerdoti, con l’offerta delle Sacre Scritture e dei sacrifici e con l’ascesi crearono gli esseri e intonarono il canto che partorì le vacche;

La Terra indichi il luogo del tesoro che cerchiamo; che la fortuna (Bhaga ) ci aiuti, che Indra sia il nostro campione.

La Terra su cui i rumorosi mortali cantano e danzano, su cui combattono, su cui risuona il ruggito dei tamburi, disperda i nostri nemici e ci liberi dai rivali.

Sia ossequio alla Terra su cui troviamo il cibo, il riso e il grano, su cui vivono le cinque razze degli uomini, alla Terra moglie di Parganya, ingrassata dalla pioggia, sia lode.

La Terra ove si innalzano le città degli Dei, grembo per tutte le creature, Prajapati (il signore) la renda ospitale per noi.

La Terra che contiene luoghi misteriosi, ricchezze, oro e preziosi, sia generosa con me; lei che concede liberamente prosperità, la Dea gentile, ci conceda l’abbondanza.

La Terra che accoglie genti dalle diverse lingue e dai diversi costumi, nelle differenti regioni abitate, come una mucca docile che non scalcia, ci nutra in mille torrenti con il latte dell’abbondanza.

Il serpente e lo scorpione dal dente assetato che giacciono immobili su di te; il verme, e ogni essere vivente, o Terra, che si muove nella stagione delle piogge, quando striscia, non passi su di me: con colui che è rispettoso di te, sii generosa.

Tuoi sono i molti sentieri percorsi dagli uomini, tuoi i tracciati dei carri su cui si spostano i buoni e i cattivi, fai che noi possiamo percorrere questa strada, libera dai nemici, libera dai predoni: con colui che è rispettoso di te, sii generosa.

La Terra mantiene gli sciocchi e i mantiene i saggi; sopporta che la abitino il bene quanto il male; lei che non disdegna la compagnia del cinghiale, per lui sacrifica se stessa.

Tuoi sono gli esseri della foresta, gli animali che abitano gli alberi, i leoni mangiatori di uomini, le tigri che vagano solitarie; il lupo, la sorte avversa, l’infortunio e i demoni, o Terra, tieni lontani da noi.

Gandharva, Apsara, Arâya Kimîdin; Pisâkas e tutti i demoni, o Terra, allontana da noi.

La Terra su cui gli uccelli bipedi volano armoniosi, fenicotteri, aquile, falchi e polli; su cui si alza veloce il vento sollevando la polvere e scuotendo gli alberi – così quando il vento soffia in avanti e indietro, poi erompe la fiamma.

La Terra su cui convivono la notte e il giorno, su cui sono stati stabiliti l’oscurità e la luce, la larga Terra coperta e avvolta di pioggia, ci offra una dimora serena.

Cielo, Terra e aria mi hanno dato corpo; Agni, Surya e le acque, insieme agli Dei, mi hanno concesso la saggezza.

Io sono potente, sono chiamato l’ulteriore, sono sulla Terra per conquistare, per conquistare completamente ogni regione.

O Dea, quando all’origine gli Dei ti chiamarono, mentre sorgevi  hai raggiunto la pienezza e la prosperità è penetrata in te, tu hai creato le quattro regioni.

Nei villaggi e nelle selve,  nelle assemblee, nei raduni e negli incontri, fai che procediamo in piena armonia con te.

Appena nata, come un destriero la polvere, sparse la gente che abitava la terra, lei che era l’amata, la guardiana del mondo, la signora che presiede alle piante e agli alberi.

Con dolci parole esprimo queste cose: sono le cose di cui parlo che mi insegnarono la dolcezza. Con lucidità e con attenzione: coloro che mi aggrediscono saranno sconfitti.

Gentile, fragrante e generosa, dal seno pino di latte, la grande Terra ci dia col il suo latte il nostro coraggio.

