La Madonna Nera, statue di Iside e della Vergine paritura. La Benedetta Signora sotterranea.

da Fulcanelli,  “Il Mistero delle Cattedrali”. Un tempo, le camere sotterranee dei templi servivano come dimora per le statue di Iside, ed esse diventarono, al tempo dell’introduzione del cristianesimo in Gallia, quelle Vergini nere che il popolo, ai giorni nostri, circonda d’una venerazione tutta particolare. Del resto il simbolismo tra queste due raffigurazioni è lo stesso: le une e le altre mostrano sul loro basamento la famosa iscrizione: Virgini pariturae; alla Vergine che deve partorire. Ch. Bigarne (Considérations sur le Culle d’Isis chez les Eduens. Beaune, 1862.), ci parla di parecchie statue di Iside designate dallo stesso vocabolo. L’erudito Pierre Dujois ci dice: «Già nella sua Bibliografia generale dell’Occulto, il sapiente Elias Schadius aveva segnalato, nel suo libro De dictis Germanicis, un’iscrizione analoga: Isidi, seu Virgini ex qua filius proditurus est (A Iside, o alla Vergine dalla quale nascerà il Figlio). Queste icone, dunque, non avevano per nulla il significato cristiano, che comunemente viene loro dato, almeno dal punto di vista esoterico. Bigarne dice che Iside, prima della concezione è, secondo la teogonia astronomica, l’attributo di quella Vergine che parecchi monumenti, molto più antichi del cristianesimo, indicano col nome di Virgo paritura, cioè la terra prima d’essere fecondata, e che sarà ben presto rianimata dai raggi del sole. È anche la madre degli dei, come attesta una pietra di Dio: Matri Deum Magnae ideae». Il senso esoterico delle nostre Vergini nere non può esser meglio definito. Esse raffigurano, nella simbologia ermetica, la terra primitiva, quella che l’artista deve scegliere come soggetto Continua a Leggere →

Navaratri 2017

Questo Equinozio di Autunno troneggia sul terzo giorno di Navaratri, sopra la Luna Nuova in Vergine, oscura fanciulla che scende nell’Ade invernale, diventando segreta signora di infinite moltitudini. Signora del Tempo e della Morte, Kali, che tutte le creature governa, e quindi Madre di ogni vivente, che dal tempo nasce e nel tempo muore per nascere di nuovo. Signora che in superficie si muove in esilio, in cerca dell’anima perduta del mondo, vestita da pellegrina, dal nero manto saturnino dell’inverno, dal mondo temuta e disprezzata, non (ri)conosciuta. Salute a Iside Demetra, racchiusa nel suo velo plumbeo di cielo, inaccessibile (Durga), freddo discernimento e distacco supremo. Colei che partorisce il Sole imperituro, che guida la vittoria dell’Eroe, che aprirà il corso delle acque del cuore nella stagione in cui risorta nella Stella della compassione potrà ritornate a inondare la terra. Navaratri sono i nove giorni in cui in India si celebra la Madre Divina, la Grande Dea. Nove come una gestazione da cui rinascere più pienamente se stessi, più consapevoli, più liberi. La Madre Divina è il liquido in cui tutti noi viviamo e respiriamo, ci nutriamo e pensiamo, tutto ciò che si vede e che non si vede. E’ la coscienza universale dove non c’è né io né tu, quella che dice io e tu, la mente che pensa in ogni essere pensante e disegna ogni cosa pensata. La forma di tutto ciò che ha forma e la liberazione dalla forma. Il vuoto in cui si abita e il vuoto Continua a Leggere →

La preghiera di Kunti a Krishna

1-3. Sebbene nella mia ignoranza, io ti adoro, Essere primordiale, Tu che esisti al di là di Prakriti, Tu che sei all’interno e all’esterno di ogni creatura. Tu che sei nascosto dal velo di Maya, che trascendi la conoscenza dei sensi, Tu immutabile; come l’attore mascherato sulla scena, sei visto anche da coloro che non sanno. Come può una donna comprendere Te, che hai preso corpo per insegnare la Bhakti ai saggi capaci di discriminare tra il Sé e il non-Sé, e a coloro che hanno padronanza della mente e della meditazione. 4. Mi inchino a Govinda, a Krishna, al figlio di Vasudeva e Devaki, al figlio adottivo di Nanda. 5. Mi inchino a Te che hai un loto per ombelico, a Te che indossi una ghirlanda di fiori di loto, a Te che hai fiori di loto come occhi e piedi come fiori di loto. 6. O Hrishikesha (Signore dei sensi), reggitore del mondo, io e i miei figli siamo stati soccorsi puntualmente da Te in molti pericoli, Signore, più rapidamente di come hai raggiunto tua madre, che rimase a lungo prigioniera di Kamsa. 7. Sono stata protetta da Te, o Hari, in tutte le circostanze, dall’avvelenamento, dall’incendio (di Jatugriha), dai demoni, dagli intrighi di corte, dalla miseria nella foresta, e dalle armi sul campo di battaglia. 8. O Maestro del mondo, fai che altre calamità ci colpiscano, perchè ancora godremo della visione di Colui che libera dalla reincarnazione.

