Shiva e Shakti nel Siddha Siddhanta Paddhati

[da “Philosophy of Gorakhnath” di Akshaya Kumar Banerjea, Motilal Banarsidass Publishers]

[cap. VII]
Il Siddha-Yogi Sampradaya di Gorakhnath indica la Realtà Suprema trascendente come Shiva, e il Potere onnipervadente supremo, origine di tutto, come Shakti. Shiva con Shakti, eternamente ed essenzialmente immanente alla sua natura, o Shakti eternamente unita a Shiva, rappresentano, secondo questo Sampradaya, la Realtà Assoluta.
Nel Siddha-Siddhdnta-Paddhati, Yogi-Guru Gorakhnath ha descritto questa unione eterna ed essenziale tra Shiva e Shakti, il Supremo Spirito Trascendente e il Supremo Potere origine di tutto.

Shivasya abhyantare Shaktih Sakter abhyantare Shivah
Antaram naivajdnlyat candra-candrikayor iva.

“Shakti è immanente in Shiva, e Shiva è immanente in Shakti, dunque vedi che non vi è nessuna differenza tra i due, come tra la luna e la luce lunare”.

Nella metafora della luce lunare il Mahayogi concepisce la Luna che splende da sola e da se stessa, e la luce lunare come l’espressione della Luna sotto forma di raggi luminosi irradiati dal suo centro. Evidentemente in accordo con questa concezione della Luna non vi è alcuna differenza essenziale tra la Luna e la luce lunare, proprio come tra una fiamma luminosa e la luce diffusa da essa. La luce della Luna non ha esistenza a parte e indipendentemente dalla Luna, e anche la Luna, sebbene esista di per sé, non possiede nessuna manifestazione se non attraverso la luce lunare propria alla sua natura.
Allo stesso modo, dice Gorakhnath, Shiva è l’eterno e l’infinito (sopra il piano del tempo e dello spazio) Anima e sede di Shakti; Egli è, quindi, per così dire, Shakti nella più concentrata forma di consapevolezza autocosciente, trascendente e senza alcuna espressione o sviluppo nella forma di azioni o fenomeni; Shakti è quindi l’infinito ed eterno Potere dinamico inerente e pervadente la natura trascendente di Shiva, ed è la manifestazione di Shiva nella forma del continuo di evoluzione e involuzione del sistema cosmico.
Shiva può essere descritto come lo Spirito o Anima di Shakti, e Shakti come il corpo di Shiva, non essendoci essenzialmente alcuna differenza tra l’anima e il corpo, dal momento che il corpo non è altro che l’espressione dell’anima. Si può parlare di Shiva come Shakti sul piano trascendente e Shakti come Shiva sul piano fenomenico.
A parte e indipendentemente da Shiva, Shakti non avrebbe esistenza, e se invece Shakti fosse negata, Shiva non avrebbe espressione, non manifestazione e nemmeno personalità cosciente. È in virtù della sua Shakti che Shiva diventa Consapevole di Se stesso come onnipotente onnisciente e perfettamente beato, come Dio personale e come Creatore e Governatore e Gioiello (vertice) dell’ordine cosmico. Nella Sua natura trascendente, la sua Shakti è nascosta (avyaktd) in Lui, e nello sviluppo del sé cosmico della Shakti, Egli è presente all’interno (antaryami) della Shakti e in tutte le sue manifestazioni e splendide rappresentazioni fenomeniche. Nella sua espressione cosmica, Shiva sembra tenersi nascosto dietro le operazioni creative della sua Shakti e fruirne come l’Anima segreta dell’intero ordine; così nella sua natura trascendente supra-cosmica, Shakti rimane nascosta in Lui.

Gorakhnath dice in chiari termini,
Sivopi Shakti-rahitah saktah kartum na kincanaSwa-saktyd sahitah Sopi Sarvasya Abhdsako bhavet (SSPIV.13)

“Shiva, privo della Sua Potenza, non sarebbe in grado di fare nulla; ma con la sua Potenza Egli diventa l’assoluto rivelatore (creatore e illuminatore) di tutti gli ordini di esistenze”.

Si dice che Shiva, lo Spirito Supremo, non sperimenti se stesso come lo Spirito Supremo senza essere riflesso dalla Sua Shakti, che è lo specchio spirituale della sua natura. Continua quindi dicendo:

Ala eva parama-kdranam pararntswarah pardtparah Shivah, Swa-swarupatayd sarvatomukhah sarvdkdratayd sphuritum saknoti, Jiyatah Shaktimdn.