Colei che il Creatore ricercò offrendo doni, quando raggiunse il flusso sorgente dell’atmosfera, ella, il vaso del nutrimento deposto in un luogo segreto, divenne visibile agli Dei quale Madre divina.

Tu ha sparso il seme degli uomini, tu sei la grande Aditi che dispone il suo latte secondo i nostri desideri. Tu che sei nata dal primo ordine cosmico, a te il Signore Prajapati concederà tutto ciò che vuoi.

Le tue membra, o Terra, siano prive di malattie; che per noi siano sempre sane, così che per l’intero corso della nostra vita possiamo offrirti doni fragranti.

O madre Terra, ponimi in una dimora solida; con l’aiuto del Padre celeste, o Saggia, ponimi in un luogo di gioia e prosperità.


(traduzione: Beatrice Polidori, 2009)

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Chaitra Navaratri 2016

Felice Navaratri a tutti. Che sia un tempo di ispirazione e di visione, tempo di risoluzione degli errori e di chiarezza interiore e manifesta. La Madre divina ispira e insegna, mostra la giusta via e la purezza della vita, chiama alla liberazione dalle cattive abitudini, dall’inerzia e dall’ignoranza. Abita sempre presso ciascuno dei Suoi figli, in qualcuna delle Sue innumerevoli forme, tanto che, infine, ci sembrerà assurdo non averla riconosciuta e seguita fin dall’inizio, con stupore e commozione. Per chi la vede e per chi ancora non la vede, i Suoi Mille Nomi, letti e ripetuti, guidano al riconoscimento e alla percezione della pervasività della Sua maestria gentile, che cavalca il leone, irradiando benevolenza e grazia. Jay Ma. Adesh.
[Scarica il testo del Lalitha Sahasranama in PDF]

durga 2016

 

 

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Lalitha Sahasranamam, versi 881 – 1000

881. Om Yagna Priya Namah – Lei che ama il fuoco del sacrificio.
882. Om Yagna Karthree Namah – Lei che è l’officiante del sacrificio.
883. Om Yajamàna Swaroopini Namah – Lei che è l’offerta al fuoco sacrificale.
884. Om Dharma Dhara Namah – Lei che è la base del Dharma (legge che regola i sacrifici e le altre istruzioni religiose).
885. Om Dhanadyaksha Namah – Lei che regola le offerte.
886. Om Dhanadhanya Vivardhani Namah – Lei che fa crescere la ricchezza e il grano.
887. Om Vipra Priya Namah – Lei che ama coloro che studiano i Veda.
888. Om Vipra Roopa Namah – Lei è chi studia e recita i Veda.
889. Om Viswa Brhamana Karini Namah – Lei che fa ruotare l’universo.
890. Om Viswa Grasa Namah – Lei che divora l’universo.

891. Om Vidhrumabha Namah – Lei che ha il colore del corallo.
892. Om Vaishnavi Namah – Lei che è il potere di Vishnu.
893. Om Vishnu Roopini Namah – Lei che è la forma di Vishnu.
894. Om Ayoni Namah – Lei che non ha una causa o che non è nata da grembo femminile.
895. Om Yoni Nilaya Namah – Lei che è la causa e il grembo di tutto.
896. Om Kootastha Namah – Lei che è il meccanismo di fondo dell’universo.
897. Om Kula Roopini Namah – Lei che è personificazione della stirpe e delle sue tradizioni.
898. Om Veera Goshti Priya Namah – Lei che ama la compagnia degli eroi.
899. Om Veera Namah – Lei che è l’eroismo (il valore personale, il vigore, la virilità: “vir”).
900. Om Naish Karmya Namah – Lei che non ha attaccamento all’azione.