L’accensione del Dhuni al Borgo dei Semplici. Solstizio d’Estate 2017.

Om Shiva Goraksh Yogi. Adesh Adesh. Prologo. La notte della luna piena di Holi avevo fatto un sogno, in cui Guruji mi diceva che era arrivato per me il momento di accendere il fuoco. Ma io vivevo in un appartamento in città e credevo che sarei stata costretta a leggere l’invito come una metafora. Poche settimane fa sono salita su queste colline che affacciano le valli “tra Feltro e Feltro”, che Dante profetizzava avrebbero visto nascere un avatar. Sulla collina, a quasi 600metri, vivono dei Fratelli che hanno dedicato la loro vita, le energie e i propri beni a ricostruire un borgo antico, per farne un luogo di meditazione e di conoscenza spirituale. E loro, che mi conoscevano da molto tempo, avevano costruito il cerchio con le pietre dove il fuoco attendeva invisibile di essere acceso. Sono seguiti giorni di lavoro titanico. La mattina del Solstizio eravamo pronti, e avremmo acceso il fuoco del Dhuni poco prima di mezzogiorno, quando il sole è al massimo dello splendore annuale. Attorno al fuoco che doveva nascere si sono sedute quasi quaranta persone, di mercoledì mattina, sotto un calore accecante. E allora li ho avvertiti: andrà molto peggio. E abbiamo cominciato. Chi siamo e cosa stiamo facendo, mi chiedevano quelle belle, solide matrone romane che ritornavano da un mondo antico e i ragazzi sottili e svettanti con grandi occhi luminosi. Niente, siamo all’inizio del mondo. Siamo dove tutto è incominciato, qualsiasi religione, spiritualità, ogni forma di scienza e tutto quello che riconosciamo umano, Continua a Leggere →

108 Nomi di Shiva

OM SHIVAYA NAMAHA Mi inchino al Dio Benevolo (Shiva) OM MAHESHVARAYA NAMAHA Mi inchino al Grande Dio Shiva OM SHAMBHAVE NAMAHA Mi inchino al Dio della Felicità OM PINAKINE NAMAHA Mi inchino al guardiano del Dharma OM SHASHISHEKHARAYA NAMAHA Mi inchino al Dio che porta la luna crescente tra i capelli OM VAMADEVAYA NAMAHA Mi inchino al Dio che sostiene l’esistente OM VIRUPAKSHAYA NAMAHA Mi inchino al Dio dalla forma perfetta OM KAPARDINE NAMAHA Mi inchino al Dio dai capelli intrecciati OM NILALOHITAYA NAMAHA Mi inchino al Dio splendente come il sole a mezzogiorno OM SHANKARAYA NAMAHA Mi inchino all’origine di ogni Bene OM SHULAPANAYE NAMAHA Mi inchino al Dio che brandisce il tridente OM KHATVANGINE NAMAHA Mi inchino al Dio che porta il bastone nodoso OM VISHNUVALLABHAYA NAMAHA Mi inchino a Shiva, adorato da Vishnu OM SHIPIVISHTAYA NAMAHA Mi inchino al Dio che emana la luce OM AMBIKANATHAYA NAMAHA Mi inchino al Dio che è il Signore di Ambika OM SHRIKANTAYA NAMAHA Mi inchino al Dio dalla gola blu OM BHAKTAVATSALAYA NAMAHA Mi inchino al Dio che ama i suoi devoti OM BHAVAYA NAMAHA Mi inchino al Dio che è l’esistente OM SARVAYA NAMAHA Mi inchino al Dio che è la totalità OM TRILOKESHAYA NAMAHA Mi inchino al Dio dei tre mondi OM SHITAKANTHAYA NAMAHA Mi inchino al Dio dal collo bianco OM SHIVAPRIYAYA NAMAHA Mi inchino al Dio che è amato da Parvati OM UGRAYA NAMAHA Mi inchino al Dio dal carattere terribile OM KAPALINE NAMAHA Mi inchino Continua a Leggere →

La figura di Ganesha e il rito di iniziazione. Lo smembramento e l’integrazione.

