Meditazioni con i Tarocchi. Il Matto, L’Universo, La Giustizia.

La follia e l’incomprensibile che abitano questo mondo sono fondati sull’ordine invisibile del cosmo. La solitudine, sull’assoluto. La debolezza, sull’immutabile. Lo spregevole, sull’ingiudicabile. L’inefficace, sull’eterno esistente. Il margine, sul centro. Solo così ciò che abita debolmente il tempo può sussistere. La sua esistenza è fondata in ciò che è permanente e costante, nascosto in bella vista, nell’ordine di grandezze infinitamente superiori che stanno al proprio destino universale, da quando furono espulse dal primo ente, nell’espansione dello spazio, in ordine sparso e sincronico, aprendo un caos ben informato, che fu lo spazio tempo. Questa visione non corrisponde alla porzione razionale che la mente può sopportare. Solo nell’abbandono si può averne la soverchiante intuizione, nella crisi del raziocinio convenzionale, dove l’unico appiglio sia ritrovato nell’Infinito. Dall’altra, colui che di questo mondo non coglie i frutti, non usa questo mondo come cosa, e non fruisce delle sue soddisfazioni, è nella posizione da cui può osservare e contemplare le molte sofferenze e gli errori, stando nello stesso punto in cui i mondi ruotano attorno e si sincronizzano, da sempre: l’osservatore. Solo chi abbia mantenuto questa distanza e sentimento di distacco, alla fine, potrebbe giudicare, tra le infinite variabili di un gioco, sempre uguale, chi abbia avuto la palma del giusto. Quell’osservatore silenzioso ritroverebbe la Parola, la regola e la legge che reggono ogni cosa.

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