901. Om Nadha Roopini Namah – Lei che è la forma del suono.
902. Om Vignana Kalana Namah – Lei che conosce il Brahman direttamente.
903. Om Kalya Namah – Lei che è abile in tutte le arti.
904. Om Vidhagdha Namah – Lei che è abile.
905. Om Baindavasana Namah – Lei che siede al centro del loto dai mille petali.
906. Om Tathwadhika Namah – Lei che è al di sopra di ogni categoria metafisica (Tattwa).
907. Om Tatwa Mayee Namah – Lei che è la quintessenza delle categorie metafisiche.
908. Om Tatwa Martha Swaroopini Namah – Lei che è personificazione di questo e quello (indica il significato dell’affermazione vedantica “Tu sei Quello”, come già descritto, la Dea è il Brahman Supremo, “Quello”, così come il Jivatman, l’ente incarnato, questo o “tu”).
909. Om Sama Gana Priya Namah – Lei che ama il canto del Sama (Sama Veda).
910. Om Soumya Namah – Lei che è pacifica, o che è bella come la Luna.

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Lalitha Sahasranamam, versi 771 – 880

771. Om Dhuraradhya Namah – Lei che non si lascia adorare dagli sciocchi.
772. Om Dhuradharsha Namah – Lei che non può essere costretta.
773. Om Patali Kusuma Priya Namah – Lei che ama i fiori dell’albero di Patali.
774. Om Mahathi Namah – Lei che è la più grande.
775. Om Meru Nilaya Namah – Lei che vive sul monte Meru.
776. Om Mandhara Kusuma Priya Namah – Lei che ama i fiori dell’albero di Mandhara.
777. Om Veeraradhya Namah – Lei che è adorata dai migliori tra gli uomini.
778. Om Virad Roopa Namah – Lei che è la forma universale.
779. Om Viraja Namah – Lei che non ha alcun difetto.
780. Om Viswathomukhi Namah – Lei che ovunque ha occhi e facce.

781. Om Prathyg Roopa Namah – Lei che può essere vista guardando all’interno (ritirando i sensi dalle impressioni del mondo esterno).
782. Om Parakasa Namah – Lei che è il cielo luminoso.
783. Om Pranadha Namah – Lei che conferisce l’anima, il soffio vitale.
784. Om Prana Roopini Namah – Lei che è l’anima, o il soffio vitale.
785. Om Marthanda Bhairavaradhya Namah – Lei che è adorata da Marthanda Bhairava.
786. Om Manthrini Nyashtha Rajyadhoo Namah – Lei che accorda il potere di governare, poiché è Manthrini (Lei a cui si prega con il Mantra e accorda benefici di conseguenza).
787. Om Tripuresi Namah – Lei che governa tre città (sezione del diagramma dello Sri Chakra).
788. Om Jayatsena Namah – Lei che vince.
789. Om Nistrai Gunya Namah – Lei che trascende i tre Guna (Tamas, Raja, Sattwa).
790. Om Parapara Namah – Lei che è la Suprema e l’inferiore.

791. Om Satya Gnananda Roopa Namah – Lei che è personificazione di verità, conoscenza e beatitudine.
792. Om Samarasya Parayana Namah – Lei che è egualmente Shiva e Shakti.
793. Om Kapardhini Namah – Lei che è la moglie di Kapardhi (Siva).
794. Om Kalamala Namah – Lei che indossa le arti come ghirlande.
795. Om Kamadhukh Namah – Lei che soddisfa i desideri.
796. Om Kama Roopini Namah – Lei che può assumere qualsiasi forma.
797. Om Kala Nidhi Namah – Lei che è la fonte o l’ispirazione delle arti.
798. Om Kavya Kala Namah – Lei che è l’arte della scrittura.
799. Om Rasagna Namah – Lei che apprezza le arti, o che conosce ogni forma d’arte.
800. Om Rasa Sevadhi Namah – Lei che è l’emozione o la beatitudine dell’arte.