“Lo stesso Supremo Assoluto (trascendente al di sopra delle più alte realtà fenomeniche e al di sopra del tempo e dello spazio e dell’azione), Shiva, in virtù del Potere infinito inerente alla Sua natura, diventa la Causa Suprema di tutte le esistenze fenomeniche e il Supremo Iswara (Dio personale), e la sua personalità auto-luminosa e autosufficiente, senza esserne affetta, diventa multiforme (rivolgendosi a tutte le direzioni) e si manifesta nelle forme di tutti i tipi di fenomeni esistenti”

La capacità unica di Shiva (lo Spirito Supremo) di rimanere eternamente assorbito nel godimento della sua esistenza di luce e trascendenza senza differenze e senza eguali e allo stesso tempo di rivelare e godere di se stesso come il Dio personale che crea e governa e distrugge innumerevoli ordini di esistenze fenomeniche e inconsce, e di pervadere tutto come il sé interiore è, secondo il Siddha -Yogi, la sicura evidenza del Potere Infinito inerente alla Sua natura.

Iti atah Shaktimdn”: dunque deve possedere la Potenza, conclude il Siddha-Yogi Gorakhnath.

Inoltre afferma categoricamente:
Ata eva ekdkdrah ananta-Shaktimdn nijdnandatayd avasthitah apindndkdratwena bilasan swa-pratisthdm swayam eva bhajaii iti byavahdrah, Alupta-Shaktimdn nltyam sarvdktiratayd sphuran, punah swenaiva rupenaeka eva avasishyate. (SSP1V. 12)

“Quindi, Shiva, sebbene essenzialmente, dimori nella Sua natura perfettamente felice e senza macchia, grazie al Potere Infinito immanente in Lui, giocosamente (senza alcuno sforzo e per pienezza della Sua natura) si manifesta e si diverte in molteplici forme (ndndkdratwena bilasan), e quindi appare di fatto nei fenomeni duali del godimento e del piacere, creatore e creato, sostenitore e sostenuto, anima e corpo, il sé e le sue espressioni, ecc”.

Egli non abbandona mai la sua Shakti e la sua Shakti non è mai separata da Lui (aluptaShaktimdnnityam). Quindi, sebbene in virtù della Sua Shakti Egli eternamente (nel corso del tempo) si manifesti in tutti i tipi di forme, (sarvdkdratayd sphuran), Egli in sé stesso esiste eternamente (senza tempo) come Uno-senza-secondo (ekaeva avasishyate), come l’immutabile senza differenze, Realtà non- duale, Nirguna Brahma.
[…]
Quindi l’identità essenziale di Siva e Sakti è una verità fondante nella filosofia della scuola Siddha-Yogi. Sakti non è altro che Siva stesso, visto come manifestazione e fruitore di se stesso nel sistema cosmico spazio-temporale. Lo Spirito Supremo, Siva, è causa efficiente e materiale dell’universo, e in questo aspetto è chiamato Sakti.
Siva trascendente è l’anima del sistema cosmico e di tutti i diversi ordini di esistenze al suo interno; Siva dinamico, cioè Sakti, costituisce il corpo del sistema e tutti i singoli corpi al suo interno.
Siva è considerato il Padre e Sakti la Madre dell’universo, anche se non c’è essenzialmente alcuna distinzione tra il Padre e la Madre, e non c’è nessuna questione di genere sul piano divino. Siva come causa efficiente trascendente di tutte le realtà fenomeniche è concepito come il Padre, e Sakti come la causa dinamica materiale, che attivamente assume forme diverse, che le sostiene e le nutre, per poi di nuovo assimilarle in Se Stessa, è concepito come la Madre.
Siva risplende e regna come l’anima in tutto, e Sakti costruisce per lui il corpo, la vita, la mente e l’intelletto […] e i loro sviluppi. In questo ordine fenomenico di auto-manifestazione, Sakti ha una tendenza diversificante (prasarana) e una tendenza unificante (Sankocana). Lei diversifica l’Uno e unifica il molteplice. Crea molte esistenze dall’Esistenza, e di nuovo riporta all’Unità essenziale tutte le esistenze attraverso il processo di illuminazione. Materializza lo Spirito e di nuovo spiritualizza la materia. Abbraccia lo Spirito con vari tipi di corpi fisici, vitali e mentali, e campi di autoespressione e auto-godimento, e rivela il centro spirituale essenziale di tutti questi corpi e dell’intero campo del gioco cosmico. Dà finitezza all’Infinito e di nuovo mostra l’Uno Senza divenire nel divenire delle finitudini. Questo duplice gioco di Sakti è incessante.