Ganesha è il Dio dalla testa di elefante. Egli è colui che viene adorato per primo. I suoi nomi sono invocati all’inizio di ogni opera per assicurarsi la riuscita, e prima di incominciare qualsiasi tipo di culto. Ganesha è immagine del primo “Shabda” (AUM) o vibrazione che si manifestò al principio dell’Universo. Perciò è associato al “principio”, come il “Signore dell’Inizio.” Ganesha o Ganapati è un Dio molto popolare in India come il distruttore degli ostacoli. La gente lo invoca chiedendo siddhi, successo nelle imprese, e buddhi, intelligenza. Egli è invocato prima di incominciare ogni impresa. E’ anche il patrono di istruzione, conoscenza e saggezza, letteratura e arti. La storia della nascita di Ganesha è riportata dallo Shiva Purana. La Dea Parvati si stava accingendo a fare un bagno al fiume, e aveva modellato la figura di un ragazzo dalla sporcizia prelevata dal proprio corpo: quando l’immagine prese vita, chiese al giovane di fare la guardia mentre lei faceva il bagno. Nel frattempo Shiva ritornava da Parvati, e trovava con lei un giovane sconosciuto, che gli impediva di passare. Infuriato, Shiva mozzò la testa del ragazzo, e Parvati ne fu profondamente addolorata. Per rimediare, Shiva mandò allora i suoi demoni (Gana) a prendere la testa di chiunque fosse sorpreso a dormire con il capo rivolto a nord. I Gana trovarono un elefante addormentato e riportarono dunque la sua testa. Shiva pose il capo mastodontico dell’elefante sul corpo del ragazzo e lo fece così rivivere. Shiva nominò il ragazzo Ganapati, comandante Continua a Leggere →

Chaitra Navaratri 2016

Felice Navaratri a tutti. Che sia un tempo di ispirazione e di visione, tempo di risoluzione degli errori e di chiarezza interiore e manifesta. La Madre divina ispira e insegna, mostra la giusta via e la purezza della vita, chiama alla liberazione dalle cattive abitudini, dall’inerzia e dall’ignoranza. Abita sempre presso ciascuno dei Suoi figli, in qualcuna delle Sue innumerevoli forme, tanto che, infine, ci sembrerà assurdo non averla riconosciuta e seguita fin dall’inizio, con stupore e commozione. Per chi la vede e per chi ancora non la vede, i Suoi Mille Nomi, letti e ripetuti, guidano al riconoscimento e alla percezione della pervasività della Sua maestria gentile, che cavalca il leone, irradiando benevolenza e grazia. Jay Ma. Adesh. [Scarica il testo del Lalitha Sahasranama in PDF]    

Lalitha Sahasranamam, versi 881 – 1000

881. Om Yagna Priya Namah – Lei che ama il fuoco del sacrificio. 882. Om Yagna Karthree Namah – Lei che è l’officiante del sacrificio. 883. Om Yajamàna Swaroopini Namah – Lei che è l’offerta al fuoco sacrificale. 884. Om Dharma Dhara Namah – Lei che è la base del Dharma (legge che regola i sacrifici e le altre istruzioni religiose). 885. Om Dhanadyaksha Namah – Lei che regola le offerte. 886. Om Dhanadhanya Vivardhani Namah – Lei che fa crescere la ricchezza e il grano. 887. Om Vipra Priya Namah – Lei che ama coloro che studiano i Veda. 888. Om Vipra Roopa Namah – Lei è chi studia e recita i Veda. 889. Om Viswa Brhamana Karini Namah – Lei che fa ruotare l’universo. 890. Om Viswa Grasa Namah – Lei che divora l’universo. 891. Om Vidhrumabha Namah – Lei che ha il colore del corallo. 892. Om Vaishnavi Namah – Lei che è il potere di Vishnu. 893. Om Vishnu Roopini Namah – Lei che è la forma di Vishnu. 894. Om Ayoni Namah – Lei che non ha una causa o che non è nata da grembo femminile. 895. Om Yoni Nilaya Namah – Lei che è la causa e il grembo di tutto. 896. Om Kootastha Namah – Lei che è il meccanismo di fondo dell’universo. 897. Om Kula Roopini Namah – Lei che è personificazione della stirpe e delle sue tradizioni. 898. Om Veera Goshti Priya Namah – Lei che ama la compagnia degli Continua a Leggere →