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Lalitha Sahasranamam, versi 661 – 770

661. Om Sada Sadroopa Dharini Namah – Lei che è il fondamento dell’essere, o della verità.
662. Om Ashta Moorthy Namah – Colei che ha otto facce.
663. Om Aja Jethree Namah – Colei che vince l’ignoranza.
664. Om Loka Yathra Vidahyini Namah – Lei che fa girare il mondo, o che guida il carro del mondo.
665. Om Ekakini Namah – Colei che è unica e solo una.
666. Om Bhooma Roopa Namah – Colei che è la forma del mondo percepito, o della terra.
667. Om Nirdwaitha Namah – Colei che è priva di dualità.
668. Om Dwaitha Varjitha Namah – Lei che trascende la dualità.
669. Om Annadha Namah – Colei che dona il cibo.
670. Om Vasudha Namah – Colei che dona ricchezza.

671. Om Vriddha Namah – Lei che è l’antica (più vecchia del mondo).
672. Om Brhmatmykya Swaroopini Namah – Lei è l’unione di Atman e Brahman.
673. Om Brihathi Namah – Lei che è grandiosa.
674. Om Brahmani Namah – Colei che è Brahmani, la Sapiena Divina.
675. Om Brahmi Namah – Lei che è un aspetto di Brahma, in quanto parola creatrice.
676. Om Brahmananda Namah – Colei che è la felicità suprema dell’unione divina.
677. Om Bali Priya Namah – Colei che ama chi vince (contro i nemici dello spirito).
678. Om Bhasha Roopa Namah – Colei che è forma del linguaggio, o dell’argomentare.
679. Om Brihat Sena Namah – Colei che guida un grande esercito.
680. Om Bhavabhava Vivarjitha Namah – Colei che non ha nascita o morte.

681. Om Sukharadhya Namah – Colei che è piacevole da adorare.
682. Om Shubhakaree Namah – Colei che benedice.
683. Om Shobhana Sulabha gathi Namah – Colei che è disponibile e benevola.
684. Om Raja Rajeswari Namah – Colei che è la Regina dei Re dei Re (Raja Rajeswari, uno dei massimi attributi della Dea)
685. Om Rajya Dhayini Namah – Colei che distribuisce i regni (Vaikuntha, KailAsa etc.).
686. Om Rajya Vallabha Namah – Colei che ama e ha cura dei regni (spirituali).
687. Om Rajat Krupa Namah – Colei che regna con la compassione.
688. Om Raja Peetha Nivesitha Nijasritha Namah – Colei che pone sul trono i suoi devoti.
689. Om Rajya Lakshmi Namah – Colei che è la proseprità dei regni.
690. Om Kosa Natha Namah – Colei che regna sui cinque involucri del corpo-mente (detti Panchakosha, essi sono: Annamayakosha, Cibo; Pranamayakosha, Respiro; Manomayakosha, Mente; Vijnanamayakosha, Desiderio; Anandamayakosha, Beatitudine).
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Lalitha Sahasranamam, versi 551 – 660

551. Om Sarva vyadhi Prasamani Namah – Lei che cura tutte le malattie.
552. Om Sarva Mrutyu Nivarini Namah – Lei che salva dalla morte.
553. Om Agra Ganya Namah – Lei che è in principio.
554. Om Achintya Roopa Namah – Lei che è la forma di Vishnu.
555. Om Kali Kalmasha Nasini Namah – Lei che toglie le afflizioni nei tempi difficili.
556. Om Kathyayini Namah – Lei che è Kathyayini, o lei che è la figlia dl saggio Kathyayana.
557. Om Kala Hanthri Namah – Lei che vince la morte.
558. Om Kamalaksha Nishevitha Namah – Lei che viene adorata da Vishnu.
559. Om Thamboola Pooritha Mukhi Namah – Lei la cui bocca è piena di foglie di betel.
560. Om Dhadimi Kusuma Prabha Namah – Lei che è del colore del bocciolo di melograno.