 

[Cap IX]

Con la Sadhana, grazie al risveglio graduale di Shakti nel corpo-mente del discepolo, si ha la realizzazione della presenza di Shiva. Che Gorakhnath descrive in cinque realizzazioni di Dio:

Lo Spirito Assoluto conscio di se stesso come Uno, infinito ed eterno,  realizzato individualmente attraverso il risveglio del Shakti immanente nella sua natura è chiamato Para-Pinda (Organismo Supremo). Gorakhnath descrive questo Para-Pinda di Shiva, l’individualità spirituale autocosciente dello Spirito Assoluto, come costituito da cinque forme di coscienza spirituale, tutte illuminate allo stesso tempo senza sovrapporsi l’una all’altra, nella sua autocoscienza divina onnicomprenShiva. Queste cinque forme sono:

1.Aparamparatn  2.Paramapadam  3.Sunyam  4.Niranjancm  5.Paramdtmeti. (S.S.P.I. 17).

Il Maha-Yogi ha tentato di rendere un’immagine di ciascuno di essi intelligibile o almeno immaginabile ai comuni cercatori, descrivendoli in termini di concetti psicologici, sebbene fosse lui stesso consapevole dell’inadeguatezza di tali descrizioni.

1. Aparamparam. L’uno immutabile, coscienza trascendente autosufficiente, senza differenze, in cui non c’è traccia della minima distinzione tra lo Spirito e la Shakti. Questo si riferisce alla pura coscienza dello Spirito Assoluto, quando Shakti è completamente nascosta nella sua natura trascendente, cioè quando l’aspetto dinamico dello Spirito è completamente non manifesto. Nell’Autocoscienza personale di Para-Pinda Shiva, questo puro sé – nirvikalpa – senza oggetti né divenire – si mostra come il principale fattore costituente. (Essere senza attributi).

2. Parama-Padam. Questo si riferisce al sottile sviluppo dell’aspetto dinamico dello Spirito come Para-Shakti, quando nella Divina Coscienza c’è una sottile forma di consapevolezza di Lei. Lo Spirito quindi diventa Testimone della sua Shakti e da questo semplice atto di testimoniare (che però non è agire) si ispira il desiderio creativo. La Divina Coscienza nella forma di puro testimone disinteressato (detto quarto, Turya, nel vedanta) è spesso meditata dagli Yogi come l’Ideale Supremo (Parama-Pada) da realizzare attraverso la sadhana.

3. Sunya. La coscienza divina è qui nella forma di un puro sfondo vuoto o substrato della sua Shakti vibrante, ricco infinite potenzialità. Questo si riferisce allo stadio di sviluppo di Shakti come Apara-Shakti, in cui Shakti sembra vibrare per auto-espressione, e Shiva sembra nascondersi dietro la scena e diventare il Vuoto, dal punto di vista fenomenico, pur illuminando ed entusiasmando Shakti dall’interno come sua anima e Signore. Molti Yogi meditano e adorano Shiva, lo Spirito Assoluto, come Sunya, per essere completamente liberati dal senso di Io e mio. Sembrano praticare ciò che potrebbe essere chiamato autoannientamento per il fine della liberazione assoluta da ogni tipo di schiavitù e dolore.

4. Niranjana. Lo Spirito Assoluto che sperimenta Se stesso come puro Io – come il vero Sé, distinto e trascendente dalla Shakti. In questa forma della sua coscienza, l’ente è consapevole di Se stesso come il Veggente (Sakshi) del Suo stesso Potere evolutivo. La sua autocoscienza implica una dualità nella sua natura non duale, una sorta di relazione Dvaita-advaita, la consapevolezza di una sottile distinzione in se stesso come eternamente immutabile, puro testimone dei mutamenti. Sente dentro di sé le pulsazioni della sua natura dinamica e nello stesso tempo si sente assolutamente immobile e intatto e non influenzato da queste pulsazioni. Questa forma di coscienza rappresenta la realizzazione della pura coscienza dell’io che trascende ogni tipo di limitazione, impurità e schiavitù. Molti yogi meditano sullo Spirito Supremo come Niranjana in vista della realizzazione di questo stato perfettamente puro, libero e beato, conscio di se stesso.

5. La quinta forma della coscienza onnicomprensiva di Shiva è la consapevolezza di Sé come Paramatma, che significa Anima Universale, Anima e Signore della Divina Madre dell’universo, Kundalini-Shakti. Egli possiede un potere infinito, ricchezza infinita, infinito bontà, bellezza infinita, saggezza infinita, amore infinito, ecc., e sente dentro di sé un impulso gioioso a giocare con tutti questi elementi attraverso la sua Shakti, nell’infinita varietà di forme del sistema cosmico, in tempo e spazio e relatività. Come Paramatma Assoluto, lo Spirito è consapevole di se stesso e della sua Shakti come la più perfetta Personalità spirituale, godendo eternamente l’infinita ricchezza della propria natura, sia come coscienza trascendente che in quella individuata nei fenomeni manifesti.

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