561. Om Mrgakshi Namah – Lei che ha gli occhi da cerbiatta.
562. Om Mohini Namah – Lei che ammalia.
563. Om Mukhya Namah – Lei che è la prima.
564. Om Mridani Namah – Lei che dà piacere.
565. Om Mithra Roopini Namah – Lei che è personificazione del Sole.
566. Om Nithya Truptha Namah – Lei che è sempre soddisfatta.
567. Om Bhakta Nidhi Namah – Lei che è il bene più prezioso per i suoi devoti.
568. Om Niyanthri Namah – Lei che guida.
569. Om Nikhileswari Namah – Lei che controlla di ogni cosa.
570. Om Maitryadhi Vasana Labhya Namah – Lei che può essere raggiunta coltivando disposizioni come l’amicizia (Maitreya).

571. Om Maha Pralaya Sakshini Namah – Lei che è la testimone del diluvio universale.
572. Om Para Shakti Namah – Lei che è la Potenza suprema.
573. Om Para Nishta Namah – Lei che è il fine supremo.
574. Om Prgnana Gana Roopini Namah – Lei che è la personificazione della conoscenza superiore.
575. Om Madhvi Pana Lasaa Namah – Lei che è inebriata dal vino.
576. Om Matha Namah – Lei che sembra inerte.
577. Om Mathruka Varna Roopini Namah – Lei che è la forma dei colori e dei fonemi.
578. Om Maha Kailasa Nilaya Namah – Lei che abita sul Monte Kailâsa.
579. Om Mrinala Mrudhu Dhorllatha Namah – Lei che ha braccia flessibili come steli di loto.
580. Om Mahaneeya Namah – Lei che è illustre. Continua a Leggere →

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Lalitha Sahasranamam, versi 441 – 550

441. Om Kaula Marga Che Para Sevitha Namah – Lei che viene adorato dai seguaci del Kaula Marga.
442. Om Kumara Gana Nadambha Namah – Lei che è madre di Ganesha e Subrahmanya.
443. Om Thushti Namah – Lei che è felicità.
444. Om Pushti Namah – Lei che è salute.
445. Om Mathi Namah- Lei che è saggezza.
446. Om Dhrithi Namah – Lei che è coraggio.
447. Om Santhi Namah – Lei che è pace.
448. Om Swasthimathi Namah – Lei che è la buona fortuna.
449. Om Kanthi Namah – Lei che è personificazione della luce.
450. Om Nandhini Namah- Lei che è personificazione di Nadhini, figlia di Kama Denu.

451. Om Vigna Nasini Namah – Lei che rimuove gli ostacoli.
452. Om Tejowathi Namah – Lei che illumina.
453. Om Trinayana Namah – Lei che ha tre occhi.
454. Om Lolakshi-Kamaroopini Namah – Lei che ha vivi occhi appassionati.
455. Om Malini Namah – Lei che indossa una ghirlanda.
456. Om Hamsini Namah – Lei che è circondata dai cigni.
457. Om Matha Namah – Lei che è la Madre.
458. Om Malayachala Vasini Namah – Lei che vive nel Malaya (monte).
459. Om Sumukhi Namah – Lei che ha modi gentili.
460. Om Nalini Namah – Lei che è dolce.

461. Om Subru Namah – Lei che ha belle ciglia.
462. Om Shobhana Namah – Lei che ha un bell’aspetto.
463. Om Sura Nayika Namah – Lei che è a capo degli Dei.
464. Om Kala Kanti Namah – Lei che è la consorte del Dio dalla gola blu, Shiva.
465. Om Kanthi Mathi Namah – Lei che è radiosa.
466. Om Kshobhini Namah – Lei che è causa di forti emozioni.
467. Om Sukshma Roopini Namah – Lei che è più sottile dell’atomo.
468. Om Vajreshwari Namah – Lei che è Vajreswari (divinità che occupa il Làlandhara Peetha).
469. Om Vamadevi Namah – Lei che è la consorte di Vamadeva (una delle cinque forma di Shiva).
470. Om Vayovastha Vivarjitha Namah – Lei che non cambia con l’età.

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